Ashwalkers PC, Recensione

Ashwalkers: A Survival Journey – Recensione: Elogio della lentezza


Chiudete gli occhi ed immaginate il futuro. Di fronte a voi un mondo inospitale, dove l’uomo deve lottare per la propria quotidiana sopravvivenza, in un ambiente ormai ostile e privo di risorse. Siete parte di un manipolo di quattro esploratori, in missione per trovare aree sicure dove poter creare nuovi insediamenti e dare, così, una speranza alla vostra comunità. La strada sarà lunga e mille scelte, spesso difficili e dolorose, si presenteranno lungo il cammino. Avete immaginato? Bene, direi che vi siete calati sufficientemente nell’atmosfera. Ora potete aprire gli occhi e iniziare a giocare ad Ashwalkers. Il titolo, disponibile su PC, è stato sviluppato dal team Nameless XIII, che altri non è se non il nuovo studio di Hervé Bonin, co-fondatore di Dontnod.



Le premesse per un’esperienza narrativa profonda e gratificante, (impreziosita da elementi survival che vedremo più avanti) quindi, ci sono tutte. Come accennato, il compito del giocatore è quello di accompagnare una squadra di quattro elementi lungo un pericoloso viaggio di esplorazione in uno scenario post apocalittico. Il sistema di controllo è oltremodo semplice e discretamente funzionale. Con la semplice pressione del tasto sinistro del mouse si seleziona l’area verso la quale vogliamo spostarci, si raccolgono le risorse trovate lungo la strada e si sceglie l’opzione preferita in occasione di uno dei numerosi bivi del gioco. Torneremo più avanti a vedere il sistema di scelte morali e biforcazioni che costituisce l’ossatura portante del gioco. Oltre a dover proseguire lungo la strada per raggiungere il prima possibile il proprio obiettivo, la squadra dovrà comunque dosare con attenzione le proprie forze, facendo riposare chi troppo stanco, rifocillando gli affamati e curando i membri feriti. La parte survival del gioco è sicuramente molto semplice nelle sue meccaniche ma merita, comunque, un piccolo approfondimento.


Una spruzzata di survival


Ogni personaggio della nostra squadra ha tre diverse statistiche da tenere in considerazione durante il viaggio. Si tratta di fame, stanchezza e freddo che vanno mantenute sotto i livelli di guardia, somministrando cibo e medicine ai nostri avventurieri oppure lasciandoli a riposare o a scaldarsi accanto al falò dell’accampamento. In qualsiasi momento della nostra marcia possiamo, infatti, decidere di fermarci e far accampare il gruppo, assegnando le risorse a chi le necessita e facendo anche sviluppare qualche legame tra i personaggi, migliorando, così, l’umore della squadra. Tutte le possibili opzioni sono molto semplici e di immediata comprensione, consentendo al giocatore di avere le varie possibilità sotto controllo sin dall’inizio dell’avventura.


Ashwalkers

L’altro lato della medaglia è una evidente eccessiva semplificazione delle meccaniche survival che difficilmente garantiscono un grado di sfida elevato risultando, man mano che si avanza, più un fastidio che un divertimento. Appena prese le misure col sistema, infatti, ci si ritrova quasi meccanicamente a raccogliere quante più risorse possibili e a sostare ogni qual volta necessario per assegnarle a chi ne ha bisogno, facendo riposare a turno i vari membri della squadra e di fatto tralasciando le altre opzioni relative all’umore, le conversazioni e l’esplorazione. Tale impostazione è purtroppo resa necessaria da una precisa scelta degli sviluppatori volta a rendere più imprevedibile il nostro viaggio. Le risorse infatti, possono essere repentinamente perse o guadagnate in occasione di qualche bivio o negli accampamenti, aggiungendo così un elemento di casualità alle meccaniche survival che spesso rischia di rovinare una spedizione a pochi giorni dall’arrivo a destinazione. Si tratta, quindi, di una feature tutto sommato necessaria per spezzare il ritmo di gioco tra una scelta e l’altra ma che, alla fin della fiera, non aggiunge nulla di particolarmente stimolante all’esperienza. La necessità di completare più volte la storia per vederne i vari finali, come vedremo, mal si sposa, poi, con un gameplay dove ogni singolo errore nelle scelte rischia di compromettere tutta la partita.


Hai detto 34 finali?


