crysis Nintendo Switch, Recensione

Crysis Remastered – Recensione: Conversione impossibile?


Le console di successo hanno da sempre goduto di conversioni spesso al limite dell’impossibile, giochi pensati per macchine molto più potenti, ma in qualche modo riadattati alle caratteristiche degli hardware inferiori. Queste conversioni a volte si sono rivelate completi fallimenti, con risultati talmente distanti dall’originale da risultare quasi irriconoscibili, come la versione NES di Dragon’s Lair o l’incredibile (per il coraggio) Double Dragon per Atari 2600. Altre volte i risultati sono stati sorprendenti, con sviluppatori capaci di spremere gli hardware sino a livelli precedentemente impensabili. La Nintendo Switch è certamente una console dal successo commerciale assoluto e in piena curva ascendente; non stupisce, dunque, la volontà di molte software house di portare sull’ibrida della casa di Kyoto i maggiori franchise del momento.



Dagli sviluppatori dell’incredibile adattamento di The Witcher 3, Saber Interactive, arriva così anche sulla console apparentemente meno performante del lotto, l’opera di quella Crytek che ormai 13 anni fa stupiva il mondo pc con uno sparatutto tecnologicamente all’avanguardia: Crysis. Un gioco all’epoca talmente avanzato da costituire vero banco di prova per le prestazioni dei vari computer e metro di paragone delle schede grafiche. “Ci gira Crysis?” era LA domanda da fare prima di scegliere una nuova macchina da gioco. E dunque, anche questa recensione, con un’evidente mancanza di inventiva, non può non aprirsi con la medesima domanda. Ci gira Crysis su Switch? E, soprattutto, come ci gira?


Il banco di prova per la Switch


La risposta alla domanda è molto semplice: Crysis Remastered gira tranquillamente anche su Switch e la conversione da un punto di vista tecnico lascia pochissimo spazio a critiche. Ho testato il software prevalentemente in modalità portatile per sottoporre al massimo dello stress la macchina e posso dire di aver riscontrato pochissime incertezze al motore di gioco, che scorre con una fluidità tutto sommato soddisfacente e senza intoppi. Certamente, è bene essere chiari, il titolo non ha oggi lo stesso impatto che aveva tredici anni fa. Pur risultando complessivamente gradevole dal punto di vista grafico, sarebbe stato, infatti, praticamente impossibile ottenere lo stesso effetto di assoluta meraviglia oggi con un titolo che tutto sommato rimane molto fedele alla sua versione originale, senza eccessivi stravolgimenti. Per ottenere un risultato che potesse risultare di buon impatto, senza affaticare troppo l’ibrida Nintendo, è stato sacrificato qualcosa relativamente alle textures e al dettaglio, mantenendo la fluidità e il frame rate su buoni livelli. Potrà capitare di imbattersi in textures in risoluzione inferiore o notare un certo pop up in lontananza negli ambienti più ampi, ma tali imperfezioni non risultano minimamente fastidiose o appariscenti e, soprattutto, non inficiano in alcun modo il gameplay. Anche i consumi della batteria si assestano su buoni livelli, tutto sommato paragonabili ai principali first party Nintendo, a dimostrazione della buona ottimizzazione fatta dagli sviluppatori.


crysis

Il maggiore appunto che mi sento di sollevare alla produzione Crytek è la presenza di alcuni fastidiosi freeze che si sono verificati in qualche occasione, costringendomi a resettare il gioco e ripartire dall’ultimo check point. Si tratta di un problema che potrebbe essere risolto in sede di patch e che, pur risultando irritante, costituisce di fatto l’unica magagna tecnica di una certa rilevanza che ho potuto riscontrare. A fronte di questo difetto resta l’incredibile possibilità di giocare in portabilità un titolo che, con tutte le dovute considerazioni del caso, resta ancora graficamente appagante e in certi momenti discretamente evocativo. Si potrà obiettare che la distanza visiva non sia particolarmente accentuata o che qualche animazione possa fare sorridere oggi come oggi, ma la realtà è che Crysis sul piccolo schermo della Switch resta un titolo bello da vedere.



