Attack on Titan 2 Nintendo Switch, PC, PS4, Recensione, Xbox One

Attack on Titan 2 – Recensione: quando il tie-in è (quasi) perfetto


Shingeki no Kyojin, o come è maggiormente conosciuto qui in occidente, Attack on Titan, è senza ombra di dubbio uno dei manga\anime più importanti dei nostri anni. Che lo si ami o lo so si odi, il suo successo è innegabile e come spesso accade, questo successo ha portato alla realizzazione di tonnellate di gadget, vari spin-off e, con l’arrivo di Attack on Titan 2, di due videogiochi.
L’opera di Hajime Isayama era difatti già sbarcata sui nostri schermi due anni fa con A.O.T. Wings of Freedom, che permetteva di rigiocare la trama della prima stagione nei panni del protagonista Eren Jaeger, con meccaniche simili ai classici musou. Questa volta invece ci troviamo di fronte ad un lavoro più elaborato sotto tutti i punti di vista, a cominciare dalla gestione della modalità Storia.

La mia storia

Attack on Titan 2

Trattandosi di un volto nuovo al giocatore viene data la possibilità di creare il proprio personaggio da zero, tramite un editor abbastanza profondo.

La modalità Storia di Attack on Titan 2 ripercorre gli eventi salienti della trama che tutti i fan già conoscono, ma lo fa in modo abbastanza originale. Non ci ritroveremo difatti ad “interpretare” il ruolo dei personaggi principali, ma saremo un cadetto del 104esimo che si ritroverà a svolgere la sua vita di soldato parallelamente agli accadimenti che riguardano Eren e compagni. I ragazzi di Omega Force, hanno dunque inserito l’alter ego del giocatore all’interno della storia, aggiungendo alcuni retroscena e andandone a modificare lievemente degli elementi, ma senza distorcerli. Ecco dunque che una volta arruolati veniamo accolti dal Capo Istruttore Keith durante il raduno delle reclute dove Sasha si guadagna il suo soprannome di “Donna Patata”, o ci ritroviamo a combattere durante l’assedio di Trost e cosi via. All’inizio devo dire che ero scettico all’idea di inserire un elemento “estraneo” all’interno di una storia così complessa come quella di A.O.T., ma mi sono dovuto ricredere. Tutto è stato seguito e approvato da Isayama in persona e si vede: il nuovo soldato è inserito perfettamente all’interno del corpo narrativo dell’opera originale e la sua presenza non risulta mai forzata o fastidiosa, anche quando va a modificare lievemente alcuni eventi principali. Davvero un buon lavoro di adattamento, non c’è che dire. Non manca, come è da tradizione per questo genere di titoli, la solita galleria dedicata a informazioni legate al mondo di gioco, che si sbloccano man mano che si procede con le missioni. Non conterrà nulla di nuovo se sapete già tutto di A.O.T., ma si tratta comunque di un buon modo per ripassare e conoscere qualche trivia che vi era sfuggita.

Shinzou wo Sasageyo!

Attack on Titan 2

La costruzione di basi sul campo di battaglia è una buona aggiunta che permette degli approcci leggermente più tattici agli scontri.

