Dead Space 2 art Recensione

Dead Space 2 – Recensione


Visceral Games

Sviluppatore

EA

Publisher

Horror-Azione

Genere

 

La mente umana è fragile. Il mondo ci insegna che basta forzare un po’ la mano, e l’equilibrio mentale di una persona può vacillare e andare in pezzi con la stessa facilità con cui un vaso va in frantumi una volta che lo si è spinto un po’ troppo oltre il bordo di un tavolo. Non sono necessarie grandi cose. Basta poco, veramente poco. Un’umiliazione, una frase, a volte un gesto. Partendo da questo punto, è lecito chiedersi: che conseguenze riporta la psiche di una persona che ha dovuto affrontare qualcosa di spaventoso e incomprensibile? La psiche di qualcuno che ha affrontato creature mostruose e visto e subito gli effetti della follia di altre persone?

Dei danni irreparabili senza dubbio. Isaac Clarke ha affrontato tutto questo a bordo della Ishimura. Ci sarà finalmente un po’ di pace per lui? Ovviamente no, altrimenti non stareste leggendo le righe di questa recensione di Dead Space 2. Tanta paura, tanta paranoia e tante allucinazioni vi aspettano in questo articolo. Siete pronti? Ok, partiamo! No dopo, Coniglio Rosa Gigante, dopo ti compro il Jack Daniels. Ora non posso.

 

Nuovo inizio, vecchio nemico

Dead Space 2

Il buon Isaac avrebbe bisogno di qualche anno di terapia.

L’inizio di Dead Space 2 mette subito in chiaro una cosa: come il primo, questo gioco non è adatto ai deboli di cuore. Tutto comincia all’improvviso, nessun tutorial, nessuna partenza lenta per far abituare il giocatore alle meccaniche di gioco. “ISAAC CORRI!” strilla una donna da un sistema di comunicazione olografico, e tutto ha inizio. Senza sapere praticamente nulla dei comandi, vi ritroverete a correre fra un mulinare di escrescenze ossee affilate come rasoi e bocche bramose di assaggiare la vostra carne che tentano di farvi a pezzi. I Necromorfi sono ovunque e voi potete solo fuggire. Ce n’è abbastanza da far andare in crisi i giocatori più nervosi ( ho visto dei miei amici letteralmente “lasciar andare” il pad dal panico) e spingerli a praticare una sessione di D&D riparatrice per fargli ritrovare l’autostima. Scherzi a parte comunque, è un inizio a dir poco fantastico! Soprattutto in un’epoca in cui siamo “flagellati” da lentissimi tutorial che devono spiegare ogni cosa al giocatore perché altrimenti poi muore e piange e non compra il sequel. Davvero, non rimanevano cosi impressionato dall’inizio di un gioco dai tempi di Syphon Filter. Dopo questa fuga a perdifiato, in breve Isaac realizzerà di trovarsi a bordo della Stazione Titan colloquialmente detta Sprawl, una struttura costruita su ciò che rimane di Titano, quello che fu il più grande satellite naturale di Saturno, ora ridotto ad un cumulo di detriti fluttuanti a causa delle operazioni minerarie di “planet cracking”. E naturalmente i Necromorfi sono ovunque. Si ho detto: “Isaac realizzerà di trovarsi” perché il poverino non sa bene dov’è, come non sa bene quasi nulla ormai. La psiche del nostro caro ingegnere non è proprio in condizioni ottimali. Il suo giro sulla Ishimura ha lasciato il segno. Isaac non ricorda quasi nulla di cosa sia successo dopo la sua fuga dalla nave infestata. Qualcuno l’ha interrogato a proposito del Marchio, questo lo ricorda, ma cosa è vero e cosa no? Visioni, reminiscenze, ricordi frammentari e terrorizzanti dei fatti accaduti sulla Ishimura lo assalgono di continuo e gli fanno dubitare di ogni cosa vedano i suoi occhi. C’è una cosa che però Isaac ricorda perfettamente e che gli da molte più chance di sopravvivenza di quante non ne abbiano tutti gli altri abitanti dello Sprawl. Lui sa come uccidere i Necromorfi: bisogna smembrarli senza pietà.

