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Witcher 3 Wild Hunt – Recensione


Lo strigo (o Witcher) più famoso del mondo è tornato con il terzo capitolo della sua epopea nata in versione cartacea dalla penna di Andrzej Sapkowski e poi evolutasi in fenomeno videoludico sin dal primo, acclamato, The Witcher. Ci sarebbe molto da dire sullo standard qualitativo e le politiche commerciali introdotte dalla CD Project Red, che per certi aspetti potrebbero essere considerate controcorrente, ma il giudizio etico è qualcosa che è bene tenere fuori dalla valutazione. Ciò non significa che qui, in fase di introduzione, non possa rivolgere un plauso ad una società che fa combaciare i propri interessi con quelli del giocatore. Una dimostrazione a tutto il mercato odierno di come si possa lucrare fidelizzando i clienti e offrendogli prodotti di qualità, piuttosto che sfornando titoli (incompleti) ogni anno oppure con microtransazioni contenenti i peli del culo in HD e il set di armature di Hello Kitty.

DALLA PENNA AL CONTROLLER

Witcher 3 Screen (6)Il fatto che the Witcher abbia una collana di libri alle spalle è qualcosa che già dal secondo episodio iniziava a farsi sentire. La quantità di personaggi e informazioni riguardanti i vari regni in cui era ambientato erano impossibili da cogliere senza il fidato diario/Dandelion che copriva le falle lasciate dalla narrazione videoludica. Per il terzo episodio la cosa è più vera che mai. La storia riprende qualche anno dopo gli eventi di Witcher 2 e subito inizia di gran carriera. Durante dialoghi i personaggi nominano centinaia di situazioni che appartengono ai giochi precedenti o al mondo cartaceo. Teoricamente questo non rovina l’esperienza, Witcher 3 è affrontabile anche nella totale ignoranza, ma si avrà la sensazione di essere arrivati tardi ad una festa dove tutti sono sbronzi e le coppie già sono state fatte.
Parlando invece della trasposizione dal cartaceo, Witcher 3 segue una strada parallela alla collana di libri eppure differente. Finalmente fanno la loro comparsa i due co-protagonisti, Witcher 3 Screen (11)ossia Yennefer e Cirilla e subito si impongono con il dirompente carisma a cui i lettori si sono affezionati. Attorno a Ciri gravita l’intera trama e le scelte che la riguardano saranno quelle più decisive per determinare il finale del gioco. La trama è lunga e complessa, spesso spettacolare e ricca delle immancabili scelte morali prive di bene e male che hanno reso famosa la saga.

OPEN WORLD

Witcher 3 Screen (3)Giunto al terzo capitolo, per restare al passo con i tempi, anche the Witcher ha deciso di imbarcarsi nell’avventura dell’open world e lo fa maledettamente bene. Mi permetto lo sfogo di rivolgermi alla Bioware dicendo “Così si fa, c***o!”, ma cerchiamo di mantenere un contegno e tornare professionali.
Ovviamente l’open world comporta centinaia di quest che spaziano dalla semplice esplorazione a vere e proprie situazioni da gestire. I contratti da Witcher sono la vera perla. Sarete chiamati a risolvere situazioni che all’apparenza riguardano qualche mostro. Geralt dovrà presentarsi sul luogo e da esperto cacciatore seguire le tracce per capire cosa è successo. Diciamo che può essere paragonato al sistema di indagini che alcuni hanno già visto con Batman. Quasi sempre queste situazioni portano a problemi etici e drammi vari ed è inutile dire che molto spesso il motivo per cui siamo stati assunti differisce dal problema reale. Insomma, una perfetta e divertente riproduzione della vita da Witcher.
Il rapporto quest con trama e quest da combattimento o esplorazione è buono, le prime superano abbondantemente un terzo della quantità totale e se contiamo anche quelle che hanno solo componenti testuali che spiegano la situazione il rapporto arriva tranquillamente a due terzi. Witcher 3 Screen (14)Ognuna di queste missioni avrà una ricompensa in termini di esperienza, oggetti o materiali di costruzione; in alcuni casi la vista dei paesaggi è già qualcosa di appagante. Volendo sfruttare a pieno tutto questo le ore di gioco levitano fino a superare abbondantemente il centinaio.

