3DS, Recensione

3D Super Hang-On – Recensione


M2

Sviluppatore

Sega

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Genere

Una tuta a righe, una moto anch’essa a righe e un percorso lungo chilometri da far impallidire persino il Tourist Trophy: signore e signori, Hang-On è tornato! Per la precisione, parliamo di 3D Super Hang-On, versione per 3DS del famosissimo brand motociclistico di Sega. Cosa ci dobbiamo aspettare, nostalgia da lacrimuccia o da bestemmioni? Vediamo un po’…ovviamente dopo il filmato:

Il fascino delle due ruote

3D Super Hang-On (5)

La gloriosa versione arcade, leggermente meno portatile di quella odierna

3D Super Hang-On (che i più distratti chiamano Super Hang-On 3D) è la versione per 3DS del secondo episodio del famoso cabinato marchiato Sega (datato 1987), già obiettivo di porting per Mega Drive tra il 1989 e il 1991 nelle differenti aree geografiche. Ai tempi che furono, la serie di Hang-On stupiva non solo per le qualità grafiche e per l’efficacia del gameplay ma anche – o forse soprattutto – per il leggendario cabinato a forma di moto che adornava le migliori sale giochi dell’epoca…e che le ha adornate per un bel po’ di anni a seguire, ingurgitanto migliaia di monetine di fans ricolmi di giusto fomento.

3D Super Hang-On non è la sola “versione contemporanea” di questo glorioso titolo: sia la Virtual Console della Wii che il Marketplace di Xbox ne hanno ospitato una riedizione, a cavallo tra il 2010 e il 2012. Tornando comunque sui lidi portatili Nintendo, possiamo tranquillamente dire che il porting in questione trasuda sì di spirito classico e nostalgico, ma si concede qualche piacevole innovazione tecnologica del caso. Prima di tutto, però, rinfreschiamoci la memoria sulle meccaniche di gioco.

Il fascino dei millemila chilometri

3D Super Hang-On (1)

Correndo verso un rosso tramonto…

In 3D Super Hang-On, come avveniva nel passato, guideremo un anonimo motociclista lungo immani percorsi stradali, attraversando boschi, deserti, spiagge e campagne. Con visuale a posteriori, manovreremo la nostra moto con i tasti direzionali (crocetta o analogico, fa lo stesso) mentre Y e B saranno rispettivamente preposti alle indispensabili funzioni di freno e acceleratore. Una volta raggiunta la velocità di 280km/h, potremo premere il tasto R onde innescare un turbo capce di darci qualche decina di km/h extra sul contagiri – occhio ovviamente alle curve, quando svolgete questa operazione! Restando in tema di controllo, introduciamo la prima innovazione che sfrutta le capacità della console portatile Nintendo: i “gyro controls”. In pratica, come se avessimo in mano un reale manubrio di moto (o quello del vecchio cabinato), dovremo inclinare la console a destra e a manca per far sterzare il nostro multicolore alter ego.

Il gameplay resta inalterato rispetto alle incarnazioni precedenti: non dovremo “arrivare primi” dopo un tot di giri sull’ennesima ristrutturazione del Nurburgring, ma percorrere un lunghissimo stradone entro lo scadere del tempo limite. Il percorso sarà diviso in checkpoint, e il raggiungimento di ognuno ci concederà il canonico “extendend time”. Nel caso in cui il timer dovesse arrivare a 0 (zero) prima che raggiungiate il traguardo, il gioco finirà istantaneamente: ci sarà comunque la possibilità di ricomnciare un livello ogni secondo checkpoint superato (a timer al massimo) o di salvare in ogni momento dal menu di pausa.

