abyss odyssey PC, PS3, Recensione, Xbox 360

Abyss Odyssey – Recensione


ACE Team

Sviluppatore

Atlus

Publisher

Avventura

Genere

Per la serie “lo stupore è di casa”, gli sviluppatori indipendenti di ACE Team – già noti per titoli originali come Zeno Clash e Rock of Ages – tornano alla carica con Abyss Odyssey, interessante commistione di generi dalle ambientazioni oniriche distribuita per l’occasione dalla mai troppo folle Atlus, disponibile per PC, PS3 e Xbox360. Iniziamo con un video e poi tuffiamoci nella recensione (e nell’abisso medesimo):

Tuffarsi di testa

abyss odyssey

Marzullianamente parlando

La storia di Abyss Odyssey inizia sul finire dell’800 in Cile. La città di Santiago (del Cile, per l’appunto) è sotto attacco da parte di misteriosi mostri sbucati fuori da una strana voragine – l’abisso di cui sopra, a quanto pare – apertasi nel terreno senza motivo apparente. Giungendo in aiuto dei miliziani locali, per fortuna meno impreparati del Sergente Garcia o di altri militari latino-americani stereotipati, la misteriosa quanto affascinante spadaccina Katrien (il primo personaggio che potremo impersonare) svelerà l’origine di cotante creature da incubo…perché proprio di incubo si tratta. Dopo un breve prologo, il primo mindfuck è servito (e, per inciso, pare sarà solo il primo di una lunga serie): uno stregone dai poteri demoniaci giace in un profondo sonno nel fondo dell’abisso – profondo anch’esso, appunto è un abisso – e i suoi sogni malefici prendono forma, uscendo dalle viscere della terra per portare distruzione e devastazione casuale. Nei panni della capelluta protagonista – che apparentemente condivide le origini dei mostruosi nemici che deve combattere – dovremo calarci per le numerose sale sotterranee che conducono al fondo dell’abisso, ove ci attenderà il nostro assopito nemico.

E’ su queste note che Abyss Odyssey parte apparentemente in stile quasi metrovania: un buon numero di nemici da picchiare, oggetti e da raccogliere in giro, punti esperienza ricavabili dal piallamento dei nemici e un po’ di piattaforme sulle quali saltare. Dopo poco però noteremo che è ben diversa la natura del gioco: non saranno le poche piattaforme su cui saltare – ma il rischio di cadere in lava e baratri di genere comunque c’è – a caratterizzare il gameplay, ma i vari combattimenti e la gestione degli stessi. E per la cronaca: la mappa è generata casualmente livello per livello, e la cosa funziona dannatamente bene, con la longevità e la varietà che ringraziano a ogni passo.

Sogni marzulliani

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Paesaggi alternativi

Come accennato, Abyss Odyssey mischia elementi di gameplay di vari giochi, con l’enfasi su combattimento in primis e poi esplorazione. La mappa dell’abisso presente tre “hub” in superficie (ove anche possibile acquistare qualche oggetto e avviare discorsi semi-folli con i soldati di guardia), di cui solo uno disponibile dall’inizio del gioco: da ognuno di questi potremo scendere nelle viscere della terra, tenendo a mente che ciascuno presenterà una discesa più lunga (=più sale da affrontare) e una difficoltà inversamente proporzionale alla lunghezza della discesa. Interessante notare come la difficoltà sia random: per quanto la discesa “corta” sarà in media molto più tosta, ogni stanza che troveremo potrà esser più o meno complessa da affrontare in tema di furbizia e putenza dei mostri, nonché bastardaggine intrinseca di trappole e layout generale. Aggiungiamo inoltre che completare il gioco sbloccherà nuovi nemici da affrontare e tante belle variazioni extra, spingendo ulteriormente in avanti la longevità – e anche affrontare il gioco in co-op porterà piccoli extra in tema di mini-boss e simili accortezze. Sarà possibile sfruttare dei checkpoint (grazie a un item specifico da acquistare) dai quali potremo ripartire in caso di decesso, seppur per un numero limitato di volte…altrimenti si dovrà ripartire da capo! In ogni caso, per limitare bestemmie e simili, il gioco ci darà sempre una seconda chance quando saremo cappottati: in caso di decesso, al nostro alter ego si sostituirà un soldato incaricato di “rianimarci” presso una location determinata. Se anch’egli fallirà (=sarà tristemente ammazzato dagli obbrobri dell’abisso) accadrà quanto detto sopra.

abyss odyssey

Duellare con un centauro alabardato non sarà una delle cose più strane che farete

Andare in giro per le mappe sempre diverse ci servirà per raccogliere oggetti e denaro utile a comprare altro materiale necessario per la nostra sopravvivenza. Molto interessante è la possibilità di “catturare” i mostri che ci troveremo davanti per trasformarci in essi e accedere al loro carnet di mosse speciali per affrontare le ulteriori schifezze che ci troveremo davanti. Ancor più interessante è il fatto che il gioco registrerà i nostri progressi in fatto di livello di esperienza raggiunto, soldi e mostri “catturati”, ma non oggetti – quelli vanno recuperati a ogni run! In ogni caso non dovremo dispiacerci troppo in quanto non perderemo 3mila pezzi di equipaggiamento –  il sistema di inventario è molto semplificato: avremo solo un’arma e tre oggetti da tenere equipaggiati e stop, ma ciò non mina la profondità dell’azione che sta proprio nel sistema di combattimento e non nelle armi in sé come negli action rpg da “loot” estremo.

