PC, Recensione

Beetle Hunter – Recensione: L’Horror più a muzzo di sempre


Ehm, dunque.

Viene quel periodo dell’anno nel suo autunno in cui si tirano le fila dei titoli più brutti provati nelle mesate precedenti, ed ogni volta cerco di rubare al Giuliano redazionale del terreno al proposit… no, neppure l’agonismo può giustificare la mia incauta infilata di faccia dentro Beetle Hunter, titolo gratis (E PERLOMENO) che ci porta in mezzo alla vita di un nulla.

Nulla, perchè la trama non c’è.

Siamo in un complesso industriale/fognario/Silent Hill dopo le pulizie, ed avremo un campionario di armi a nostra disposizione (5) per scalare i diversi mondi che ci attendono, eliminando mostruosità variegate e raccogliendo in giro colpi e potenziamenti in livelli che vengono generati in modo procedurale: ogni partita così sarà sempre differente.

Non dico del tutto, ma ci sono quasi i presupposti per fare una boiatina molto carina, con delle idee, così come squisitamente trash è la mappa dall’alto, realizzata in segni tipografici. Sì, avete letto correttamente: così le percentuali diventano scale, le barre pareti di labirinto e chiocciole i corridoi che uniscono le diverse aree.

Dunque, dove posso partire a sconvolgervi ancora di più? Credo con i mostri.


Ridefiniamo la definizione di “Insetti”


… o meglio, di “Beetle”. Se memoria non mi inganna, è la traduzione di scarafaggio, eppure per tutto il gioco, oh, se c’è un nemico che manca è quello (edit – no, è il boss finale. Avete capito? Il titolo è da leggere come “alla caccia del boss finale” ahahah ehm). In compenso però, direte voi, tanti insetti da smaciullare: beh, in un certo senso sì, in senso stretto anche. Prima di partire con la lista all’LSD, devo però ammettere che nella loro semplicità certe animazioni (livello primo Half Life, eh) sono fatte piuttosto bene, e certe aggressioni o scatti di furia una goccia di ansia la mettono, specialmente ad ogni ripetizione di partita.



In ogni caso abbiamo in menù:

  • Formiconi: bassi e sostanzialmente loffi;
  • Mantidi religiose: queste infami ci correranno addosso senza lasciar il fiato per respirare;
  • Api giganti, loffie ma rapide nell’attacco ravvicinato;
  • Scimpanzè, resistenti e goffi;
  • Uccelli, che iddio vi protegga da loro, sono dei boomerang a ricerca che vi uccideranno con uno o due colpi senza mollarvi mai mai mai;
  • Ragni, che saltano sui soffitti;
  • Maggiolini, coriacei fuori ma deboli dentro, forse i più simili all’idea di beetle del titolo;
  • Cavallette, vi salteranno sempre e comunque in faccia;
  • Scheletri, che fanno un po’ di danno, ma che sono difficili da mirare causa magrezza;
  • Gorilla giganti meccanici, dai trentordicimila punti vita, ma che fortunatamente hanno il vizio di incastrarsi nelle porte ancora chiuse, facendosi uccidere prima di poterle aprire;
  • Cavalieri medievali, che eeeh? Ma cosa c’entrano?
  • Spettri magici che tirano le palle di magia????
  • Donne serpente con la lancia, che eeeeeeeeeh?
  • Fantasmi con il lenzuolino che vagan… puoff.

Capirete dunque ora il mio smarrimento, unito al fatto che dal luogo sopra detto si passi in soluzione di continuità ad un dojo giapponese, dunque ad una serie di tunnel nella giungla, ed infine ad alcuni dungeon da castello maledetto: tutto ovviamente cubico e cubicolare, come gli sceneggiatori di The Cube dopo la gara a chi beve più Keglevich. Ma devistiamoci in allegria con il gameplay.

Il Painkiller che ti regala tua zia anziana, che non conosce i videogiochi e lo compra alla Lidl


Titoli di paragrafo legulei a sto giro, e va beh.

Come, tornando alle cose serie, come si può cadere sulla meccanica più semplice del mondo: mostri brutti, ci sparo dentro, altra stanza.

COME?

Grazie al supporto di armi mal programmate e di un gioco che non permette di risparmiare proiettili. Già, per questo non lo vedete categorizzato come survival horror: qua evitare di uccidere un mostro è più che sbagliato, è la miccia per la bomba di un fottuto casino.

Esperienza e raziocinio quanto basta mi fanno agire in modo che, se mi trovo con pochi proiettili, la scelta migliore sia evitare i nemici, risparmiando colpi per la prossima location. Tutto ciò in Beetle Hunter è da evitare categoricamente, dato che i mostri vi seguiranno per tutti i livelli. Dappertutto, e non contate di seminarli arrivando alla fine di una determinata area: il gioco si ricorderà di tutto ciò e vi accerchierà con un treno di cosi incazzusi che mai mi sono sentito così vicino a Paperino inseguito dai creditori.

