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Bang! Online – Recensione (ri-aggiornata)


NOTA DEL 15/2020: So che in molti state leggendo questa mia vecchia recensione del videogioco di Bang! multipiattaforma etc. etc. , quindi credo sia necessario un momento di storia. Il gioco è del 2014, ed alla sua uscita prende un secco 92: la grafica è bella, si pensa già ad implementazioni di espansioni e nuovi personaggi… ma potete leggere meglio qua sotto. Dopo tre anni, tutto tace, specialmente dai canali degli sviluppatori. Dopo un altro anno, da una mia breve incursione, scopro che non c’è più controllo di ban su alcuni giocatori, che mettendosi d’accordo falsano diverse partite causando travasi di bile a non finire tra gli utenti.

Ed ora, nel 2020… a che punto siamo? Perchè pare tutto definitivamente fermo.

(in aggiornamento)

L’Xboxaro mise mano al suo Remington e sparò ! Il giocatore PC mancò e fuggi a cavallo poco dopo, mentre lo sceriffo in IPod scatenò una rissa e mise lo sparatore in prigione: benvenuti in Bang Online, versione videoludica degli italiani SpinVector / Palzoun del famoso gioco di carte di Emiliano Sciarra, che ci catapulta in una storia western tra spari, birre ed…intrighi.

COSA SUCCEDE NEL VECCHIO WEST

bang4Per chi non conoscesse lo scoppiettante giuoco originale, eccolo in extra – sommario: i giocatori interpretano ciascuno un ruolo specifico, che possiede determinati obiettivi. Lo Sceriffo, aiutato dai suoi Vice, deve rimanere in gioco eliminando tutta la feccia del far west, mentre i Fuorilegge cercano di farne polvere per il deserto; a complicare le cose il Rinnegato, che deve far fuori tutti quanti lasciando però per ultimo lo Sceriffo, e preparandosi ad un intenso scontro finale. Giusto per creare scompiglio, solo il ruolo dello Sceriffo è conosciuto, mentre gli altri dovranno dedurre amici e nemici dalle azioni e dalle illazioni che usciranno via via che la partita proseguirà… o più semplicemente accoppando in modo casuale chiunque ci capiti a tiro.
bang5Armi, carte per avvicinarci agli altri giocatori o per fuggircene, barili dietro cui nasconderci, prigioni per bloccare qualcheduno per un turno, alcoolici per recuperare preziosi punti vita, ma ancora: empori, diligenze, maestrine pronte a fregarci i nostri oggetti, e soprattutto BANG!, ovvero spari, e MANCATO, carte per schivare il colpo… la lista è lunga, e per colui che non si fosse mai avvicinato al gioco reale sarà davvero una scoperta. Infine la parte più carismatica della faccenda, ovvero i personaggi, che con particolari abilità sapranno farsi riconoscere, e temere! Possiamo vederlo come se ognuno avesse un certo superpotere, dallo schivare usando carte qualsiasi a vedere più a distanza degli altri, fino a rubare le carte dei giocatori una volta stecchiti. L’immediatezza e fluidità che lo contraddistinguono rendono Bang! un gioco accessibile a tutti e facilmente imparabile in poco tempo; vediamo però come e se gli SpinVector siano riusciti nel rendere tutto questo computerizzabile, sangue di Giuda!

ROBA DA COWBOY

bang7La resa del gameplay è davvero eccellente: pur sfruttando sino all’osso uno spazio come lo schermo, di sicuro non grande quanto un tavolaccio, gli sviluppatori sono riusciti a ricreare una perfetta atmosfera, coniugando fedeltà all’originale con animazioni in tema ogni qual volta succeda un qualcosa di particolare, come un tentativo di fuga dalla prigione od un duello; alcune carte poi si risolvevano come effetto osservando i semi delle carte, ora sostituiti con simboli in tema quali ferro di cavallo, dinamite, tenda Sioux e …un pallino, che non significa nulla, ma il suo scopo è proprio quello, giusto per non lasciar nulla di intentato. Il piano di gioco viene diviso in spicchi, con il mazzo in un cerchio centrale dove potremo pescare ed utilizzare le nostre carte, che più giocatori vi saranno, più si stringeranno attorno ai personaggi, ma che riusciremo facilmente a visionare con un semplice passaggio di mouse.
bang3Vi è poi la possibilità di provare sia la versione tradizionale, che una semplificata, per riuscire così, e ciò è ottimo, ad avvicinare al buon vecchio Bang! anche i meno avvezzi ai giochi da tavolo in generale, attraverso partite senza poteri e con barili schivatori automatici. I poteri dei personaggi sono poi di rapido accesso, anche se chi già conosce il gioco base potrebbe subito venire un po’ straniato dal fatto che alcuni di essi, per potere essere utilizzati, non sono automatici ma funzionano unicamente premendo sopra al faccione del proprio personaggio: in realtà questa è una precisa scelta di design, necessaria per mantenere la libertà di potere decidere se utilizzare o meno tali abilità. Uguale discorso per il fatto di dovere scartare a nostra scelta e non in modo meccanico le carte rimasteci in mano dopo la nostra eliminazione del gioco: in realtà è necessario per poter ostacolare od aiutare chi riesce a pescare carte dalla pila degli scarti (Pedro Ramirez, per l’esattezza, ma pure una carta di una delle espansioni, riprova che si è ancora al lavoro per aggiungere nuove componenti al tutto).
I disegni con cui sono stati poi reinterpretati questi ultimi sono di buona fattura, e riescono a dare una mano in più al “fattore caratterizzazione” senza parodiare o storpiare quelli delle carte originali. Lo so, sto dicendo mille volte “originale” e suoi derivati, ma quando ci si confronta con un pezzo da 90 che esiste già in real, non ci si può far nulla, per mille fulmini!