 

Macellaio spaziale

Dead Space 2

Per quanto poco efficace, percuotere brutalmente i nemici a pugnazzi è galvanizzante.

Avevo già lodato nella recensione del primo capitolo il fatto che gli sviluppatori avessero deciso di dotare Isaac di un arsenale “atipico” rispetto a quello che capita di trovare di norma nei videogiochi. Le “armi” di Dead Space 2 infatti sono, come lo erano quelle di Dead Space, dei semplici strumenti di lavoro che il protagonista sa utilizzare egregiamente dato il suo mestiere di ingegnere. Forse non sarebbero adatte a combattere un nemico umano, ma contro dei nemici che vanno fatti a pezzi queste si rivelano mostruosamente ( è il caso di dirlo) efficaci. Il fedele Plasma Cutter, ritorna in tutto il suo letale splendore ed è un piacere utilizzarlo per staccare arti a destra e a manca. Compaiono anche altre “armi”che i veterani del gioco riconosceranno subito, e quelle nuove sono tutte molto divertenti da utilizzare; Il Javelin su tutte, una specie di spara-paletti, che farà riaffiorare dolci ricordi nella mente di chi ha giocato a Painkiller. Dato che siamo in tema di impalare, è il caso di parlare (ho fatto anche la rima!) della prima grossa novità inserita nel gameplay di questa nuova avventura fra i Necromorfi, e cioè l’utilizzo del modulo cinetico a fini offensivi. Il modulo cinetico è uno congegno che permette di far levitare gli oggetti con un fascio di energia per poter alzare oggetti pesanti senza il minimo sforzo. In Dead Space, l’unico modo per utilizzarlo come arma era raccogliere oggetti esplosivi, come bombole o simili e scagliarle contro i nemici. Ora invece, si può adoperarlo per staccare le membra acuminate dei nemici abbattuti per “infiocinare” i maledetti che si muovono ancora. Oltre ad essere un ottimo metodo per risparmiare preziose munizioni è anche dannatamente divertente. Se non siete dei gran cecchini potete inoltre rallentare i nemici con il modulo di stasi, un altro piccolo gadget che permette di rallentare i nemici, inglobandoli in un campo di stasi.

Dead Space 2 Puker

Se un Puker riesce ad acchiapparvi, preparatevi ad una morte orrenda.

Ma cosa fare quando anche l’ultimo cartuccia di plasma è stata usata e non sono rimasti più arti da scagliare? Si usano i cari vecchi calci e pugni che ora Isaac è in grado di eseguire con più velocità e scioltezza; basta premere ripetutamente il tasto apposito per vederlo mulinare colpi come un invasato. L’idea di rendere il protagonista più agile nei movimenti è probabilmente legata al fatto che le tute RIG in dotazione sono più avanzate di quelle usate in Dead Space e quindi in grado di garantire una libertà di movimento maggiore. Cos’è una tuta RIG? Ok, lo dico per chi non avesse giocato al primo. Sono speciali tute in grado di monitorare lo stato fisico di chi le indossa. Ne esistono versioni civili, militari e da lavoro. Isaac naturalmente utilizza quest’ultime versione “Space Engineer”, che comunque sono studiate per resistere a condizioni estreme e garantiscono protezione contro i colpi dei Necromorfi. Tute, armi, modulo cinetico e di stasi, sono tutti potenziabili tramite il sistema di nodi energetici che permette di aumentare l’efficacia di questi strumenti nella lotta agli ammassi di carne.

 

Inferiorità numerica

Dead Space 2 Plasma Cutter

Il Plasma Cutter sarà ancora una delle armi su cui fare maggior affidamento.

