PC, Recensione

Unforeseen Incidents, Recensione – Un morbo dolceamaro



Backwoods Entertainment

Sviluppatore


Application Systems Heidelberg

Publisher

Avventura Grafica

Genere

Una terribile pestilenza colpisce la città, e forse oltre.
La gente vive in condizioni precarie tra mezzi di fortuna e povertà.
Però dalla nostra abbiamo un coltellino svizzero.
Questa la versione ultrastringata di Unforeseeen Incidents, titolo che fa dalla sua la costruzione di atmosfere opprimenti o comunque disagiate, ma stemperandole in modo strano, con una ironia che solo in certi casi salta fuori, e che non fa molto ben capire dove gli sviluppatori stessi mirassero il colpo.
Avete presente quelle sensazioni di quei prodotti (o piatti) dove vogliono mettere talmente un po’ di tutto da perdere poi una piena soluzione? Ma procediamo a gradi e vediamo la vicenda con qualche dettaglio in più.
Il nostro protagonista, ex informatico, si trova ad aiutare un amico scienziato nel trovare una cura per questa misteriosa malattia che costringe lo stato a mandare per le strade inquietanti forme di polizia sanitarie, che… sorpresa sorpresa, sono proprio loro a diffondere questo morbo stesso, tramite le cosiddette buje, strumento agreste delle campagne piemontesi atto allo spargimento del verderame.
Si tratta dunque di capire quale cospirazione stia cospirando dietro le quinte, scappando dalla cittadina e cercando di seguire un misterioso segnale radio che pare essere la chiave per le comprensioni di cui sopra. Lungo il nostro percorso troveremo così un classico ensamble di oggetti da raccogliere e combinare per potere risolvere di volta in volta i problemi di turno, ma anche qui gli enigmi stessi non hanno un proprio equilibrio.

Manco Mc Gyver

Le situazioni da risolvere saranno infatti su di un tappeto scosso che va da quelle molto logiche e ramificate, come trovare varie parti di un’auto da rimettere a nuovo, ad altre come “quella della diga” che veramente sono risolvibili con il classico provo tutto su tutto. Piccola cosa poi vista anche nel recente Detective Gallo sono poi un paio di enigmi “spiegati”: non arrivo a quello che devo fare, ma lo leggo papale papale, qui un po’ più ammorbiditi dalla ricerca di “ingredienti giusti” (tra virgolette, così non spoilero) per arrivare ad un certo risultato facendo qualche prova.
Ma la cosa interessante da un lato e ironica dall’altro, è l’uso continuo del nostro amato Multiuso, che arriverete ad amare tanto quanto il cubo cuore di Portal: esaminatolo vi darà accesso ad una lama, un cacciavite, una punta, una lima… tutti oggetti che bene o male saranno necessari di tanto in tanto. Quindi quando i ragionamenti non sembrano portare da nessuna parte, spesso l’unica via sarà quella di testare oltre ai vari oggetti, anche le diverse punte del nostro amico portatile svizzero. Interessante a surpraiss anche qualche momento stealth (parolone forse, ma tant’è).

Deprimenza, ma con un sorriso

Le atmosfere, e data l’ambientazione non poteva che essere così, sono ben curate nel loro stile fumettoso ma sempre un po’ sporco e malinconico, tipo quei disegni patinati di certe storie a baloon molto drammatiche; verso le ultime parti poi c’è anche un tono che mi viene da definire come new age, ma non proprio, è sfiorato diciamo. Oggetti accatastati, sporcizia, munnezza, dove pezzi di cartone are the new finestre. Anche la colonna sonora, toccante e minimale, aiuta molto a costruire quell’ambiente depresso, ma che tira ad andare avanti. Però come già accennato, si assiste ai commenti spesso salaci (e sagaci) del nostro informatico riparatutto, così come a personaggi piuttosto macchiette e sopra le righe, passando con rapidità dall’umorismo, all’umorismo un po’ più dark, alla seriosità sci-fi. Può anche starci, adesso non voglio sembrare eccessivamente pignolo, però di continuo, e misto a tutti quei luoghi tristi e semi abbandonati… mi lascia in un pelo di straniamento. Solo un pelo, ma un pelo c’è. Diciamo come se avessi trovato l’irriverenza di un Rufus, no va beh, meno, diciamo di un George Stobbart nel passato Dead Sincronicity e le sue botte allo stomaco (peraltro attendiamo il prosieguo, dannati).

Valutazione

Grafica 88%
Sonoro 80%
Giocabilità 79%
Carisma 77%
Longevità 84%
Final Thoughts

Tanti luoghi da visitare ed una trama interessante portano Unforeseen Incidents al di sopra dell'otto canonico, ma lì si ferma per qualche puzzle un po' stiracchiato ed un paio di evidenti forzature. Resta comunque un giro godibile per gli amanti del genere, che ne apprezzeranno i toni anche un po' seriosi. O forse allegri. O forse seriosi... non lo so, decidete voi.

Overall Score 81%
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