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Borderlands 3 – Recensione: Più grosso, più armato, più cattivo


Invader Studios

Sviluppatore

Destructive Creations

Publisher

Survival Horror

Genere

Queste sono le prime righe di una recensione di Borderlands 3 e se non conoscete la saga di Borderlands ora vi chiarirò di cosa stiamo parlando. Borderlands è una serie di looter-shooter, fortemente incentrata sul gioco cooperativo. Si tratta della creatura più famosa di Gearbox, quella che gli ha fatto fare “il grande salto”, facendola divenire una delle software house più amate e conosciute dell’ultimo decennio. Pochi si ricordano che anni prima la casa statunitense appose la propria firma alle espansioni di Half: Life e alla apprezzata serie di sparatutto tattici Brothers in Arms.

Questo Psycho ci tiene che sappiate qual’è stato il ruolo di Borderlands nella storia videoludica. Tenetelo a mente e studiate. Passerà a interrogarvi.

Ma d’altronde i loro lavori precedenti poco hanno a che vedere con il signor Borderlands, sia per struttura che per fama. Borderlands, ma soprattutto il suo seguito Borderlands 2, hanno contribuito a definire i canoni di un genere: il looter-shooter.
Oh, non l’hanno creato no. Quell’onore spetta a Tabula Rasa e a Hellgate: London due giochi usciti entrambi nel 2007 che tentarono per primi l’impresa di mescolare FPS e GDR. Fallendo.
Borderlands invece ci riuscì. I motivi del suo successo? Gli stessi che rendono Borderlands 3 un gioco assolutamente da provare per chiunque ami gli spararutto. Un capolavoro? Forse. Devo ancora decidermi. Vediamo cosa salta fuori scrivendone.

Borderlands 3: Trailer di lancio



Pandora’s box

Se siete fan non ne avrete bisogno, ma per tutti gli altri faccio un breve riassunto della trama di Borderlands. Breve, prometto.
C’è un pianeta dall’ecosistema selvaggio, da poco colonizzato dalla razza umana. Non c’è legge su questo pianeta e quasi tutti sono degli squilibrati. Su questo pianeta si vocifera ci sia un posto chiamato Cripta, dove sarebbero custoditi inestimabili tesori. C’è della gente tosta (i protagonisti principali) che cerca questa Cripta e per questo la gente li chiama Cacciatori della Cripta. C’è altra gente più o meno tosta che vuole fermarli/sfruttarli e che spesso cova un malsano desiderio di dominare l’intero pianeta. I Cacciatori della Cripta si fanno largo a suon di proiettili, granate, missili, laser, fucili che nitriscono quando sparano, sterminando qualunque cosa si frapponga fra loro e il loro obiettivo e salvando anche il pianeta en passant. Fine. Ovviamente, c’è qualcosina in più. Qualche momento drammatico e qualche personaggio scritto particolarmente bene come un certo Jack il Bello ad esempio, ma a grandi linee Borderlands è quello che ho scritto: un blockbuster action pieno di azione e follia, fatto di situazioni assurde al limite dell’idiozia, citazionismi e dialoghi dove abbondano le parolacce e allusioni di tipo sessuale. Cose come associare gli organi genitali maschili a vari tipi di tagli di carne per esempio.



Questo capitolo non fa eccezione, e abbonda, per fortuna, di questi contenuti. Non siamo ai livelli raggiunti dalla sceneggiatura di Borderlands 2, ma ci troviamo sicuramente un gradino sopra al Pre-Sequel, anche per quanto riguarda trama e colpi di scena; il ritmo è decisamente più incalzante, tanto che a volte potreste “scordarvi” di svolgere qualche missione secondaria per continuare con la trama principale e scoprire cosa accadrà. Rincontrerete molte vecchie conoscenze, ma anche un sacco di volti nuovi pronti ad entrarvi nel cuore come una baionetta di titanio. Tra le new entry, ci sono anche i due “cattivoni” di turno: i gemelli Tyreene e Troy Calypso. Nulla di paragonabile al già sopracitato Jack il Bello, ma forse è anche inutile rimarcarlo. Bisogna capire che un altro Jack il Bello non ci sarà mai: personaggi come lui sono miracoli di scrittura che capitano una volta ogni decennio.


