Aliens Colonial: Marines Recensione

Aliens: Colonial Marines – Recensione


Gearbox Software

Sviluppatore

SEGA

Publisher

Sparatutto/FPS

Genere

 

Ne è passato di tempo da quel 1979 in cui uscì il capolavoro di Ridley Scott che ha fatto entrare nell’immaginario collettivo e nei nostri incubi una nuova letale creatura: lo Xenomorfo. Ad oggi il franchise con protagonisti questi alieni vanta 7 film ( ne arriveranno altri), almeno una decina di videogiochi e altrettante serie a fumetti. L’ultimo videogioco che si basava sui film è stato Alien Resurrection, titolo Playstation uscito nel 2000, considerato ancora oggi il migliore videogioco di Alien mai pubblicato, secondo solo ad Alien Trilogy, FPS sempre basato sui film e sempre per Playstation, uscito nell’ormai lontano 1996. Cosi quando si è saputo che Gearbox era al lavoro su di un nuovo Alien, e che questi sarebbe stato un vero e proprio sequel del film “Aliens: Scontro Finale”, il popolo dei videogiocatori è caduto giustamente preda del Fomento. Questo accadeva 7 anni fa. Ecco come è andato lo sviluppo di Aliens: Colonial Marines:

Cronostoria della lavorazione di Aliens: Colonial Marines

Anno 2006: Sega annuncia di aver acquistato i diritti della saga Alien e che è decisa a farci due giochi. Viene inoltre annunciato che gli sviluppatori saranno Gearbox Software per uno e Obsidian Entertainment per l’altro.
Anno 2008: Dopo due anni di silenzio viene svelato il titolo del gioco in sviluppo presso Gearbox: Aliens: Colonial Marines. Sarà un gioco basato sul secondo film e ne proseguirà la storia. Wow! Il mondo esulta! Del gioco in sviluppo presso Obsidian non si sentirà parlare mai più.
Gennaio 2009: Sega annuncia che il nuovo Aliens è in lavorazione ed uscirà entro l’anno.
Giugno 2009: Sega annuncia che Aliens uscirà nel 2010
Gennaio 2011: Viene fatto sapere al mondo che Aliens: Colonial Marines è ancora in sviluppo ma non uscirà nel 2011.
Giugno 2011: Sega assicura che il gioco uscirà nella primavera del 2012.
Maggio 2012: L’uscita del titolo viene ulteriormente posticipata: ora il mese prescelto è Febbraio 2013
12 Febbraio 2013: Il gioco esce nei negozi
Insomma uno sviluppo travagliato non c’è che dire e nonostante tutto c’erano grandi speranze per questo gioco. Perchè la speranza è l’ultima a morire. Ma, come ci insegna Matrix, la speranza è anche la quintessenziale illusione umana e, minchia, l’architetto aveva ragione.

“Trama? Ehi trama? Ci sei?”

Il radar fa lo stesso suono che faceva nel film. Wow...

Il radar fa lo stesso suono che faceva nel film. Il che sarebbe anche fico. Ma tutto il resto…

La trama di Aliens: Colonial Marines è molto semplice: il giocatore interpreta Christopher Winter un marine che viene inviato a bordo della USS Sulaco, per una missione di soccorso. I fan si ricorderanno che la USS Sulaco è la nave utlizzata da Ripley per raggiungere il satellite LV-426, nel secondo film della saga. La Sulaco si rivela essere un nido di Xenomorfi e quindi una trappola mortale. I primi minuti di gioco sono apprezzabili dato che l’atmosfera ricorda molto quella delle pellicole cinematografiche. Esplorare le prime stanze della Sulaco stringendo tra le mani il proprio USCM M41-A e il rilevatore di movimento che produce il suo caratteristico suono, faceva ben sperare. Ma, come ci insegna Matrix, la speranza è la quintessenziale illusion… L’ho già scritto questo.

Partendo dal primo promettente incontro con gli alieni, la trama si snoda attraverso 11 missioni, per una durata totale che arriva all’imbarazzante numero di appena 5-6 ore. Sono ore intense eh, in cui succedono un sacco di cose, peccato che siano tutte poco interessanti. I colpi di scena sono prevedibili, le sequenze di gioco sempre uguali, “Spara-spara”, “Copri il compagno mentre fa questo”, “Trova quell’oggetto”, e i personaggi poco ispirati. Non si riesce mai a creare un vero feeling con il protagonista e gli altri marines, che sono poco più che delle macchiette e rendono la storia ancora più noiosa. Unica cosa che la vivacizza un po’ è la presenza di alcuni personaggi della saga cinematografica, che compensano lievemente con la loro presenza la caratterizzazione pari a zero di tutti gli altri.

