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Crysis Remastered – Recensione PC: Alla remaster serve una remaster


Le remastered non sono una novità in campo videoludico. Quella di prendere un gioco e “portarlo” su console più potenti, dandogli una manata di vernice è un pratica che conoscevamo già negli anni ’90. Negli ultimi decenni però, la cosa si è trasformata in un vero e proprio fenomeno. Vediamo sempre più spesso eroi del nostro passato ritornare sui nostri schermi con un aspetto totalmente nuovo, liberati dalla loro spigolosa mole poligonale di 20 o giù di lì anni fa, e rimodellati dalla potenza dei nuovi motori grafici.



Ma attenzione perché non è solo la grafica ad essere cambiata in 20 anni di pubblicazioni. Il gameplay dei giochi si è evoluto di pari passo alla tecnica, e chi si è lanciato in una operazione di rimasterizzazione senza tenerne conto ne ha pagato le conseguenze. È tenendo conto di tutto ciò che sono rimasto alquanto scettico quando ho scoperto che si stava preparando una remaster di Crysis. Della sua versione Switch vi ha già parlato il nostro buon Tanuki, mentre io quest’oggi vi dirò la mia su quella che tutti veramente aspettavano, la remaster di Crysis su PC. Una cosa che chi come me ne ha visto l’uscita nel 2007, non avrebbe mai pensato di vedere pubblicata. E invece….


FPS ieri e oggi


Ma cosa ci chiedeva esattamente di fare Crysis? Niente di che. Affrontare un’isola piena di soldati Nord Coreani durante una missione di salvataggio di alcuni scienziati americani. Peccato che sul posto ci fosse anche una non meglio identificata civiltà aliena, pronta a fare a pezzi tutto e tutti. Cose da ordinario FPS. Quello che non era ordinario, comparto grafico a parte, erano due cose: il fatto di avere una nanotuta potentissima e una libertà d’azione rivoluzionaria per l’epoca.

La tuta, divenuta iconica, permette all’utilizzatore, e quindi al giocatore, di aumentare le facoltà del protagonista donandogli superforza, supervelocità, resistenza aumentata e perfino la possibilità di diventare invisibile. Ognuna di queste funzioni è utilizzabile liberamente, almeno finché l’energia della tuta è sufficiente, dopodiché bisogna lasciargli un lasso di tempo per ricaricarsi. Questo elemento di gameplay, unito alla sopracitata libertà d’azione, che permetteva di potersi muovere liberamente negli ambienti di gioco (una sorta di semi-open world), permetteva di approcciare i combattimenti in una miriade di modi diversi, così tanti, che veniva la voglia di caricare il salvataggio per provarli tutti.


Crysis
Crysis offre una varietà d’azione oggi ancora apprezzabile

Oggi quella meraviglia è un po’ scemata visto che libertà d’azione e ambienti esplorabili sono diventati la norma, ma ciò non toglie che la struttura dei livelli di Crysis sia ancora più che apprezzabile e che, anche inalterata, non sfiguri vicino ad altre produzioni odierne. Sarebbe stato saggio invece, concentrarsi sullo svecchiare altre cose come il gunplay ad esempio, che risulta poco dinamico per gli standard attuali, o sul sistemare le hitbox, ancora parecchio imprecise come lo erano nell’originale. Nulla è stato fatto nemmeno per dare un po’ più di intelligenza ai poveri soldati nord coreani che ancora si fanno massacrare come poveri agnelli al macello, senza rendersi conto di cosa gli stia capitando. E sì che l’intelligenza artificiale è sempre stata un grosso neo della serie Crysis, approfittare di questa remaster per sistemarla avrebbe di certo contribuito a rendere il titolo più interessante per utenti ormai abituati ad I.A. che usano tattiche complesse. Il gioco è difatti facile da portare a termine, anche alle difficoltà più alte, proprio in virtù di avversari fin troppo basici.


I computer della NASA


Ah, la NASA e i suoi fantomatici computer. Quante volte l’abbiamo tirata in causa parlando di Crysis? Tante. Troppe.

