blackbay asylum PC, Recensione

Blackbay Asylum – Recensione


TAD Productions

Sviluppatore

KISS Ltd.

Publisher

Avventura

Genere

Bisogna dire che tante volte i protagonisti dei videogiochi – buoni, malvagi o 50-50 che siano – tendono a essere poco originali, come frutto di ricerche marketing commissionate a dei ciabattini e un design commissionato anch’esso ad altri ciabattini. In Blackbay Asylum vestiremo invece i panni di un killer sanguinario alto 2 metri, panzuto, con una magliette in stile “Serious Sam malefico”, un pannolone e un orsacchiotto alla cintola. Che dire…trailer!

Il manicomio di Baia Nera

Che versa pure in condizioni peggiori di Baia Domizia.

blackbay asylum

Istruzioni chiare e precise

In Blackbay Asylum vestiremo i panni di Doug, arzillo colosso schizofrenico internato nel centro correzionale di Blackbay per un crimine che scopriremo nelle prime battute di gioco. I primi minuti ci serviranno a capire inoltre che il simpatico manicomio non è proprio un posto dove si va per essere curati, e che i medici atti a mettere le terapie in pratica sono persone molto fantasiose e poco propense al concetto di “cura” che si ha nel resto del pianeta. Ah, a proposito: all’inizio del gioco ci ritroveremo con la porta della cella aperta e (quasi?) tutti i presenti nel nosocomio morti di morte orrenda e violenta. Scopo del gioco dunque, sarà quello di evadere senza farsi ammazzare dalle cose/persone che hanno causato cotanto massacro, risolvendo enigmi e leggendo didascalie comiche (con qualche errore di stampa) immersi in un ambiente tetro con qualche richiamo lovecraftiano. Di seguito altri dettagli.

In dettaglio…

In Blackbay Asylum guideremo il nostro pesante alter ego con una visuale dall’alto il più delle volte, mentre in alcune sezioni visioneremo tutto con un’allegra telecamera in prima persona – occhio che è il gioco a stabilire quando si va in first person, non è una scelta libera come i titoli Bethesda più recenti. Lo spostamento sarà gestito tramite l’amena quaterna WASD, con Shift usato per correre e la barra spaziatrice come generico tasto di interazione, da premere quando tamponeremo oggetti vari. Il mouse servirà a consultare l’inventario e a scegliere gli oggetti da usare al momento opportuno con un sapido doppio click all’uopo, nonché sarà utilizzato per gestire lo “sguardo” quando l’inquadratura sarà in prima persona (passando col click da destro da “gira lo sguardo” a seleziona gli oggetti…e sì, non funge tanto bene). Si badi inoltre che anche in fase “fps” si esaminerà roba con la barra spaziatrice, col risultato che dovremo praticamente ingroppare oggetti ed elementi di scenario per toccare, prendere o esaminare cose. Bene.

Il gioco è diviso in capitoli, tutti accessibili direttamente a inizio gioco una volta completati. In ogni capitolo non saremo mai liberi di salvare a piacimento, ma avremo un sistema di checkpoint automatici – occhio comunque che, una volta usciti da una capitolo, non potremo ricomnciarlo dal checkpoint ma sempre dall’inizio. Ciò non è gravissimo vista la longevità non eccessiva di ciascuno dei capitoli citati, ma alla lunga – e anche alla corta – si rivela un pelo fastidioso.

blackbay asylum

Secondo voi cos’è?

Si esplora tanto, ed a formare il cuore del gameplay sono gli enigmi. Basati sulla risoluzione di puzzle, raccolta di indizi sparsi un po’ ovunque e generico spirito di inventiva e interpretazione davanti e frasi più o meno criptiche, saranno sempre interessanti da affrontare e risolvere, facendo dire in molti casi il proverbiale “perché non ci ho pensato prima?”. Il livello medio di difficoltà sarà in molti casi soddisfacente senza essere delirante – il tutto ovviamente sarà legato alla vostra abilità risolutoria. A prescindere da tutto, comunque, a “vendere il biglietto” è lo humor nero (e non…e marron, a buon intenditor) che impregna ogni secondo di gioco: le reazioni del nostro sbiellato protagonista all’infame violenza che si troverà davanti e le tante situazioni da “universo weird” tanto caro ai nostri podcast riusciranno sempre a farci ridere, incuranti di quanto massacro umano ci troveremo davanti. Forse resta, invece, un po’ dubbia la longevità totale del pacchetto: per 20 euro scarsi si potrebbe chiedere qualcosa in più, o almeno un comparto tecnico più à la page. In ogni caso, Blackbay Asylum è un’opera interessantissima che di certo saprà intrattenere gli amanti degli enigmi e delle storie dell’orrore borderline e umoristiche. Da notare alcuni tocchi interessanti come l’oscillazione della telecamera atta a simulare lo stato “barcollante” del protagoniste, e alcuni finezze/cafonezze legate a enigmi e “plot devices” che vi invitiamo caldamente a scoprire da soli.

Tecnologia ricoverabile

Il comparto grafico di Blackbay Asylum è purtroppo datato e non retrò, dando l’impressione di essere di fronte a un gioco Playstation di prima generazione e manco dei più impressionanti, con personaggi tra il tondeggiante e l’appuntito dove non dovrebbero. In ogni caso, nonostante la grezzitudine (?) generale, gli ambienti del gioco riescono ad essere evocativi al punto giusto in quanto a tetra cupezza e decadenza strutturale. Buono anche il sonoro, complice di questa discreta “immersività” grazie a un commento musicale appena accennato, ma comunque funzionale. Per i pochi – scleratissimi – personaggi parlanti che incontreremo, vi sarà un doppiaggio basilare ma discreto.
Il gioco è molto gestibile in termini di peso e “strumentazione” necessaria per farlo girare. I comandi reagiscono in maniera abbastanza buona ma ancora perfettibile.

Valutazione

Grafica 50%
Sonoro 70%
Giocabilità 75%
Carisma 89%
Longevità 70%
Final Thoughts

Blackbay Asylum è un'avventura che, nonostante limiti tecnici e di budget, mostra una marea di buoni spunti e divertenti battute riuscendo a creare un'atmosfera cupa ma al contempo divertente, che vi terrà incollati allo schermo fino alla fine.

Overall Score 70%
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