Quel mordente che non c’è

Aliens Colonial: Marines

Non vi capiterà mai di trovarvi in questa situazione.

Che la narrazione fosse pessima c’era comunque da aspettarselo, perché purtroppo i tie-in ci hanno sempre abituato ad una trama scontata e buttata li. Ma parliamoci chiaro: quello che tutti volevano da questo gioco ( e che volevo anch’io), non era una trama da oscar. Era poter combattere contro gli Xenomorfi! I migliori alienacci brutti e cattivi, mai creati. Volevo far fronte ai loro attacchi a sopresa, al pericolo rappresentato dal loro sangue acido, avere paura di girare un angolo perchè dietro poteva esserci uno stuolo di quei bastardi pronto a massacrarmi. Purtroppo anche qui, il gioco delude. I temibili alieni che tutti conosciamo, Aliens: Colonial Marines sono pericolosi quanto una quaglia di fronte ad un cacciatore col fucile spianato. Soprattutto alle difficoltà più basse, gli Xeno sono veramente troppo facili da abbattere! Qualche colpo e sono morti, mandando a farsi benedire la loro proverbiale resistenza ai proiettili. Che dire poi del fattore sangue acido? Si può passare tranquillamente sul cadavere di un nemico appena abbattuto e non subire alcun danno. Ma dai!

Non c’è nessuna tensione nell’incontrare queste creature perchè non rappresentano un vero pericolo. Si limitano a lanciarsi a testa bassa verso di voi, senza tentare di aggiramenti o agguati, rendendo di fatto inutile l’utilizzo del rilevatore di movimento, e andando a cozzare contro i dettami dei film, dove gli Xenomorfi sono dipinti come creature brutali, ma estremamente intelligenti e furbe. A smorzare ancora di più quel minimo di tensione che forse avreste potuto provare in alcuni ambienti della nave, c’è il fatto di avere sempre un marine costantemente attaccato alle chiappe. In Aliens: Colonial Marines non si è mai soli.

Aliens: Colonial Marines

C’è una sezione in cui bisogna guidare il celeberrimo Power Loader. Ma è meglio dimenticarla…

C’è sempre un comprimario con voi, che vi avviserà quando i nemici si avvicinano e nella maggior parte dei casi verrà targhettato da quest’ultimi, dandovi modo di eliminarli come se vi trovaste alle giostre a giocare al tiro al bersaglio. Man mano che si avanza nei livelli inoltre i nemici diventano paradossalmente ancora più facili da abbattere perchè le armi diventano più letali, essendo potenziabili attraverso un sistema di upgrade che permette di migliorarne la precisione, la capienza dei caricatori, ecc. Una volta ottenuti abbastanza potenziamenti uccidere gli Xenomorfi diventa una passeggiata e lo farete sbadigliando.

Nel gioco sono presenti anche dei nemici umani e anche loro non brillano per I.A., ma riescono comunque ( e lo scrivo ridendo e piangendo allo stesso tempo) a rappresentare una minaccia maggiore degli Xenomorfi, per un solo tragico motivo. La precisione delle armi (almeno fino a che non le avrete potenziate) rende molto difficile colpire i nemici dalla distanza e dato che gli avversari umani non si avvicinano per colpirvi come fanno gli alieni, vi ritroverete a dovervi avvicinare voi, facendovi massacrare di proiettili. E il bello è che loro utilizzano le vostre stesse armi, ma riescono a colpirvi perfettamente da distanze indicibili! Queste non sono cose che si possono trovare in un titolo sviluppato da Gearbox. Proprio no.

Assieme è tutto migliore

Aliens Colonial Marines

Le modalità competitive (almeno quelle) sono estremamente divertenti.

La campagna di Aliens: Colonial Marines è giocabile dall’inizio alla fine assieme a 4 amici. Chi scrive, ha avuto modo di giocarla quasi tutta con un amico e vi può dire che il tutto migliora un po’ aggirandosi per la Sulaco assieme, anche se così facendo la campagna finisce col diventare ancora più corta. Almeno avrete un compagno in carne ossa al posto di quei fastidiosissimi marine controllati da un’I.A. improponibile.

Lo so, fino adesso vi ho detto solo cose brutte, ma attenzione! Ecco il lato positivo di questo gioco: il multiplayer competitivo. Questo titolo da il meglio di sé nelle modalità competitive che si basano tutte su scontri fra due gruppi di giocatori, uno composto da Marines, l’altro da Xenomorfi. Ce ne sono 4 in totale:

Partita mortale: Deathmatch a squadre 5 vs 5.

