PC, Recensione

Adam’s Venture Ep.1 – Recensione


Vertigo Games

Sviluppatore

Iceberg Interactive

Publisher

Avventura Grafica

Genere

Oggi per la nostra clinica video ludica vi parleremo del caso di Adam’s Venture, un povero puzzle game che non solo ha manifestato più volte il volersi credere una avventura grafica, ma pure tutta una serie di altre cose non meglio precisate; cominceremo con il primo capitolo, sperando che mano a mano il paziente vada migliorando. Esaminiamo per prima cosa lo stato di salute della trama, dove… oh, no! Lo stiamo perdendo!

Teologia del cliché

ahahah... abbatteteli.

ahahah… abbatteteli.

Va bene, introduzione alla ER o House MD o quel che vi pare a voi, purtroppo bisogna constatare che le idee di questo giochino, benché episodio di una trilogia quindi già da considerarsi naturalmente più asciutto, sono assai poche. Adam, avventuriero archeologo, dopo diversi studi scopre l’esatta ubicazione dei quattro fiumi descritti nella Genesi, e ordunque parte con la fidanzata Evelyn ed un classico professorone alla ricerca delle porte del giardino dell’Eden, rimasto per millenni sepolto nelle profondità terrestri: ora voi mi direte, tutta qua la trama? Beh, ma questa non è la trama del gioco: tale racconto è quel che viene fatto a noi nei primi 2 minuti di gioco per introdurci alla vicenda. Ma vogliamo poi parlare del fatto che si stia cercando l’Eden e GUARDATECHECASO i protagonisti si chiamano in modi rassomiglianti ad Adamo ed Eva ?
adam venture 1Tralasciando lo scontato particolare, in effetti la storia vera e propria parte all’interno degli scavi, dove il protagonista si troverà intrappolato in una serie di prove da superare per recuperare i 7 dischi in grado di spalancare i portoni del mitologico giardino nascosto, braccato da un inquietante guardiano che vuole la sua rovina: al tal proposito, io mi sono sempre immaginato il custode dell’Eden come un biondone boccoluto dal sesso indefinibile, corredato di aureola, paio di ali, veste luminescente e spadone, “esattamente come dice la Bibbia !”(cit.), ergo mi ritrovo particolarmente in difficoltà nel vedermelo come il fumo nero di Lost. Sì, proprio lo stesso tipo, come per tutta l’esperienza d’altronde vi ritroverete in situazioni già vedute da altre parti, come i film di Indiana Jones o perfino il Codice da Vinci nel finale. Lo stesso Adam riscontra tutti i sintomi di una crisi di identità: a volte è imbranato alla Guybrush Threepwood, altre è spaccone alla Jack Keane, ma sulla fine sa soltanto quello che non è, un po’ come per il cane Balto. Ma se questi sono i “cliché” del titolo, vi starete chiedendo dove stia la teologia: ebbene, negli enigmi. Come nei mai troppo scordati Bible Games per il Nintendo o peggiori consolle dei ’90, anche qui avremo a che fare con puzzle legati alle Sacre Scritture, come la ricostruzione di passi specifici nell’ordine esatto, più l’enigmone finale, dove in realtà potreste essere anche il feroce Saladino e riuscireste a risolverlo, data la quantità di aiuti presente tutto attorno. Poi la sorpresa: in realtà il fumo nero non è il custode come pensato, ma è cattivo: parla di Eva, induce a mangiare la mela proibita, ma poi non vuole far entrare il protagon… oooh basta ! Passiamo al gameplay che è meglio, forse.

Corri e premi Invio

adam venture 1 (1)Ad essere cattivi, il titolo potrebbe essere l’intero walkthrough di tutto il gioco: muovendo il nostro Adam con WASD, dovremo correre e saltare lungo un percorso già ben definito, tra risoluzione di rompicapi spesso uguali tra loro e particolarmente banali, basati perlopiù su calcoli matematici, e momenti che mi rifiuto di chiamare platform, o peggio action, dove ci ritroveremo a spenzolare lungo listelle di pietra o legno alla Prince of Persia dei poveri; purtroppo invece che aggiungere dinamicità tali parentesi servono solo ad allungare il brodo con l’acqua. Ma tornando un attimo agli enigmi, questi presentano un difetto di proporzioni gigantesche: semplicismi dei calcoli a parte, ricerca di un oggetto nella stessa stanza, suo uso sul posto e avanti così a parte, e pure biblicità a parte, in 4 o 5 casi, e sono numeri assurdamente alti, mi è capitato di risolvere il tutto semplicemente tirando a caso. Le combinazioni sono infatti davvero poche, sia che si tratti di interruttori che di accendere pire con la torcia, ma così pure per la ricostruzione dei versetti, dove si tratta solamente di trovare il giusto ordine di tre dischi. Non parliamo poi delle scatole dove bisogna fare la somma di numeri romani, o peggio dei pannelli con quattro tasti da premere: la terza volta che li ritroverete vi chiederete pure voi quanta fantasia avessero gli sviluppatori.
Infine, per condire giustamente il brodino annacquato con un po’ di sterco, vi si aggiunge un sistema di controllo molto legnoso, dove spesso non riusciremo subito in un accensione od in un salto perché il sistema si blocca, dove camminando in una direzione improvvisamente ci si ritroverà orientati dal verso opposto perché ha girato la telecamera, dove bug ci fanno ghiacciare in mezzo alla pura aria ed attraversare colonne come dei poltergeist, e dove scelte sommarie ricreano quella che ho battezzato la “lotteria del burrone”: in alcuni casi infatti correndo verso uno strapiombo un muro invisibile ci bloccherà, mentre altre precipiteremo nell’abisso.
Siccome siamo alle note finali, passiamo come consuetudine a grafica e sonoro: mentre le animazioni risultano meccaniche ed inserite su modelli di personaggi ed ambienti che riescono a rendere plasticoso l’Unreal Engine, le musiche risultano perlomeno discrete, così come gli effetti tipo la voce del “fumo passivo della morte TM”.

Valutazione

Grafica 50%
Sonoro 58%
Giocabilità 34%
Carisma 40%
Longevità 45%
Final Thoughts

La velocità con la quale è stato programmato tale prodotto è evidente, basti pensare alla storia scritta in fretta e furia così come i dialoghi, privi di un carisma in grado di farci ricordare davvero dei personaggi e non solo de “il protagonista” “la donna” e “lo scienziato che vuole sempre andare avanti nonostante tutto ma vuoi vedere che poi diventa il cattivo”; le azioni da compiere sono semplici e ripetitive, i percorsi articolati a vuoto su più piani e per finire una quantità di bug che grida al “non sono stato nemmeno testato a sufficienza” (ultimo esempio lo scendere per una qualsiasi scala a volte è l’unico modo per non morire, altre basta saltare giù di due o tre metri, senza che ci succeda assolutamente nulla, manco una lussazione) . Forse potrebbe essere apprezzato maggiormente da un pubblico molto giovane, ma agli avventurieri più navigati non resta che fare spallucce.

Overall Score 45%
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