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Torino Comics 2017 – Report e Foto: Non è un paese per Comics?


… e anche per il 2017 siamo giunti in quel del Torino Comics, che arriva a sdoppiarsi in ben due saloni, distribuendo finalmente il grande afflusso di pubblico e dando respiro a stand ed attrazioni più grandi, aggiudicandosi alla fine un bel 55.000 persone.
Tutto in meglio dunque?
Ehm, no.
Ma perchè?
Forse i primi problemi arrivano dalla dicitura stessa dell’evento: già questo è stato spesso rimarcato in passato, ovvero che i fumetti non sono più il centro ma la periferia della fiera, però quest’anno si è davvero raggiunta la faccia sconcertata. Già è greve che grandi editori non abbiano un loro spazio, ma i banchi fumettosi sono realmente pochi, contando sia spazi autori che spazi di vendita.
L’organizzazione spaziale è quindi sì più aperta ma pure meno categorizzata: si va da fumetti, a giochi da tavolo ad “altro”, che prende sotto il nome di Mercato qualsiasi memorabilia, dalle magliette ai dvd, dalle statue al retrogaming. Un plauso a chi poi tra tutto costoro ha deciso di mettere in campo dei prezzi da fiera, mestizia invece per chi fa lievitare in modi spesso alti il prezzo di tanti titoli con motivazioni più o meno scarse. Ognuno è libero di gestirsi come vuole, e sicuramente l’affitto di uno spazio sarà alto da colmare, però… poi non lamentatevi di chi compra solo online.
Diversi in ogni caso i momenti videoludici, da retrò consolles da provare alle prime presentazioni di Switch, dai mini tornei di Doom da tavolino ai grandi tornei commentati dei soliti LOL, Heartstone, spara spara o calcio.
Premio “sigh” invece per chi ha avuto la brillanterrimerrima idea di consegnare come gadget dei mini palloni da calcio, che si sono infilati davvero dappertutto.
Positivo e da lode che per tutti e 3 i giorni di evento gli organizzatori abbiano comunicato via social di fare attenzione ai vari truffatori volantinari, che si sono così arenati al di fuori del salone, seppur con maniere spesso molto insistenti: forse in futuro potrebbe essere utile qualche giro in più della sicurezza.

Aree speciali

Ma le parti in grande sono sempre quelle che attirano molti visitatori, ed allora eccoci passeggiare per i soliti amici delle serie tv e fantasy più amate, i fracassoni Umbrellosi dell’Umbrella Italian Division (ora finalmente con area bella piena, e spazio apposito per la vendita di merchandising correlato), cabinati anni 90 e palco per i fantasiosi cosplayer. Attendevo però la vera novità di quest’anno, ovvero gli spazi dedicati alle rievocazioni medievali, che seguo sempre con piacere (e che spesso sono scomparse dalle mie parti per mancanze di fondi, ahinoi). Compaiono così cavalieri e dame ai tavoli di legno, tra scudi, spade e trabucchi; non può quindi mancare nei dintorni lo banco degli messeri di Feudalesimo e Libertà.
Si alternano i duelli, brillano i costumi, ma…
… ma l’impressione finale è in realtà un po’ particolare.
L’idea è bella nel raccogliere tutte queste associazioni, ma in quel contesto di capanno grigio e cementoso sanno un po’ meno di Medioevo e un po’ più di “improvvisa distorsione temporale da Terza Energia”, il che qualcosina toglie al complesso finale. Ma è anche vero che noi siamo passati in quel di domenica, quando magari il più degli eventi al proposito volgeva già più al termine, chissà.

Conclusioni Finali

…Torino COMICS cambia nome ti prego. O cambia evento, crea uno spazio fumettaro differente per un pubblico differente e qualcosa invece di altro genericamente nerd pop, perchè altrimenti l’unico modo rimasto per leggerti correttamente resta Tori – NO Comics, il che alla luce di altre fiere viste quest’anno (tipo Rho), è piuttosto induttore di mogiezza.
Vi lascio dunque alle consuete fotille di qui e di là:

La Gallery


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