Ashwalkers è, comunque, soprattutto, un’avventura narrativa che pone l’accento sulle scelte del giocatore. Lungo il nostro cammino ci troveremo a prendere numerose decisioni che potranno influenzare il percorso ed il risultato finale, ma anche incidere sulle nostre risorse e sul morale e la salute della squadra. Le scelte sono spesso tutt’altro che banali e richiedono una attenta ponderazione e valutazione dei possibili rischi, pena incorrere nella dipartita di un compagno o, addirittura in un prematuro gameover. Chi dedicherà tempo ad esplorare tutte le possibili ramificazioni noterà eventi e sviluppi inaspettati che premieranno il giocatore più assiduo dopo qualche run, rivelandogli dettagli e sotto trame nascoste. Il gioco presenta la bellezza di 34 diversi finali, narrati attraverso qualche schermata fissa ma ben rappresentati; il problema risiede, però, nell’impegno richiesto al giocatore per poterli raggiungere. La prima run, infatti, necessita di circa due ore per poter essere portata a termine e la durata delle successive 33 si approssima ad una lunghezza similare. Affrontare una nuova partita significa necessariamente passare per i medesimi bivi già incontrati precedentemente, nel medesimo ordine e con i medesimi sviluppi, con l’evidente effetto di risultare procedimento tedioso dopo qualche tentativo. Per evitare questo problema, gli sviluppatori hanno pensato di consentire al giocatore, dopo una prima run completata, di poter scegliere il punto dal quale partire e le caratteristiche della propria squadra.


Ashwalkers

Purtroppo, però, il risultato lascia in parte a desiderare a causa proprio delle meccaniche survival di cui si è parlato sopra. Per poter raggiungere la fine di un’area, infatti, sono necessarie spesso più risorse di quelle fornite dal gioco selezionando il livello di partenza, soprattutto qualora si fallisca qualche bivio lungo il cammino. L’utente dovrà, quindi, scegliere tra ricominciare ogni volta il gioco da capo, raccogliendo così più risorse ma affrontando gli stessi eventi all’infinito e per giunta nel medesimo ordine, e selezionare il punto di partenza, rendendo il viaggio così più breve ma molto più difficile. Inutile sottolineare come questo problema rischi di far desistere il giocatore dopo poche run, facendogli, così, perdere tutto quello che la storia ha da offrire. Tra ambientazioni alternative, scelte morali, personaggi e gruppi da scoprire, infatti, c’è moltissimo materiale per soddisfare gli appassionati del genere, a patto che gli stessi, però, abbiano sufficiente pazienza. Dopo qualche partita, l’impressione generale è che le meccaniche survival e la lentezza dei protagonisti mal si sposino con un gioco che necessariamente deve essere terminato molteplici volte. Vedere la propria squadra arrendersi a pochi giorni di cammino da un nuovo finale alternativo, conquistato bivio dopo bivio, è una sensazione di rara tristezza.


50 sfumature di seppia


La grafica di Ashwalkers è tutto sommato piacevole con una sorta di cel shading che dona all’avventura uno stile fumettistico e che ben si adatta alle atmosfere della storia, cupe ma non troppo. Si tratta di un titolo che certamente non ruba l’occhio per le sue qualità tecniche, presentando personaggi molto semplici (nel caso dei comprimari praticamente stilizzati) ed ambienti vasti, ma spesso vuoti. Non mancano momenti nei quali Ashwalkers risulta anche piuttosto evocativo e scenari più complessi ma, generalmente, la sensazione è di un gioco graficamente appena discreto. Quello che balza immediatamente agli occhi, però, non è la caratterizzazione dei personaggi o gli ambienti che attraverseremo, bensì la tonalità di colore scelta dagli sviluppatori per donare al prodotto un’impronta immediatamente riconoscibile e “diversa”.


Ashwalkers

Ogni cosa su schermo, infatti, viene rappresentata in sfumature di grigio, donando al titolo un effetto fotografico tipo “seppia”. Sulle prime devo ammettere di aver apprezzato la scelta, che dona alla produzione un certo carattere e la rende immediatamente distinguibile da altri giochi. Alla lunga, però, questa impostazione non fa altro che rendere gli ambienti troppo simili tra loro e spesso l’immagine ne risulta in qualche modo impastata e poco definita. Nessun appunto particolare sulle musiche con un buon accompagnamento sonoro sufficientemente di atmosfera ed effetti tutto sommato discreti. La lingua italiana non è purtroppo attualmente disponibile ed in un gioco con molto testo da leggere potrebbe risultare una mancanza fastidiosa per qualche utente.

Grafica 65%
Sonoro 70%
Giocabilità 68%
Carisma 72%
Longevità 70%
Final Thoughts

Ashwalkers è, purtroppo, un'esperienza solo in parte riuscita. L'ambientazione, la trama e il sistema di scelte e bivi sono sicuramente i punti forti della produzione, impreziosita da un numero considerevole di finali. Dall'altro lato, però, le meccaniche survival e la generale lentezza dell'esperienza appesantiscono sin troppo il game play e rischiano di stancare il giocatore ben prima di avergli mostrato il meglio del prodotto. Il gioco, quindi, è consigliato agli utenti più pazienti o a chi saprà affrontare la lunga marcia di Ashwalkers a piccole dosi. Gli altri rischiano di abbandonare la missione ben prima di aver scoperto quanto il gioco può realmente offrire, soprattutto a livello narrativo.

Overall Score 69%

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