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Crash Bandicoot 4: It’s About Time – Recensione: Un degno nuovo capitolo


Toys for Bob ha realizzato un piccolo sogno di una generazione cresciuta con la prima PlayStation, ovvero dare gran rispolvero alla saga di Crash Bandicoot. Questo nuovo capitolo, pur non esente da imperfezioni, merita il numero 4 che porta nel titolo!


CORSI E RICORSI STORICI


Crash Bandicoot è stata forse una delle icone videoludiche più popolari di fine anni 90, pilastro portante di una serie di killer application che portò al successo la prima PlayStation. Il franchise per un breve periodo fu così celebre che molti identificarono nel simpatico bandicoot la mascotte di casa SONY. Quello che sembrava un matrimonio a lungo termine però cessò intorno agli anni 2000, quando orfano di Naughty Dog il brand finì in mani inesperte, con tutte le tragiche conseguenze del caso. Il povero Crash venne letteralmente spremuto con giochi di dubbia qualità, tanto che solo nel 2017 Activision tentò di riabilitare la serie con una fortunata operazione nostalgica: la N. Sane Trilogy, ovvero la rimasterizzazione della trilogia originale. La buona qualità di questa collezione portò nuovamente l’attenzione su Crash, da lì a poco era solo questione di tempo per vedere un nuovo capitolo; e infatti ecco tra noi Crash Bandicoot 4: It’s About Time. Vero ed unico legittimo seguito dei tre capitoli PSX. Un capolavoro? Non esageriamo, di sicuro però si tratta di un platform 3D sopra la media.



PERSI NEL TEMPO


Le vicende riprendono esattamente dove avevamo lasciato i titoli di coda del terzo capitolo. E anche la linea temporale è la stessa, infatti sono passati oltre 20 e la narrazione vede il dottor Neo Cortex, Uka Uka e Nefarious Tropy intrappolati in un pianeta sconosciuto. Tuttavia grazie ai poteri della Maschera Malvagia, Uka Uka, riesce a fare uno squarcio temporale che aprirà le porte a una nuova bizzarra avventura. Ad affiancare Crash ci sarà anche Coco. I due personaggi sono praticamente identici sul versante del gameplay. Mentre gli altri personaggi giocabili (Tawna, Dingodile e Doctor Neo Cortex) oltre ad avere meccaniche diverse, vantano una storia parallela, fatta di stage esclusivi e finali differenti (anche se forse potevano essere sfruttati meglio, ne parleremo dopo).



Se le avventure di Crash possono essere concluse in circa 8 ore, almeno altrettante richiederà completare gli stage esclusivi degli altri personaggi. Crash Bandicoot 4: It’s About Time è quindi indubbiamente un gioco che non delude gli amanti del single player. La storia funziona grazie a sketch simpatici e si plasma bene con il fine di proporre una giocabilità in bilico tra passato e presente.


CARLOS, EL TOPO QUE GIRA


Crash Bandicoot 4: It’s About Time si presenta con un look moderno e ben realizzato. I personaggi sono curati e ottimamente animati, impreziositi da un restyling capace di svecchiarli; tuttavia la parte migliore sono sicuramente gli scenari. Ricchi di particolari e molto vari fra loro, riescono sempre a stupire grazie a scelte stilistiche azzeccate e un fascino a metà tra moderno e vintage che ci delizierà per tutta l’avventura. Forse l’unica nota negativa è che ci saremmo aspettati qualcosa che osasse di più per il quarto capitolo. L’estetica in generale è si curata, forse però risente di uno stile troppo “standard” per colpire davvero fino in fondo al cuore. Inoltre su PlayStation 4 abbiamo notato qualche calo del framerate (framerate tra l’altro settato a 30fps come nella N. Sane Trilogy, argh!) nelle parti più veloci, non proprio gradevolissimo da vedersi.




Non manca il doppiaggio in italiano, recitato da attori professionisti, cosa che rende gli intermezzi davvero spassosi. Le musiche invece non spiccano per un’eccelsa qualità, riescono tuttavia a essere funzionali e in tema con ogni livello presente nel gioco.
Generalmente comunque si vede un passo in avanti rispetto alla remastered della trilogia; gli amanti di Crash più incalliti non potranno non amare i particolari disseminati in ogni stage o il design delle varie skin presenti nel gioco. La passione c’è e si vede, così come si nota che è un titolo mirato quasi esclusivamente agli amanti del brand (se non vi è mai piaciuto, molto probabilmente non cambierete idea con questo quarto episodio).


