Overwatch PC, PS4, Recensione, Xbox One

Overwatch – Recensione (versione PC)


Blizzard Entertainment

Sviluppatore

Blizzard Entertainment

Publisher

Sparatutto FPS, con elementi RPG

Genere

OverwatchBlizzard ha talento, su questo non ci sono dubbi. Talento nel produrre giochi di qualità, ma soprattutto talento nel creare hype. Chi è suo fan da lungo tempo lo sa benissimo. I fan della Blizzard sono abituati a godersi i loro spettacolari trailer; delle Cinematic che la Pixar gli fa un baffo. E sebbene il popolo da anni chieda a gran voce di vedere dei film realizzati dal reparto CGI Blizzard, la casa di Irvine rimane sorda a queste richieste, e anzi affida ad altri il compito di realizzare un film su Warcraft (tutt’ora nelle sale) con l’esito di ottenere un prodotto mediocre, che se l’avessero fatto loro invece so già che in sala la gente avrebbe pianto per l’epicità. Ma tralasciamo il cinema e concentriamoci sul lavoro fatto attorno al gioco di cui parliamo in questa recensione: Overwatch. Che noi si ricordi mai un titolo Blizzard aveva raggiunto i livelli di hype di Overwatch. Manco Diablo III, manco Starcraft II, e parliamo di saghe che non esito a definire storiche. Forse dipende dal genere di appartenenza, visto che gli Fps sono un genere decisamente più “popolare” degli Rpg e degli Rts, ma noi siamo convinti che in verità il motivo di tale fomento sia da ricercarsi nel modo in cui Blizzard è riuscita magistralmente a sfruttare ogni strumento di questa nostra era digitale per bombardare il pubblico con i propri messaggi pubblicitari e farlo interessare al proprio prodotto.

La loro campagna pubblicitaria ( di cui parleremo più approfonditamente nel paragrafo successivo) ha coinvolto ogni media possibile: social network, fumetti, televisione, e i risultati si sono visti: secondo Blizzard il gioco ha attirato 7 milioni di giocatori nella settimana di lancio; un risultato del tutto invidiabile.

Ma a noi non interessa il successo di Overwatch. Una cosa di successo non è detto che sia per forza di qualità, anzi, quindi è giocando e rigiocando che abbiamo finalmente trovato la risposta alla domanda che più ci preme in qualità di recensori e videogiocatori: è bello sto Overwatch? Vale la pena giocarlo? La Beta ci aveva fatto una buona impressione (potete leggere la nostra anteprima del gioco a questo link), e ora, dopo aver provato per diverse ore il gioco completo condividiamo con voi le nostre impressioni. Buona lettura!

La pubblicità è l’anima del gaming

Overwatch

Che fossero filmati o fumetti poco importa. Blizzard ha imposto standard elevatissimi per ogni prodotto realizzato attorno al brand Overwatch.

Ci sono giochi che hanno bisogno di una trama per funzionare e giochi che non ne hanno bisogno e i multiplayer online solitamente appartengono alla seconda categoria. Quando lo scopo principale del gioco è ammazzarsi senza alcuna pietà in scontri all’ultimo sangue a chi interessa la trama? O meglio, a cosa serve? Dal punto di vista pratico la trama nel mondo videoludico è un pretesto per dare il via all’azione, per dare al giocatore il senso che le sue azioni stiano servendo a qualcosa, anche se (e per fortuna) nel mercato odierno la narrazione sta assumendo un ruolo sempre più importante anche all’interno dei videogiochi. I videogames non sono più visti come un passatempo, ma come un medium attraverso cui raccontare/vivere una storia. Naturalmente ci sono generi che si prestano maggiormente a questo scopo e diciamolo: uno shooter online non è proprio il tipo di gioco da cui ci si aspetta una trama, figurarsi una trama profonda… e Overwatch non fa eccezione. Overwatch non ha una trama, o meglio all’interno del gioco non c’è. In Overwatch ci si spara/scaglia frecce/prende a martellate/ tira missili/lancia shuriken e questo è l’unica cosa che si fa. E’ un multiplayer competitivo e l’unica cosa che si fa è uccidersi a vicenda. Se non è all’interno del gioco quindi, dov’è la trama di Overwatch? Come sappiamo noi che originariamente gli Eroi di Overwatch erano alleati uniti nella lotta durante la Crisi Omnic, un evento catastrofico in cui robot costruiti dagli uomini si ribellarono ai propri creatori, e che poi presero strade diverse che li portano ora a scontrarsi? La risposta è nell’immenso lavoro di cui parlavamo qualche rigo sopra: la campagna pubblicitaria del gioco. Intorno ad Overwatch e ai suoi personaggi è stato costruito in intero universo narrativo, che ha contribuito a dare carattere all’intera produzione.