Il gameplay è un’altra cosa che presenta numerose varie novità rispetto al capitolo precedente, soprattutto per quanto riguarda la campagna principale. Essa è divisa in due tronconi: combattimento e Vita Quotidiana.
Il combattimento è in gran parte simile a quello già visto nel capitolo precedente e ricalca appieno la tipica struttura dei musou: mappe grandi in cui bisogna spostarsi massacrando numerosi nemici. Il senso di stanchezza però che di solito si avverte in questo genere di giochi a causa della ripetitività del sistema di combattimento è mitigato dal divertimento che utilizzare il meccanismo di manovra tridimensionale regala al giocatore. Spostarsi fra gli edifici in maniera agile, grazie ad un’ottima mappatura dei controlli, compiendo evoluzioni e acrobazie è estremamente soddisfacente, anche quando si tratta di dover combattere contro i giganti e non solo di “svolazzare in giro”. Naturalmente sono presenti tutte le varie tipologie di queste creature, più alcune inventate apposta per fini di gameplay e che fungono solitamente da mini-boss. Imparare a riconoscerle e sapere come affrontarle sarà fondamentale per la sopravvivenza in battaglia, così come una gestione attenta del proprio gas e delle lame per non trovarsi indifeso nei momenti più critici. Purtroppo sono da segnalare alcuni problemi relativi alla telecamera, che a volte non permette di seguire adeguatamente l’azione, soprattutto quando si fronteggiano vari giganti contemporaneamente o se ne affrontano di anomali. Quelli a quattro zampe in particolare, vista la loro posizione vicina al terreno, risultano più difficili da colpire proprio perché la telecamera non sa dove posizionarsi e finisce in angolature a dir poco scomode.

Attack on Titan 2

Durante le varie cutscene rivivrete i momenti più importanti di A.O.T.

Ad aggiungere un pelino in più di profondità tattica agli scontri troviamo il nuovo sistema di gestione delle basi, che permette di costruire varie tipologie di edifici sul campo di battaglia in grado di fornire diversi aiuti sul campo, e l’introduzione di un “attacco furtivo”, realizzabile quando non si è ancora stati individuati dai giganti e in grado di infliggere grossi danni ad un bersaglio. Più che soddisfacente anche la proposta multiplayer che offre 3 modalità online dove si possono utilizzare anche tutti gli altri personaggi (previo sbloccamento nella modalità storia). Ci si può destreggiare in competitive 4vs4  dove vince chi uccide il maggior numero di giganti, cooperare per lo svolgimento di missioni secondarie o della modalità Stora, oppure provare l’ebrezza di trovarsi dall’altra parte della barricata utilizzando un gigante per divorare gli umani nella Predator Mode. Quest’ultima risulta forse la più interessante, anche se dobbiamo segnalare qualche problema nel matchmaking che non sempre risulta rapidissimo nel trovare dei match.

Un po’ si lotta, un po’ si vive

Attack on Titan 2

Scenette del genere faranno la gioia dei fan.

Parliamo ora della Vita Quotidiana: in pratica si tratta di una componente da life-sim che permette di vivere la vita di tutti i giorni del nostro soldato In queste sessioni è possibile muoversi in vari scenari e interagire con i protagonisti di Attack on Titan, intrattenendo delle relazioni con essi. Tutto viene gestito tramite un sistema di dialogo molto semplice, dove dovremmo rispondere ai vari personaggi, cercando di tenere in mente la loro personalità. Una volta che le relazioni vengono approfondite, si sbloccano delle gustose scenette, molte volte a sfondo comico, che riescono anche a strappare qualche sorriso. Anche qui il lavoro svolto da Omega Force è ottimo: i personaggi mantengono i tratti della loro personalità che li hanno fatti entrare nel cuore dei fan e, in qualche modo, sono riusciti a rendere il senso di cameratismo che li lega e a farne il giocatore. Non si tratta di finezze coi dialoghi, che anzi a volte risultano piuttosto banali, ma più che altro di piccoli dettagli nelle interazioni fra loro e con il che danno l’idea di avere di fronte dei personaggi, con ideali, sentimenti, antipatie e passioni.
Tutto questo naturalmente si amplifica se siete già dentro fino al collo nel mondo di Shingeki. Già immagino le fangirl assediare Levi per approfondire al massimo la relazioni con il loro beniamino. Attente però a non sporcargli il pavimento della caserma, eh!
Ma le cose da fare durante le sessioni di Vita Quotidiana non finiscono qui. Si possono acquistare nuovi equipaggiamenti, allenarsi per aumentare le statistiche del proprio personaggio e man mano che la trama prosegue sfruttare dei bonus temporanei intervenendo su questioni riguardanti l’Armata Ricognitiva.
Sottolineo che anche per quanto riguarda queste attività si è fatta molta attenzione a contestualizzarle all’interno del mondo di gioco, senza che nulla risulti “forzato”. Forse l’unica cosa a risultare lievemente fuori tono è il design di molte delle armi acquistabili, decisamente troppo stravaganti e alla JRPG.