Ovviamente poi il gioco va a “livelli di scalata successivi”, salvando randomicamente all’arrivo in ogni … boh, macro zona dopo una scala? Non è molto chiaro, e tale fenomeno va a braccetto con il fatto che sia tutto un autosave. Immaginate dunque ora di avere raggiunto il livello 30, di trovarvi armati solo di pistola (seppur infinita, come vedremo), e di trovarvi a ripartire con la pressione del tasto CONTINUA con 9 mostri a 30 cm che attendono 1 secondo e poi vi uccidano, salvo riusciate a fuggire con uno zompo da leopardo repentino. Ma parliamo delle bellissime armi che ci vengono fornite, tutte accomunate da una velocità di ricarica pari a quella di attesa della bollitura dell’acqua per la pasta.


Beetle Hunter

  • Pistola: lenta ma efficace, spesso più di tante armi più blasonate; è inoltre l’unica arma a colpi infiniti del gioco;
  • Fucile automatico: la vostra donna, il vostro Dio; dovete tenerlo stretto ed usarlo solo nei momenti di affollamento, perchè è l’unico caspita di coso sparante decente;
  • Fucile laser: al ritmo di “zin zin”, tireremo dei fasci azzurrissimi che saranno in grado di perforare più nemici in fila, e sì che questa cosa andrà spesso a succedere;
  • Fucile a Pompa: credo che ci si possa davvero fidare poco di uno shotgun tutto giallo, con la canna grossa quanto una moneta da 2 Euro, la forma del super Liquidator cinesi, e che ad ogni esplosione, perfettamente diritta e senza alcuna rosa di colpi, si esprime con il rumore delle scatarrate di potenza di vostro nonno (quello più anziano); perlomeno fa più danni se ci avviciniamo a sparare nelle narici dei nemici;
  • Lancia Granate: forma consimile al pompa ma verde acceso, tira delle patate elettriche con la forza della palombella delle rocce di Venerdì 13 per il NES.

Possiamo inoltre tirare delle granate a mano, o utilizzare il potere di congelare il tempo per riuscire a fuggire ah no già se no dopo è peggio, diciamo per riuscire ad aumentare temporaneamente la distanza tra noi ed i nemici, che tanto al primo sparo ricevuto si rimetteranno in pista.



Due parole poi sui comandi: che schifo. Non vi dico quante volte non sono riuscito a curarmi correttamente dato che, con comodità, gli autori hanno bene pensato di mappare i tasti a seconda delle INIZIALI DELLE AZIONI. In concreto F frizza i nemici, G tira la granata ed H cura (health). Guardatevi la tastiera e capirete il motivo dei miei epiteti verso Horus.

La sostanza definitiva è che l’intero gioco si basa sul correre, diritto o in tondo a seconda della circostanza, ed è in questa seconda accezione (incredibilmente fortificata durante il boss finale) che si arriva al mal di mare: basterà una pausa, uno starnuto od un pezzo di tappezzeria che vi cada in testa durante l’atto (tutte cose successe veramente al recensore in sede di valutazione), per morire come fessi al primo od al secondo colpo.

I suoni non sono poi così importanti


Beetle Hunter

Questo devono avere pensato, altrimenti non mi spiego le strusciate da microfono lasciato acceso con su un panno che si sentono in alcuni corridoi, e lo “sguez sguez” quando si cammina sul metallo, che pare di pestare del linoleum con sotto lo slime. Sui suoni delle armi mi sono già espresso a dovere, resta il “Puew puew puew” del game over, che impararerete ad odiare con concetto. Infine menzione d’onore (e di odore) verso il suono della camminata generale del protagonista, che assomiglia al far partire una dinamo: non scherzo con la metafora, se stiamo fermi nessuno suono e poi wuoaaaammm appena ci muoviamo. Forse al posto delle gambe abbiamo un carrello tenda, ma non lo vedremo mai causa FPS.

Valutazione

Grafica 63%
Sonoro 24%
Gameplay 39%
Carisma 62%
Longevità 62%
Problemoni tecnici 37%
Final Thoughts

Beetle Hunter è un gioco che fa venire il mal di mare nel suo sparare continuamente in tondo a tutto, ma riesce in parte ad essere drogante per la sua gratuità e per le folle di mostri sbattute in faccia. Funzionasse bene lo sparo in questo FPS, sarebbe potuto arrivare al 6. E invece, e invece (cit. Max).

Overall Score 47%
Readers Rating
0 votes
0

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.