Breathedge PC, Recensione

Breathedge – Recensione: Una divertente (d)isavventura “survival”


I survival non sono tutti uguali. In base alle contaminazioni con gli altri generi questo tipo di giochi possono rivelarsi esperienze completamente diverse le une dalle altre. È un discorso che vale un po’ per tutti i giochi, ne sono consapevole, ma credo che sia particolarmente vero quando si parla di survivor. La differenza di gameplay tra un gioco con un approccio al crafting realistico e uno meno “rigoroso” ad esempio possono essere abissali e, in linea di massima, si sarà sicuri che il realismo si rifletterà anche sui toni e le tematiche della narrazione, sempre che questa sia presente.

Semplificando:

Approccio realistico: trama cupa e che fa leva sui drammi umani della sopravvivenza.

Approccio “fantasy-soft”: trama più leggera e più improntata su dialoghi e personaggi.

Breathedge, opera prima di RedRuins Softworks, appartiene inconfutabilmente alla seconda categoria, quindi se quello che cercate è un titolo che vi faccia provare il brivido della sopravvivenza potete terminare di leggere qui e dare piuttosto un’occhio alla nostra recensione di Green Hell. Se invece siete interessati più a vivere situazioni divertenti, craftare/utilizzare item al limite del demenziale e risolvere i vostri problemi grazie ad un pollo, allora continuate pure. Non rimarrete delusi.


Ci sono un naufrago spaziale, un pollo e un cadavere…


Pare una barzelletta ma invece sono proprio i personaggi principali della trama di Breathedge. La cosa inizia così: Il protagonista, un uomo di nome Man (eh si), si trova a bordo della nave cargo Unnamed (già) intento ad accompagnare il cadavere di suo nonno verso il luogo della sua sepoltura. A fargli compagnia nel viaggio c’è IL POLLO. E non si tratta di una persona soprannominata così, ma di un vero e proprio esemplare del comunissimo volatile da fattoria. Questo pollo però di comune ha ben poco, visto che è a tutti gli effetti immortale, tanto che viene tramandato nella famiglia di Man da generazioni. E per immortale intendo anche invulnerabile. Del tipo che nulla e nessuno può ucciderlo o ferirlo, manco la mancanza di ossigeno o il freddo siderale. Prova di questo la si ha fin da subito: nei primissimi minuti di gioco infatti la Unnamed finisce con lo schiantarsi con una massiccia fascia di asteroidi che la frantuma in vari tronconi. Sopravvissuti all’incidente: 2. Man e il pollo.


Man e il Pollo in tutta la loro gloria.


E il nonno? Perduto nello spazio assieme alla sua capsula-bara metallica, destinato a vagare per sempre nell’infinità dello spazio. O forse no?  Chissà magari con un po’ di fortuna potrebbe essersi incagliato in qualche punto del relitto. Man ci confida e infatti trovare il nonno rimane una delle sue priorità anche se prima deve fare i conti con una problematica molto più urgente: restare vivo. Impresa non facile visto il modo disastroso in cui si è distrutta la nave, ma il nostro Man non è uomo da scoraggiarsi e grazie al suo ingegno e al volere degli sviluppatori riuscirà a trovare la maniera di sopravvivere e a trovare un modo di contattare i soccorsi. Tutto questo in compagnia del pollo.


Ti sorrido mentre soffoco


Qualche riga fa ho scritto che Man riesce a sopravvivere grazie al volere degli sviluppatori. La frase vi ha lasciato straniti? Beh non deve farlo, perché è il gioco stesso a tirarli continuamente in ballo. Dovete sapere infatti che la quarta parete in questo gioco praticamente non esiste. Capita che l’I.A. che accompagna Man nelle sue peripezie molte volte si rivolga direttamente al giocatore commentando le sue azioni, soprattutto quando queste sono una palese parodia degli incarichi che ci si trova comunemente ad affrontare in un survival. In Breathedge è difatti l’ironia a farla da padrona fin da subito, con gag continue che si susseguono con un buon ritmo durante tutta la durata della trama. Devo dire che questa sua marcata componente comica è forse l’aspetto più riuscito di Breathedge: è chiaro fin dai primi minuti che l’intento degli sviluppatori fosse quello di realizzare un gioco che fosse in realtà una vera e propria parodia del genere survival. Basti solo pensare al trattamento riservato agli indispensabili “tools”, gli strumenti necessari a ottenere le risorse dall’ambiente di gioco. Dove per procacciarsi il metallo ci si aspetterebbe piccozze in materiali futuristici o lame al plasma, qui troviamo una di quelle manine per grattarsi la schiena “potenziata” usando dei pezzi di ferro. C’è poi la mia preferita: la forbice su bastoncino, adibita alla raccolta di materiale tessile. Un vero capolavoro di demenzialità.


Breathedge
Fra i rottami della Unnamed è possibile vedere cose che voi umani non potreste immaginarvi.

