Chicken Police PC, Recensione

Chicken Police – Recensione: La lunga zampa della legge


L’ufficio spoglio e trasandato del detective, patologico bevitore e fumatore incallito, uomo indurito da un passato tragico e misterioso che ancora lo tormenta.
E poi entra una donna, c’è sempre una donna in queste storie, e non porta certo buone notizie.
Pare che ci sia ancora bisogno di questo vecchio detective in città.
Un nuovo caso, dove ci sarà sicuramente da sporcarsi le mani, da affondare nella malavita locale, in night club scintillanti e patinati, che nascondono chissà quali segreti.
L’incipit del gioco è quello classico di qualsiasi storia noir che abbiamo già visto in TV o letto in precedenza in libri o fumetti, ma con un colpo di scena non indifferente.


Il nostro protagonista è, infatti, un gallo dalle fattezze antropomorfe, un eroe sui generis in un mondo popolato da animali parlanti, dove non pare esservi traccia di umani se non, forse, nelle leggende.
Se una premessa del genere potrebbe, astrattamente, aprire le porte ad un gioco fatto di gag e personaggi macchietta, appositamente studiato per strapparci qualche risata, beh qui siamo molto distanti da un’idea del genere.
Non pensiate ad una sorta di Zootropolis in chiave videoludica, perché rimarreste profondamente delusi.
Chicken Police è, al contrario, un prodotto sorprendentemente adulto, dove l’escamotage di utilizzare animali al posto degli uomini contribuisce semplicemente a rendere più digeribili e meno impattanti tematiche e storie assolutamente non adatte ad un pubblico di minorenni.
Ci vorrà molto poco per capire che gli animali altro non sono se non maschere degli umani, con i quali condividono vizi e virtù, e che la storia di Chicken Police avrebbe potuto benissimo avere personaggi più canonici.
Violenza, alcolismo, prostituzione, un linguaggio non edulcorato e tutto quanto serva a rendere la trama del prodotto un bel noir con tutti i crismi del caso.


Chicken Police


Non mancano, certamente, momenti più leggeri e battute, che spesso rimandano alla natura animale dei personaggi, ma tutto è perfettamente contestualizzato e mai sopra le righe.
Può così capitare, ad esempio, di assistere a una conversazione incentrata sul mangiare o no carne (in fondo siamo polli) e surrogati della stessa, che lungi dall’apparire grottesca o fuori luogo, cala perfettamente l’utente nel clima della storia. La capacità di mescolare sapientemente mondo animale con caratteristiche umane è certamente uno dei maggiori pregi del titolo che fa del suo mondo, assurdo quanto assolutamente credibile, uno dei punti di forza.


Occorre subito mettere in chiaro un elemento che potrebbe non essere secondario per chi è interessato al gioco: attualmente, purtroppo, non è presente una localizzazione in lingua italiana.
Siamo di fronte ad un ibrido tra una visual novel ed un’avventura grafica semplificata, dove la quantità di testo e dialoghi è sicuramente tale da non rendere fruibile il prodotto a chi non mastichi sufficientemente la lingua inglese. La lettura è parte centrale ed integrante del divertimento, l’azione nulla o quasi. Chi non è per nulla spaventato da queste premesse può benissimo calarsi nella storia del detective Santino Featherland e degli altri comprimari che popoleranno la sua avventura.
Scoprire la trama e le sue evoluzioni, i colpi di scena e le caratteristiche dei vari personaggi, costituiscono da sempre uno dei divertimenti principali in una visual novel; pertanto rimarrò particolarmente vago su questo punto.
Come scritto sopra, si tratta, comunque, di una vicenda che nelle sue battute iniziali appare molto classica e canonica, per poi accelerare e cambiare registro negli ultimi capitoli.
Come da tradizione, quello che all’inizio apparirà come un incarico semplice e tutto sommato poco stimolante, ben presto si trasformerà in un caso complicato e dai risvolti alquanto pericolosi.
Chicken Police è un titolo pubblicato da Handygames e sviluppato da The Wild Gentlemen, disponibile su Steam – versione testata – e sulle principali console.
Ok, tutto bello, ma, in sostanza, cosa devo fare?
Calmo, detective, ogni cosa a suo tempo.


Sei solo piume e distintivo.


