Danganronpa V3: Killing Harmony PC, PS Vita, PS4, Recensione

Danganronpa V3: Killing Harmony – Recensione: L’ora della follia!


Spike Chunsoft

Sviluppatore

Nippon Ichi America

Publisher

Visual Novel

Genere

C’è a chi non piace l’eccesso. Lo trova eccessivo, per l’appunto. Ne conosco alcune di queste persone e si tratta pure di amici carissimi, ma ci sono degli argomenti in cui assolutamente non riusciamo ad andare d’accordo. Uno di questi sono gli anime e tutto ciò che ne deriva. “Troppa follia, troppi colori, troppe cose che si mescolano e viene fuori na brodaglia insulsa!”, mi viene detto. E io non nego. Come potrei? Guardo Le Bizzare Avventure di Jojo! E non riesco, giuro, non riesco, nonostante ci provi con ogni argomentazione possibile, a convincerli che quella capacità di unire assieme così tanti generi come fanno i Giapponesi sia pura genialità. Ma, c’é poco da fare, alla fine un’opinione è un’opinione e i gusti son gusti, no? Eppure son convinto che se solo provassero certi prodotti, riuscirebbero finalmente ad apprezzare qualcosa di collegato all’animazione Giapponese che non siano i cartoni che guardavano da bambini. Qualcosa tipo Danganronpa ad esempio.  Perché dopo aver giocato a Danganronpa V3: Killing Harmony, non posso immaginarmi qualcuno che messo davanti a qualcosa di così folle, assurdo e spettacolare, come questo gioco possa dire “Fa schifo!”

Proverò in questa recensione a spiegare il perché lo credo.

PICCOLA NOTA NECESSARIA:

Il gioco è interamente in lingua inglese. Il parlato può essere o in inglese o in giapponese in base alle preferenze del giocatore.

Di nuovo quell’orso…

Le premesse della storia non sono nulla di nuovo per chi conosce già la serie. Kaede Akamatsu, giovane ragazza giapponese, si risveglia nel buio più totale. Qualche attimo di panico e un ruzzolone dopo, la ragazza realizza di essere stata chiusa in un armadietto e di trovarsi all’interno di un’aula scolastica. La stanza però è decisamente strana: edera cresce sul soffitto e sulle pareti, come se tutto fosse abbandonato da anni, ma ci sono anche degli altoparlanti e un mega schermo lcd al posto della lavagna. Tocco ancor più surreale, le finestre sono sigillate con del filo spinato. Manco il tempo di registrare questi dettagli che ecco che un ragazzo rotola fuori da un’altra armadietto. Bhé, ora siamo in due pensano i ragazzi, facciamoci coraggio e diamo un’occhiata fuori da sta aula, no? Così iniziano a gironzolare per la scuola, che si conferma essere un rudere fatiscente. Solo che per i corridoi ci sono dei mega robottoni. Grossi. Ostili. Con inserita nella loro programmazione una voglia recondita di spalmare il prossimo sul pavimento come un formaggino mio. I robottoni li scortano fino alla palestra della scuola dove i nostri scoprono di non essere soli. Altri adolescenti sono stati riuniti in quel luogo e, manco a dirlo, ecco lì quel simpatico psicopatico di Monokuma, che assieme ad altri nuovi orsacchiotti assassini non vedono l’ora di dare inizio al nuovo Killing School Semester della Ultimate Academy for Gifted Juveniles, al termine del quale solo a due degli studenti sarà permesso lasciare la scuola con le proprie gambe! Tutti gli altri kaput! Inizia così una gara di sopravvivenza dove bisogna uccidere senza essere scoperti e dove ogni parola o gesto può essere fatale.  Ma qual’è il vero scopo di Monokuma? La verità si nasconde dietro a strati di menzogne, alleanze e tradimenti a cui il giocatore dovrà sopravvivere.

Danganronpa V3: Killing Harmony

Kaede, la nostra protagonista, alle prese con dei dialoghi imbarazzanti (per lei).

La formula è ormai classica, ma ragazzi, non potete immaginare i colpi di scena e la contorta complessità degli avvenimenti che vedrete dipanarsi in questo Danganronpa. Mio dio. Siamo di fronte a tutto il peggio e il meglio che l’umanità possa tirar fuori in termini di emozioni e comportamenti. I personaggi, forse i migliori di tutta la serie, sono tratteggiati con la solita incredibile perizia: raramente ne ho incontrati di così ben scritti. Tutti hanno una psiche strutturata e complessa che si svela attraverso linee di dialogo piazzate sempre in maniera precisa, senza che mai qualcosa risulti fuori luogo, a meno che non accada per una precisa scelta degli sceneggiatori. C’è sempre la solita tendenza al parossismo dei giapponesi, ma cosa sarebbe un Danganronpa senza esagerazioni? Nulla. È in questo che risiede la bellezza di questo gioco: ogni elemento che ne compone la struttura narrativa si incastra in maniera talmente perfetta da farci accettare anche l’inverosimile… a patto di avere una certa tolleranza per il folle ed essere disposti a leggere tonnellate di dialoghi. In fondo è pur sempre di una visual novel che stiamo parlando.

Dura lex, sed lex

Danganronpa V3: Killing Harmony

Preparatevi a leggere affermazioni come questa di continuo: le cose non sono mai quelle che sembrano.

