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Contra Rogue Corps – Recensione: Ridateci il cabinato


Konami non perde occasione per farsi odiare e lancia sul mercato Contra Rogue Corps, un imbarazzante tentativo di speculare su un brand iconico degli anni ’80.



Minestrone di alieni zombi


La storia di Contra Rogue Corps si posiziona dopo Alien Wars, esattamente nell’anno 2638. A seguito della grande guerra, la città fulcro delle battaglie precedenti è diventata un covo di alieni OGM dall’aspetto zombiesco. Se la trama non è il massimo dell’originalità, il resto del pacchetto è ancora peggio e si palesa nel roster dei quattro eroi. Il solito militarone scemo, la giovane ragazza che sembra Amanda Lear, una cosa indefinibile e un panda che ha guardato troppo Ranma 1/2. Bisogna dire che questo simpatico quartetto è di rara antipatia e si mostrerà senza pudore in ogni tamarra (nel senso brutto) sequenza narrativa e non dell’avventura. Ogni personaggio ha la propria arma e potenziamenti specifici, questo però non aiuta di certo ad affezionarsi a loro o alla storia del gioco in generale. Cosa dire, nonostante dietro ci sia l’ottimo Nobuya Nakazato (famoso per aver lavorato su capolavori come Vandal Hearts, Contra Hard Cops o Castlevania: Symphony of the Night) Contra Rogue Corps è chiaramente un progetto che parte male dalla sua radice, senza un’idea precisa su come sviluppare la serie in maniera differente dai suoi peculiari canoni arcade. E se è vero che i Contra non hanno mai brillato per una narrazione degna di nota, è anche vero che questa poteva essere l’occasione giusta per sviluppare qualcosa di più complesso e apprezzabile. Tuttavia ben presto vedremo che la storia è il problema minore di tutta l’operazione firmata Konami…



Twin stick shooter dei poveri


Ancora peggio del comparto grafico datato (ne parleremo dopo), Contra Rogue Corps inciampa sul tentativo di rinnovare il brand implementando sciatte meccaniche da twin stick shooter. L’idea di per sé non è neanche malaccio, peccato che la realizzazione finale sia una desolazione più unica che rara. Se sul versante narrativo il titolo Konami vuole vendersi come ignorante e caciarone, questo non si rispecchia nella parte giocata. Contra Rogue Corps è un titolo lento dal level design piatto e un paio di meccaniche capaci di rompere il ritmo di continuo. In primis il surriscaldamento dell’arma toglie definitivamente la vena arcade della serie; il fatto di dover ponderare il numero dei propri proiettili non funziona a causa di una scarsa IA dei nemici facilmente aggirabile aspettando e correndo qua e là. Inoltre il gioco soffre di una ripetitività eccessiva e di un riciclo di nemici, stage e situazioni non tollerabile per un gioco che volutamente allunga il brodo per ben 20 ore. A livello di contenuti da offrire poteva benissimo terminare dopo le prime 5, senza angosciare il giocatore più del dovuto.
Per il resto Contra Rogue Corps offre cose già viste e riviste: una modalità coop online e offline non troppo convincente, un evitabile upgrade dell’equipaggiamento e un HUB generale dove prepararsi alla battaglia. La contraddizione maggiore del titolo Konami è proprio quella di aver stravolto il rodato concept originario con nuove meccaniche viste e riviste a iosa in questi anni; un errore davvero grave quando si vuol dare nuovo lustro a un brand storico. Perdere le proprie peculiarità per offrire qualcosa di estremamente mediocre è assolutamente imperdonabile.



Non è uno scherzo


Pur sfiorando il prezzo di un AAA (40 euro, ripetiamo: 40 E-U-R-O), il team di sviluppo ha impacchettato un prodotto dall’aspetto vetusto, carente di qualità generale. A peggiorare il tutto va segnalata un’estetica davvero brutta – priva di un qualsiasi estro artistico – composta con asset che sfigurano persino davanti al catalogo freeware di Unity. Una cosa davvero grottesca che non riesce minimamente a catturare l’occhio, facendo rimpiangere anche l’estetica 8 bit dello storico porting per NES. Un po’ più decenti sono le schermate, purtroppo fisse (e fesse), in stile comics che comunque non riescono a spiccare anche solo se paragonate ad altri titoli low budget.
Il sonoro è forse la parte che strappa una reale sufficienza (lo sarebbe anche la longevità, ammesso di aver voglia di buttare via 20 ore della propria esistenza), con un doppiaggio un po’ svogliato ma funzionale; seguito da musiche di repertorio. Anonimi gli effetti sonori, perlomeno fanno il loro lavoro.
A questo punto ci siamo domandati: non era meglio dedicarsi a qualcosa di simile a Contra: Rebirth di qualche anno fa? Perché puntare sul 3D quando idee e soldi scarseggiano? A quali giocatori potrebbe mai interessare questo Rogue Corps? Tutto ciò rimarrà un interrogativo al quale forse nemmeno in Konami sanno rispondere.

Valutazione

Grafica 43%
Sonoro 60%
Giocabilità 54%
Carisma 31%
Longevità 53%
Final Thoughts

Il titolo di Konami si presenta spompo e senza personalità, nulla a che vedere con gli intramontabili episodi 2D della serie. Se di Contra eravate innamorati del mix di adrenalina e azione guardate altrove: Contra Rogue Corps è un tentativo svogliato di riproporre il brand con un prodotto imbarazzante, che abbandona la sua natura arcade a favore di blande meccaniche da twin stick shooter. In circolazione ci sono almeno 100 indie più meritevoli del medesimo genere e dal prezzo più ragionevole.

Overall Score 48%
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