Blasphemous Nintendo Switch, PC, PS4, Recensione, Xbox One

Blasphemous – Recensione – Bestemmie for the win


Invader Studios

Sviluppatore

Destructive Creations

Publisher

Survival Horror

Genere

Direttamente dalle ispaniche mani dello studio The Game Kitchen arriva sulle nostre tavole – pardon, console e PC – l’atteso Blasphemous, il solo e unico metrovania in pixeloni che “ti tira le madonne” (cit.). Sotto col video:

Grimdark

Blasphemous è ambientato nel cupo mondo di Cvstodia (scritto proprio così, stile QVO e/o Fascisti su Marte), dove una passeggiata di cinque minuti è sufficiente a farci sembrare Lordran arzilla quanto una sagra della frittura di paranza. Questa simpatica località pare che debba i suoi guai – o almeno il 93.3% di essi – al manifestarsi di uno strano fenomeno semplicemente noto come “il miracolo”, capace di cose fighissime e orribili. Soprattutto orribili. SOLAMENTE ORRIBILI vista la merda in stile cattolicesimo grimdark (quindi poco più in là di quello normale) in cui navigheremo già dopo i primi 16 fotogrammi. Ma aggiungiamo dettagli.


blasphemous

Il gioco ci mette nei panni della mediamente allegra figura del Penitente, tetro guerriero dal cappello a cono e dalla mano pesante, il cui scopo è (o almeno pare) quello di volersi redimere sputtanando una volta per tutte il miracolo e tutto ciò che vi è legato, featuring mostrazzi assurdi, flagellanti sbudellatori e autosbudellanti, nonché figure religiose custodiane più contorte di un intestino subissato di fagioli piccanti di mezzanotte.


blasphemous

E se poi te ne penti?

Blasphemous è in sostanza un metrovania, con tutto ciò che di figo che il genere è riuscito ad affermare negli anni a venire. L’azione piacevolmente bidimensionale ci porterà ad aggirarci per mondi tetri e ricchi di piattaforme sulle quali zompettare (e dalle quali cadere…) nel tentativo di aprire le terga di vari boss onde ottenere nuove skill fondamentali per procedere, nonché indizi e informazioni su misteri&fottimenti mentali dell’ambiente circostante. Ci potremmo dilungare su inventario, skill, mazzi, cazzi…ma sarebbe inutile perché usare il termine metrovania…o meglio, la locuzione “metrovania fatto bene” è sufficiente a sviscerare le basi (e qualcosa in più) del gameplay di Blasphemous. Mai come in questo caso, però, è una questione di stile.


blasphemous

Teologia spinta

Ciò che Blasphemous riesce a mandare a segno al 100% è, prima di tutto, la fottutissima direzione artistica, che sviluppa un contesto fantasy oscuro basato su un gran numero di “chicche” ispirate al cattolicesimo ispanico – iniziando proprio dal cappellonzio a cono del protagonista. Complice una pixel art di fino, il gioco riesce a trasmettere in pieno il feeling di un mondo devastato dall’elemento sovrannaturale, facendo trasparire da ogni poro (anche quelli brufolosi) il dolore e il delirio di cui solo un mondo del genere può essere pieno. E non parliamo solo dei fondali e delle location, capaci di far sembrare il castello di Dracula (anche quello a testa in giù) il set di una puntata di quella boiata di Cortesie per gli Ospiti, ma della malatissima cura nel lavorare sui modelli dei personaggi: anche il più fesso dei truppini che andremo ad affrontare avrà almeno un paio di death animation, tutte ovviamente all’insegna dello squartamento creativo. A ruota libera segue lo stile della narrazione, criptica e onirica quanto basta (o appena un pochetto in più^^), capace di appesantire ulteriormente la già oscurissima ambientazione.

Abbiamo dunque parlato di quel che vuole l’occhio…e ora spostiamoci brevemente all’orecchio.Il comparto sonoro di Blasphemous è soddisfacente. Il doppiaggio inglese alterna ruoli ben recitati, dai toni seri e solenni, ad altri francamente più truzzi e meno “a segno”. Molto buoni gli effetti sonori, mentre la poco presente colonna sonora presenta qualche guizzo degno di nota – featuring schitarrate stile Gypsy Kings horrorifici – ma in toto finisce per graffiare meno del previsto tendendo un po’ all’effetto “lamentazione intestinale” durante alcune fasi.


blasphemous

Andate in pace

Vediamo dunque di tirare le somme per quanto riguarda questo Blasphemous. A conti fatti, dei vari elementi tecnici il sistema di controllo è forse l’aspetto che ci ha stupito di meno: a prescindere da qualche bizzarria in tema di accessibilità (il menù opzioni è “nascosto” in quello della mappa), i comandi risultano essere un po’ rigidi e meno reattivi del previsto, aumentando le morti e le relative bestemmie di una percentuale che francamente era evitabile. Buona la longevità, che con il “giusto” (visto il genere” backtracking e con tanta buona esplorazione, tra necessità di “occhio” per i passaggi segreti e collezionabili sparsi, si pone come uno dei punti forza del gioco. Buono in media il grado di sfida, elevato in alcune occasioni dalle piccole beghe di cui sopra.

Alla fine della fiera dunque, possiamo dire con religiosa (ah ah) serenità che Blasphemous, al netto delle bestemmie insite e che vi fa sparare più o meno volontariamente (anche in tram, grazie a Switch), è un solidissimo araldo del suo genere, capace di staccarsi dalla massa grazie a un gameplay collaudato immerso in un trip acido nella follia fanatico-religiosa. E tante situazioni e immagini weird che non potrete non ammirare. E tante tonalità di marrone.

Valutazione

Grafica 95%
Sonoro 79%
Giocabilità 78%
Carisma 90%
Longevità 85%
Final Thoughts

Blasphemous è un ottimo metrovania, capace di proporre meccaniche classiche eseguite con successo nel quadro di una direzione artistica che sprizza stile (e sangue, e intestini) da ogni frame. Oscuro e oppressivo, farà di certo la gioia degli amanti dello splatter e degli scenari di teologia spinta.

Overall Score 85%
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