arc of alchemist Nintendo Switch, PS4, Recensione

Arc of Alchemist – Recensione: Di mostri, chibi e arsura


Non si vive di sola Neptune: dagli amici di Idea Factory oggi recensiamo un nuovo jrpg intitolato Arc of Alchemist, dove meccaniche classiche ci accompagnano in una storia nuova e…sabbiosa.


arc of alchemist

L’acqua scarseggia…


Arc of Alchemist ci fa vestire i panni di Quinn Bravesford, eroina di turno intenta con il suo entourage a tentare di salvare il mondo grazie a un (più o meno) misterioso “grande potere” capace di riporare il globo al suo stato originario – diametralmente opposto dall’accozzaglia desertica e depressa in cui si trova al momento dell’inizio dell’avventura. In questa sorta di Waterworld al contrario, Quinn e soci vivranno una stranamente corta epopea (per gli standard di questo tipo di epopee) di stampo ruolistico attraverso lande di vario scatafascio tra mostri naturali e meccanici di genere.


arc of alchemist

…e la papera non galleggia (semicit.)


Il gameplay di Arc of Alchemist ricalca varie caratteristiche di diversi titoli di Idea Factory. I combattimenti sono in tempo reale, con un approccio più semplice e diretto rispetto ad altre uscite, prodotte dalla concorrenza o meno; le combinazioni ci sono sembrate piuttosto basilari, per un risultato finale che si avvicina dopo poche battute al meccanico “metti la cera, togli la cera”. Tra una mazzata e l’altra, ce ne andremo in giro per le mappe superando semplici enigmi ambientali che richiederanno l’uso di abilità attivate specifiche; anche qui poco da dire – dopo poco si noterà presto la semplicità dell’approccio. Alle fasi esplorative si alternerà la gestione di una sorta di campo base, di cui gestire lo sviluppo con finalità miglioramento personaggi (e quality of life in generale).
Senza soffermarsi sulle singole meccaniche, si può dire che il principale punto di debolezza di Arc of Alchemist sia quello di porso come sin troppo “light” sotto numerosissimi aspetti: a prescindere da una trama discretamente scritta e tutt’altro che spiacevole, sotto il profilo strettamente ludico l’esperienza risulta alquanto “pigra”, poco ispirata sia nelle fasi dinamiche – come combattimenti ed esplorazione in generale – che in quella più gestionale.


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Tecnicamente concludendo


Arc of Alchemist scricchiola un po’ sotto il profilo tecnico. La parte migliora è quella sonora, con un buon doppiaggio e una colonna sonora soddisfacente in numerose occasioni. Il comparto grafico presenta un piacevole design dei personaggi, posto che si apprezzino le fattezze chibi e derivate. Gli ambienti offrono qualche spunto carino, ma in media ci sono sembrati esteticamente un po’ scarni e a lungo andare poco soddisfacenti. In particolare, poi, ci ha colpito la relativamente cospicua quantità di inceppi e scatti di sorta durante le fasi esplorative, purtroppo non limitati alle partite in modalità handheld su Switch – un peccato, contando anche che da muovere non è che ci sia questo impianto estetico spettacolare. Il sistema di controllo fa il suo: pur senza particolari acrobazia, si rivela esente da bestemmie del caso o altre “amenità”.

Valutazione

Grafica 56%
Sonoro 70%
Giocabilità 62%
Carisma 53%
Longevità 66%
Final Thoughts

A conti fatti, Arc of Alchemist è un'esperienza dalla trama discreta, ma generalmente fiacca se paragonata alla piacevole follia delle varie produzioni Idea Factory. Per quanto non crediamo che meriti la pletora di pernacchie che gli sono state indirizzate in giro per il web, rimane comunque un'esperienza da "6 di incoraggiamento".

Overall Score 61%

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