Call of Duty: Black Ops 4 PC, PS4, Recensione, Xbox One

Call of Duty: Black Ops 4 – Recensione: CoD si rinnova, ma con (paura?) cautela


Treyarch

Sviluppatore

Activision

Publisher

Sparatutto-FPS

Genere

15 anni di CoD. Chi l’avrebbe detto nel 2003 che quel videogioco di guerra che voleva farci rivivere le atmosfere della seconda guerra mondiale sarebbe diventato un colosso capace di muovere miliardi di dollari. Da quelle mappe ambientate a Sainte-Mère-Église, siamo finiti col combattere in scenari moderni (Modern Warfare, Black Ops), fino ad arrivare a quelli futuristici dove le sparatorie erano condite di salti acrobatici con le nanotute e battaglie fra navi spaziali (Infinite War), salvo poi tornare a combattere di nuovo nella seconda guerra mondiale con il CoD WWII dell’anno scorso.  Il cambio di ambientazione, naturalmente ha portato anche nei cambiamenti nel gameplay, con l’introduzione di gadget, equipaggiamenti, serie uccisioni, modalità zombie, personalizzazione delle armi, ecc. ecc.

Nonostante tutte le introduzioni però, CoD è rimasto (nella maggior parte dei casi) fedele a se stesso, proponendo un gameplay “arcade” ovvero rapido, frenetico, dove il realismo conta ben poco e le partite sono una sequenza di sparatorie dove la cosa più importante è puntare l’arma contro il tuo avversario prima che lo faccia lui. C’è poco spazio per la tattica su CoD, tutto si decide in un attimo e quando si muore nessun problema: si respawna e via a caccia di altre kill. Questo è sempre stato lo spirito della serie e, ve lo dico fin da ora, è anche lo spirito di questo Call of Duty: Black Ops 4.

Le differenze  rispetto ad un CoD “classico” però questa volta sono parecchie e dettate dalla voglia di Activision di restare competitiva sul mercato degli shooter. Se un minimo siete informati sul gioco saprete già di cosa parlo: mancanza di una campagna single player, modalità Battle Royale e personaggi con “abilità” peculiari. Andiamo a vedere assieme se questi cambiamenti ci hanno dato qualcosa di nuovo da mettere sotto i denti, oppure no, e lo facciamo analizzando uno per uno le 3 parti che compongono questo CoD: Multiplayer, Blackout e Zombies.

Paracadutismo contro l’invecchiamento

Call of Duty: Black Ops 4

Le fasi di atterraggio e ricerca del loot sono adrenaliniche al punto giusto.

Cominciamo parlando della novità più grossa e anche quella più sfruttata in campagna pubblicitaria: Blackout. Di questa modalità Battle Royale ho già ampiamente parlato in un articolo dedicato (potete leggerlo cliccando QUI), e sinceramente, dopo averla per svariate ore le mie impressioni non sono cambiate più di tanto: Blackout funziona e funziona bene, anche se non è nulla di originale. Se avete presente come funziona un Battle Royale, non troverete nulla di troppo diverso da ciò a cui siete abituati, mentre gli altri potranno provare per la prima volta con mano l’ebrezza della sopravvivenza. Proprio per loro faccio qui un breve spieghino sul cosa consiste Blackout. Questa modalità propone degli scontri che sfruttano la formula ormai classica di questo genere: 100 giocatori si paracadutano su una mappa e si devono uccidere l’un l’altro fino a che non ne rimane uno, recuperando armamenti ed oggetti sul campo. Vita singola, no respawn. È possibile giocare anche in modalità a squadre da 2 e da 4 giocatori, dove la vittoria viene assegnata alla squadra con almeno un giocatore vivo alla fine del match. I giocatori all’inizio possono spostarsi in qualunque zona della mappa, ma man mano che il tempo passa, la zona in cui potersi muovere si restringe sempre di più, facendo sì che gli scontri fra giocatori diventino inevitabili. È possibile spostarsi con veicoli di vario tipo, e utilizzare vari tipi di equipaggiamenti per assicurarsi un vantaggio tattico sull’avversario. Un esempio sono le armature, che garantiscono resistenza ai proiettili, oppure dei “perk” temporanei che danno capacità particolari per un tempo limitato. Tutto è lecito per arrivare ad essere gli ultimi in piedi, anche rimanere rintanati in un angolino in agguato come un camperon… ehm, una pantera.

