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Azur Lane: Crosswave – Recensione: Onde sparacchine


Azur Lane fa il grande salto su PC e PS4 dopo un successo esorbitante su mobile… ma il salotto è davvero la sua dimora giusta? Scopritelo nella nostra recensione di Azur Lane Crosswave!

Tutti al mare…

Azur Lane nasce nel 2017 su Android, per mano del duo cinese Shanghai Manjuu and Xiamen Yongshi. Tanto è consolidato ormai il successo del gioco che Idea Factory e Compile Heart hanno deciso di sviluppare e pubblicare un capitolo esclusivo per PS4 e PC, intitolato appunto Azur Lane: Crosswave.
La storia del gioco essenzialmente si basa su ragazze carinissime che solcano oceani di un mondo lontano anni e anni luce dal nostro, composto da regni in disputa tra di loro e una vaga lore cyber-punk acquatica che ricorda un po’ un mix tra Space Harrier e After Burn, senza – ovviamente – sfiorare minimamente la qualità di questi due intramontabili classici firmati SEGA.
La storia delle protagoniste è il fulcro del titolo e gli interminabili diagoli (ovviamente solo in lingua inglese) tra una sessione e l’altra rispecchiano sicuramente l’interesse più morboso dell’appassionato, mentre potrebbero causare indicibile orticaria a chi non è un fan sfegatato. Cosa che rende di fatto Azur Lane Crosswave un titolo solo per gli appassionati della saga o per chi è un irrimediabile accanito sostenitore del genere ecchi (con tanto di bavetta alla bocca per ogni mutandina intravista).

azure lane crosswave

…a mostrar le chiappe chiare (cit.)

Artisticamente Azur Lane Crosswave barcolla tra il mediocre e il buono. Le schermate di intermezzo sfoggiano una grafica bidimensionale in stile anime davvero carina: con donnine succinte ben caratterizzate nel loro (s)vestiario. Intermezzi che sono valorizzati anche da un doppiaggio in giapponese dal forte appeal che non può non far fomentare ogni irriducibile otaku. Purtroppo però le fasi delle battaglie non sono altrettanto ispirate, poggiate su un motore grafico 3D realizzato con Unreal Engine 4 davvero piattino e poco curato. I modelli delle protagoniste non sono neanche così malaccio, tuttavia nemici, sfondi e animazioni in generale sono caratterizzate da una piattezza desolante che ci riporta quasi agli albori dell’era 128 bit (ma con decisamente meno classe e nostalgia). Terribili anche le musiche da narcolessia che sicuramente non giovano a una giocabilità già di per sé soporifera.
Insomma, il cambio tra le grafiche bitmap della precedente versione mobile, all’ambiente in tre dimensioni di questa release, non ha concesso ad Azur Lane di fare un vero e proprio salto di qualità visivo, apparendo forse nel suo complesso meno piacevole rispetto alla versione tascabile.

azur lane crosswave

Una rotonda sul mare

Il gioco si sviluppa sostanzialmente in tre fasi: lunghissime schermate di gioco in stile visual novel, una mappa del mondo dove incappare negli eventi del gioco e infine la parte più action costituita dalle battaglie in mezzo all’oceano. Queste ultime sono il fulcro del gioco e – ahinoi – non sono particolarmente esaltanti. Si tratta sostanzialmente di uno sparatutto in terza persona dal vago sapore alla Panzer Dragoon; dove ci sarà permesso di sparare, usare attacchi speciali e schivare. Le nostre varie protagoniste potranno muoversi liberamente in ristrette aree di gioco e dovranno soddisfare determinati requisiti per completare la missione (ad esempio “annienta 20 nemici” oppure “sconfiggi tutti i boss” e altre cose di analoga “originalità”). L’idea arcade dell’azione non è neanche male, purtroppo però il tutto appare terribilmente dozzinale; anche il feedback dei colpi risulta piatto e superficiale, non restituendo minimamente il piacere tipico dei shoot em up più divertenti. Inoltre l’estrema ripetitività dell’azione renderà tutto davvero tedioso e privo di charme.
Buona l’idea dei collezionabili per sbloccare abilità, armamentario e donzelle extra; tuttavia non garantiscono minimamente un plus vero e proprio visto che comunque è proprio l’azione di gioco in sé a non coinvolgere il giocatore; gli extra aggiunti non possono di certo sopperire importanti magagne di game design poc’anzi citate.

Valutazione

Grafica 69%
Sonoro 53%
Giocabilità 42%
Carisma 61%
Longevità 70%
Final Thoughts

Azur Lane Crosswave purtroppo si concretizza come l'ennesimo gioco mediocre che conferma i luoghi comuni sugli adattamenti e "salti vari" di una serie da una piattaforma all'altra. Non basta una licenza popolare e qualche ragazza "mangosa" per salvare un prodotto moscio, terribilmente sconclusionato e in grado di far calare la palpebra anche dopo dodici tazzine di caffè.

Overall Score 59%
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