blair witch Nintendo Switch, Recensione

Blair Witch – Recensione: Va dove ti porta il segugio


Non paghi di aver invaso il mondo videoludico con Layers of Fear , i temerari del Bloober Team fanno approdare anche su Switch la loro opera con licenza di terzi: Blair Witch. Anzi, Blair Switch. E dopo questa bufalata possiamo pure chiudere il sito.

Filmato. Col segugio. O pastore tedesco.



Imboscarsi


Blair Witch, già disponibile per le altre piattaforme e ora sbarcato su Switch, è un horror esplorativo (all’incirca, ma su questo torneremo dopo) parte del noto franchise di The Blair Witch Project, film cult per molti e fautore del (ri)lancio delle produzione girate in stile found footage. Sotto l’etichetta videoludica della Lionsgate (di cui in pratica scopriamo ora l’esistenza), il gioco ci fionda nella parte pallosa dei ruggenti ed EXTREME anni ’90. Vestiremo i panni di tal Ellis Lynch, ex poliziotto, ex militare e soprattuto ex sano di mente, intento a salvare il bimbominkia di turno che si è perso nel bosco. Bosco, ovviamente, infestato da una strega carogna e da minions del caso tutt’altro che gialli e pacioccosi. Basteranno questi insulsi ostacoli a fermare il protagonista e il suo fedele cane Bullet dal compiere la sua missione? Eh.


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Attenti al cane


L’idea iniziale era di fare un gioco di parole più tranchant a tema segugio per il titolo del paragrafo, ma abbiamo preferito evitare.

Detto ciò, parliamo del gameplay di Blair Witch. Il primo impatto con l’avventura è sorprendentemente discreto: dopo un’evitabile fase di personalizzazione del cane (che ci siamo impegnati a rendere talmente scrauso da farlo mimetico foresta, che geniacci) con tanto di collare rosa shocking, entreremo nel vivo dell’esplorazione. Camminando obbrobriosamente piano, il nostro Ellis potrà interagire con oggetti predetereminati – convenientemente marcati da un “pallino” bianco – e gestire vari pezzi di equipaggiamento come cellulare, walkie talkie e torcia elettrica. Ci allieta il fatto che esista un inventario propriamente detto, con oggetti riesaminabili e ruotabili a piacimento, il tutto a supporto della generale immersività del pacchetto.


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A proposito di immersività, Blair Witch fa inizialmente un buon lavoro con l’implementazione dei citati telefono (con tanto di archivio sms da andare a leggere, catena di Sant’Antonio inclusa!) e walkie talkie, da usare per provare a chiedere aiuto e decidere se rispondere o rifiutare a chiamate in entrata, il tutto a supporto – o meno – del già traballante stato mentale del protagonista. Peccato che a lungo andare la cosa venga usata meno di quanto si vorrebbe: idem per l’uso della telecamera “temporale” per recuperare indizi e capire dove andare, altro item dallo charme interessante ma all’apparenza implementato in maniera un po’ leggerina.

Sulla stessa falsariga va l’uso del pelosissimo Bullet, feature sulla carta più pompata di questo Blair Witch. Tramite un mediamente pratico menù, potremo dare vari ordini al canide: oltre al cruciale “cerca”, spesso fondamentale per andare avanti nel gioco e per approfondire il background della situazione, avremo vari ordini base (segui/cuccia/etc) più la possibilità di coccolarlo o sgridarlo a seconda dei casi. Tutto molto cool, ma anche qui si ha l’impressione che la meccanica non si stata sfruttata al 100%, con alcune scelte tanto influenti quanto una folata di vento contro una parete d’acciaio.


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In ogni caso, anche se le top features di Blair Witch non fanno un centro perfetto, bisogna dire che il gioco di Bloober Team si tiene a galla, principalmente per la penetrante atmosfera – ricreata da buone scelte visive e da un’altrettanto buona gestione del sonoro – e per la discreta interattività, elemento spesso trascurato con dolo da un certo piglio dell’horror esplorativo in prima persona. L’ampiezza degli ambienti risulta invece meno buona, con vari muri invisibili a incepparci la via in un contesto che è solo all’apparenza ampio e “avvolgente”. A prescindere da alcuni piccolo autogoal, Blair Witch a nostro avviso riesce comunque a reggere grazie al fatto di godere, nonostante tutto, di un fattore interattività decente che lo eleva al di sopra di molti altri esponenti del suo genere. In altre parole, il gameplay non è eccelso ma comunque decente, è soprattutto c’è, a differenza di molti altri horror contemporanei.



Ultime note tecniche per riempire


Chiudiamo la reviù con il consueto “specchietto” sul comparto tecnico:a conti fatti, la realizzazione di Blair Witch grosso modo regge sull’ammiraglia ibrida Nintendo. Nonostante la leggera monotonia cromatica della foresta che esploreremo – di giorno avvolta in un marronverde stile puré di legumi misti in busta, di notte lo stesso ma più buio – per una versione portatile la performance visiva risulta accettabile. Non abbiamo riscontrato rallentamenti di sorta (a parte l’artrite congenita del protagonista) né crash di genere. L’audio fa bene il suo dovere, contribuendo in maniera positiva come detto in precedenza. I controlli invece risultano un po’ rigidi; seppur mai spiacevoli, a lungo (e anche medio) andare lasciano un po’ a desiderare, rima involontaria inclusa.

Valutazione

Grafica 74%
Sonoro 79%
Giocabilità 71%
Carisma 73%
Longevità 78%
Final Thoughts

Blair Witch propone idee molto interessanti "compattate" in una struttura che ha qualche buon colpo in canna, in primis per quanto riguarda l'atmosfera durante le prime battute di gioco e in generale per una migliore interattività rispetto ad altri titoli di genere. Peccato per le svariate meccaniche un po' troppo accennate e qualche rigidità di troppo: rimane comunque un titolo interessante per gli amanti del genere che cercano un minimo di interattività in più, e/o che sono curiosi di toccare con mano una nuova entry nel franchise di The Blair Witch Project.

Overall Score 75%

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