Call of Duty: Black Ops 4

In Blackout è possibile spostarsi anche utilizzando elicotteri. Naturalmente potrete anche abbatterli.

Questa è forse la modalità più “tattica” di tutto il gioco e pertanto anche quella che potrebbe “spiazzare” maggiormente un fan storico della saga: in Blackout non ci si può lanciare alla cieca in mezzo alla strada per fraggare come dei pazzi. Non sai mai quante canne di fucile stanno sporgendo dalla finestre in quel momento. Attenzione però, non si arriva all’approccio “semi-simulativo” di PUBG: la mappa è più piccola, il sistema di shooting quello classico di CoD. Blackout è dunque un ibrido che per i Coddari d’epoca potrebbe risultare qualcosa di nuovo ed esaltante, e per le nuove reclute già abituate a Fortnite, potrebbe rivelarsi un valido sostituto. Infondo lo scopo per cui è stata creata Blackout è proprio questo: ritagliarsi uno spazio fra i due nuovi giganti degli sparatutto. Ce la farà? Bhè, finora i dati ci dicono che nel giorno successivo al suo lancio Black Ops 4 ha superato Fortnite come gioco più visto su Twitch. Che sia effetto del fattore novità è chiaro, ma come si comporteranno gli utenti nel lungo termine è decisamente troppo presto per dirlo. Personalmente penso che Blackout possa ritagliarsi una buona fetta di utenza, ma che sia realmente in grado di competere con Fortnite, vista la natura free-to-play di quest’ultimo. Comunque sia penso che la vera domanda da porsi è ” È Blackout un motivo in più per comprare Black Ops 4?” e la risposta è sì. Come detto qualche rigo fa è una modalità che può piacere sia ai vecchi fan, grazie al suo gameplay “nuovo”, sia ai giovani che si avvicinano per la prima volta alla serie.

C’erano tre zombie e 4 umani…

Call of Duty: Black Ops 4

I protagonisti di Viaggio Disperato. Da notare sullo sfondo, l’iceberg.

Cos’è ormai un CoD senza una modalità Zombies ? Fin dalla sua introduzione in World at War dove ottenne un incredibile successo di pubblico, Zombies non è poi mai più mancata da nessun capitolo principale della saga. Quest’anno addirittura si fa in tre, proponendo tre diverse “campagne” in cui incontriamo vecchi e nuovi protagonisti della mode. La prima campagna è Viaggio Disperato. Questa è ambientata sul Titanic dove possiamo interpretare Scarlett Rhodes, Diego Necalli, Bruno Delacroix, Stanton Shaw, quattro passeggeri che oltre a dover fare i conti col famigerato iceberg, devono anche sopravvivere ad un’orda di non morti generata da un misterioso artefatto. La storia si snoda in maniera classica, con obiettivi che richiedono di spostarsi all’interno della mappa mentre si viene attaccati da ondate di zombie. Come sempre abbiamo il sistema di punti che permette di comprare armi e potenziamenti vari, le mistery box, e tutto ciò a cui Zombies ci ha abituato.  Non mancano nemmeno gli easter eggs disseminati qua e la per la mappa. La seconda prende il nome di XI, e vede gli stessi personaggi trasportati per un certo motivo che non svelo, nell’antica Roma. Qui dovranno affrontare vari combattimenti all’interno di un’arena facendosi largo fra trappole, zombie e altri tipi di creature mostruose, tra le quali delle tigri. La mia delusione riguardo a XI è il fatto che ci siano le armi da fuoco. Fino all’ultimo avevo sperato che si trattasse di qualcosa di veramente diverso dal solito, cioè una modalità Zombie senza armi moderne e dove dover combattere solo con armi a corpo a corpo! Infondo il primo trailer di XI ci mostrava i protagonisti fare a pezzi gli zombie a suon di spada, e invece poi ci son le armi da fuoco. Peccato un’occasione sprecata. La terza modalità è una rivisitazione della mappa Mob of the Dead, chiamata Blood of the Dead (Sangue dei morti in italiano), dove ritroviamo “Tank” Dempsey, Nikolai Belinski, Takeo Masaki ed Edward Richtofen, versione Origins, alle prese con tutti gli ostacoli che si frappongono fra loro e il il loro piano per cambiare il futuro. Una chicca per i nostalgici.

