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Cyber Shadow – Recensione: Ninja e 8 bit di nuovo insieme


Cyber Shadow, la fatica di Aarne Hunziker, supervisionata da Yatch Club Games, dopo ben 8 anni è finalmente disponibile e non ha deluso le aspettative!


SHADOW OF THE NINJA 30 ANNI DOPO


Consci del fatto che la maggior parte delle persone accomuneranno Cyber Shadow a Ninja Gaiden (dove comunque attinge vari elementi), la vera ispirazione – a detta dello stesso Aarne Hunziker – deriva da Shadow of the Ninja, titolo del 1989 per NES, sviluppato e pubblicato da Natsume. I rimandi a quest’ultimo sono tanti, in particolare è possibile assistere a dei
tributi palesi tanto da rasentare il plagio, però non fraintendete: sono assolutamente graditissimi, inseriti e contestualizzati in stile “tarantiniano” (per citare uno che ha dimestichezza nel rendere omaggio al passato), ergo un tributo spassionato a una stagione storica ormai remota per il mondo videoludico.
Le vicende di Cyber Shadow sono ambientate a Mekacity, una città futuristica sorvegliata da un esercito di macchine ed espedienti inclini al transumanesimo. Nei panni dell’unico ninja sopravvissuto, chiamato Shadow, inizieremo la nostra avventura con un corpo cibernetico completamente formattato e privato quindi di tutte le sue potenzialità. La missione consisterà nel salvare il nostro clan (e il mondo intero) dalle grinfie del Dr. Progen.


Cyber Shadow

La cosa che più sorprendente dell’intreccio narrativo di Cyber Shadow è che non scade mai nella parodia. E’ raro trovare dei giochi ispirati al passato che non cercano in tutti i modi di accattivarsi il giocatore agè con siparietti parodistici, un “peccato veniale” che aveva anche l’eccellente Shovel Knight; tuttavia non si riscontra mai e poi mai in Cyber Shadow. L’opera di Aarne Hunziker è come un comic anni 90 interattivo, dove la semplicità e i rimandi ai cliché sono perfettamente integrati in una trama dai toni seri, seppur per nulla complicata e sempre funzionale allo svolgimento di un game design prettamente di stampo arcade.
Il giocatore inoltre potrà rovistare le sottotrame attraverso l’interazione con dei computer disseminati lungo gli stage di gioco, così come potrà parlare ad un numero elevatissimo di NPC in bilico tra la dissolvenza e la vita. L’ascesi è proprio lo strato della trama più interessante che permane durante tutta l’avventura, gli utenti più attenti potranno scorgere in essa
una narrazione al limite del cyberpunk, intrecciata con tematiche più folkloristiche ereditate direttamente dal Giappone. Non si poteva davvero chiedere di più a un action di ispirazione retro.


THE MESSENGER 2?


Chi segue questa tipologia di gioco sicuramente avrà già da tempo messo le proprie avide mani su The Messenger, altro titolo a base di Ninja uscito qualche anno fa per mano degli sviluppatori Sabotage e pubblicato dagli attivissimi Devolver Digital. Ebbene, i due titoli hanno poco e niente da spartire se non il fatto di avere un clan di ninja al centro della narrazione. Cyber Shadow offre una struttura molto più lineare di The Messenger (dove sul finale, senza fare troppi spoiler, diveniva in pratica un metroidvania), i vari potenziamenti sono vincolati alla conclusione dei livelli. Il nostro Shadow infatti partirà solo con un misero attacco, per poi arricchire il gameplay con salti sui muri, lancio dei shuriken, parry e altri interessanti meccaniche ninjose aggiuntive.
Sarà possibile riaffrontare i livelli vinti per prendere qualche bonus nascosto e prima irraggiungibile, nulla però che incida davvero sullo svolgimento lineare nei 12 capitoli del gioco.
Cosa che personalmente abbiamo gradito molto: vista l’innumerevole mole di metroidvania sviluppati negli ultimi tempi, non è male riaffacciarsi a qualcosa di più lineare, immediato e incentrato unicamente sull’abilità dei nostri pollici.



Percorrere tutti gli stage è incentivato in primis dalle nuove abilità che man mano acquisiremo, capaci di arricchire le situazioni con una graduale complessità, in modo tale da stimolare il giocatore ad andare avanti fino alla fine. In seconda battuta, il gioco sa come intrattenere anche grazie al gran numero di scenari presenti (si passa da contesti urbani tipici quali città e fabbriche – per poi arrivare a delle vere e proprie simulazioni virutali che ricordano vagamente le missioni VR di Metal Gear Solid); e non solo, visto che qua e là abbiamo potuto assistere a graditi diversivi, come ad esempio scorrazzate in moto o l’uso di un robot molto vicino all’immaginario di Contra della Konami.
Cyber Shadow è un’esperienza pienamente appagante, che terrà incollati allo schermo i giocatori più tenaci. I comandi rispondono bene e il level design – per quanto estremamente bastardo – non restituisce mai al giocatore la sensazione di aver ricevuto un torto, anche dopo un salto mancato o un combattimento perso.