 

Overwatch Reaper

Tutti gli Eroi sprizzano carisma da ogni poro e oltretutto possono essere personalizzati con skin, pose ed emote, ottenibili come loot in game.

Ogni Eroe ha una propria biografia, consultabile sul sito ufficiale del gioco, e alcui di loro sono protagonisti di spettacolari filmati che potete vedere tranquillamente su Youtube. La cosa geniale è che documentandosi su ognuno di loro è possibile imparare nuovi dettagli sulla lore del mondo di Overwatch. Leggendo la biografia di D.VA ad esempio, Eroina sud coreana ex-pro gamer e ora pilota di mecha, si scopre che lei divenne una combattente quando fu reclutata dall’esercito coreano per combattere un gigantesco robot Omnic emerso dalle acque del Mar Cinese Orientale che stava devastando le coste del suo paese. Da quella di Roadhog, apprendiamo di come l’uomo sia divenuto un “mutante” a causa dell’esplosione di un reattore di una fabbrica Omnic che lui stesso ha contribuito a distruggere, rendendo parte dell’Australia un inferno radioattivo completamente inadatto alla vita. Si tratta di dettagli per l’appunto, ma che sommati fra loro vanno a costruire un insieme di contenuti solido e soprattutto capace di cattuare la fantasia di chi legge. Overwatch è quindi un gioco con una storia, ma la storia non si trova al suo interno e non la si impara mentre si gioca. Per conoscerla bisogna documentarsi, guardare video, leggere fumetti, con un processo che ricorda molto la preparazione ad una sessione di D&D: prima ci si documenta, e poi si va nel vivo dell’azione, consci che ciò che si incontrerà durante la propria “avventura” non è lì per caso, ma è frutto dell’ingegno di qualcuno. Con Overwatch Blizzard è riuscita in un colpo solo a fare del marketing intelligente, aggiungendo contenuti al proprio prodotto e non pubblicizzando cose che in verità non possedeva (cosa che, ahinoi, capita molto spesso nel mondo dei videogiochi) e a dare spessore e credibilità al suo ennesimo mondo immaginario; chapeu Blizzard.

Asimmetria portami via

Overwatch

Sebbene sia Soldier 76 che Widowmaker utilizzino entrambi armi da fuoco, il loro stile di battaglia è completamente diverso. In uno scontro ravvicinato vincerebbe quasi sicuramente il primo, mentre in uno scontro dalla distanza vincerebbe la seconda. Poi l’abilità può far miracoli…

Come detto, in Overwatch, quello che si fa è uccidersi, ma non ci sono modalità in cui questa azione sia lo scopo vero e proprio della partita, ovvero delle modalità deathmatch. Overwatch possiede solo modalità a obiettivi e per la precisione ne possiede 4: Controllo, Conquista, Trasporto e un’ultima che è un ibrido fra Conquista e Trasporto.

In Controllo le due squadre devono lottare per mantenere il controllo, per l’appunto, di una determinata zona, per un periodo di tempo prestabilito.

In Conquista una squadra gioca in attacco e l’altra in difesa. Gli attaccanti devono impossessarsi di delle zone, mentre i difensori devono impedirglielo fino allo scadere di un countdown.

In Trasporto si gioca sempre divisi fra attaccanti e difensori: gli attaccanti devono scortare un mezzo fino ad un punto preciso della mappa, mentre i difensori devono fermarli ad ogni costo.

La modalità ibrida Conquista/Trasporto invece prevede sia la presenza di punti da conquistare che la scorta al veicolo.

Le partite sono molto rapide e veloci: raramente un match supera i 10 minuti. Sulla durata della partita può incidere molto lo squilibrio di abilità fra le due squadre, una squadra di giocatori “capaci” può vincere anche nel giro di 2 minuti contro una squadra di “niubbi”.

Overwatch Genji

Le Ultra sono delle “mosse finali” che gli Eroi possono usare una volta riempita una determinata barra compiendo azioni in battaglia. Sono in genere molto spettacolari e i loro effetti variano di molto in base al personaggio.

