Uncharted: L'Eredità Perduta PS4, Recensione

Uncharted: L’Eredità Perduta – L’avventura chiama di nuovo


Mentre il mondo aspetta di sapere qualcosa in più su The Last of Us 2, Naughty Dog lancia sul mercato Uncharted: L’Eredità Perduta, espansione stand alone che va a sommarsi agli altri capitoli di questa amatissima saga d’avventura.
Andiamo dunque a vedere cosa ha in serbo per noi il cane sporcaccione questa volta.

Squadra che vince… si cambia

Uncharted L'Eredità Perduta

La protagonista principale questa volta è Chloe. Curiosi di sapere qualcosa di più sul suo passato? Non rimarrete delusi.

Uncharted è tornato, ma è un pochino diverso.
Prima di tutto non c’è Nate. Quell’arrogante mattacchione ha lasciato il posto all’affascinante Chloe Frazer, che abbiamo già imparato a conoscere in Uncharted 2: Il covo dei ladri.
Lì la donna svolgeva il ruolo di “amica bellicosa” e il suo carisma (e, ammettiamolo, anche lo spettacolo che offriva standole alle spalle) la fecero diventare una dei personaggi più amati della serie. Chloe fece una comparsata anche in Uncharted 3 per poi sparire completamente dal franchise. La Naughty Dog però aveva altro da dire su di lei e così le ha dedicato questa espansione stand alone, in cui la troviamo in compagnia di un altro carismatico personaggio femminile della serie: Nadine Ross, la tostissima mercenaria con cui ci eravamo scontrati in Uncharted 4: Fine di un Ladro.
La trama è quella tipica di un film del genere action-avventura: le due eroine devono trovare un misterioso artefatto realizzato da un’antica civiltà: la Zanna di Ganesh. Per trovarlo le due si recano in in India dove è in corso una sanguinosa guerra civile portata avanti da un idealista sanguinario di nome Asav. Anche quest’ultimo è alla ricerca dell’oggetto, perché, in quanto capo delle truppe ribelli che stanno mettendo a ferro e fuoco il paese, è convinto che ritrovarlo gli permetterebbe di portare il popolo indiano dalla sua parte dandogli modo di sconfiggere le truppe governative e dominare sul paese. Facendosi largo fra gli sgherri di Asav, Chloe e Nadine dovranno quindi esplorare valli ricche di antichi insediamenti, giungle lussureggianti e affrontare scogliere e precipizi che se Stallone avesse dovuto scalare quelli in Cliffhanger, sarebbe morto a inizio film.

Uncharted: L'Eredità Perduta

Nadine Ross è invece l’altra protagonista. Questa volta scopriremo che sotto quella scorza da mercenaria c’è anche qualcos’altro.

Per quanto la trama sia semplice, a sostenerla abbiamo quello stile narrativo che Naughty Dog ha dimostrato di sapere padroneggiare egregiamente già con gli altri capitoli: situazioni scriptate con linee di dialogo prestabilite, ma incredibilmente naturali. Niente spiegoni forzati, niente frasi fatte, ma eslcamazioni, frasi “botta e risposta”, che rendono i personaggi “reali”, perché quello che dicono in certe situazioni è quello che probabilmente diremmo noi nelle stesse circostanze se ci trovassimo lì con loro. La parte più corposa di questi dialoghi comunque è inserita nei momenti di “calma” quando le due non sono impegnate a cercare di rompersi l’osso del collo o non sono impegnate in combattimento perché, come disse il brutto: “Quando si spara, si spara, non si parla”. In quei momenti ci vengono donate delle informazioni sui loro background, che vengono centellinate in maniera intelligente, donando loro quello charme da “personaggio vissuto” che avevano anche Sully e Nate. Scopriremo infatti svariate cose relative alle loro famiglie e alle motivazioni che le hanno spinte ad imbarcarsi in questa ricerca e ad intraprendere la vita delle avventuriere.

Nuovo? No, ma spettacolare.

 

Uncharted: L'Eredità Perduta

Come da tradizione non mancano le spettacolari scazzottate con i “boss” con momenti quick time event.