E, soprattutto, presi dalla frenesia dell’azione non avremo molto tempo per perderci nei dettagli grafici. Rimane esattamente come nell’originale, la possibilità di distruggere qualunque elemento dello scenario, o quasi, e raccogliere ogni oggetto rinvenuto sulla nostra strada. Anche queste caratteristiche, che allo stato attuale sono ormai consuetudine, mostrano l’assoluta avanguardia tecnologica del prodotto all’epoca della sua uscita, tenuto conto che anche dal punto di vista del gameplay nudo e crudo Crysis è invecchiato benissimo. Il gioco è completamente in italiano, compreso il parlato, con una traduzione di buon livello e senza particolari sbavature. Anche dal punto di vista sonoro nessun particolare appunto può essere mosso al prodotto Crytek. Le musiche non sono per niente invasive e fanno discretamente il loro compito, pur non essendo nulla di memorabile, così come gli effetti sonori che riescono a calarci perfettamente nell’atmosfera. Dal punto di vista tecnico, quindi, Crysis Remastered può dirsi promosso senza riserve.


Crysis 13 anni dopo, tutto come prima


Crysis, per i pochi che non lo sapessero, è un Fps ad ambientazione militare/fantascientifica che ci mette nei panni di un soldato in missione di infiltrazione sul territorio nemico in Corea del Nord. insieme alla sua squadra. La campagna si apre come mille altre sparatutto, presentandoci una serie di missioni piuttosto classiche che vanno dal salvataggio di ostaggi al reperimento dei piani nemici. L’ambientazione ci cala in uno scenario alla Platoon, con foreste fitte di vegetazione dove nasconderci e tendere imboscate, anche se il paragone più azzeccato, forse, può essere fatto con Predator. La storia, infatti, prenderà subito una piega ben diversa da quanto si possa immaginare nelle prime fasi di gioco, virando pienamente nel campo nella fantascienza. Già nei primi istanti si può notare la principale novità nel gameplay rispetto a molti altri esponenti del genere e costituita dalla particolare tuta indossata dal nostro avatar e dai poteri di cui è dotata. Con la semplice pressione di un dorsale potremo aumentare lala resistenza della nostra armatura e prepararci agli scontri a fuoco più intensi, assorbendo più colpi dai nemici, senza intaccare la barra dell’energia. In caso si decida per un approccio più ragionato, invece, avremo la possibilità di attivare un sistema di mimetizzazione (o occultamento come chiamato nel gioco) che ci permetterà di prendere i nemici alle spalle e freddarli con un colpo ben assestato.


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Entrambe le abilità consumano una barra che si esaurisce progressivamente e deve essere ricaricata con una breve attesa; tale impostazione consente di dare un notevole spessore strategico alla nostra partita. E’ possibile gettarsi immediatamente nella mischia e sparare a tutto quello che si muove, alternando la difesa della tuta e nascondendoci il tempo necessario per ricaricarla. Oppure si può decidere di infiltrarsi silenziosamente negli avamposti nemici e prendere magari il controllo di mitragliatrici fisse e altre armi più potenti, passando poi all’azione. La campagna single player è divisa in missioni – tutte collegate dalla trama del gioco – ognuna ambientata in macro aree e con obiettivi dinamici che cambiano durante la partita. Nulla di troppo complicato, se paragonato a titoli odierni, ma comunque sufficiente per variare il ritmo delle partite e premiare l’esplorazione del giocatore che potrà così rinvenire le armi e le risorse necessarie per affrontare gli scontri a fuoco. La possibilità di salire a bordo su alcuni mezzi contribuisce a spezzare la possibile monotonia ed aiuta a percorrere in tempi adeguati le distanze tra un obiettivo e l’altro, anche perché le mappe si caratterizzano per una discreta estensione. I caricamenti del gioco sono limitati all’inizio dei livelli e vista l’ampiezza degli scenari e il tempo necessario per completarli non risultano per nulla fastidiosi o invasivi.