Oltre al design ridicolo questi strumenti hanno anche un’ulteriore “lato satirico”, e si tratta della loro estrema fragilità. Il numero di utilizzi che se ne può fare prima che diventino inservibili è infatti molto molto basso; un’altra ovvia “stoccata” al farming a cui spesso questi giochi costringono anche solo per procurarsi gli strumenti base. Peccato che seppur con intento di parodia Breathedge costringe il giocatore proprio a reiterare quelle stesse meccaniche su cui fa satira. E la cosa purtroppo non accade solo con gli strumenti. C’è un momento ad esempio in cui bisogna costruire un oggetto definito, cito testualmente, “una merda voluta dagli sviluppatori” che fa ironia sul come a volte nei survival si venga costretti a realizzare oggetti o crafting station completamente inutili… e lo fa facendoci creare un oggetto perfettamente inutile! E si tratta, attenzione, di una missione principale, non di una secondaria come accade ad esempio nella saga di Borderlands che utilizza spesso gli incarichi accessori a scopi di parodia. È una contraddizione questa su cui è difficile sorvolare, anche solamente per quelle poche ore in cui il crafting e il survival contano veramente qualcosa.
Sì perché ad un certo il gioco cambia improvvisamente rotta e la sopravvivenza passa completamente in secondo piano, rendendo quasi totalmente inutile tutte le nozioni e le recipes imparate nella prima parte del gioco. E la cosa non capita gradualmente come in altri giochi, ma così senza preavviso, in maniera devo dire fin troppo brusca.


Ci sono alcuni guizzi di genio in Breathedge, ma che purtroppo si esauriscono quasi tutti nella parte iniziale della trama.

E il bello è che probabilmente questa virata improvvista avrebbe anche potuto funzionare con una trama solida a sostenere il tutto, ma purtroppo anche il comparto narrativo ad un certo punto crolla, soprattutto nella parte finale, dove la seppur sempre ottima ironia non basta a tener su da sola tutta la baracca. È molto probabile che alla base di queste problematiche ci sia stato un qualche inciampo durante il processo di sviluppo, cosa che spiegherebbe anche come a conti fatti la storia duri solo circa 8 ore, quando volendo ci sarebbe stato materiale per almeno altre dieci ore in più di contenuti. Breathedge è dunque un disastro? No, anzi, nonostante i difetti che ho appena citato il gioco rimane comunque godibilissimo grazie a due aspetti in cui il gioco raggiunge ottimi risultati: lo stile artistico e la grafica.


Stilosamente sovietico


Che dal punto di vista tecnico Breathedge sia inattaccabile questo è innegabile. Tuxture modelli nulla hanno da invidiare alle grandi produzioni e l’Unreal Engine 4 è sfruttato al massimo per ricreare scenari cosmici di una bellezza insindacabile. L’unico titolo che sia riuscito a fare altrettanto bene è Everspace 2, gioco con cui Breathedge, secondo il mio modesto parere, può condividere il titolo di gioco spaziale con la miglior grafica presente oggi sul mercato. Il tutto senza nessun bug o calo di frame. Anche la varietà degli ambienti è ottima: mentre ci si aggira fra i resti della Unnamed è possibile ammirare cose come colate cristalline di liquidi solidificati illuminati dal bagliore luminoso di una nebulosa in lontananza e cose come gente morta schiacciata da un televisore gigante. Con sullo schermo scritto Fatality.


Breathedge
La cura riposta sull’aspetto grafico di Breathedge è indiscutibile.

Altrettanto degno di lode è lo stile artistico deliziosamente retrofuturista che ci regala oggetti, ambientazioni e menù dal gusto spaziale, ma che strizzano l’occhio al design sovietico tipico degli anni ’40 e ’50. Il risultato di questa unione si sposa perfettamente con lo stile comico-surreale, dell’intero gioco, e contribuisce a dare l’impressione di trovarsi in una sorta di realtà parallela ai limiti dell’assurdo. Una realtà in cui un uomo può usare un pollo immortale come materiale isolante per dei cavi di rame.

Buono, ma non speciale il lato audio con effetti sonori azzeccati, ma non memorabili. Buona anche la colonna sonora, soprattutto quando propone musiche dal sound sovietico che non sarebbero dispiaciute a Lenin.

Lato Tecnico 100%
Sonoro 80%
Giocabilità 60%
Carisma 80%
Longevità 60%
Final Thoughts

Breathedge sarebbe potuto essere un capolavoro. Una storia poco incisiva e delle scelte di game design poco azzeccate rendono la trama principale un'esperienza poco coesa, con come unico collante solo l'irriverenza e l'ironia, che purtroppo però non basta a renderlo un'esperienza memorabile. Tuttavia alcune trovate indubbiamente interessanti, il suo comparto tecnico a livello di un tripla A e il suo stile artistico particolare lo rendono comunque un gioco in grado di portarsi a casa un voto più che sufficiente. Lascia un po' di rabbia perché si sarebbe potuta raggiungere l'eccellenza.

Overall Score 76%

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