Una novità che riguarda tutte e tre le storie è composta dall’introduzione degli Elisir, delle Armi Speciali. I primi sono dei “power up” ricaricabili che è possibile utilizzare durante la partita per ottenere svariati vantaggi, mentre le seconde sono delle armi devastanti che si caricano uccidendo gli zombie e diventano utilizzabili per un periodo limitati di tempo una volta premuta una combinazione di tasti. Quali Elisir e Armi Speciali portare in battaglia è possibile deciderlo tramite il nuovo sistema di gestione delle classi dal sapore vagamente RPG, dal quale è possibile anche selezionare quali perk (anch’essi lievemente modificati nel funzionamento) portare in battaglia.

Call of Duty: Black Ops 4

Il sistema di gestione delle classi e l’utilizzo dei perk è stato leggermente cambiato e ha un sapore “RPG” che traspare anche dal menù.

Dovendo tirare le somme su questa Zombies Mode c’è da dire che di carne al fuoco ce n’è tanta: il tentativo di Treyarch forse è stato quello di voler sopperire la mancanza di una campagna in singolo con questa abbondanza di contenuti. Viene da pensarlo soprattutto se si nota lo sforzo fatto per rendere un po’ più interessante il comparto narrativo di queste tre necro-avventure: i personaggi parlano molto spesso fra loro, scambiandosi battute e svelando retroscena delle loro vite ed eventi collegati ai disastri che stanno vivendo. Sicuramente si tratta di pura manna dal cielo per i fan di Zombies, anche se l’amaro in bocca un po’ resta visto che nessuna delle 3 contiene delle vere e proprie novità in fatto di gameplay. A questa mancanza di originalità però possono in parte sopperire i giocatori stessi grazie all’introduzione delle Mutazioni, ovvero delle impostazioni personalizzate con le quali si possono modificare un sacco di parametri come velocità degli zombie, quantità di vita dei giocatori, e un sacco di altre cose, in modo da poter rigiocare le tre storie in maniera totalmente personalizzata. A volte capita il vero e proprio delirio, ve lo assicuro.

Spara, mira, salta ed usa il tuo gadget

Call of Duty: Black Ops 4

Le partite del multiplayer sono 5vs5.

Veniamo ora alla parte per così dire “classica” del gioco: il comparto multiplayer. Qui troviamo varie novità, prima tra tutte la presenza degli Specialisti. Questi operatori, per la maggior parte presi di peso da altri capitoli della saga, come ad esempio Ruin, sono tutti dotati di degli equipaggiamenti particolari che gli permettono di avere dei particolari vantaggi in game e di poter fare affidamento su una sorta di “mossa finale”. Sempre per usare Ruin come esempio, lui è dotato di un rampino che può utilizzare per raggiungere velocemente zone elevate e di uno dispositivo capace di creare uno “schianto gravitazionale”, in grado di uccidere in un sol colpo tutti i nemici nelle vicinanze. Seraph per fare un altro esempio, è dotata di un segnalatore che permette ai compagni di squadra di respawnare nel punto in cui viene piazzato, e come abilità ha l’Annientatore, un potentissimo revolver in grado di uccidere con un sol colpo e di penetrare facilmente le superfici. Queste differenze fra gli Specialisti, unite al sistema di loadout tradizionale della serie, permette di creare delle combinazioni di armamenti ed equipaggiamenti uniche e che danno una maggior varietà di approcci rispetto al passato. Gli Specialisti quindi aggiungono un po’ di tattica agli scontri, anche se il Time to Kill e tutto il resto restano quelli di un tipico CoD. Per essere chiari: il gioco è sempre lo stesso, ma è giocabile anche in altre maniere rispetto al solito. Potete farvi un loadout da assalto e scassare tutto, oppure giocare un po più accorti e difensivi… venendo accusati immediatamente di camperaggio, ma quello è scontato. Personalmente è una cosa che apprezzato: permettere al giocatore di poter utilizzare approcci diversi non è un male, e anche se nelle partite vedrete comunque prevalere il buon vecchio “bunny hopping”, giocare al vostro ritmo stavolta non sarà frustrante.


Di seguito una piccola prova su strada: perdonate la nabbaggine ma non conoscevo ancora bene le mappe (è una scusa che funziona sempre).


