CBE Software scatena la polemica “La Lace Mamba non paga gli sviluppatori”


Storie che non vorremmo sentire, ma che capitano anche nel mondo dei videogiochi, a quanto sembra. Tutto nasce da quando CBE Software, studio di sviluppo di avventure grafiche e puzzle game, sottoscrive un contratto con la Lace Mamba, noto publisher inglese (cura dei boxati di Amanita Design e Daedalic Entertainment, giusto per citarne due famosi), per la messa sul mercato dei loro titoli JULIA e JULIA Untold; quando arriva però il momento di pagare i diritti sulle copie, la casa non solo non dà alcuna cifra allo studio, ma non manda alcun resoconto su quanto venduto. La CBE decide quindi di chiudere il proprio contratto con costoro, lasciando pesanti dichiarazioni al proposito alla stampa internazionale: dicono di non essere stati pagati per le distrubuzioni per territorio, che dopo 4 mesi di contatto e di risposte del tipo “vi diremo domani” non arrivò loro alcun tipo di report economico, nessuna risposta a mail dove si chiede cosa stia succedendo. Vengono così mandate lettere, pagati avvocati, ma tutto tace nel modo più assoluto.
Dopo qualche tempo, il team developer Jan Kavan vede giungere una mail da parte dei Lace Mamba, che li informa che 0 copie digitali del loro prodotto sono stati vendute. I CBE non ci stanno, e mandano uno screenshot dal sito The Adventure Shop, dove il loro gioco campeggia al primo posto tra i meglio venduti; sostengono inoltre di avere ancora parecchie prove che smentiscono quanto mandato loro da Lace Mamba. Il sito Indiestatik si interessa alla vicenda, prendendo le dichiarazioni di Kavan, che continua a sostenere: ” Non ci hanno pagato un singolo centesimo. Se non sei in grado di garantirti un sostegno legale costoso, sei fregato se decidono di non adempiere al contratto, e tutto ciò il publisher lo sa”.
187706-JosefImmediata la risposta dei Lace Mamba al detto sito, che spiegano come non siano intenzionati a sborsare alcunchè, dicendo che le statistiche mandate loro sono informazioni false; inoltre ora si occuperanno di far ricevere il giusto compenso ad altri sviluppatori in simili condizioni, come i Colibri Games “vogliamo risolvere ogni possibile problema amichevolmente”, affermano.
Lunedì però il caso si espande: gli Amanita Design (Machinarium, Botanicula, Samrost) pubblicano sulla loro pagina Facebook un secco “Abbiamo appena letto questo triste articolo sul publisher inglese Lace Mamba e dobbiamo dire di avere avuto la stessa identica esperienza. Loro hanno pubblicato versioni boxate di Machinarium e da allora non ci pagano e non rispondo alle nostre domande. Probablimente fanno così con tutti: per favore non comprate nulla da questa compagnia!”. Parole forti, parole dure, parole che arrivano a dire di non acquistare il frutto del loro lavoro di mesi, o magari di anni. Mentre i CBE tentano ora la strada del Greenlight per una nuova pubblicazione su Steam, aspettiamo novità su questa storia che ha davvero dell’incredibile. Mentre per ora da casa Daedalic tutto tace, aspetteremo novità per tenervi informati al merito, e per scoprire anche noi quale sarà la fine della faccenda.


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