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A Summer with the Shiba Inu – Recensione: Che vita da cani


Che vita da cani quella del recensore videoludico. Credo che lo sforzo più grande che farò nel compilare i paragrafi di questa recensione starà nel mantenermi il più possibile rigoroso e composto, e vi assicuro che non è operazione semplice parlando di A Summer with the Shiba Inu, visual novel per cinofili di spicco. Partirei dalla parte più complessa, ovvero dalla trama.


Arene, Arine e cani umani



Sapevo già di che morte andassi a metaforicamente morire quando avevo visto che tutto il gioco fosse ambientato in un mondo popolato solo da cani, vestiti come esseri umani ed in un mondo da esseri umani, forse post-esseri umani, tipo Pianeta delle Scimmie, ma con i canidi al posto dei primati.

La trama però era difficile da prevedere: noi seguiamo la storia di una Shiba Inu (la razza dei cani del meme “Doggo”, per intenderci), Syd, che dopo essersi trasferita da qualche anno oltre confine, decide di tornare nella città in cui è cresciuta con la speranza di ritrovare il fratello, da tempo scomparso. Peccato però che questo luogo sia regolato dalle ARIne, un sistema informatico che fa scontrare i cani in una sorta di PUBG in realtà virtuale, dove più kill fai, più sali di grado nella società. Il sistema, ci dicono in un paio di volte durante la storia, è stato così creato per mantenere gli animali in pace ed in equilibrio, evitando le violenze nel mondo reale. Che poi, intendiamoci, non è che si uccidano (per fortuna) durante la simulazione, ma devono solo riuscire a mordersi l’un l’altro il loro speciale collare.

Abbiamo quindi cani supertecnologici ed una serie di amici/nemici, perlopiù di sesso femminile, che dovremo cercare di combattere (in modo assai lato), sperando di arrivare alla distruzione del sistema, a trovare il consanguineo scomparso, e scoprendo cosa si nasconda nel nostro oscuro passato…


A Summer with the Shiba Inu

La trama in sostanza è tutta qua, condita con dialoghi spesso estremamente prolissi e battutone in salsa canina che vi garantiranno qualche brivido (come il gioco Bajonetta che diventa Beaglenetta, o il Canada che diventa Canino-da. Mamma mia). Come le visual novel più basilari, dovremo semplicemente seguire la storia leggendo i vari botta e risposta tra animali vestiti, e con ogni tanto la possibilità di qualche scelta, che ci porterà a biforcazioni a volte non subito comprensibili; altre invece saranno una direttissima via ad un mogio finale. Quando però poche scelte si spargono su righe e righe di testo, diventa una operazione lunga anche solo il tentare una nuova strada, salvo non siate lettori ad ipervelocità di comprensione.

Gli stessi scontri di cui si parlava poco fa sono visti e basta, con una quasi nulla possibilità di intervenire (se non forse in una occasione, nella quale si deve decidere se attaccare, fuggire o chiedere aiuto). Come si diceva però, spesso la minestra sarà un po’ allungata, e per come salga e scenda la trama non è facile capire cosa sia brodo e cosa no, per poi BOOM! Cambio repentino di trama, plot twist casini cose varie fantascienza robe aiuto. Il ritmo è parecchio fuori equilibrio, e ve lo dico con 3 finali all’attivo e 3 ore di gioco. Perchè noi di Trueagamers siamo duri e puri.


A Summer with the Shiba Inu
La Piuma di cui parla Syd sarà uno degli elementi chiave di tutta la faccenda, e dà il potere di “crackare” il mondo virtuale. Ma funziona anche nel mondo reale. Non chiedetemi, per favore.

Ed a proposito di durezza virile, mi sono fatto i muscoli alle braccia: volevo vedere di quanto si modificassero delle parti di trama cambiando le scelte di alcuni bivi, perlomeno tra gli ultimi 4 che la storia ci propone. La risposta è “non cambia nulla”, ma per arrivarci sono ritornato alla fine della storia ogni volta skippando i dialoghi a colpi di doppio tasto invio. In effetti ora sto con la lingua fuori come un canide, ma non credo che lo scopo ultimo del giuoco fosse questo.