Altra novità riguarda la fog of war della minimappa. In pratica ogni giocatore è dotato di un cono di visione che rende “visibile” sulla mappa solo quello che rientra in quel cono. Questo vuol dire che per vedere un nemico sulla mappa, esso dovrà essere sotto lo sguardo di un vostro compagno e se per caso lui non lo noterà perché ad esempio è girato di spalle, voi non avrete modo di vederlo. I nemici diventano dunque visibili sulla mini mappa solo se voi o uno dei vostri compagni li sta “inquadrando”, oppure se compiono qualche azione che ne possa svelare la posizione, come sparare; fare fuoco con un silenziatore non fa comparire sulla minimappa. Questo cambiamento implica principalmente 2 cose:

1) Contribuisce a quella libertà d’azione di cui parlavo prima, visto che ora giocare con un’arma silenziata permette un minimo di approccio stealth.

2) Il dialogo con i compagni assume molto più importanza: comunicarsi la posizione dei nemici diventa essenziale per individuare con più efficacia gli avversari.

In molti hanno storto il naso di fronte a questo cambiamento, ma, come per le gli Specialisti, questa aggiunta non snatura affatto la natura di CoD, ne modifica solo in parte il gameplay, permettendo a chi vuole di utilizzare un approccio più ragionato rispetto al passato. Si tratta di una modifica, a parer di questo umile recensore, che aggiunge finalmente qualcosa di nuovo e sensato al gameplay della saga, con buona pace di nanotute e ammennicoli tecnologici vari.

Call of Duty: Black Ops 4

In Furto è possibile decidere quali equipaggiamenti comprare all’inizio di ogni round utilizzando denaro guadagnato nel round precedente.

Per quanto riguarda le modalità troviamo tutti quanti i classici della serie più due nuove aggiunte, entrambe votate alla tattica: Furto e Controllo. Furto è una modalità che pesca a piene mani dal gameplay di Counter-Strike, dove una squadra deve rubare dei soldi e portarli ad un punto di controllo, mentre l’altra deve impedirglielo. Perché dico che pesca a piene mani da Counter-Strike? Perché funziona uguale! I giocatori hanno una sola vita, la partita è strutturata in round e all’inizio di ogni round i membri di ogni squadra possono spendere dei soldi per comprare armi ed equipaggiamenti. La quantità di denaro disponibile è data dalla prestazione individuale e di squadra, del round precedente. È praticamente CS, né più, né meno. Fa piacere vedere una modalità simile in CoD? Direi di sì. Fa bene per spezzare il ritmo fra un deathmatch e l’altro. In Controllo, una zona della mappa deve essere conquistata da un team e difesa dall’altro. Il risvolto tattico? I respawn sono limitati a 25 per squadra. Entrambe le squadre devono quindi sia preoccuparsi di giocare l’obiettivo, sia di non farsi sterminare. Anche qui, si tratta di una piacevole aggiunta che non mi aspettavo di trovare in un CoD. Basta. Non c’è altro da dire sul multiplayer, se non che la quantità di mappe è buona (14, di cui 4 rivisitazioni di vecchie mappe), e anche il loro level design: quasi tutte presentano un’ottima alternanza di spazi stretti e ampi, per permettere vari tipi di ingaggio.

Il piacere dello split

Piccola nota: tutte le modalità di Call of Duty: Black Ops 4 sono giocabili in locale in split-screen. Naturalmente gli FPS caleranno di conseguenza, ma di questo parliamo tra un attimo.

Ho qualcosa nel mirino?

Call of Duty: Black Ops 4

Immagine emblematica del livello di dettaglio del gioco, presa dal trailer di Blackout. Decisamente non ci siamo.

