Dark Scavenger Recensione

Dark Scavenger – Recensione


Psydra Games

Sviluppatore

Desura

Publisher

Giocho di Ruolo/GDR

Genere

 

Dopo esserci immersi per l’ennesima volta nel turbinante mondo degli Indie-games, abbiamo pescato per voi una strana e oscura creatura: Dark Scavenger, un RPG punta e clicca in prima perosna, partorito dalle menti di un team di quattro persone riunite sotto il nome di Psydra Games. Filmato e poi si parte.

 

Storia di un eroe senza nome

 

Dark Scavenger

Aprire gli occhi e vedere questa scena potrebbe distruggere anche la mente più preparata.

In Dark Scavenger si vestono i panni di un non meglio identificato individuo sperso nel vuoto siderale. Dopo un breve incontro con un enorme mostro spaziale, il protagonista, che rimarrà per tutta la durata dell’avventura senza volto e senza nome, viene salvato da un gruppo di tre alieni che lo “raccattano” e lo accolgono sulla loro astronave. Il trio è composto da : Kamaho, uno scheletro esperto di armamenti, Falsen una sorta di Joker verde esperto di equipaggiamenti e Gazer, alieno stile “Alien” dalle molte braccia e in grado di fornirci delle preziose mascotte in battaglia. Kamaho spiega che loro sono i Dark Scavengers ( letteralmente “Spazzini Oscuri”), degli avventurieri spaziali dediti allo sciacallaggio. In un batter d’occhio, il giocatore si ritrova insignito del titolo di Dark Scavenger onorario e con una missione da compiere: scendere sulla superficie di un pianeta sconosciuto e recuperare una fonte di energia per l’astronave che è rimasta a secco. Catapultati senza tanti complimenti nel mondo alieno, vi ritroverete, per forza di cose, nel bel mezzo di una guerra fra le varie fazioni che lo popolano ed è qui che inizia l’avventura vera e propria. Senza svelarvi troppo della trama vi possiamo dire che, per quanto corta, è veramente ben scritta, soprattuto i dialoghi dei personaggi che sono caratterizzati da un velato (ma neanche troppo) humor-nero. L’unica “pecca” è che trattandosi di un gioco indie non è presente alcuna localizzazione in italiano e quindi dovrete avere una buona conoscenza dell’inglese per poter apprezzare pienamente gli scambi di battute fra i personaggi.

Punta, clicca e scegli!

 

Creature terribili vi attendono nei Dungeon di  Dark Scavenger

Creature terribili vi attendono nei Dungeon di Dark Scavenger

La struttura del gioco è quella tipica dei punta e clicca a narrazione testuale, con l’aggiunta di elementi tipici degli Rpg. Questo è stato possibile grazie all’originalità del plot che fonde efficacemente fantascienza e fantasy. Nel corso della trama si attraversano cinque capitoli, suddivisi in vari scenari da esplorare tramite l’utilizzo del cursore. Una volta cliccato su qualcosa con cui si può interagire, in basso appare una descrizione dell’oggetto/nemico e viene data la possibilità di scegliere come comportarsi. Poniamo l’esempio che troviate un piccolo scrigno con un lucchetto. Potrete provare a fracassarlo, con il rischio però di rompere un eventuale oggetto delicato in esso contenuto o potrete decidere di lasciarlo temporaneamente perdere, in attesa di vedere se riuscite a trovare la chiave del lucchetto addosso ad un nemico. Come in ogni RPG che si rispetti, qualsiasi cosa decidiate di fare, avrà delle conseguenze che si ripercuoteranno sulla trama. Usando sempre l’esempio dello scrigno diciamo che avete deciso di essere pazienti e siete riusciti a trovare la chiave per aprlirlo. Al suo interno trovate per puro caso un oggetto che vi era stato chiesto precedentemente da un NPC e così decidete quindi di regalarglielo, ottenendo in cambio il suo aiuto che vi faciliterà le cose più avanti. A volte sembra quasi di essere capitati in una sessione di D&D ( ed è molto probabile che i ragazzi di Psydra Games siano dei ruolatori veterani) con a capo un Dungeon Master sadico, visto che prevedere l’esito di ogni azione è veramente difficile e anche se tenterete di ottenere un risultato non è detto che la vostra scelta sarà la più giusta. Se per caso decidete di fare il buon samaritano e aiutare chiunque incontriate, non è detto che questo vi dia sempre dei benefici, ma anzi potrebbe portare qualcuno ad approfittare della vostra bontà per attaccarvi. Questo fattore di imprevedibilità di sicuro farà la gioia di qualsiasi roleplayer. Purtroppo c’è da aggiungere che nonostante il fattore azione-conseguenza sia molto interessante, il gioco risulta abbastanza ripetitivo nel suo svolgimento. Passare il tempo a setacciare uno scenario a colpi di clic e prendere decisioni, senza mai dover risolvere un enigma o affrontare una meccanica di gioco differente, risulta stancante e dona al gioco un ritmo lento che potrebbe risultare noioso a coloro che non si sentono ruolatori incalliti. Inoltre, ritornando al discorso della lingua, c’è da dire che i meno avezzi con l’anglofono idioma rischiano di non comprendere a pieno quali siano le opzioni a disposizione e capirete da voi quanto questo possa essere penalizzante in un gioco basato sulle scelte.

