PS Vita, Recensione

Yomawari: Night Alone – Recensione – Hai ancora paura del buio?


Nippon Ichi

Sviluppatore

Nippon Ichi

Publisher

Survival Horror

Genere

La paura per il buio, penso, sia una di quelle cose che ci portiamo istintivamente nel nostro animo. Il buio nasconde, il buio rende vulnerabili. Tutti nella nostra vita abbiamo avuto o abbiamo ancora paura del buio. Pensate come si possa avere paura del buio se si hanno dieci anni e si gira in una cittadina giapponese completamente avvolta dall’oscurità, deserta, con qualche lampione a squarciare la coltre di nero, e infestata da inquietanti mostri. Questo è Yomawari: Night Alone. Un giorno la nostra piccola alter ego mentre tornava a casa smarrisce il suo fidato cagnolino. Ritornata a casa riferisce dell’accaduto alla sorella maggiore che sprezzante della notte che si avvicinava decide di andare alla ricerca del cane.

Yomawari’s Mansion…

Non vedendo più arrivare la sorella, la nostra piccola eroina si arma di torcia e coraggiosamente si butta alla ricerca della sorella scomparsa e noi con lei. Inizia così una lunga esplorazione di questa piccola città, dove il senso di inquietudine è veramente ben trasmesso nonostante lo stile fumettoso adottato dai programmatori della NIS. Yomawari è completamente in 2D super deformed, una tecnica grafica che potrebbe stonare un po’ con l’atmosfera da horror che sfoggia. Ma quello che più colpisce è l’incredibile bravura con la quale sono stati disegnati i mostri, che con le loro movenze e il loro design disturbante riescono a dare più di un brivido al giocatore tanto che, istintivamente, si cerca la fuga, come se noi fossimo lì al posto della bambina. Si sente che c’è qualcosa più grande di noi che sta accadendo. Il senso di impotenza è ulteriormente amplificato anche grazie al fatto che la piccola non può difendersi in alcun modo dagli attacchi, quasi tutti mortali, dei vari mostri, ma possiamo, appunto, solo scappare, lanciare una pietra come diversivo, nasconderci nei cespugli in attesa che gli spiriti si allontanino. Il fulcro di Yomawari sta proprio nell’approccio e interazione con i mostri che popolano la mappa. Una giocabilità avvincente che però mostra il fianco al difetto più grosso del gioco: c’è una certa casualità su come i mostri decideranno se e come attaccarci. Quindi spesso il superamento o meno dei mostri non dipenderà dalla nostra bravura, ma dalla fortuna su come il gioco determina quanti debbano attaccarci. Molte volte si verrà attaccati e circondati da un bel po’ di nemici senza avere una via di scampo portando la partita al game over. Altre volte nella stessa sezione e situazione si può trovare il campo libero da presene ostili. Una casualità degli eventi che porta a Yomawari un fattore fortuna tutt’altro che ignorabile che rovina un po’ l’immersione del giocatore.

Yomawari Hill…

Fin dai primi istanti si nota una certa somiglianza con Silent Hill, specie nell’atmosfera e dall’oscurità che in questo caso sostituisce la nebbia del capolavoro Konami. L’esplorazione della mappa segue uno schema prefissato e guidato da tutta una serie di indizi che troverete per i vicoli. Molte volte la situazione si sbloccherà trovando un particolare oggetto oppure saprete dove andare leggendo i numerosi cartelli generosi di informazioni da dare al giocatore. La varietà non manca e ci saranno varie zone da esplorare nelle 6 ore dell’avventura come il cortiletto della scuola, il boschetto, il campo di riso e i numerosi vicoli della cittadina. Grazie anche alla continua apparizione dei numerosi demoni e spiriti, ognuno dotato di propri pattern di azione e modo di reagire alla presenza della bambina, che il giocatore avrà sempre desta l’attenzione causa morte certa. In questo senso, è fondamentale avere sotto controllo l’indicatore che vi segnalerà il progressivo avvicinarsi degli spiriti, specie quelli invisibili che non riuscite ad illuminare con la torcia e propria scorta di stamina che si consumerà durante il vitale scatto ogni volta che proverete a fuggire. Ma ciò che rende particolarmente interessante il titolo NIS è la trama, apparentemente semplice e scontata, che con il progredire svela a poco a poco un intreccio narrativo tutto da interpretare. Non ci sono moderne cut-scene o dialoghi, ma sarà l’ambientazione a parlarci dei drammi che hanno sconvolto la città e che non sempre saranno legati al destino della piccola protagonista.

Valutazione

Grafica 75%
Sonoro 65%
Giocabilità 85%
Carisma 90%
Longevità 60%
Final Thoughts

Yowamari è una piacevole sorpresa. 6 ore di divertimento survival horror, come poche volte ci è capitato negli ultimi anni. Sorprende lo stile grafico bidimensionale ottimamente confezionato, che, nonostante la sua natura fumettosa oserei dire super deformed, riesce addirittura ad inquietare il giocatore grazie ad un sapiente design e animazione dei mostri, demoni e fantasmi che popolano il gioco. Yowamari spaventa, inquieta, disturba, lo si vive. Una piccola ma intensa esperienza.

Overall Score 75%
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