Il sistema di gioco di Chicken Police è molto semplice ed è introdotto da un breve prologo che funge da tutorial dei comandi
Fondamentalmente, ci troveremo di fronte ad una serie di ambienti rappresentati da schermate bidimensionali, dove potremo interagire sui vari punti dello scenario, semplicemente cliccando con il tasto sinistro del mouse. Questa azione ci permetterà di osservare l’ambiente o interagirvi, solitamente con l’unica azione disponibile e pensata dagli sviluppatori.
Quando selezioneremo un altro personaggio, invece, si aprirà una piccola sotto finestra dove potremo scegliere tra quattro diverse opzioni, non sempre tutte immediatamente disponibili.
Sarà possibile osservare chi si trova davanti a noi, iniziare una semplice conversazione generica, domandare informazioni su argomenti specifici a nostra scelta o procedere ad un vero e proprio interrogatorio.
Solitamente, queste ultime due opzioni saranno disponibili solo dopo aver scambiato due chiacchiere con il nostro interlocutore ed aver così rotto il ghiaccio.



Chiedere informazioni su argomenti specifici, selezionabili da un menu a tendina, ci permetterà di ottenere nuovi indizi, facendo così proseguire la storia, ma anche di comprendere meglio il carattere dei vari personaggi, preparandoci così alla fase del vero e proprio interrogatorio.
Quest’ultimo rappresenta una sorta di minigame, che ci richiede di scegliere, di volta in volta, una possibile domanda per mettere il nostro interlocutore il più possibile alle strette ed ottenere le informazioni che ci interessano.
Per ogni domanda scelta otterremo un punteggio in positivo o in negativo che influenzerà l’esito dell’interrogatorio e la nostra valutazione finale come detective. Si tratta di una fase particolarmente interessante e per nulla scontata nella sua soluzione, che richiede al giocatore una discreta attenzione e buona memoria degli indizi raccolti.
Oltre alle scelte relative ai dialoghi, avremo a nostra disposizione un pratico inventario dove esaminare i vari oggetti raccolti ed un fornitissimo database, che ci permetterà di rinfrescarci la memoria sui personaggi incontrati, le informazioni reperite e quanto altro serva alle nostre indagini.
Vi è poi la mappa di gioco, che merita un paragrafo a parte perché determina la progressione della storia con un espediente piuttosto interessante.


Razzolando per la città


Appena lasciato il nostro ufficio, si aprirà di fronte a noi la mappa della città che ci consentirà di selezionare la nostra destinazione successiva.
Gli ambienti che potremo scegliere si suddividono in due categorie: quelli che sono necessari per far progredire la storia e quelli che sono visitabili facoltativamente. Dalla mappa avremo chiara l’indicazione di dove dobbiamo andare per proseguire la trama e dove invece possiamo anche non perdere il nostro tempo.
In realtà, però, visitare tutte le ambientazioni e parlare con più personaggi possibile non è soltanto consigliato, ma pressoché necessario per poter godere appieno dell’esperienza di gioco.
Siamo di fronte, infatti, ad un titolo molto vicino ad una visual novel, scritto in maniera particolarmente brillante e ricco di personaggi e situazioni ben riuscite. Perdersi parte della storia, anche se soltanto accessoria, è, quindi, un vero e proprio peccato, perché appiattisce notevolmente l’esperienza e rischia di farci saltare qualche gag o elemento interessante.
Spesso osservare più volte parte dello scenario ci porterà a descrizioni e scambi di battute diversi, che aggiungeranno indizi e riempiranno il nostro taccuino di elementi aggiuntivi permettendoci, così di sbloccare qualche achievement.
Gli scambi di battute tra Santino e il suo compagno di avventura sono, in particolare, la parte forse meglio scritta del prodotto e meritano qualche minuto in più trascorso ad esplorare le locazioni secondarie
Chicken Police è un gioco che premia l’utente paziente e disponibile a leggere (o ascoltare) righe su righe di testo, che sa prendersi il giusto tempo per assaporare la storia senza cercare di raggiungere il finale in fretta e furia.


Chicken Police


Arrivare alla fine della vicenda senza poter scavare a fondo nella psicologia e nel passato dei vari comprimari è vivamente sconsigliato perché lascerà nell’utente un vero e proprio senso di incompiuto.
Il gioco scorre liscio per gran parte del primo atto: si visitano le varie locazioni, si parla con tutti i personaggi e si completa il codex con le nuove informazioni, sicuri che l’anima da visual novel del prodotto ci farà arrivare alla fine col pilota automatico inserito.
Ed è proprio in quel momento che Chicken Police introduce, praticamente a sorpresa, un enigma quasi da avventura grafica che rischia di spiazzare più di un giocatore.
Non si tratta di nulla che non possa essere superato con un po’ di spirito di osservazione e attenzione ai particolari, ma il fatto che arrivi come un fulmine a ciel sereno dopo un’ora abbondante liscia come l’olio mi ha lasciato sorpreso.