I Figli del Vault e i loro due comandanti, i gemelli Calypso, fungono da antagonisti principali di Borderlands 3.

I due Gemelli comunque, sebbene non abbiano un minimo del suo carisma, come cattivi funzionano, soprattutto nelle concitate fasi finali in cui scopriremo vari retroscena della loro vita. I due comunque sono praticamente dei ventenni che si atteggiano a streamer/influencer con tanto di bot telecamera che li segue ovunque, ma che sono riusciti un’impresa pazzesca mai riuscita a nessuno prima, ovvero unificare i banditi di Pandora sotto un’unica bandiera. Il loro scopo? La dominazione totale della galassia. Con il loro esercito infatti i due non minacciano solo la “pace” (parola che può essere scritta solo fra virgolette quando si parla di Pandora) del pianeta che già tutti conosciamo bene, ma anche di tutti gli altri corpi celesti abitati e non. Questo scontro su scala planetaria porta i nuovi Cacciatori della Cripta e ciò che rimane dei Crimson Raiders a combattere su be 3 nuovi pianeti oltre a Pandora: Promethea, Athenas e Eden-6, seguendo il dipanarsi di una storia che richiederà circa una trentina di ore per giungere ai titoli di coda. Altro della trama non vi rivelerò pertanto concentriamoci sul gameplay.

Caos, talenti e sangue

Comincio col dire una cosa: se vi aspettate innovazioni pazzesche o cambiamenti di rotta nel gameplay, mi dispiace ma rimarrete delusi. Borderlands 3 a livello strutturale è il “solito” vecchio Borderlands: un amalgama tra shooter e GDR, dove si ammazzano i nemici, si ottengono quest parlando con la gente, si sale di livello e si assegnano punti abilità. Gearbox ha praticamente lasciato inalterati gli elementi cardine del gioco e quello che si è limitata a fare è stato aggiungere varie migliorie in modo da “svecchiare” il gameplay e metterlo al passo con le produzioni più moderne; nulla più, nulla meno. Francamente non mi aspettavo nulla di diverso. Sono dell’opinione che non sia possibile modificare profondamente Borderlands senza alterarne la natura, ma se qualcuno è di opinione diversa me lo faccia sapere nei commenti. Magari ci sono potenzialità che nella mia visione limitata di giocatore quasi 30enne non riesco a vedere.

Gli scontri con i Boss cominciano fin dai livelli più bassi.

Detto questo, vado a parlarvi di quali sono queste novità.

La prima cosa che salta all’occhio è la maggiore fluidità di movimento. Fin da subito vi renderete conto che il vostro Cacciatore ora può compiere movimenti come arrampicarsi sulle sporgenze, scavalcare gli ostacoli e perfino lanciarsi in scivolate. Sono piccole introduzioni piuttosto gradite che rendono gli scontri a fuoco ancora più dinamici che in passato. Se poi siete abbastanza in gamba da colpire un nemico con un fucile a pompa mentre siete in scivolata (sì, si può sparare in scivolata), allora sarete testimoni di nuove e gustose scenette tra le tante a cui si può assistere solo grazie al rinnovato motore fisico del gioco. Parlo di cose come scagliare un Nano giù da una sporgenza tipo fosse un pallone da football o fermare la carica di uno Psycho cappottandolo a mezz’aria. Non vi dico poi le cose che succedono ricorrendo agli esplosivi: nemici urlanti che si schiantano in giro come frittelle su un muro. Cose che fanno bene al cuore. Aggiungeteci anche il nuovo sistema di smembramento dei nemici che permette di privarli di arti, testa o addirittura dividerli a metà e se siete dei maledetti sadici bastardi che si divertono a fare a pezzi le cose, sarete più che soddisfatti.

