dark fear iOS/Android, PC, Recensione

Dark Fear – Recensione


Arif Games

Sviluppatore

Arif Games

Publisher

Avventura, Horror

Genere

Paura pixelosa dagli smartphone agli schermi PC in Dark Fear, titolo dal sapore retrò firmato Arif Games. Come sarà andata finire? Come sempre scopriamolo nella nostra delirante recensione, dopo un filmatuzzo di gioco:

Paura Oscura

Dark Fear è un titolo che mescola elementi di giochi d’avventura retrò e gdr, uscito lo scorso autdark fearunno per sistemi mobile (iOS e Android) e giunto da poco in versione PC tramite l’ormai calderone Steam che cerca sempre più di sembrare Desura (che a sua volta cerca sempre più di sembrare una discarica). Vestiremo i panni di un tizio anonimo – quasi in stile Maccio Capatonda – che si trova a riprendere i sensi in una baracca campagnola, senza memoria alcuna degli avvenimenti recenti e meno recenti. Una volta uscito da cotanta costruzione di dubbia qualità e di ancor più dubbia manutenzione, il nostro alter ego dovrà destreggiarsi tra le numerose stranezze di un paesaggio oscuramente verdeggiante con l’obiettivo di ricordare la propria identità e capire come tornare a casa…sempre ammesso che ne abbia una. Su queste premesse da horror classico inizierà l’avventura di Dark Fear, e diremo già altro se non fosse che poi sforeremmo nel paragrafo dedicato al gameplay, che poi si offende.

Di dito o di mouse?

L’interfaccia di Dark Fear si basa – a seconda della piattaforma, fissa o mobile – sul mouse o sul dito. Con il puntatore, “umano” o meno, potremo esaminare cose, parlare con i png al paesello e in generale interagire con il cacchio che ci pare. Le azioni di attacco durante i combattimenti e altri atti di media violenza come la caccia alla selvaggina saranno gestiti in maniera similare ai giochi di golf: dovremmo cliccare/ditare quando l’indicatore sarà al punto giusto per colpire al meglio, gestendo le azioni possibili (attacco, difesa, fuga, uso oggetto) con dinamica a turni. L’inventario è gestito in maniera classica, di sicuro familiare a chi sia in possesso di almeno un quarto d’ora di esperienza con avventure di vario genere e sottogenere: si clicca sugli oggetti per esaminarli, drag&drop per combinarli o per usarli con cose e persone che ci troviamo davanti. La gestione e l’upgrade dark feardell’equipaggiamento sono proposti in maniera semplice: si comprano armi/armature sempre migliori che sostituiscono quelle precedenti e…e praticamente stop. “Approfondimenti” maggiori giungono a metà gioco, quando saremo chiamati a usare differenti munizioni per l’arma in uso, ciascuna con potenziali effetti particolari: nulla di troppo complicato, seppur una variazione piacevole.

Il gameplay consta principalmente di fasi esplorative e di dialogo: sceglieremo il punto della mappa in cui entrare e una volta lì navigheremo per le varie schermate che lo compongono, interagendo con ciò che ci troveremo davanti per proseguire e per risolvere i vari enigmi che cercheranno invano di rincoglionirci. Il gioco è inizialmente abbastanza lineare, per poi offrire un po’ più di libertà d’azione – dovuta anche al bisogno di farmare un pelo per ottenere le attrezzature necessarie ad andare avanti nel gioco.

Senza dire altro – che vista la longevità generale del gioco non sarebbe un bene – la trama e lo “svolgimento” di Dark Fear riescono comunque a offrire spunti interessanti, producendo un horror leggero e piacevole tanto “in sé” quanto come piccolo revival di uno stile avventuroso/pauroso d’annata. Benché sia presente qualche licenza ai trend più contemporanei (leggasi: jumpscare deliranti ma comunque contestualizzate e achievement inutili tipo “hai acceso il computer”) il sapore “di un tempo” si sente a sufficienza, peccato solo per il poco approfondimento dei vari elementi di gameplay – eredità forse delle origini per dark fearsmartphone di questo titolo.

Le solite note tecniche

Esteticamente parlando, Dark Fear si propone più che bene. La pixel art è ottimamente realizzata: dagli scenari ai personaggi si mantiene un ottimo feeling d’altri tempi arricchito da qualche piccolo tocco di classe come la schermata di caricamento iniziale. Il comparto audio offre musiche molto ben realizzate, che rendono ancora meglio quando si gioca “incuffiati”. La colonna sonora è sufficientemente ricca e varia, degna di produzioni di carattura tutt’altro che bassa. Il sistema di controllo funge bene, così come la generale stabilità del gioco si rivela più che soddisfacente.

Valutazione

Grafica 80%
Sonoro 83%
Giocabilità 75%
Carisma 85%
Longevità 65%
Final Thoughts

Dark Fear è un titolo piacevole, che offre una buona quantità di contenuti se considerato su smartphone ma che, al contempo, su PC finisce per dare relativamente poco se pur a un prezzo molto contenuto (3,99 euro). Consigliato a chi vuole un'esperienza horror leggera ma comunque non farlocca, qualsiasi cosa questa frase significhi.

Overall Score 77%
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