Si tratta quasi di un rimprovero verso il giocatore pigro, convinto di trovarsi di fronte a un titolo poco interattivo ed una forte dichiarazione di intenti degli sviluppatori: non prendete troppo sotto gamba la sfida di Chicken Police, o non arriverete in fondo.
Fatte salve queste piccole divagazioni in salsa avventura grafica (circa una per ognuno dei 4 atti principali) e qualche sporadico minigame, il grosso del tempo lo passerete, però, a leggere dialoghi e scegliere l’opzione migliore negli interrogatori.
Nonostante l’azione sia così ridotta al minimo, il gioco risulta comunque appagante e stimolante per tutte le ore necessarie per vedere il finale, grazie all’ottima scrittura di storia e dialoghi.
Si tratta di un titolo che ha il DNA di una visual novel, ma in questo genere di nicchia è sicuramente un ottimo esponente.


Un pollo tirato a lucido


Graficamente Chicken Police è una gioia per gli occhi.
Non parlo di chissà quale ritrovato tecnologico, effetto speciale o animazione sorprendente; fondamentalmente ci troveremo di fronte a schermate fisse bidimensionali, ed a qualche minima animazione, per tutto il tempo della nostra avventura. Lo stile grafico adottato, però, in un bellissimo bianco e nero con piccoli particolari colorati (alla Sin City, per intenderci) è quanto di più adatto all’atmosfera da film noir ed ha certamente stile da vendere.
Il gioco è caratterizzato da una notevole cura dei particolari, siano questi riproduzioni di vecchie pubblicità in salsa animale o altri richiami a film e novel degli anni trenta. Il character design è certamente riuscito, con personaggi disegnati magistralmente in uno stile non caricaturale che ben si sposa con il tema maturo del gioco.
Anche dal punto di vista del sonoro, gli sviluppatori hanno certamente svolto un ottimo lavoro. Le musiche che ci accompagneranno durante l’avventura sono discretamente ispirate e contribuiscono a creare la giusta atmosfera da detective story.


Chicken Police


Un plauso anche al doppiaggio (interamente in inglese) ben recitato e convincente; anche quando ci troveremo di fronte ad un gufo dottore con problemi di alcolismo tutto sembrerà perfettamente logico e credibile.
Veniamo, infine, alla durata complessiva dell’esperienza.
Ho terminato la storia principale in circa 6 ore sbloccando solo una parte degli achievements di gioco e saltando qualche collezionabile, ma dedicando buona parte del tempo anche alle zone opzionali e all’esplorazione degli scenari.
Chi volesse solo raggiungere la fine potrà riuscirci anche in meno di cinque ore, ma sarebbe come leggere un libro saltando qualche pagina, meglio prendersi il proprio tempo ed assaporare la storia, magari in brevi sessioni.
Si tratta, a mio avviso, di una durata congrua per la storia ed il tipo di gioco, che evita di trascinarsi in inutili lungaggini e giunge al termine quando tutti i tasselli del puzzle saranno finalmente al loro posto.


Lato Tecnico 86%
Sonoro 92%
Giocabilità 86%
Carisma 94%
Longevità 82%
Final Thoughts

Chicken Police è una piccola gemma arrivata sorprendentemente ad allietarci in questo finale di 2020. Una storia adulta e violenta, popolata da animali antropomorfi, che dietro le loro sembianze nascondono tutte le debolezze ed i vizi del genere umano. Il gioco non è privo di difetti, molti dei quali insiti nella stessa natura di un genere, le visual novel, dove l'interazione è sempre, per forza di cose, piuttosto limitata. Ciò nonostante, Chicken Police riesce ad amalgamare perfettamente questo genere con un pizzico avventura grafica e, complice una trama ben scritta e ottimi dialoghi, si lascia giocare fino alla fine rapendo l'utente nel suo mondo. Si tratta di un prodotto che va assolutamente premiato per la sua capacità di portare un po' di freschezza nel panorama videoludico, nel quale la passione messa dagli sviluppatori emerge in ogni dialogo, in ogni piccolo particolare degli scenari, in ogni cut scene. Giocatelo se amate le visual novel e le storie di detective ma non lasciatevelo sfuggire neppure se non siete particolarmente avvezzi al genere; potrebbe essere la scintilla che vi farà amare un modo diverso di intendere il videogioco, più narrativo e compassato. Santino Featherland vi aspetta per risolvere un caso che non vi lascerà indifferenti.

Overall Score 88%
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