Prima dell’uscita, un Isaac più agile e nuovi modi di uccidere i nemici, avevano fatto temere che il gioco si fosse dimenticato di essere un survival-horror e si fosse trasformato in un action (sento come un lamento di zombie, chissà come mai). Per fortuna cosi non è stato. Sicuramente il ritmo del gioco è molto più frenetico, ma la sensazione di essere in costante pericolo non è cambiata. Il merito in gran parte è della grande varietà di nemici presenti. Oltre ai Necromorfi classici, sono state inserite delle nuove varianti di questi orridi avversari, ognuno con delle caratteristiche che richiedono un approccio diverso per uscire vivi da uno scontro. Il Puker ad esempio è in grado vomitare/sputare acido contro Isaac e alla morte rilascia una pozza di acido capace di infliggere grossi danni. I Packs e i Crawlers sono dei Necromorfi con delle sembianze di bambini, agili e veloci i primi, lenti ma capaci di farsi esplodere i secondi. Ci sono poi gli Stalkers, (il nome dice tutto) che saranno l’incubo dei giocatori più paurosi. Queste creature sono simili a dei Velociraptor e si muovo velocissimi, spostandosi di riparo in riparo. I loro attacchi sono fulminei e causano una grande quantità di danni. Di solito si muovo in gruppo, cosa che fa andare ancora di più in panico, visto che ci si trova a fronteggiare attacchi a sorpresa da direzioni multiple. I ragazzi di Visceral Games sono dei gran sadici, su questo non c’è dubbio. Molte volte vi troverete ad affrontare gruppi di Necromorfi composti da tipologie diverse e sarete costretti a pensare molto velocemente per non trasformarvi in carne trita. In sostanza, è vero che siete più veloci e avete nuovi modi per uccidere, ma la preda siete ancora voi.

Dead Space 2 Gravità

Muoversi e combattere a gravità zero richiede precisione per non schiantarsi o farsi aggirare.

A rendere ancora più palpabile la sensazione di pericolo contribuisce l’inappuntabile level design, che si può tranquillamente dire sia di due spanne superiore a quello del primo capitolo. Stanze buie, corridoi stretti, si alternano a grandi sale e a strutture su più piani che rendono Isaac vulnerabile ad attacchi da varie direzioni. Introducendo i nuovi modelli di RIG inoltre, è stato possibile per gli sviluppatori ampliare le sezioni giocate nello spazio aperto. Con dei comodi retrorazzi alla Iron Man, potrete muovervi agilmente nel vuoto siderale o in zone della stazione a gravità zero. Gli scontri in assenza di gravità richiedono molta più cautela in quanto i nemici possono trovarsi contemporaneamente sopra, sotto, di lato, di sghimbescio, mandandovi nel panico. La mancanza di gravità in alcune aree è stata inoltre usata come pretesto per inserire alcuni enigmi ambientali, non di difficile soluzione, ma utili comunque a rendere l’esperienza di gioco più varia. Non crediate di poter stare tranquilli mentre li affrontate… i Necromorfi saranno sempre pronti a spuntare anche nei momenti più inaspettati.

 

La follia di un uomo

Dead Space 2 Occhio

Alla faccia dell’elettroshock!

Buona parte del successo di Dead Space fu dovuta alla sua capacità di far letteralmente balzare dalla sedia i giocatori. Anche il 2 ci riesce alla grande, ma ha un ulteriore pregio: la componente psicologica. Il gioco è ricco di momenti “mindfuck” in cui il giocatore si trova a vivere le spaventose allucinazioni di Isaac. L’uomo è tormentato, afflitto da un male che gli scava nella mente mettendo in serio pericolo la sua incolumità. Il brutto di questo disagio mentale è che come i Necromorfi, colpisce all’improvviso, senza nessun segnale che lasci presagire quando la prossima allucinazione arriverà ad inquietarvi. Nonostante questo Isaac è dotato di una volontà ferrea e dal forte spirito di sopravvivenza che gli ha permesso di fuggire dall’Ishimura, e questo si evince dalle parole che rivolge ai propri demoni interiori e alle battute che scambia con alcuni degli altri personaggi principali. Sì, perché stavolta Isaac parla. Nella sua prima disavventura era muto, forse per far immergere ancora di più il giocatore nel personaggio, ma stavolta, visti i risvolti della trama, e il suo ruolo decisamente più attivo all’interno della storia, donargli la parola era una scelta inevitabile. Gli sceneggiatori hanno fatto un ottimo lavoro nel rendere credibili i dialoghi che riflettono perfettamente la personalità forte di Isaac e di come l’uomo cerchi di lottare disperatamente contro il tarlo psicologico che si porta dentro. Raramente si assiste ad una cosi perfetta fusione di terrore psicologico e terrore da “shock”, per cui un applauso a Viscel Games.