Ma in fondo non c’è da stupirsi, visto che all’epoca per noi Crysis sembrava quasi una sorta di magia. Non si era mai visto qualcosa con quella grafica e quella fisica. Ricordo ancora la prima volta che lanciai un soldato contro una casa e vidi il muro e il soffitto crollare. A cosa stavo giocando? Sembrava la grafica di un film in 3D, invece di un videogioco, anzi era anche meglio.


Crysis
Questo vale la salute dei vostri PC?

Ma come appare oggi questa leggenda agli occhi di gente abituata a cose pazzesche come lo siamo noi gamer oggi. Sarà bastata l’implementazione di nuove tecnologie come il Ray Tracing, a renderlo ancora più pazzesco di quanto era? La risposta è: francamente no. Anzi, soprattutto, su PC il risultato finale è alquanto sottotono rispetto alle aspettative. Il gioco risulta sì bello, perché non voglio mica dire che Crysis non sia, bello da vedere, lungi da me, ma se andiamo analizzare i fatti nudi e crudi ci troviamo di fronte ad alcune cose alquanto inspiegabili.

Quella che si nota subito è una: la pesantezza. Per darvi un’idea, è un gioco le cui impostazioni massime, chiamate beffardamente “Can it run Crysis?” (in italiano “Ci gira Crysis?”) non permettono di giocare a più di 60 FPS manco con una 2080 (sì esatto una 2080!) e un i9-9900. Questo significa che nella maggior parte dei casi, a meno che non siate dotati di computer spaventosi, per giocarlo ad un frame rate umano dovrete tenere le impostazioni grafiche a medio…. proprio come ho fatto io. A dire il vero avrei potuto giocarlo anche ad alto, ma solo gustandomi cali sotto i 40 frame. E sapete una cosa? Non ne vale la pena. Perché il gioco non appare poi così diverso da come era 13 anni fa, anzi, alcune cose addirittura mancano, come i famosi effetti volumetrici delle nuvole nella cutscene iniziale. O gli effetti particellari che prendevano l’illuminazione dalle sorgenti.


crysis
Le sessioni in notturna sono ancora le più spettacolari

Quindi perché il gioco è così pesante? Cosa giustifica tutto ciò? La risposta è una: una pessima ottimizzazione. E sapete perché l’ottimizzazione è pessima? Perché per realizzare questa remaster è stata utilizzata come base il port per console dell’originale. I lavori non sono partiti dalla versione base per PC, no. Da quella nerfata per console. Già questo basterebbe a far sgranare gli occhi, se poi ci mettiamo pure che nel 2020 hanno proposto come remaster un gioco è ancora totalmente cpu bound, e che fa affidamento su un solo core fra l’altro, esattamente come quello originale, e manco in Directx12, allora appare palese di come i lavori su questa remaster da parte di Saber Interactive siano stati fatti in maniera abbastanza grossolana. Nulla da segnalare sul lato audio rimasto praticamente inalterato, bug sonori inclusi.

COMMENTO FINALE

Remaster Effect 40%
Giocabilità 80%
Carisma 70%
Longevità 70%
Final Thoughts

Purtroppo Crysis Remastered su PC si aggiudica poco più della sufficienza. Se su console il lavoro svolto può considerarsi più che accettabile, purtroppo la versione PC denota una certa trascuratezza, che rende il gioco inutilmente esoso per quanto riguarda i requisiti hardware. Se parliamo invece di puro gameplay diciamo che il pacchetto offerto è ancora capace di intrattenere, anche se, anche lì si poteva fare decisamente qualcosa di più. Davvero un'occasione sprecata.

Overall Score 65%

2 commenti on Crysis Remastered – Recensione PC: Alla remaster serve una remaster

  1. Fabio Pacini Avatar

    Ciao, anche io ho giocato il primo crysis ed il mio povero PC dell’epoca lo faceva girare al minimo, ora che ho un i7 4790K ed una rtx2080Ti il nuovo Crysis riesce a mettere in crisi, nuovamente, il PC. Comunque ho riscontrato molti bug, cose che stanno a mezz’aria, nemici che spariscono ed altro. Tu hai riscontrato questi bug o glitch?

  2. Mattia "Max" Pagano Mattia

    Ciao Fabio,

    Sí ho effetivamente riscontrato alcuni bug, ma nulla che non fosse già presente anche nel gioco originale o che risultasse particolarmente debilitante. Purtroppo qualcosa scappa sempre.

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