MacGyver mode on

 

Dark Scavenger

Quando un rettile ninja con delle volpi e dei colibrì ninja, incontra un Dark Scavenger, il Dark Scavenger rischia di farsi molto male.

Come saprete se ci seguite abitualmente, noi dello staff siamo gente che fa scelte oculate e ponderate, quindi se citiamo il geniale ex-agente segreto Angus MacGyver, un motivo c’è. Il titolo di questo paragrafo si riferisce all’utilizzo che viene fatto all’interno del gioco degli oggetti che il giocatore trova in giro. Normalmente negli RPG si trovano armi, armature, pozioni e via dicendo che possono essere utilizzati a discrezione dell’avventuriero. In Dark Scavenger invece si trovano solamente degli oggetti “base”(come ad esempio un fazzoletto, o un tostapane) che rimarrano tali fino a che non entrerete nella stanza successiva e si aprirà una schermata. A quel punto potrete scegliere quale dei vostri tre compagni spazzini dovrà metterci le aliene mani. Starà a voi scegliere se ottenere un’arma, uno strumento utile o un alleato da battaglia, affidando l’oggetto al compagno che vorrete. Salvo gli oggetti legati alla quest principale, tutti gli gli altri si trasformeranno in attrezzatura da usare durante gli scontri che funzionano con il classico sistema turnativo dei giochi di ruolo vecchio stampo. Ogni oggetto ha un tot di utilizzi per capitolo, terminati i quali scomparirà fino al capitolo successivo. Questa peculiarità riveste una particolare importanza nel gameplay del gioco perché capita molto spesso di venire messi davanti all’opzione di utilizzare o meno un’arma per svolgere una determinata azione, come tagliare dei rami. Farlo potrebbe portarvi a sprecare inutilmente un utilizzo dell’arma, ma potrebbe anche farvi trovare un oggetto con cui creare un’arma più potente. Anche l’utilizzo degli item non va dunque preso alla leggera, in nome del meccanismo di azione-reazione su cui si basa il gioco. Se riuscirete a gestire bene l’inventario, gli scontri non saranno nulla di troppo complicato, a parte quelli con i Boss di fine capitolo che sono molto più ostici di quelli contro i comuni sgherri.

Librogame virtuale

 

Dark Scavenger


Una tipica stanza del gioco. Infilerete le mani nel calderone malefico per recuperare un oggetto rischiando di scottarvi?

Tutto il gioco è composto da immagini statiche in 2D che si susseguono l’una all’altra. Scenari, nemici, combattimenti, tutto in un 2D immobilissimo, tanto che a volte si avverte come un senso di piattezza generale. Alcuni ambienti inoltre si presentano più curati di altri, che invece sembrano stati realizzati in maniera grossolana. Non ci sono praticamente animazioni, se non il “vibrato” di quando si colpisce un avversario e l’effetto “stella attorno alla testa” di quando si stordisce un avversario. Certo dato che il gioco in questione punta tutto sulla fantasia del giocatore che deve immaginarsi le azioni che vengono narrate dal testo, come se si trovasse davanti ad un librogame, la grafica potrebbe sembrare una cosa marginale, ma un minimo di animazione almeno in battaglia non avrebbe guastato. Geniale la veste grafica di alcuni personaggi come Falsen o Amoren (quanto è odioso madonna santa!) che rimangono impressi nella memoria, oltre che per le loro battute, anche per il loro aspetto.

Gli effetti sonori non sono nulla di speciale e si limitano ad una piccola gamma di suoni sempre identici; non importa che usiate una spada o una mazza per colpire, l’unico rumore che sentirete sarà sempre simile a quello di delle padelle che collidono fra loro. La colonna sonora invece, svolge molto bene il suo lavoro, con delle musiche capaci di donare ritmo alle battaglie e rendere inquietanti al punto giusto certi incontri che si fanno lungo la trama.

Valutazione

Grafica 65%
Sonoro 70%
Giocabilità 60%
Carisma 75%
Longevità 70%
Final Thoughts

Dark Scavenger è un titolo insolito. Sicuramente gli va il plauso di essere un gioco RPG fino al midollo e ci dimostra ancora una volta come nel panorama degli indie sia possibile trovare giochi con una trama migliore delle produzioni tripla A. Allo stesso tempo però questo sua essenza RPG lo rende un gioco poco adatto al giocatore occasionale che rischia di annoiarsi dopo aver passato le prime due stanze. Se vi sentite dei provetti ruolatori (e capite l'inglese perfettamente) dategli una possibilità visto il prezzo basso. Gli altri si astengano.

Overall Score 68%
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