I combattimenti sono molto rapidi e frenetici, ma anche molto spettacolari: capita di vedere delle cose che al confronto i combattimenti di Civil War sembrano quelli di un film di Bud Spencer e Terence Hill. Questo gusto per la teatralità però non vi deve distrarre e far pensare che il gameplay di Overwatch sia “semplice”; il suo forte influsso Rpg, lo rende un tantino più complicato di un normale shooter online. Sul campo abbiamo 21 Eroi, tutti con abilità, capacità di movimento e tecniche d’attacco diverse fra loro. Il modo in cui approcciare la partita cambia radicalmente in base all’Eroe che si utilizza, così come cambia l’approccio alla mappa. C’è chi vola, come Pharah, c’è chi è in grado di congelare gli avversari e creare muri di ghiaccio, come Mei, e c’è chi spamma colpi di lanciagranate e piazza trappole, come Junkrat. Definire Overwatch uno shooter è difatti abbastanza limitante, perché non tutti gli Eroi utilizzano armi da fuoco, come Genji, che usa shurkien e spada o il possente Reinhardt la cui arma principale è un martellone gigante. Le sue meccaniche principali sono quelle di uno shooter, ma cavarvela con gli Fps non vi basterà per vincere ad Overwatch. Dovrete conoscere bene le abilità di ogni singolo Eroe per aiutare in maniera appropiata i vostri compagni e contrastare efficacemente i vostri avversari. Sapere che Eroe scegliere e saperlo usare bene quando serve è quello che vi renderà dei bravi giocatori di Overwatch.

Tutti i personaggi difatti hanno volutamente dei punti deboli che li rendono adatti o meno a scontrarsi con determinati avversari. Sia chiaro che tutti possono uccidere tutti, solo non pensiate di poter vincere le partite solo con la vostra abilità perchè Overwatch è costruito per dover essere giocato in squadra e solo giocando per la squadra è possibile vincere. La curva di apprendimento è comunque rapida e con un po’ di impegno si impara presto come comportarsi in partita.

Tutta la tavolozza dei colori

Overwatch

Overwatch è un tripudio di colori, esplosioni, raggi, proiettili, e chi più ne ha più ne metta.

Sotto il profilo tecnico Overwatch è pressochè identico a quanto si era visto nella Beta: una girandola di colori che scorre veloce come il vento. Il gioco su PC è ricco di opzioni che con qualche smanettamento permettono di poter giocarea anche su macchine non proprio nuove, con un frame rate più che decoroso. Se invece avete una scheda video uscita negli ultimi 5 anni e un processore decoroso state tranquilli, potrete giocare senza alcun problema. Le mappe sono tutte molto diverse fra loro e spaziano da templi tibetani a scorci di città europee e orientali. I level designer sono riusciti a renderle adatte ad ogni tipo di Eroe, alternando spazi stretti ad altri aperti con appigli e sporgenze su cui poter salire: che stiate utilizzando un personaggio con armi da breve distanza o un cecchino, ci sarà sempre un posto adatto per voi sulla mappa. Impeccabili le animazioni di armi e ed Eroi, in particolare quelle di quest’ultimi: è incredibile come Blizzard sia riuscita a donare ad ogni singolo personaggio un modo caratteristico di muoversi, donando loro ancora più personalità di quanto non facciano già i loro splendidi modelli.

Il netcode è uno dei più solidi che ci sia capitato di vedere negli ultimi anni e anche la velocità di ricerca delle partite è sbalorditiva: l’attesa media non supera i 20 secondi. Anche il sonoro è curatissimo: ogni mappa ha un suo tema particolare, così come ogni Eroe ha un rumore unico per ogni azione che compie. Ad un certo punto arriverete a riconoscere chi avete di fianco dal suono che emettono i suoi passi. Particolarmente azzeccata anche l’idea di accompagnare le Ultra, ovvero le mosse “finali” degli Eroi, con una frase particolare. E’ una cosa che richiama ai cartoni animati giapponesi, ed è una cosa che indubbiamente “fa fico” e dona carattere; frasi come il “Ryu ga waga teki wo kurau!” di Hanzo o la “Ogon po gotovnosti!” di Zarya sono già diventate un tormentone di internet.

Piccola nota sulle classificate

La sua natura di gioco di squadra è probabile che porterà Overwatch a comparire nei prossimi campionati di E-Sport, ma per tutti i non professionisti che aspirano a diventarlo? Ci sono le classificate ovvio, peccato che per adesso il gioco non le supporti, ma state tranquilli: Blizzard ha garantito che arriveranno entro la fine di giugno.

 

 

Grafica 95%
Sonoro 95%
Giocabilità 90%
Carisma 90%
Longevità 90%
Final Thoughts

Overwatch mantiene le promesse. E' uno sparatutto online con forti contaminazioni Rpg, rapido e coinvolgente che spinge sulla collaborazione fra giocatori. Il suo gameplay intuitivo, ma non banale, farà felice sia chi in un gioco cerca ore di puro divertimento, sia chi è interessato alla competizione. La qualità del suo comparto tecnico e artistico è sopraffina, ma d'altronde non c'è da stupirsi visto che Blizzard ci ha (quasi) sempre abituato a prodotti di altissima qualità sotto questo profilo. Cosa aggiungere? La sfida di Blizzard è vinta: Overwatch si ricava a pieno diritto un posto nel mondo degli FPS online.

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