Candy Crush Saga denuncia i creatori di The Banner Saga: “Il vostro nome è troppo simile al nostro”


E’ interessante quando capitano casi legali inerenti ai videogiochi, ma non è questo il caso. King.com, detentore dei diritti della serie Candy Crush Saga, dopo avere da poco cercato di accaparrarsi i diritti sul nome “Candy” ora ne fa un’altra più grossa. Ha infatti citato in giudizio Stoic, i creatori del gioco The Banner Saga (che tra l’altro presto vedremo su queste pagine) per avere usato il termine “Saga”, presente anche nel loro titolo. “Hanno fatto uso del termine Saga e questo porta confusione tra i due brand” spiegano nelle note legali, “data tale similitudine tra i due prodotti, ciò potrebbe portare dei problemi sul mercato, creando confusione”. La confusione è grande in effetti, pensando che la parola “Saga” prima di tutto è un termine da vocabolario atto ad indicare pure in italiano una storia lunga ed epica nel tempo, ma soprattutto considerando che uno è un puzzle game con le caramelle e l’altro un tattico su griglia che parla di vichinghi e giganti nordici. Se quindi non fosse già abbastanza deprimente finire in tribunale per una saga, pensate a dove si può arrivare di questo passo.
Ron Gilbert potrebbe citare quelli di Dead Island, Tim Schafer un gioco su SNES di corse di moto d’acqua che addirittura si chiama completo Full Throttle, la casa cinematografica che detiene i diritti di Jurassic Park quelli di South Park, o Theme Park per stare sul videoludico… e si potrebbe andare avanti per ore.
Cause come sempre interessanti e su basi granitiche, che sinceramente tendono a ricordarmi altre tipologie comportamentali. Ah, ed a giudicare dalla quantità di botte mediatiche che stanno uscendo da una cosa simile su forum e social, una volta di più chiudo con la catchfrase GG King.com, GG.

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