Ma i motivi per gioire non finiscono qui, maledetti sparatori assetati di sangue e loot! Non abbiamo ancora parlato delle skill! Perché cari miei, Fl4k, Moze, Zane e Amara dispongono di molte più abilità dei loro predecessori e ora creare build personalizzate con le quali seminare panico e morte è ancora più facile e divertente! Contenti?


La cacciatrice più interessante del gruppo è forse Moze con il suo Orso di Ferro. Nel suo caso le Abilità d’Azione vengono sostituite da nuovi armamenti per l’amato mecha.

Ok, dico seriamente ora: c’è davvero di che sbizzarrirsi con i nuovi skill tree e in alcuni casi il modo di utilizzo di un personaggio può cambiare in maniera drastica. Moze ad esempio può diventare un vero e proprio tank basato sull’utilizzo degli scudi, oppure una macina proiettili in grado di fare fuoco continuo ricaricando pochissimo. Ad aumentare la personalizzazione dello stile di gioco c’è anche il sistema delle Abilità d’Azione, che va a sostituire quello ad Abilità Primaria singola che era rimasto immutato dal primo capitolo. Mi spiego: fino ad ora ogni personaggio della saga era sempre stato dotato di un attacco speciale da utilizzare per ribaltare uno scontro arduo o per massacrare impunemente dei nemici indegni. In questo capitolo invece si può scegliere fra diverse varianti e relativi potenziamenti, in modo che ognuno possa creare la sua “Mossa Finale” personalizzata. Anche qui le combinazioni sono molteplici: al giocatore spetta decidere quale utilizzare in funzione del suo stile di gioco.

Armi. Armi ovunque.

E a proposito di stile di gioco, non serve che vi dica io che questo cambia anche in base alle armi che vi piace utilizzare, vero? E dato che chi dice Borderlands, dice armi, non poteva mancare un numero esorbitante di bocche di fuoco. Uno dei primi trailer parlava di oltre un 1 miliardo di armi. Se il numero sia esagerato o no è ancora troppo presto per dirlo, ma giocando l’impressione è quella che non ci sia limite al loro numero. Pare che manco la Gearbox sappia esattamente quante ne ha messe e la cosa non mi stupirebbe. La novità principale sul fronte armamenti riguarda l’introduzione delle modalità alternative: tutte quante le armi a prescindere dal loro produttore, possono essere dotate di una modalità di fuoco alternativa, che permette di avere praticamente due armi in una. Ci sono pistole che tirando una levetta diventano degli tazer incendiari o fucili di precisione che ruotata la canna si trasformano in lanciagranate. Immaginate cosa vuol dire avere l’inventario interamente composto da armi con mod. Significa avere praticamente 8 armi invece di 4 e poter fare il doppio del disastro, a suon di proiettili, esplosioni e… altro. Perché per quanto amiamo le armi che fanno pew pew e boom boom, quelle che ci restano nel cuore sono sempre le più strane. Tipo il bellissimo fucile spara-coltelli che ho trovato su Promethea e che ho usato fino a quando non è diventato praticamente inutile perché di livello troppo basso. Dava troppe soddisfazioni.

Le armi del gioco ora possono essere impreziosite da delle skin ottenibili in svariati modi, così che possiate personalizzare il vostro strumento di morte preferito.