E appunto, veniamo al sistema di combattimento: esso risulta essere piacevolmente articolato, con gli attacchi non saranno limitati solo a “colpo/colpo speciale” e poco altro. Avremo a nostre disposizione un intero set di mosse da poter tirare fuori al momento opportuno (tasto più direzione a scelta, con tante possibilità di combo), più tre attacchi speciali da gestire e potenziare a piacimento – il tutto, ovviamente, con a disposizione tasti dedicati per parate e schivate. E’ presente un sistema di cancellazione dell’ultima mossa attivata, che permette di gestire gli attacchi con maggiore rapidità per favorire combo – inutile a dirsi che non si potrà fare all’inifinito, cosa che aggiunge ulteriore tatticità alle meccaniche. La scaltrezza dei nemici – che spesso ci attaccheranno in massa in pieno stile “cappottone” – ci farà essere sempre sul chi vive e richiederà un uso sapiente di tutte le mosse a disposizione del nostro avatar a schermo per non finire troppo presto al consueto camposanto. Interessante anche il fatto che pure i nemici saranno colpiti dalle trappole presenti nello scenario, ulteriore elemento di tatticismo aggiunto.

Il multiplayer – anche in locale e principalmente cooperativo, ma con la modalità VS come bonus per la versione PC – è un ulteriore plus, portandoci a vivere un’esperienza divertente quasi da “picchiaduro a scorrimento” ma con tanti extra e il fascino dell’esplorazione data

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Un personaggio colorito

dall’ispirazione roguelike che caratterizza il gioco. Tra un duello all’arma bianca e un balzo tra inquietanti trappole, l’azione di Abyss Odyssey scorre sempre rapida e allo stesso tempo attenta: combattimenti frenetici si alterneranno a ricerche di oro e passaggi segreti, mentre faremo la conoscenza di astrusi personaggi che staranno misteriosamente in attesa nei vari angoli dell’abisso. La possibilità di raccogliere le pagine del diario dello stregone dà inoltre un simpatico tocco di background, già interessante dai cenni che vengono fuori dai brevi doaloghi con gli altri personaggi del gioco. Inoltre, l’impressionante stile grafico del gioco rende la discesa in ogni nuovo scenario un vero e proprio spettacolo, nonostante ci si trovi, fondamentalemente, a girare per caverne. In toto dunque, l’esperienza di Abyss Odyssey si rivela davvero ottima sia sotto il profilo ludico che strettamente visivo: le meccaniche di gioco, una volta padroneggiate, si rivelano molto funzionali e capaci di intrattenere a dovere, mentre vi troverete a bocca aperta davanti agli svariati mindfuck visivi (e non solo) che la direzione artistica del gioco ci offre. La longevità di default contenuta schizza alla stelle grazie a una rigiocabilità effettiva molto alta: il gioco si rigioca volentieri per molto tempo proprio grazie alle sue basi ludiche forti, capaci di reinventarsi costantemente e di mandare altrettanto costantemente la noia a fanculo.

Arte ctonia

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Un raro momento di relax

Premesso che non siamo sicuri del significato della parola “ctonia”, fermiamoci a commentare il comparto tecnico. Il sistema di controllo si rivela molto efficace e funzionale, con i tasti che manifestano un’ottima rispondenza ai nostri pensieri (e diti^^). Da PC è inutile a dirsi che il gioco grida “USATE UN PAD”, meglio se della 360 – comunque, anche da tastiera i patemi non sono eccessivi, anche se il layout di default forse fa sorgere qualche piccola perplessità. Buona anche la stabilità generale, così come il peso su hard disk e la richiesta generale in termini hardware.

La grafica, come detto, ha dello spettacolare. I movimenti dei personaggi sono fluidi, non ci sono glitch e impicci di genere…ma è proprio la generale direzione artistica a colpire l’occhio e quello che c’è dietro. Look bizzarri, fondali mutevoli che da “mere” caverne oscure ci fanno finire in strani giardini per poi fiondarci in scenari infernali dove saremo minacciati da creature sempre più assurde, da pseudo non-morti nerastri a ibridi umanoidi-uccelloidi (nel senso di volatili, non di cazzi ambulanti): la sorpresa sarà sempre dietro l’angolo, spingendoci sempre più a voler esplorare ogni angolo di cotante strane sale. Prendersi a botte con dei mariachi con la testa scheletrica (e il cappello!) mentre un specie di treant rosastro cerca di ammazzarci e delle seghe circolari provano a fare tutti a fettine indiscriminatamente è un’immagine che non si scorda con facilità. Di alto livello anche il comparto sonoro, con musiche orchestrate e orchestranti sempre adatte a quello che ci viene mostrato a schermo ed epiche quanto basta per sottolineare l’azione di cotanta epica e grottesca quest.

 

 

Valutazione

Grafica 90%
Sonoro 90%
Giocabilità 89%
Carisma 97%
Longevità 87%
Final Thoughts

Abyss Odyssey è un'originale variazione sul tema dei giochi che mescolano avventura e azione: un po' roguelike, un po' azione pure ai limiti del picchiaduro, è un gioco che riesce a calamitare l'attenzione del giocatore grazie a sapiente mix di vari elementi di gameplay, il tutto supportato da una direzione artistitica spettacolare e da un commento sonoro ben realizzato sotto tutti gli aspetti. E tutto ciò per appena 15 euro. Se non si fosse capito, lo consigliamo a occhi chiusi.

Overall Score 90%
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