Musi lunghi e lingue fuori


Ciò che però fa sorridere da una parte, e tristezza dall’altra, è l’aspetto grafico: i protagonisti sono canidi, e quindi gli sviluppatori hanno lavorato su fotografie di questi animali, montando teste diverse ai corpi a seconda dell’umore del momento del personaggio. L’idea è anche simpatica, e desterà tanta pucciosità nei pucciosi, ma è pure, non vogliatemene per il gioco di parole, ridotta miseramente all’osso. Le facce di solito sono 4: normale, arrabbiato con zanne in vista, triste con le orecchie basse e simpaticone con la lingua fuori. E voi direte “sono cani, non è che possano avere tutto sto parco di emozioni facciali” , ed effettivamente avreste ragione un po’ anche voi, non fosse che il riciclo è la base di tutta la grafica del gioco, e non solo di tale aspetto.


A Summer with the Shiba Inu

I poveri animali sono infilati sugli sfondi proprio alla buttata là, lasciando perdere proporzioni, scale e fisica: immaginate di dover rappresentare un cane seduto al pc. Sì, perchè dovreste, ma fatelo. Lo disegnereste in una sorta di posizione eretta malfatta, con una zampetta sul mouse; qui invece è semplicemente preso il model del cane seduto e schiaffato sopra allo sgabello come un trasferello, con metà corpo levitante nell’aria. In alcune posture si nota persino un po’ di bordo bianco di ritaglio delle immagini. Le azioni dei cani per ragioni strane di design creano effetti sullo sfondo: se navigano a destra e sinistra nel menù di un apparecchio, parte quella transizione in nero nell’ambiente alle loro spalle. Boh. Ma diciamo anche due cose su cotali sfondi: anche qua si tratta di foto ri-renderizzate in pseudo filtro fumettoso, con qualche dettaglio buttato proprio là per sottolineare la canicità del mondo. Come se facessi una foto alla stazione di Porta Nuova, la aprissi con Gimp e con tale tool cancellassi il nome dal blu del cartello e ci scrivessi “BAU BAU”, con magari una zampetta a corredo. Visto che ora siamo in un mondo su misura di cane? No, non regge.

La varietà di cotali immagini è pure piuttosto scarna, quindi si arriva a momenti in cui i nostri eroi a quattro zampe perlustrano la città, uscendo e rientrando dai bordi della stessa foto, ma facendo capire dai dialoghi che stiano spostandosi in più aree differenti. Per non parlare della mitica folla di cani, in cui potevano vincere facilmente photoshoppandone tanti, anche fissi, in uno stesso frame, e dove invece l’hanno risolta facendo passare due animali, anch’essi con proporzioni a caso, in continuo loop di scorrimento dietro ai protagonisti.


Doggie doggie, woof woof


A Summer with the Shiba Inu

Per la prima volta dopo tanto tempo, un paragrafo interamente dedicato all’audio. Questo perchè ho visto se qualche altro recensore si fosse imbattuto in tale titolo abbaiante, ed ho trovato chi ha eseguito lodi sperticate al comparto sonoro, ed al suo modo di sottolineare certe situazioni con realistici guaiti e voci canine. Ora, tralasciando i miei occhi aperti in sbigottimento come una triglia sul bancone della pescheria, nel nostro Shiba Inu (abbrevio) avremo un cinque o sei tracce audio molto “synth gioco fatto con l’RPG Maker 2000”, ed un parco di effettistica che sembra rubato ai temi di Windows dell’anno sopra citato. Davvero, non voglio essere cattivo o pignolo, ma c’è un WOFF (che potete ripetere quante volte volete nel menù grazie ad un tasto apposito, lo scrivo perchè da quanto capisco è una feature molto amata legata a questo gioco), un CAIII, un GRRR ed un CRASH per quando si rompe il collare virtuale. Mentre ero in equilibrio sull’asse della benevolenza, sono precipitato ridendo quando la nostra Syd fa le scale di un grande magazzino (virtuale), e sullo sfondo si sentono chiaramente dei passi umani con tanto di scarpe. E allora no.

Woof (Grafica) 40%
Bau Bau (Sonoro) 35%
Bark (Gameplay) 30%
Cai cai (Carisma) 57%
Auuuu (Longevità) 70%
Final Thoughts

Preso per conto suo, ed anche se per esperimento lo epurassimo dall'ambientazione canina, A summer with a Shiba Inu sarebbe nè più, nè meno di un racconto fantascientifico per giovani ragazze otaku con l'amore verso il migliore amico dell'uomo. Purtroppo però un imperante riciclo grafico, dei modelli per i personaggi approssimativi ed una scarsa scelta di biforcazioni ne eliminano quasi ogni componente esplorativa. Potrebbe anche piacere come storiella a semi-bivi in un mondo di cani, ma si ferma veramente tutto lì. Ed ora mi aspetto tutto l'odio dei "MACCISSONOI CANIII SEI CATTIVOOO CANI BELLI CANIII". Sigh.

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