In tutto vi saranno quattro livelli disponibili, ciascuno legato a una differente area geografica e caratterizzato da un peculiare livello di difficoltà: in più, all’aumentare della difficoltà (inteso come più curve e più avversari più bastardi), aumenterà la lunghezza in stage. Una volta completato tutto il completabile, potremo affrontare il “world tour mode”, ossia un’unica corsa che connette i quattro livelli, per un totale di 48 checkpoint da superare in un solo fiato. Il gioco (a meno che non avviamo noi un reset volontario) memorizzerà punteggi e tempi, coinvolgendoci in una contorta quanto infinita sfida contro noi stessi. Se c’è il modo per attivare leaderboards online (o usare lo Streetpass a tal pro) non lo abbiamo trovato.

3D Super Hang-On (4)

Zona sabbiosa con elementi sparsi di macchia mediterranea. In America.

Il livello di personalizzazione è discreto: potremo regolare l’ammontare di tempo a disposizione, la cattiveria degli avversari (da “distrattoni” a “psicopatici”) e tante belle caratteristiche dello schermo, come i bordi (nulli/come il cabinato “a moto”/come il cabinato normale) e l’inclinazione del medesimo durante le curve.

La semplicità – unita all’efficacia ed all’efficienza del gameplay – è il fattore chiave del successo di questa nuova versione di Hang-On. 3D Super Hang-On è veloce, immediato, impegnativo ma facile da prendere in mano…c’è tutto il meglio del feeling arcade, quel divertimento “liscio” dove  e in più non si devono spendere milioni in monetine per arrivare ai titoli di coda. Sia il 3D che la modalità “giroscopica” sono ottime aggiunte realizzate in maniera molto valida (non da usare in contemporanea, per ovvi motivi!), anche se rimane un pelo di “rammarico” per la mancanza di una modalità aggiuntiva (stile “carriera”) come avveniva nei vecchi porting casalinghi – quelli dove correvi contro King Arthur, per intenderci. In ogni caso, la solidità del gameplay e l’ottimo “salto nel futuro” fatto da questo gioco d’epoca riescono a tenere alta l’attenzione del giocatore, posto che si abbia qualche anno in più sulle spalle per poter apprezzare il tutto nella sua interezza.

Note tecniche

Sotto il profilo tecnico, 3D Super Hang-On se la cava più che bene. La grafica è sempre fluida e veloce, perfettamente esente da rallentamenti: si sgrana giusto un pelo quando visualizzata a schermo con estensione massima. L’effetto tridimensionale è realizzato molto bene, capace di dare una valida sensazione di profondità che a sua volta riesce a rendere l’esperienza di gioco più interessante…posto che le vostre cornee reggano! Visivamente parlando, il gioco è solido e carismatico nel suo fascino retrò: i cartelli a bordo strada che pubblicizzano After Burner II e la posa da “Tony Manero coricato” che alle volte prende il nostro alter ego quando cade fanno tutti parte del pacchetto, e la transizione giorno/notte di alcuni stage (diventa tutto violaceo o blu) è sempre piacevole nella sua semplicità.

Anche la colonna sonora regge bene l’impatto del tempo: tornano tutte le tracce storiche (beh, quattro erano) remixabili dal menu con un semplice equalizzatore, assieme a quelle dei menu.

I controlli sono efficaci e funzionali. Sia in versione “gyro” che “a bottone”, tutto funge bene senza patemi o fetecchie del caso. Il peso quasi nullo sulla SD della console è un altro punto a favore per il gioco, rafforzando il suo carattere “pick up and play” che può stare sempre con voi per sessioni rapide e non.

Valutazione

Grafica 83%
Sonoro 81%
Giocabilità 82%
Carisma 90%
Longevità 76%
Final Thoughts

3D Super Hang-On è una perla per nostalgici, che con la sua semplicità riesce a stregare per un quantità di tempo di gran lunga superiore a quella oggettivamente necessaria per portarlo a termine. Nonostante qualche dubbio sorga sul fronte della presenza di una sola modalità di gioco, la realizzazione tecnica è talmente valida da rendere il gioco un acquisto altamente consigliato - ancor più consigliato ai meno giovani...e pure ai più giovani, che possono capire com'è un vero gioco "semplice ma divertente" che non sia una delle tante buzzurrate flash che ci vengono tirate contro dai meandri del web.

Overall Score 82%
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