Quindi, protagoniste a parte, in cosa si differenzia questo Uncharted dal suo predecessore diretto?
In verità, poco altro.
La struttura di gioco è pressoché immutata. Abbiamo le sezioni platform spericolate con scivoloni e lancio di rampino, abbiamo gli insegumenti con tanto di sparatoria dove bisogna saltare di veicolo in veicolo, ci sono i momenti di combattimento dove si possono affrontare i nemici a testa bassa o sfruttare l’ambiente per eliminare tutti in stealth e abbiamo le fasi esplorative con scenari mozzafiato.
E quando dico mozzafiato intendo proprio, mozzafiato. La bellezza e la cura per il dettagli delle ambientazioni di questo gioco è qualcosa di fenomenale. Sapete quei giochi dove ci si ferma solamente per contemplare la maestosità di quello che si ha di fronte? Mi riferisco in particolare ad una zona con una cascata e due elefanti giganti che sono rimasto fermo a contemplare imbambolato per 5 minuti buoni, ma la verità è che questa espansione, così come era stato per Fine di un ladro, andrebbe giocata fermandosi ogni 30 secondi per guardarsi intorno e rendersi conto di che capolavoro per gli occhi abbia realizzato Naughty Dog. Solo così ci si può rendere conto di tutti quei minuscoli dettagli, come la luce riflessa da una pentola appoggiata ad una finestra in una location dove non potrete mai accedere, ma porca vacca quella pentola è là, e riflette! Sono cose che veramente ti fanno dubitare della salute mentale della gente che lavora alla Naughty Dog. Per ricercare un tale livello di perfezione non si può essere sani di mente!
Detto questo devo spendere altre due parole sul gameplay e su come da un certo punto di vista sia rimasto deluso.
Perché sebbene ci sia stato sicuramente il tentativo di voler aggiungere qualcosa alla ricetta base, come qualche enigma leggermente più complesso del solito, il resto è tutto già visto. Tutto ottimo eh, ma già visto. Non si poteva fare qualcosa in più?
Non si poteva ad esempio cambiare leggermente l’approccio al combattimento, sfruttando il cambio di protagonista? Mi aspettavo qualche cambiamento nel corpo a corpo ad esempio, visto lo stile più “tecnico” di Chloe, decisamente diverso da quello da “rissa” di Nathan. Mi introduci una cosa nuova come la possibilità di usare lo smartphone: fammici fare qualcosa di più piuttosto che usarlo solo per scattare delle foto! Fammelo usare per dover risolvere qualche enigma o come gadget nei combattimenti.
Ma forse va bene così. Infondo stiamo parlando di un’ espansione e avendo un sistema di gioco quasi perfetto non ti viene da rischiare e metterci le mani.

Breve. Ma intenso.

Uncharted: L'Eredità Perduta

Uncharted andrebbe giocato anche solo per gli scenari? Io propendo per il sì.

Uncharted: L’Eredità Perduta dura poco. O almeno, dura molto meno di Uncharted 4. Ha la durata di un vecchio capitolo della saga, cioè 7-8 ore, qualcosa in più andando alla ricerca dei manufatti, cosa che però viene di molto facilitata dal ritrovamento di un certo oggetto a circa metà dell’esperienza. La durata è comunque più che bastevole ai fini del gioco e la storia non aveva bisogno di ulteriori approfondimenti.

Comunque sia sappiate che Uncharted: L’Eredità Perduta vi darà accesso completo all’intero comparto multiplayer di Uncharted 4, per cui la longevità totale si allunga.

Tecnicamente, bellezza degli scenari a parte, troviamo lo stesso spettacolare comparto tecnico di Fine di un ladro. Animazioni fluidissime, frame rate solidissimo, effetti pazzeschi. Buona l’I.A. dei nemici, anche se pare che in qualche modo siano stati resi più facili da “ingannare” nel caso si decida di disingaggiarli e ritentare la via stealth, una volta che si è in scontro aperto. I nemici di Uncharted 4 sembravano più “testardi” e non scordavano così velocemente la nostra posizione quando ci si riusciva a nascondere durante una sparatoria.

Ottimo il doppiaggio e naturalmente perfetto il motion capture che ci restituisce in maniera certosina le espressioni degli attori, donando loro ancora più personalità. Buona la colonna sonora, anche se non raggiunge i fasti di quella dei suoi “fratelli maggiori”.

 

Grafica 100%
Sonoro 90%
Giocabilità 80%
Carisma 100%
Longevità 80%
Final Thoughts

Uncharted: L'Eredità Perduta offre un'altra avventura "alla Uncharted" e non delude. E' spettacolare, aggiunge del background a due personaggi amati e regala ore di divertimento. Cosa volere di più? Certo un po' rimane la delusione che non si sia voluto provare ad azzardare un po' di più, inserendo qualche elemento diverso nel gameplay, ma se ci fermiamo qui, se questo sarà l'ultimo Uncharted (o perlomeno l'ultimo con questa formula) allora va bene. Accettiamo questo titolo e gli diamo un bel votone. Basta che mo vai avanti bel cagnone. Ci siamo capiti Naughty?

Overall Score 90%
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