Come negli altri due capitoli la struttura di gioco rimane invariata, ma naturalmente sono presenti varie novità. Ci sono sempre la Daily Life, la Deadly Life e il Class Trial. Nella Daily Life possiamo aggirarci “liberamente” per la scuola, parlando con i nostri compagni, in modo da poter approfondire le relazioni con essi, ottenendo in cambio vantaggi utili nelle altre fasi. Attenzione: è molto facile affezionarsi a praticamente tutti i personaggi, visti i loro background, ma farlo potrebbe rivelarsi per voi un’esperienza al limite del doloroso. Non potrete mai sapere chi finirà brutalmente ucciso di lì a poco e in quale maniera scioccante questo potrebbe accadere. I deboli di cuore sono avvertiti! Deadly Life è legato alla scoperta di un cadavere. Quando uno degli studenti viene ucciso si ha la possibilità di investigare la scena del crimine per scoprire elementi utili nel Class Trial. Quest’ultimo è un vero e proprio processo dove ogni studente potrà dire la sua e accusare i suoi “compagni di classe”: il giocatore deve riuscire a cogliere le contraddizioni del colpevole per consegnarlo alla rapida e spietata giustizia di Monokuma. Le migliorie più grosse le troviamo con l’introduzione del Mass Panic Debate, della Perjury e del Debate ScrumIl primo consiste in una vera e propria fiumana di dichiarazioni che alcuni accusati inizieranno a proferire per tentare di scagionarsi dalle accuse. Se avete mai visto/ o vissuto un litigio fra fratello e sorella dove entrambi cercano di dare la colpa all’altro e contemporaneamente giustificarsi coi genitori, sapete di che parlo. L’impresa sarà scovare le incongruenze in mezzo alla mole di frasi che giungerà su schermo.  Il secondo permette al giocatore di dichiarare una colossale baggianata per spingere il colpevole a tradirsi con una sua ulteriore bugia o facendogli ammettere qualcosa indirettamente. Il terzo è un battibecco fra due gruppi di studenti che non riescono a raggiungere un’opinione comune su un fatto riguardante il processo. In questo caso bisogna raccogliere i punti in comune delle varie affermazioni dei due gruppi per riuscire infine a metterli d’accordo. Si tratta di tre introduzioni molto piacevoli da giocare, e che danno maggior pepe all’intero processo. 

Delle migliorie ci sono anche sul fronte dei minigiochi che bisogna intraprendere nella fase Class Trial. Oltre ai vecchi  Hangman Gambit e Rebuttal Showdown, che ora presentano controlli più precisi, troviamo anche lo strano Psyche Taxi, dove bisogna guidare un vero e proprio taxi e raccogliere parole utili a comporre una frase e il Mind Mine, dove bisogna far saltare dei cubetti colorati stando attenti al fatto che ad ogni gruppo distrutto i colori dei cubetti circostanti cambiano. Come “gioco finale” invece compare l’Argument Armament, dove bisogna premere nel giusto ordine determinati tasti per fare letteralmente a pezzi l’armatura di convinzioni e argomentazioni che l’imputato si sarà costruito attorno per difendersi dalle vostre accuse.  Non vi mentirò dicendo che si tratta di minigiochi entusiasmanti, ma è comunque apprezzabile che la Spike Chunsoft continui a sforzarsi di innovare questo aspetto delle sue produzioni, che, senza alcun dubbio ne è la componente meno avvincente.

Quel fondale si è mosso?

Danganronpa V3 Killing Harmony

L’intero cast di personaggi di questo Danganronpa V3 Killing Harmony. Non avete idea di cosa combineranno.

La grafica non è mai stata il punto di forza della serie Danganronpa, ma lo è sempre stata il suo stile artistico e Danganronpa V3: Killing Harmony, non fa eccezione. Se da un alto troviamo fondali così e così e animazioni pressoché pari a zero, dall’altra troviamo un character design pazzesco che completa il magistrale lavoro svolto nella caratterizzazione dei personaggi. Tutto pesca a piene mani nella cultura anime/manga, per cui, sì, parliamo di cose assolutamente folli. Tipo che uno degli studenti è un robot per dirne una. 

Dal punto di vista sonoro ci troviamo di fronte al solito lavoro curatissimo a cui il sol levante ci ha abituato quando si tratta di soundtrack. Ogni momento del gioco è scandito da effetti sonori e brani che imparerete a riconoscere e ad apprezzare fin dalle prime ore. Non mancano poi arrangiamenti di brani già sentiti nei due capitoli precedenti. Come sempre vi consiglio il doppiaggio giapponese (definirlo sopraffino è dir poco), ma anche quello inglese è decisamente di buona qualità.

Piccola nota:

Una volta terminato il gioco sono disponibili varie modalità bonus: una di queste è la Despair Dungeon: Monokuma’s Test. Si tratta di un vero e proprio gioco nel gioco, dove si deve affrontare un dungeon con un party di personaggi di tutti e 3 i Danganronpa e affrontare svariate tipologie di Monokuma in battaglie turnative.  Tutto rigorosamente in grafica 8-bit. Assolutamente da provare.

Grafica 80%
Sonoro 90%
Giocabilità 85%
Carisma 100%
Longevità 90%
Final Thoughts

Danganronpa V3: Killing Harmony si conferma essere un terzo capitolo riuscitissimo, che riutilizza una formula ormai collaudata per riuscire a mettere in tavola una storia coinvolgente, ricca di personaggi memorabili e colpi di scena da slogarsi la mascella. Non può mancare nella ludoteca di un vero fan delle visual novel nipponiche, ma io mi sento di consigliarlo a tutti. Sì! Anche a voi che boicottate le giapponesate! So che dandogli una possibilità vi stupirebbe in positivo. Forza! Provate! Rischiate! Monokuma confida in voi.

Overall Score 89%
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