FINO ALL’ULTIMO SHURIKEN


La difficoltà di Cyber Shadow è estrema, tuttavia il sapiente uso dei checkpoint potrà agevolare la vita di molti. A proposito di quest’ultimi, è interessante la meccanica introdotta in ognuno di essi, dove in base alla valuta corrente accumulata (sconfiggendo nemici o rompendo casse) potremmo decidere o meno di sbloccare dei power up.
Il gioco è un trionfo di stage ricchi di nemici e trappole, dove la padronanza dei comandi è necessaria. Chi è neofita potrà con dedizione portare la vittoria a casa, a patto di accettare di perire un numero elevato di volte. Tra spunzoni, nemici da ogni parte e i soliti fottuti “pipistrelli” di Castlevania memoria; in Cyber Shadow l’occasione di ripartire dal punto di controllo è sempre alla porta. Per i veterani la situazione è meno drammatica, ma la mancanza del comando per abbassarsi e i salti calibrati tenendo premuto il tasto, potrebbero richiedere un po’ di tempo prima di essere assimilati al meglio.


Cyber Shadow

La longevità dipende molto dall’abilità del giocatore. Noi per terminare la prima run ci abbiamo messo circa 9 ore, perdendo un numero considerevole di volte. Per ora non offre un New Game+ e non ci sono livelli di difficoltà selezionabili. Tuttavia qualcosa fa prevedere che presto potrebbe uscire un qualche aggiornamento al riguardo (per maggiori informazioni consigliamo di visitare il forum su Steam del gioco).
Aldilà di tutto è sempre giusto ricordare che giochi come Cyber Shadow puntano molto sul fattore rigiocabilità: riniziare una partita da zero, magari in ottica di speedrun o semplicemente per diminuire il conteggio delle morti, sono valori aggiunti per chi ama questa tipologia di action.
Segnaliamo inoltre che il gioco è disponibile anche in italiano.


PIXEL ART & CHIPTUNE NINJOSA


Nonostante una palette limitata di colori, molto vicina a quella della mitica console 8 bit di casa Nintendo, Cyber Shadow trabocca di stile ed eleganza. Il tutto è condensato in una grafica pixel art fedele al passato, ma allo stesso tempo abbastanza accattivante per essere un piacere visivo anche per chi non è un retro-gamer nel senso stretto o chi semplicemente si affaccia per la prima volta a questo genere.
I personaggi hanno animazioni curate e gli scenari sono ricchi di dettagli, vantando anche un ottimo scorrimento con parallasse. Sembra di trovarsi davanti al già citato Shadow of the Ninja che incontra l’ottimo Batman: The Videogame di Sunsoft del 1989, il tutto pompato al massimo. Buone anche le schermate di gioco, molto semplici nella realizzazione, cosa che amplifica
l’effetto nostalgico di tutto il prodotto. Altra nota positiva riguarda i boss: tutti ottimamente realizzati e di varie grandezze, fino a riempire quasi l’intero schermo. Insomma, se siete amanti “del pixel”, non potrete non apprezzare l’estetica di Cyber Shadow.


Cyber Shadow

Non da meno è il sonoro a cura di Enrique Martin: i temi in stile chiptune sono accattivanti in ogni singolo stage, offrendo al giocatore un revival sonoro adrenalinico, capace di fomentare il giocatore durante tutta l’avventura. In particolare abbiamo captato rimandi a mostri sacri come Yuzo Koshiro (SEGA, Streets of Rage) o Keiji Yamagishi (Namco, Ninja Gaiden).
Di ottima fattura anche gli effetti sonori, immancabilmente in stile NES, ma per niente fastidiosi – anzi – addolciti molto da una buona calibrazione delle frequenze e una compressione adeguata. Non mancano anche qui licenze poetiche dell’autore, ma perfettamente contestualizzate con lo stile celebrativo dell’intera opera. Un esempio? Il nostro eroe quando tira le cuoia ha una voce digitalizzata, cosa più unica che rara nelle vecchie produzioni NES.
Il sound design ha anche la funziona di scandire l’azione di gioco, aiutandoci a comprendere a fondo i vari feedback che determinate mosse o arene vogliono trasmetterci.
Cosa che potrebbe apparire banale ma che sappiamo è sempre sottovalutatissima, anche da produzioni con budget decisamente più alti.

Valutazione

Lato Tecnico 91%
Sonoro 92%
Giocabilità 87%
Carisma 96%
Final Thoughts

Cyber Shadow è un ottimo esponente della corrente "retro-indie", non si limita a usare in modo blando la leva della nostalgia e offre così un level design ben calibrato, una trama sfiziosa, una grandiosa soundtrack e una pixel art ricca ma allo stesso tempo fedele al feeling del passato. Il titolo di Aarne Hunziker è in definitiva un davvero notevole, la dimostrazione lampante che non c'è bisogno di schede video costosissime per godere appieno del medium videoludico.

Overall Score 91%
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