Non mancano naturalmente anche tutta una serie di armi leggendarie da ottenere massacrando nemici speciali e Boss di alto livello una volta sbloccato il classico “Vero Cacciatore della Cripta”, il “new game plus” tipico della serie, che permette di rigiocare l’intera esperienza mantenendo il livello raggiunto durante il primo playthrough. E a proposito anche qui c’è una novità: una volta raggiunta questa fase del gioco è possibile attivare tutta una serie di modificatori che vanno sotto il nome di Modalità Caos. Ci sono ben 3 modalità Caos che cambiano in maniera significativa varie statistiche del gioco rendendo gli scontri più ardui. Inoltre ora le missioni secondarie lasciate in sospeso durante la campagna principale, vengono “aggiustate” al livello del giocatore: svolgerle per completezza e livellare allo stesso tempo. Quando si dice unire l’utile al dilettevole. Le attività end-game comprendono inoltre ulteriori missioni appositamente pensate per essere completate dopo aver finito il gioco e utili a far progredire il nuovo sistema di potenziamenti “Gradi Guardiano” che va a sostituire quello dei Livelli Duro. Sbloccabili dopo aver completato la campagna, i Gradi Guardiano forniscono diverse ricompense, tra cui skin e interessanti perk per affrontare meglio le sfide post-campagna.

Una patina tutta nuova

Miglioramenti si registrano anche sul fronte tecnico. L’iconico stile grafico in cel-shading e rimasto lo stesso, ma in questo capitolo è presente una cura per il dettaglio decisamente superiore. Personaggi principali, nemici, ambientazioni, tutto abbonda di una miriade di dettagli che rendono il gioco molto più interessante visivamente. Basta osservare attentamente il model di un nemico per notare tante piccole aggiunte, come cicatrici, orecchini, o altri particolari praticamente assenti negli altri titoli della serie. Apprezzabile anche la nuova varietà di model che non propone solo due due tipi di banditi e predoni: ora ce ne sono di diverse corporature, carnagione e sesso. Un bel passo avanti rispetto ai model sempre uguali a cui eravamo abituati. Maggiore complessità però vuol dire anche maggiore pesantezza e purtroppo va segnalato che il gioco ha a volte dei cali di frame importanti, soprattutto nelle fasi più concitate o quando si apre il menù in determinate zone. Il problema di frame aumenta considerevolmente se si gioca in schermo condiviso, tanto che bisogna stare attenti a non aprire i menù in combattimento: pena il freeze totale dell’azione per alcuni secondi. Come possano essere presenti problemi così gravi di frame rate è davvero un mistero, vista anche la patch al day one che avrebbe dovuto risolverli. Preciso che è la vera unica bega tecnica del gioco che ho riscontrato, ma non posso sorvolare sulla cosa: a volte gli “scatti” mi sono costati delle Lotte per la Vita totalmente evitabili.

Nuove location significa una cosa sola: nuove bestie da uccidere.

Tornando ai cambiamenti, sappiate che ce ne sono anche nelle ambientazioni. Gearbox ha ben sfruttato il fatto che si esplorino pianeti diversi da Pandora e ne ha approfittato per immergere il giocatore in biomi diversi, tra cui un imponente complesso cittadino come non si era mai visto prima in Borderlands. Esplorare qualcosa di diverso dai soliti deserti e distese rocciose già viste su Pandora ed Elpis, è un vero toccasana e ci permette di incontrare nuove letali creature che vanno ad aggiungersi al già cospicuo roster di nemici della serie. Mi sento di fare un’ultima piccola considerazione sui pianeti: forse questa è una di quelle idee che poteva essere sfruttata meglio. Inserire qualche forma di risorse o attività ottenibili solo su determinati pianeti, avrebbe forse aumentato maggiormente il loro appeal. Invece Promethea, Athenas ed Eden-6 si riducono ad essere semplicemente delle nuove zone da esplorare man mano che si avanza con la trama. Il fatto che siano nuovi pianeti ha praticamente nessun peso sulle meccaniche di gioco e questa è un’occasione mancata.

Nemmeno i menù sono più quelli di una volta! Occhio però, frenate l’entusiasmo perché purtroppo non mi riferisco a quello dell’equipaggiamento, che è rimasto fermo ai macchinosi spostamenti del 2009. Mi riferisco a tutti i menù dei negozi che ora presentano un design rinnovato a “rastrelliera” che permette di vedere in maniera dettagliata l’aspetto di un’arma prima di acquistarla. Anche il dispositivo ECHO è stato rivisitato nel design ed appare come parte attiva del gioco quando si consultano i menù o si compiono determinate azioni. Come per il gameplay di tratta di tutti piccoli dettagli che rendono l’esperienza un po’ più moderna.

