PC, Recensione

A dump in the dark, Recensione – La paura che fa schifo


Oubliette

Sviluppatore

Oubliette

Publisher

FPS, Esplorazione, Feci

Genere

Salve, sono Roberto Toia, ma in tanti mi conoscono come Tuxx.
E’ dal 2012 che scrivo recensioni di videogiochi, cercando di mantenere uno stile ironico, ma dicendo tutto quello che penso.
Oggi sono alla fine del 2018, sei anni dopo. E mai, mai, nemmeno con i titoli più ciofeche sono arrivato a scrivere questa frase.
Non ho la minima idea di che cosa abbia giocato.

Una patriottica elegia de lammerda™

Mi sono fatto ingannare, come molti altri, dal trailer di A Dump in the Dark, prima di ogni altra cosa.
Io che ho insultato per anni i titoli alla Amnesia, Outcast e zozzerie simili per la loro mancanza di gioco e di idee, ero quasi contento come in una rivalsa personale di provare un titolo simile, ma dove sconfiggiamo i nemici con il nostro ano. Sparando feci sulle cose. “Gioco di cacca da vincere con la cacca, è l’uovo di Colombo!”, tapinamente immaginavo.
Invece, per dirvela subito stretta, questo è un gioco esplorativo parzialmente FPS dove la cacca non è nè il fine, nè il mezzo. E’ archetipo, è mitologia, è esaltata nella sua caparbietà.
Probabilmente concepito da autori che hanno pensato fosse idea estrema quella di parlare di escrementi in un contesto horror, supportando la storia con parti weird e grottesche, ed eliminando quasi del tutto una qualsiasi componente ironica.
Ma arriviamo alla sinossi. Allora, (respiro profondo) noi impersoniamo Johnny, un essere culiforme flaccido e lento che è nato da un repellente essere/corpo deforme esteso e schifoso che in confronto il film Society è Dallas. Questo … coso, viene allevato per alti destini, addirittura si sottodice, per salvare l’umanità da terribili sventure, e questo dovremmo capirlo ancora di più dalle scene in cui appare Hitler.
Ecco, siete soddisfatti ora?
Potrei aggiungere che i salti di scena in scena sono spesso anche temporali, arrivando a diventare la madre di uno dei “villain” del gioco, ovvero il bimbo dalla bocca mostruosamente gigante (terrificante per davvero, una delle poche cose che ha influito positivamente sul voto del Carisma), che si nutre di lucertole umanoidi per aumentare le proprie capacità cacchiche. Ma quindi siamo noi? No, è un altro, che volendo potrebbe pure ammazzarci ingoiandoci, ma che si limiterà a distruggere tutte le persone attorno a lui in modi buffi. Ora aggiungiamoci una spesso presente voce narrante, finti nonni morti che paiono usciti dall’Uomo Incriccato, demoni oscuri, clown assassini e capitani di nave metà uomo e metà falena … ed avrete idea parziale del delirio al quale si vada incontro.
Amore, morte e fiumate marroni si mescolano a scene sempre più disgustose, e volutamente così credo per bellezza da parte degli autori. Glom.
Gente che urla di godere nel bere gli escrementi, feti lanciati in water giganti, persone mangiate intere e mani che ci uccidono senza manco far capire il come o il perchè.
Quindi dovrei dire che in un certo senso il Dump in the Dark riesce nel rendersi inquietante proprio per il suo autocelebrare la propria schifezza, tenendo quantomeno alto il potenziale carismatico (o cacchismatico); però no.
Il trucco è quello di un prestigiatore da una settimana, con poca pratica: puntando tutto sul disturbante o misterioso non vuol dire giustificare così scelte pessime di grafica e design, che così passano come “venute male apposta”: stiamo semplicemente in un’altra camera dello stesso albergo di chi sostiene ad esempio che Super Meat Boy sia un capolavoro solo perchè difficilerrimo.
Qui non si capisce veramente quasi nulla, senza metafore o scelte azzardate, abbandonandosi a scene quasi randomiche per legare una storia di cacca. Di cacca, di cacca.

La cacca dura

I comandi, caro lettore, i comandi sono semplicemente duri da padroneggiare: afferrare qualcosa risulta un procedimento lento e non dovuto dalla difficoltà del titolo, ma da una scarsa realizzazione tecnica. Ogni tanto mi sono dovuto fermare ad osservare guide per capire se stessi facendo la cosa giusta, ed il 90% dei casi la risposta diventava “sì, ma non mi riesce correttamente”.
Il lasciare allo sbando molta parte di gioco lo trasforma così in un try and die in tre dimensioni, senza contare tutte le volte che dovremo lottare con un modelling malfatto e carente, da leggersi come cadere dentro i muri, saltare su blocchi che non riescono a mantenerci in piedi, incastrarci in qualche angolo (buon esempio di tutto questo la parte in nave). Azioni banali da portare a compimento, ma con tempo e tempo per capire quali e come. E sperando di chiuderle nel modo esatto, ovvero per come lo abbiano concepito le menti illuminate dietro questo coso. Contiamo infine che molte, molte sezioni sono semplicemente esplorative, dove nulla di che va a capitare, in una sorta di Stanley Parable delle fosse biologiche: e qui si ritorna sul discorso “trailer truffaldini”.
Tirare le feci dovrebbe poi essere il fulcro di tutto, mentre invece viene sfruttato poco meno della metà del tempo, senza dare troppa distinzione tra getto liquido, pitone scuro e b’rla (pezzo sferico); tutto inutile, seppur quando si voglia si possa benissimo defecare intorno per puro gusto personale. E forse qua la vera morale del prodotto: fare la cacca in giro è sicuramente più divertente che il decodificare cosa succeda qua dentro.
Musiche non male, però.


Vorrei finire, grazie.

Valutazione

Grafica 40%
Sonoro 65%
Giocabilità 27%
Carisma 50%
Longevità 39%
Final Thoughts

A Dump in the Dark voleva essere un controverso titolo horror basato sugli escrementi: pena invece una tecnica carente ed idee casuali, lo rendono un patchwork di scene strane ed acchiappacringe, una sorta di autoreferenziale esaltazione della cacca che non mi fa capire se ci sia dietro genio malato o trucchetti del mestiere per allungare le cose. Resta di sicuro carne da Brutt Ten, ma potrei consigliarlo a tutti coloro che si sono visti aberrazioni alla "2 girls 1 cup" per farsi una grossa risata. Stesso tipo di umorismo. "Ehi, ma lì non c'era umorism..." Ecco, bravi.

Overall Score 44%
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