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E’ presente un sistema di autosalvataggio che da una parte evita la frustrazione dovuta al dover ricominciare da capo la partita – magari dopo uno dei seppur sporadici freeze del gioco – ma che dall’altra mi è sembrata non particolarmente accurata, scegliendo a volte i check point nel bel mezzo di uno scontro a fuoco. Ricominciare la partita già circondati da nemici e con poche risorse a disposizione, beh potete capire che a volte può costituire un problema. Il gioco è sicuramente bello tosto e già il livello di difficoltà normale non sarà per nulla una passeggiata, anche per i giocatori mediamente esperti. Morirete spesso, insomma, almeno finché non prenderete pienamente la mano con le abilità dell’armatura, ma i caricamenti discretamente rapidi dopo ogni dipartita rendono l’avventura per nulla frustrante e la voglia di riprovare è sempre presente.. L’ampiezza degli scenari consente, infatti, di seguire ogni volta una strategia differente, magari improvvisando nuove tattiche dopo l’ennesima sconfitta e le zone a corridoio, se pur presenti, costituiscono tutto sommato un’eccezione durante l’avventura. I comandi sono stati pensati su Switch in maniera molto funzionale con un paio di piccoli appunti che mi sento di sottolineare in sede di recensione. Il primo riguarda la risposta ai comandi dei Joycon Nintendo che, personalmente, non ho trovato comodissimi e precisi per un titolo che al contrario richiede notevole accuratezza; passare al pro controller è vivamente consigliato se si gioca su televisore. Il secondo appunto, invece, riguarda una scelta di design che fortunatamente può essere eliminata a piacimento dalle opzioni. E’ stato infatti introdotto di default il controllo del mirino tramite giroscopio, non diversamente da quanto accade, per esempio, con Splatoon.



Purtroppo alla prova pratica tale introduzione risulta molto meno precisa della mira manuale e dopo qualche tentativo fallito miseramente ho definitivamente abbandonato questa opzione continuando con i controlli classici. Chiaramente ci troviamo di fronte a un titolo che ha come ossatura un prodotto di 13 anni fa e per questa ragione alcune caratteristiche non possono essere direttamente paragonate alle ultime produzioni, prima fra tutte l’intelligenza artificiale dei nemici che, se pur coriacei e pericolosi, limitano le loro strategie ad attacchi rapidi e coperture, senza collaborare troppo tra loro. Si tratta di piccolissime sbavature in un titolo che, ripeto ancora una volta, è molto più attuale di quanto la mia memoria mi potesse suggerire e che, oltre a risultare ancora una discreta sfida è, soprattutto, molto divertente. L’impatto non sarà quello degli esordi ma la riedizione di Cryisis ci ha mostrato che sotto l’armatura c’era molto di più di quanto magari abbiamo notato all’epoca. Riscoprirlo ora in portabilità è sicuramente un viaggio che vale il costo del biglietto.

COMMENTO FINALE

Lato Tecnico 80%
Sonoro 75%
Giocabilità 85%
Carisma 80%
Longevità 80%
Final Thoughts

L’operazione di recupero di Crytek può dirsi pienamente riuscita senza particolari critiche o problematicità. Il gioco oggi non può certo avere il medesimo impatto grafico dell’uscita, pur risultando esteticamente un adattamento gradevole e di buon livello. Senza l’elemento scenico a fare la parte del leone, Crysis può finalmente emergere per i suoi innegabili meriti nel gameplay, che ancora oggi risulta sorprendentemente attuale. Le abilità della tuta del protagonista conferiscono all’esperienza una giusta dose di tattica e l’ampiezza degli scenari, quasi completamente distruttibili, rendono possibili più strategie ed approcci diversi. L’esperienza esclusivamente single player risulta di ottima durata e rigiocabilità e i livelli di difficoltà più elevati metteranno a dura prova anche i più esperti di fps. Al netto di qualche piccolo inciampo tecnico, risolvibile in via di patch, mi sento di consigliare il titolo senza riserve a chi vorrà cimentarsi per la prima volta nell’avventura. Per chi ha già terminato il gioco all’epoca, invece, questa riedizione aggiunge tutto sommato il minimo indispensabile per affrontare di nuovo la storia e tornare negli scenari già familiari, magari cimentandosi nei livelli di sfida più alti.

Overall Score 80%
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