Eccoci giunti al lato “tecnico” di questa recensione. E che dire? Certo la grafica non è il punto di forza di questo titolo, anzi è forse la sua parte peggiore. Non parlo di pura estetica. La grafica non è brutta nel senso che le ambientazioni e i personaggi sono fatti male, anzi, è solamente che tutto appare alquanto… vecchio. Il dettaglio delle texture, l’illuminazione, l’interazione ambientale è tutto… vecchio. Non saprei quale altro termine usare. Certo il motore grafico di CoD è ormai datato da un po’, ma mi ricordo bene WWII l’anno scorso e non mi serve qualche video di comparazione per affermare che la grafica di Black Ops 4 al confronto è sia peggiore. Certo sarà che forse qui stiamo parlando di un gioco solo multiplayer e quindi è impossibile aspettarsi il dettaglio grafico di un gioco in singolo, ma sento che sono argomentazioni che nel 2018 non riescono più a giustificare la realizzazione tecnica di Black Ops 4. Oltre all’impressione di vetusto generale ci sono anche certi cali di frame rate davvero ingiustificati, parlo soprattutto della modalità Zombies, dove mi è capitato di riscontrare dei drop abbastanza importanti durante momenti in cui c’era qualche decina di non morti su schermo. Per fortuna non ne ho visti di altrettanto gravi nel multiplayer o in Blackout, ma qualcosa c’è stato anche la. Oh, magari fixeranno tutto a breve, ma sul serio, vedere un gioco come CoD, perdere frame è davvero pazzesco. Paradossalmente però il gioco si comporta abbastanza bene quando si gioca in split-screen nelle varie modalità, rimanendo fra i 30 e i 40 FPS, senza particolari problemi. Dal lato audio apprezzabili le interpretazioni dei vari attori nelle modalità Zombies, e buono nel complesso il parco suoni.

Grafica 60%
Sonoro 70%
Giocabilità 85%
Carisma 85%
Longevità 90%
Final Thoughts

Ed eccoci giunti al commento finale. Se avete letto fino a qui avrete capito che non si tratta di un brutto gioco. È un CoD con degli elementi che lo rendono leggermente più profondo a livello tecnico, ha una marea di contenuti, e per diamine! Ha pure una modalità Battle Royale! I presupposti per intrattenere ci sono tutti, e sono sicuro che lo chi lo ha comprato o deciderà di farlo, ci giocherà per centinaia e centinaia di ore. Il suo problema non è di certo la mancanza della modalità singolo, visto che l'abbondanza di contenuti ne sopperisce pienamente la mancanza. Il suo problema è più che altro il fatto che, a guardarlo bene, è un gioco che funziona, in cui una partita tira l'altra... ma che pesca tutto da altri giochi senza inventarsi nulla. Ovviamente è tutto declinato al gameplay classico della serie: tutte le modalità "ispirate" ad altre produzioni tipo Furto, o Blackout stessa, hanno un ritmo e un'intensità che sono unici solo di CoD, ma a vederle inserite in questo gioco, almeno a me, fan storico della saga e sedicente recensore, viene da chiedermi "Perchè?". Perché CoD non prova a osare, ma si limita a prendere quello che già c'è, a shakerare, un po' e a servire qualcosa che si è buono, ma si sente che il barista ha leggermente allungato il tutto con l'acqua. La mia impressione, è che Black Ops 4, più di ogni altro capitolo a lui precedente, non sia un gioco con una personalità propria, ma che sia semplicemente l'unione di modalità e cose che piacciono alla gente... e basta. Nessun vero sforzo creativo, nessun tentativo di seguire altre strade. Tutti i cambiamenti che ci sono, sono sì una novità per la saga, ma sono tutti elementi presi da altri giochi di successo e pertanto collaudati e sicuri. E qui raggiungiamo il paradosso: CoD, da sempre criticato perché non rinnova il suo gameplay finalmente tenta di cambiare faccia... ma lo fa senza proporre nulla di veramente innovativo. Il giocatore che è in me dice che va bene così, che è un CoD, ed è anche bello da giocare, però il recensore sente che questa saga potrebbe fare di più, ma non si impegna, e la cosa mi fa imbestialire non poco. Una prova la si può vedere anche guardando al comparto tecnico: non è brutto e funziona (quasi) sempre bene, ma è vecchio. Lo si poteva fare meglio? Sicuramente. E perché non lo si è fatto? Perché era più comodo così, o almeno è quello che mi viene da pensare. Per concludere dico questo: volete sapere se Call of Duty: Black Ops 4 è un gioco da comprare? Se vi piacciono gli sparatutto e siete dei fan sicuramente sì: il voto lo potete trasformare in un 88 e via. Volete sapere se è un CoD che possa dare un nuovo orientamento alla saga? La risposta è mah. Sicuramente è orientato nella direzione giusta, ma CoD non può e non deve cercare di stare a galla facendo solo cose prive di rischi. Osate per dio, osate, e tornate a sorprenderci come fece Modern Warfare all'epoca. Non è ancora troppo tardi. Dai!

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