SPADA D’ARGENTO E SPADA D’ACCIAIO

Witcher 3 Screen (2)Witcher 3 si mantiene fedele allo stile action del secondo episodio. Bere le pozioni è tornato ad essere un’azione libera da compiere in combattimento e non servirà continuare a mescerle all’infinito perché una volta recuperata la ricetta e prodotto un quantitativo minimo, Geralt provvederà automaticamente a rifornire quel quantitativo minimo durante i riposi (premesso che abbia ingredienti a disposizione).
Seppure in forma differente si può trovare di nuovo l’albero di abilità della spada, dei segni e dell’alchimia. Fate attenzione perché anche raggiungendo alti livelli sarà possibile completare solo una di queste tre vie; nulla vieta di attingere a tutti i tipi di abilità contemporaneamente, ma le versioni più potenti sono sbloccabili solo se avrete speso abbastanza punti in una singola categoria.
Personalmente ho affrontato il gioco in modalità difficile (il penultimo grado sfida) e devo dire che mi ha richiesto impegno, soprattutto sui nemici numerosi. In realtà è sempre possibile aggirare la difficoltà presentandosi a livello più alto di quello richiesto dalla quest in corso, ma basta un minimo di superficialità e la situazione può diventare presto pericolosa.
Witcher 3 Screen (13)Tra le pochissime cose che Geralt potrebbe imparare da un certo assassino c’è la mobilità del personaggio. Purtroppo i movimenti sono leggermente scomodi, specialmente durante le corse e il nuoto. Spesso sembrerà di guidare un tir dai capelli bianchi e sebbene la frustrazione non raggiunge mai livelli di guardia, dovendo rapportarsi con il mercato odierno è sicuramente un punto carente.

VERMICELLI E ARTE

Witcher 3 Screen (1)I bug sono qualcosa che al giorno d’oggi è quasi impossibile non trovare in giochi tripla A. Sono disposto a tollerarli ammesso e concesso che non impediscano il gioco e ci sia una rapida risposta. Con Witcher 3 siamo alla quarta patch nell’arco di un mese, il che è buono. Non si è mai trattato di bug pesanti che generassero crash o trasformassero i personaggi in terrificanti scheletri poligonali, ma di cadaveri che rimbalzavano sul terreno e facendosi beffe della NASA raggiungevano lo zenit in una manciata di secondi, oppure di Rutilla (il cavallo) che assumeva strane angolazioni mentre galoppava su di un terreno in pendenza. Cose divertenti se vogliamo vederlo da quel punto di vista e più che altro imperfezioni, ma comunque impossibili da non notare. Anche adesso il gioco non è immune a tutto questo, ma diciamo che i bug più gravi sono stati risolti.
Se da una parte abbiamo queste macchie sul quadro, d’altra parte è impossibile non notare che queste sono state fatte su di un capolavoro. Le accuse sul downgrade del motore grafico sono ridicole, non tanto perché gli sviluppatori hanno spiegato i motivi di quella scelta e sono assolutamente ragionevoli, quanto perché le immagini parlano da sole. Witcher 3 Screen (15)Spesso mi sono trovato a camminare, invece di correre, solo per gustarmi a pieno la cura dei dettagli o per ammirare gli scorci del paesaggio. Passando dall’occhio all’orecchio la situazione non cambia; doppiaggio e musica sono altrettanto appaganti quanto il motore grafico e contribuiscono abbondantemente al carisma dell’intero gioco.

Grafica 100%
Sonoro 100%
Gameplay 90%
Carisma 100%
Longevità 100%
Final Thoughts

Ogni decina di anni esce un gioco che definisce lo standard qualitativo di un determinato genere. Witcher 3 Wild Hunt è uno di questi giochi. Gli unici difetti contestabili sono una manciata di piccoli bug e un sistema di movimento abbastanza scomodo. Per quanto riguarda il resto è semplicemente un capolavoro.

Overall Score 98%
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