 

Horror in compagnia

Ormai se un gioco non ha un comparto multiplayer non esce nei negozi e giustamente anche Dead Space 2 ce l’ha. Esso è strutturato in combattimenti fra due squadre, Umani vs Necromorfi, con i primi che devono portare a termine degli obiettivi, mentre i secondi tentano di farli a pezzi. Tutto molto carino, ma diciamocelo: se ne poteva anche fare a meno. Il gioco ha una longevità sopra la media per cui non si può manco dire che il multiplayer sia stato aggiunto come “toppa” per garantire qualche ora di gioco in più. E’ semplicemente un extra, che non apporta granché all’esperienza di gioco complessiva. La campagna basta e avanza.

 

L’aspetto della paura

Dead Space 2 Grafica

Il comparto grafico è capace di stupire.

Il motore grafico del gioco è lo stesso del primo gioco, ma con una marcia in più. Le texture sono curate, e tutti i modelli dei personaggi a risultano più rifiniti. Buoni passi avanti anche per quando riguarda la mimica facciale, che svolge benissimo il suo lavoro. Nelle ambientazioni si nota un po’ più di colore rispetto al capitolo originali; l’ambientazione più urbana si presta alla presenza di cartelloni pubblicitari colorati e quant’altro che riescono a dare allo Sprawl un tocco di personalità in più rispetto alla Ishimura. Tutte le strutture risultano credibili nel loro design futuristico e alcune stupiscono per la loro complessità. Particolarmente affascinante dal punto di vista visivo è la chiesa di Unitology, con le sue pareti finemente decorate. Le sezioni nello spazio sono spettacolari, studiate per fornire quel colpo d’occhio che rimane impresso nella mente del giocatore.

Le animazioni sono tutte di altissimo livello, in particolare quelle dei Necromorfi colpiscono per come riescano ad essere credibili e per la varietà delle varie andature, da quella dinoccolata e claudicante, a quella rapida e sciolta. Il frame rate è roccioso e non si notano nemmeno quei sporadici cali di fluidità che facevano storcere il naso nel primo capitolo. Si nota ancora qualche incertezza nel motore fisico, con gli arti dei nemici squartati che ogni tanto fanno un po’ quello che vogliono, ma si tratta di un difetto decisamente minore. Splendidi gli effetti del sangue che aderisce alle superfici con naturalezza. Il comparto audio è di prim’ordine con effetti delle armi tutti diversi e convincenti. Perfetti anche i versi dei Necromorfi che riescono ad essere al tempo stesso spaventosi e ributtanti, e svolgono magistralmente il compito di inquietare il giocatore quando rompono il silenzio dei corridoi dello Sprawl. Buona prova quella dei doppiatori italiani, soprattutto quello di Isaac.

 

Valutazione

Grafica 90%
Sonoro 90%
Giocabilità 90%
Carisma 100%
Longevità 80%
Final Thoughts

Dead Space 2 è un capolavoro. Prendete tutto quello che ha fatto grande il pimo capitolo, aggiungeteci un ritmo più forsennato e un'ottima trama, capace di inquietare e spaventare, ed eccovi un gioco capace di tenervi incollati alla sedia dall'inizio alla fine. E' veramente difficile trovare un difetto in Dead Space 2 (multiplayer inutile a parte) e non sento di esagerare definendolo l'horror più bello di questa generazione. Un vero must-have per tutti gli amanti del genere. Se non ci avete ancora giocato, chiedete perdono al Dio dei giocatori e acquistatelo subito. P.S. Ti prego Visceral Games non sminchiare tutto con il 3.

Overall Score 90%
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