NON TIRATE BANG! SUL PIANISTA

Fattore musicale: per ora i tappeti sonori sono pochi, quattro in totale, ma si fanno bastantemente apprezzare (per citare un espressione degli Elii, la themesong è ad alta “fischiettabilità”, e vi darà di che canticchiare sotto la doccia); tuttavia consiglio personalmente per una bella esperienza in stile Far West, di sostituirle artificialmente ogni tanto con una bella collezione di Morricone… o pure con le musiche di sottofondo di Trinità: vedrete, anzi sentirete quanto ci stiano su bene. Simpaticissima inoltre la scelta di dare poi suono alle carte ( quasi per tutte, mi paiono ancora un po’ spente Ragtime e Cancan ), permettendo di sentirne davvero gli effetti prodotti, dalla mitragliata della Gatling, al canto di guerra degli Indiani, fino al metallico DONG! della Placca di ferro nascosta sotto al nostro sporco e vissuto gilet.

QUANDO UN UOMO CON IL MOUSE INCONTRA UN UOMO CON L’IPHONE…

bang8… entrambi avranno le stesse possibilità di accopparsi con garbo vicendevolmente.
Infiliamoci dunque nella componente succosa del tutto, il multiplayer. Prima di tutto parliamo della versione attuale a livello generale, ottimamente gestita e di stupidamente facile utilizzo: voglio creare una partita? Metto su le caratteristiche a me più congeniali ( come numero dei giocatori od uso dell’espansione Dodge), dò il via ed aspetto che mano a mano nuovi cowboy in linea raggiungano il mio match; se invece voglio partecipare e bon, premo partita rapida e mi infilo nel primo tavolo libero, o nuovamente scelgo la partita con le opzioni in cui sono meglio ferrato. Il sistema multipiattaforma dei SpinVector permetterà poi in futuro un qualcosa di unico, ovvero il poter unire più tipi di consolle e simili sotto allo stesso multiplayer, facendo così aumentare le sfide a dismisura, e portandoci magari da dietro al nostro schermo, sulla nostra sediozza, a scontrarci con un fuorilegge Xboxaro in poltrona , piuttosto che contro un rinnegato IPhonato sulla tazza della latrina (nota di colore). Vogliamo poi parlare di longevità? Ogni volta che finiremo una partita vittoriosi, guadagneremo bei dollaroni virtuali, che determineranno il nostro posto nella classifica generale, visualizzabile sempre dal menù principale; a supporto poi, una serie di missioni necessarie a sbloccare alcuni personaggi, alcune divertenti, altre lunghe, altre quasi impossibili (davvero, lo Sceriffo che non viene mai ferito in una partita non è impossibile, ma è roba da duri).
E poi attenzione, non dimentichiamoci dell’interazione! Un sistema di emoticon facile e schietto ci permette di aggiungere bluff e faccia da sberloni alle nostre azioni, attraverso la visualizzazione di un sorriso od una faccia in piena rabbia, per poi lanciarne altre con su i ruoli ed accusare a destra e a manca, sperando che i nostri alleati ci comprendano, o tirando giù balle clamorose per restare ancora in piedi.

Valutazione

Grafica 90%
Sonoro 90%
Giocabilità 95%
Carisma 79%
Longevità 95%
Final Thoughts

Riuscire nel riportare le stesse atmosfere di un qualcosa già esistente è difficile, ma questi ragazzi ci sono riusciti; purtroppo però non fa piacere non trovare ancora molti dei personaggi esistenti, come Black Jack o Susy Lafayette: mano a mano in molti sarebbero dovuti arrivare nella città di Bang! Online, da Dodge (i rimanenti), da High Noon e via così da tutte le altre proprie espansioni, arrivando ad una perfetta similarità con la copia reale del gioco, e regalandoci così una vera e propria “Bangata” tutte le volte che ci pare. Velocità d’uso, bella grafica, buoni colori e tutto molto ma molto chiaro: un gioco che, completati i suoi piccoli buchi, magari (e qui suggerisco) con premi tipo artworks o un qualche cosa di particolare per le missioni sbloccate, e con l’introduzione della modalità Uno contro Uno, con due personaggi a scelta a testa e ricca di tattica nella scelta di chi tenere avanti e chi indietro, beh, cari ragazzi delle selvagge praterie, si potrebbe arrischiare un bel 10. Peccato che però siano passati ormai quasi 3 anni e non si sia ancora visto nulla. E così il voto è sceso anzichè alzarsi. Peccato.

Overall Score 89%
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