Fuga: La modalità forse più divertente che vede i Marines impegnati a fuggire dalla mappa mentre gli alieni tentano di fermarli.

Sterminio: I Marines devono “bonificare” un’area dalla presenza di uova aliene mentre il team Xenomorfico tenta di impedirglielo.

Sopravvissuto: Anche questa molto divertente. I marines hanno una sola vita e devono difendersi per 5 minuti dagli attacchi del team alieno.

Tutte le modalità sono piacevoli da giocare, soprattutto nei panni degli Xenomorfi, che qui diventano letali come dovrebbero essere perchè guidati dall’intelligenza umana. Le mappe a disposizione sono piuttosto poche (9 in totale), ma sono intricate al punto giusto da dare dei buoni punti per gli agguati agli alieni, senza però sbilanciare i combattimenti a loro favore. Gli scontri sono piuttosto tattici e la vittoria si ottiene solo tramite lo sforzo dell’intera squadra. Ci si diverte soprattutto impersonando gli Xenomorfi, che sono dotati di una buona rosa di attacchi e movimenti particolari.

Non vedo, ma sento

Aliens Colonial: Marines

C’è da dire che alcune ambientazioni sono molto fedeli a quelle viste nei film.

Eccoci arrivati al lato tecnico del gioco. Com’è il lato tecnico del gioco? Eh, com’è. Non certo perfetto. Non tanto per la grafica eh, non è mia abitudine giudicare un gioco dalla grafica. Sicuramente è innegabile che il motore grafico sia piuttosto datato, ma a dare veramente fastidio sono tutti quei bug in cui capita di incappare e che sono veramente segno di un’incuria nello sviluppo. Capita di “finire” nelle pareti quando un alieno ci aggredisce, capita di vedere i nemici umani che tentano di prendere copertura “fondendosi” con gli oggetti dello scenario. Sono cose che fanno male.

C’è da dire che le ambientazioni però sono curate, e alcune decisamente riuscite. Si vede che per realizzarle è stato fatto uno studio su quelle dei film e il risultato in certi casi è veramente ottimo. Peccato che il level design deluda. Da un gioco di Alien mi aspettavo di essere attaccato da ogni direzione, dal soffitto, da dietro, che i nemici uscissero dalle fottute pareti, e invece i nemici arrivano sempre da di fronte perchè i livelli presentano la classica struttura a binario degli sparatutto vecchio stampo. Sembra quasi che per realizzare questo gioco non abbiano tenuto conto dell’evoluzione che il genere sparatutto ha subito negli ultimi anni, e si siano basati su giochi come Quake o Doom, per quanto riguarda la struttura dei livelli. Ah già! dimenticavo che il gioco è in lavorazione dal 2006.

Buoni i modelli delle armi, che ricalcano fedelmente il design del film, e anche il sistema di illuminazione, che riesce a gestire le ombre in maniera adeguata e a creare degli effetti luce/ombra più che accettabili. Le animazioni dei personaggi umani risultano un po’ troppo legnose, mentre quelle degli Alien sono decisamente migliori.

Parlando dell’ audio, bisogna dire che forse è la cosa migliore dell’intero comparto tecnico. Molti suoni sono stati presi direttamente dai film: armi e versi degli Xenomorfi sono esattamente quelli che tutti i fan conoscono. Esplosioni e rimbombi vari, suonano credibili e le musiche che accompagnano sparatorie e dialoghi sono sempre adatte alla situazione. Senza infamia e senza lode il doppiaggio.

 

Valutazione

Grafica 70%
Sonoro 80%
Giocabilità 20%
Carisma 40%
Longevità 20%
Final Thoughts

Non ci siamo, non ci siamo. Aliens: Colonial Marines è un gioco caratterizzato da una campagna breve e lineare, e da un gameplay che non esalta. La grafica datata è il minimo, è tutto il resto a non andare. D'altronde stiamo parlando di un gioco che è stato in lavorazione per quasi 7 anni, fra ritardi e ancora ritardi. Forse alla fine sarebbe stato meglio rinunciare, ma invece no! E' meglio ostinarsi e far uscire prodotti incompleti e vittime di uno sviluppo travagliato, come è successo per un certo Duca. Un vero peccato, perchè il progetto aveva molto potenziale. Strappa la sufficienza solo grazie al multiplayer.

Overall Score 46%
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