HOME SWEET HOME


La prima domanda posta ad inizio partita al giocatore è di scegliere tra la modalità moderna o quella classica. La prima consiste nell’avere vite infinite e qualche aiuto dopo tot perdite (ma con il malus di non poter prendere tutti i bonus per le skin segrete), la seconda si basa invece sulle canoniche vite: una volta perse tutte si deve tassativamente ricominciare tutto il livello e ciao-ciao checkpoint. La scelta non influisce in alcun modo nel proseguo del gioco, è quindi un’apprezzabile piccola feature che riesce ad accontentare sia gli amanti dei giochi hardcore, sia chi cerca un’esperienza più moderna e spensierata. Una volta entrati nel vivo del gioco è impossibile non avere una sensazione di deja-vu: il quarto capitolo ruota attorno a dinamiche del tutto simili a quelle della trilogia originale, offrendo di conseguenza livelli 2.5 ricchi di nemici e trappole da evitare.


Crash Bandicoot 4

I comandi risultano più responsivi rispetto al passato e le sono collisioni decisamente più generose; due cose che restituiscono al giocatore una maggiore padronanza del personaggio. La qualità del level design è buona, merito di stage vari e una discreta dose di situazioni da risolvere. In particolare l’introduzione delle Maschere Quantiche è azzeccata, hanno arricchito e dato l’opportunità agli sviluppatori di rileggere i livelli con nuovi parametri. Ad esempio una di essa ci permetterà di fermare il tempo, in modo tale che dovremo calcolare noi quando “bloccare” o meno una specifica trave per non cadere in un dirupo. Il tutto risulta molto più che un “more of the same”, inoltre la quantità industriale di skin secondarie sbloccabili, i livelli segreti e le sfide opzionali; consacrano la fatica di Toys for Bob come l’episodio più ricco, vario e riuscito dell’intera saga. Tuttavia, non mancano dei difetti storici che il brand ancora oggi si porta dietro…


IL TEMPO SI E’ FERMATO


Giocando a Crash non abbiamo non potuto notare che la buona varietà di asset adoperati per la creazione dei livelli stride con un level design spesso troppo semplicistico. Come nei passati Crash i nemici che affronteremo saranno perlopiù sagome facilmente evitabili, il tutto forzatamente dovuto per controbilanciare il fattore della mancanza di energia dei nostri protagonisti. Così gli sviluppatori hanno ancora una volta focalizzato la sfida sulle trappole, abusando però delle cheap death, spezzando spesso il ritmo del gioco, restituendo fasi trial and error fin troppo marcate, rendendo alla lunga il gioco un po’ troppo ripetitivo (la cosa migliore è giocarsi un paio di livelli al giorno).


Crash Bandicoot 4


Se i comandi di gioco sono reattivi e comodi, sfoggiando un netto passo in avanti rispetto al passato, lo stesso non si può dire per la fisica. Quest’ultima è davvero troppo “impacciata” nelle zone dove viene richiesta più tecnica e precisione, tanto da causare morti ingiuste (o perlomeno, eccessivamente severe).
Altro problema che abbiamo riscontrato è l’inconsistenza dei nuovi personaggi utilizzabili. Se da una parte sono un ottimo diversivo, dall’altra risultano troppo marginali e con pochi livelli giocabili. Un vero peccato, visto che offrono meccaniche di gameplay decisamente più interessanti dei due protagonisti. Potevano davvero essere la risorsa che avrebbe reso Crash Bandicoot 4: It’s About Time uno dei migliori platform di questa generazione.

Lato Tecnico 81%
Sonoro 83%
Giocabilità 76%
Carisma 85%
Longevità 90%
Final Thoughts

Crash Bandicoot 4: It's About Time è semplicemente il Crash che tutti i fan della serie stavano aspettando dall'epoca della prima PlayStation. E' incredibile che ci sia voluto tutto questo tempo per vedere un nuovo capitolo degno di tal nome. Certo, va detto che non è il miglior platform mai uscito, molto probabilmente però è il migliore della saga. Non tarderà a conquistare gli appassionati con la sua grande dose di divertimento. Consigliato anche a chi cerca un platform di qualità.

Overall Score 83%
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