crackdown 3 PC, Recensione, Xbox One

Crackdown 3 – Recensione – Un flop annunciato


Crackdown 3 esaspera il concetto di gioco “all’americana”: tanta cafonaggine e poca sostanza, con il plus di un comparto tecnico scarno e una giocabilità che sfiora il ridicolo. Vediamolo nel dettaglio.

BUIO E TAMARAGGINE

La storia parte con la preparazione di una campagna militare guidata da Isaiah Jaxon (interpretato da Terry Crews) non esattamente finita nel migliore dei modi. In primis perché il testosterone tipicamente yankee si fa sentire in battute trite e ritrite nel classico stile da b-movie; in secondo luogo perché tutti i componenti della squadra vengono asfaltati ancora prima di entrare in azione da Elizabeth Niemand, donna a capo della cattivissima organizzazione TerraNova, la quale ha messo letteralmente al buio la città di New Providence.
Dopo essere stato salvato in extremis, il nostro tamarro eroe Jaxon – ridotto a poco più di frattaglie – viene munito di un corpo nuovo e parte in missione per recuperare il DNA dei suoi compagni, in modo da farli tornare in vita e affrontare insieme la spietata Elizabeth Niemand.
Questo imbarazzante plot apre le danze ad una narrazione esile, fatta di missioni spara-spara con l’unico scopo di migliorare le caratteristiche del giocatore in modo da affrontare la sfida finale ad armi pari. Nel 2019 ci sono ancora sviluppatori che partoriscono robe del genere, desolazione pura.

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FREE ROAMING E CLOUD

Chi conosce la serie Crackdown sa cosa aspettarsi: uno sparatutto in terza persona in salsa free-roaming. Non mancano nemmeno degli accenni in stile platforming. Tuttavia il gioco funziona meno bene dei suoi già non eccellenti predecessori; il motivo è da ricercare in una legnosità generale delle animazioni e nei poco responsivi comandi di gioco. Si tratta di un titolo che ricorda le peggiori produzioni della scorsa generazione, dove il tutto si risolve in sparatorie e missioni da sbloccare. Il gioco semplicemente è tedioso: non è stimolante, non diverte e tantomeno è complesso. Inoltre la tanto sbandierata feature del cloud, ovvero la possibilità di distruggere la città in modo dinamico, non è presente nella modalità singolo ed è esclusiva per quella multigiocatore. Quest’ultima salva in minima parte tutta la baracca, tuttavia seppur divertente per brevi sessioni, è totalmente inadatta rispetto ad i suoi competitor free-to-play. Che è già tutto dire per un gioco che costa 70 sacchi.
Tornando alla modalità singolo, Crackdown 3 ha una longevità di circa 8 ore. Sulla carta per un free-roaming non sono di certo un numero invidiabile, tuttavia in questo caso abbiamo apprezzato tale brevità e ci sentiamo di dire che è il suo unico punto forte. Anzi, forse un turno di lavoro rimane fin troppo per un gioco che non offre assolutamente nulla e non merita nemmeno di essere giocato con il Game Pass, se proprio vogliamo dirla tutta.

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LA FINE

A livello tecnico Crackdowm 3 palesa ancora una volta lo sviluppo travagliato che ha avuto. Seppur contando su un buon primo impatto visivo, non è possibile non notare la pochezza delle animazioni o la scarsa qualità dei modelli poligonali. Come se non bastasse il gioco si concede anche una fisica imbarazzante, soprattutto per quello che concerne la guida delle autovetture o l’azione durante le varie acrobazie del protagonista.
Il lieve cel-shading mette una pezza su una direzione artistica piatta e sconclusionata, fatta di ambienti sci-fi anonimi e spartani. Il tutto risulta estremamente piatto, incolore e anonimo; restituendo al giocatore un feeling di pressapochismo che in titoli AAA non bisognerebbe mai vedere.
Anche il sonoro non risulta particolarmente convincente, il doppiaggio è anche buono, ma musica ed effetti sonori sono davvero mediocri e privi di un qualsivoglia vezzo artistico.
E’ incredibile come un gioco tanto dispendioso e con anni e anni di sviluppo alle spalle sia uscito in questo modo. Forse era meglio per tutti noi, ma soprattutto per Microsoft, evitare di completarlo; certi titoli purtroppo fanno fare una figuraccia peggiore quando sono sugli scaffali anziché cancellarli come giusto che sia. Crackdown 3 non solo è un titolo fuori tempo massimo, ma è anche un gioco che davvero non ha nulla di meritevole, non se ne intravede neanche un potenziale, era brutto nella sua concezione ed è ancora peggio una volta ultimato.

Valutazione

Grafica 75%
Sonoro 60%
Giocabilità 45%
Carisma 5%
Longevità 40%
Final Thoughts

Crackdown 3 è l'esempio lampante di gioco dispendioso che nessuna software house dovrebbe mai neanche pensare di intraprendere. Il risultato non poteva che essere dei peggiori: gretto e insopportabile, sfinisce il giocatore con una giocabilità imbarazzante e una cafonaggine generale tediosa. L'unico pregio è la sua scarsa longevità, tuttavia sprecare "solo" 8 ore di vita davanti a tale concentrato di pressapochismo è sconsigliabile anche a chi ha tendenze autolesionistiche. Microsoft avrebbe dovuto cancellarlo e basta. Sarebbe stato meglio per tutti.

Overall Score 45%
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