Tecnologie al servizio dell’umanità

Attack on Titan 2

Utilizzare il Il Meccanismo di Manovra Tridimensionale è estremamente divertente… se il frame rate rimane stabile.

Il lato tecnico è forse il vero unico punto debole dell’intera produzione.
La grafica in cel shading propone dei buoni modelli dei personaggi, anche se parecchio legnosi nelle animazioni, ma tutto il resto ha un che di datato a cominciare dagli edifici, che appaiono un po’ troppo spigolosi e ricoperti da texture di qualità dubbia. Il frame rate è soggetto a cali vertiginosi, soprattutto nei momenti con tanti nemici su schermo o quando si attivano particolari filtri, come quello che tinge di rosso lo schermo quando un gigante ci prende di mira. Non parliamo di cali di 10 frame, ma veri e propri crolli, che rendono impossibile capire giocare per alcuni secondi. Si tratta di un problema che riguarda soprattutto le prime mappe, dove c’è grande abbondanza di edifici, e che praticamente sparisce quando ci si trova in quelle ambientate all’esterno delle mura. In un gioco basato sul tempismo e sull’esecuzione rapida di vari comandi, capite che questi cali rischiano di compromettere seriamente l’azione e di causare qualche morte collaterale, estremamente fastidiosa. Per fortuna non è una situazione che è capitata spesso, ma è capitata. Presente anche un pop-up, che in alcuni momenti è piuttosto aggressivo, con edifici e alberi che spuntano all’orizzonte come fossero stati creati lì dal nulla o personaggi che appaiono dopo che il caricamento di un’area dovrebbe essere bello che terminato. In aggiunta devo dire che come spesso accade nei tie-in nipponici, è presente una sorta di trascuratezza generale per certi dettagli, piccoli, ma che si fanno notare. Un esempio? Le basi di artiglieria che continuano a sparare in direzione dei giganti anche se sono all’infuori della loro portata o i certi personaggi che quando escono dalla zona dopo una missione di scorta prendono letteralmente “il volo” come se fossero stati rapiti dagli alieni.
Senza tutti questi difetti il gioco avrebbe guadagnato sicuramente qualche punto in più, vista anche la cura riservata a tutti gli altri suoi aspetti.
Nulla da lamentare sul canto audio: non sono purtroppo presenti le musiche dell’anime, ma le tracce scelte risultano comunque piacevoli e in grado di dare il giusto tocco di drammaticità ai momenti più importanti della trama. Il doppiaggio è solo in giapponese, pazzesco come nell’anime, mentre è presente qualche scivolone nei sottotitoli italiani che ogni tanto “sbarellano” palesemente, riportando frasi senza un briciolo di senso.
mente, riportando frasi senza un briciolo di senso.

Grafica 70%
Sonoro 80%
Giocabilità 80%
Carisma 90%
Longevità 80%
Final Thoughts

Attack on Titan 2 si rivela essere uno dei migliori tie-in usciti nell'ultimo periodo. L'idea di dare al giocatore la possibilità di "entrare" all'interno della trama, non nei panni di uno dei personaggi principali, ma in quelli di un nuovo personaggio creato da zero, permette di immergersi in maniera completa nel mondo di gioco. Curato anche nel gameplay, il gioco mostra il fianco solo sul lato tecnico dove purtroppo presenta degli scivoloni che non gli permettono di raggiungere un punteggio ancora più alto. Di sicuro rimane un'esperienza da provare per tutti i fan della serie.

Overall Score 80%
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