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CrossCode – Recensione: Senza parole in un mondo virtuale


Dopo una prima uscita su PC, giunge anche su console (acquistabile anche in versione fisica da: qui) CrossCode, action rpg in stile retrò firmato dal team germanico Radical Fish Games. E ordunque, a costo di sembrare ripetitivi…sotto con il trailer:



Mutismo eroico


CrossCode nasce come tributo irto di epicità agli action rpg di epoca consolara, quando si contavano i bit e questi erano ancora “appena” multipli di 8. Il gioco, dopo una sessione introduttiva tanto drammatica quanto criptica, ci fa vestire i panni di Lea, giovane avatar  che andrà a scoprire i misteri dietro il colossale MMO Crossworlds e soprattutto il grande punto interrogativo che aleggia sulla sua identità. Con l’aiuto del programmatore Sergei, Lea viaggerà per i numerosi e variegati ambienti di Crossworlds, incontrando – come in ogni rpg che si rispetti – una pletora di personaggi caratteristici e dalla parlantina facile.

A proposito di ciarlare, grazie a un gradevole artificio narrativo, Lea avrà il “piccolo” problema di essere muta…e ben cosciente di esserlo, a differenza dei tanti silent protagonist degli rpg che solo annuendo riescono a fornire una sintesi della critica della ragion pratica. Inutile a dirsi quanto questo influirà in maniera più o meno (tragi)comica nei tanti dialoghi di gioco, ma almeno la frizzantezza di contesti e situazioni è assicurata. Il tutto, annuendo in quantità industriale.


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Io resto qua nell’irrealtà (cit.)


Il gameplay di CrossCode è quello di un classico gioco di ruolo d’azione con visuale dall’alto, con l’aggiunta di numerosi puzzle “ambientali” (oseremmo dire a metà tra Kickle Cubicle e Goof Troop, per chi se li ricorda…e comunque è un complimento) legati all’attivazione di interruttori tramite le skill di tiro della protagonista dalla chioma blu. Il ritmo del gioco è scandito dalle canoniche sezioni “cittadine” – esplorative e utili a raccogliere informazioni tramite la sempre fina arte dell’inciucio – e dungeon pieni di nemici alternati agli enigmi di cui sopra. Lea avrà a disposizione un attacco ravvicinato e uno a distanza (controllabile con il secondo stick analogico) per tenere i nemici a bada e per attivare gli interruttori necessari a superare gli ostacoli del caso. Viene integrato un sistema di crescita del personaggio con tanto di elaboratissimi skill tree, molto utili per la personalizzazione della protagonista e per rendere l’esperienza di gioco (ancora) profonda.


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Senza dilungarsi troppo su meccaniche specifiche, in quanto tutte facilmente assimilabili al genere ispiratore, si può notare già dopo le prime battute che CrossCode riesce a catturare in pieno l’attenzione grazie al mix di elementi inseriti nel contesto “ruolistico” del gioco. Gli sviluppatori sono riusciti a creare un pacchetto che cattura per la narrativa di “gioco nel gioco” e per l’impostazione vintage, e trattiene grazie al ritmo dato all’azione che alterna sapientemente elementi da puzzle game a sezioni classiche da action rpg. La forza di CrossCode si esprime proprio grazie a questo su essere più cose contemporaneamente, quasi tutte classiche ma ben realizzate, che fanno capire al giocatore che gli ideatori sapessero cosa stessero facendo, cosa sempre più rara in ambito videoludico (e non solo, ma non trascendiamo). La soddisfazione nel risolvere un enigma più tignoso della media, nell’abbattare un boss più infingardo del previsto, o più semplicemente e classicamente, il bestemmiare come degli scomunicati da girone dantesco dopo l’ennesima caduta in un baratro sono tutti feeling che ci fanno capire quanto il gioco sia stato fatto da amatori per amatori. Le uniche pecche si possono vedere nella varietà delle side quest, alcune un po’ troppo da MMO buttate lì, ma in toto nulla di grave; molto buona poi la longevità totale.


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Stato dei server


Il comparto tecnico di CrossCode in toto soddisfa, complice anche l’ottimo tempismo dell’ultima patch tecnica.

Sotto il profilo grafico, CrossCode si mostra in una splendida estetica vintage. Il design di personaggi e ambienti e molto curato: anche in questo ambito, infatti, nulla sembra lasciato al caso, offrendoci viste e panorami sempre ricchi di dettagli e colori mai sparati alla membro di segugio. Il sonoro di CrossCode si rivela più che soddisfacente, con melodie “di genere” ma sempre ben azzeccate e adatte al contesto. Stesso discorso positivo anche per quanto riguarda gli effetti, con i timpani dell’utente (specie di quelli che usano le cuffie) che ringraziano.

Post-patch anche il sistema di controllo e la stabilità del gioco sono migliorati molto, contribuendo alla bontà totale dell’offerta.

Valutazione

Grafica 92%
Sonoro 85%
Giocabilità 86%
Carisma 93%
Longevità 94%
Final Thoughts

CrossCode è un'ottima esperienza di stampo vintage che nel classico "pacchetto ruolistico" inserisce con cognizione di causa puzzle in quantità e qualità. I dialoghi frizzanti e il silente charme della protagonista completano un quadro incredibilmente positivo che farà di sicuro la gioia dei fan del genere.

Overall Score 90%

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