Borderlands 3

Dal canto della personalizzazione anche qui qualche novità. Ora l’aspetto dei 4 cacciatori può essere modificato andando a cambiare la pallette dei colori dei loro abiti per fare un tocco veramente personale al proprio vestiario. Stessa cosa si può fare con i veicoli che presentano un sistema di modifiche basato sulla nuova meccanica “hijack”. In modo simile a quanto si può fare nei giochi della serie Halo, i giocatori possono “sequestrare” i veicoli nemici prendendo fisicamente i piloti e lanciandoli fuori dall’abitacolo. Il veicolo sequestrato va poi portato ad uno dei terminali generatori di veicoli dove, una volta smantellato, farà ottenere nuove componenti utili per costruire il proprio mezzo da battaglia definitivo. Non parliamo di una varietà di armamenti enorme, ma comunque son aggiunte che fan piacere.

Dal canto audio troviamo la solita adorabile cacofonia di suoni formata dall’unione di spari, esplosioni e urla. Stellare come sempre il doppiaggio, soprattutto quello di Rhys (chi ha già giocato a Tales from the Borderlands lo conosce, gli altri impareranno a farlo) interpretato da un sempre in forma Troy Baker. Ottimo come sempre anche quello di italiano. Chissà perché Borderlands ha sempre avuto un adattamento così buono anche da noi? Mistero.

Chi non spara in compagnia…

Un appunto sul multiplayer, che presenta anch’esso qualche novità. Forse è inutile dirlo, ma questo gioco da il meglio di sé se giocato in compagnia di almeno un amico. Borderlands è nato per essere giocato in co-op e in questo capitolo il livello di caos e delirio che è possibile produrre giocando in 4 è epocale. Oh, il gioco è divertente anche in split-screen, ma solo se siete disposti a sopportare cali di frame non da poco.


Borderlands 3

Comunque sia, visto che a volte si generavano situazioni terribili dove per una leggendaria rubata si rompevano amicizie, Gearbox ha voluto ovviare dando la possibilità di settare una modalità a loot istanziato dove ogni giocatore riceve un loot diverso che gli altri non possono vedere, ma che possono poi eventualmente scambiare. Ciò dovrebbe servire ad evitare spiacevoli controversie fatte di parolacce e minacce al parentado se giocate con gli amici, o con dei perfetti sconosciuti trovate in un forum di infimo ordine.

Lato Tecnico 50%
Sonoro 100%
Giocabilità 90%
Carisma 85%
Longevità 100%
Final Thoughts

Borderlands 3 è un ottimo "capitolo 3". Non si tratta di un gioco rivoluzionario, questo assoultamente no, ma è di sicuro il Borderlands più curato di tutta quanta la saga e riesce a dimostrare che Gearbox è ancora in grado di fare molto di più che dei semplici copia e incolla. Sì, Pre-sequel sto parlando con te! Prendete tutto quello che avete amato degli scorsi capitoli e aggiungeteci un gameplay migliorato sotto vari piccoli aspetti e una vagonata di contenuti. Il risultato non è un capolavoro, ma un titolo che comunque è perfettamente in grado di soddisfare i fan e regalare ore e ore di spensierato e schizofrenico divertimento a chiunque lo provi. Il voto è abbassato solamente dalle performance di frame rate, che, anche se sono sicuro non fermeranno chi aspettava il gioco da tempo, sono veramente inaccettabili per una produzione del genere. Una volta che sarà rilasciata una patch risolutiva, arrotondate tranquillamente a 90. Io per il momento, in quanto recensore, non posso.

Overall Score 85%
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