PC, Recensione

Deadfall Adventures – Recensione


The Farm 51

Sviluppatore

Nordic Games

Publisher

Action, FPS

Genere

Cacciatori di tesori dal grilletto facile, preparatevi ad una bella escursione tra trappole mortali e nemici vivi e morti: questo quanto ha da offrirci Deadfall Adventures, sparatutto che tenta a coniugare l’azione frenetica degli FPS a piccoli rompicapi degni del migliore tizio sconosciuto col cappello con la frusta che vende belle giacche di pelle. Ma soprattutto chiediamoci: una marea di cliché affosserà in una tomba il divertimento caciarone del titolo?

Archeologia del deja vu

deadfall adventures (13)In pochi casi mi sono ritrovato a vedere piccole porzioni di giochi ispirati a titoli precedenti, oppure citazionismi a film e similari: bene, con Deadfall Adventures recuperiamo subito terreno. Non potete immaginare la quantità di cose già viste tutte spalmate su di un’unica base… ma sarà meglio darvi qualche esempio partendo dalla trama, intanto attivo il copio metro: ogni volta che un elemento mi suonerà un pelo troppo familiare, leggerete un suono seguito dalla fonte originaria.
Noi siamo Quatermain, un impavido cacciatore di tesori pronto a tutto e un po’ spaccone che si muove nei dintorni degli anni 40 (DING, Indiana Jones), e che si troverà con la bella di turno ed un ambiguo professore (chissà mai se ci tradirà) a cercare l’accesso alla mitica città di Atlantide raccogliendo indizi da varie parti del mondo (DING, Fate of Atlantis), superando le armate naziste, desiderose di tali poteri, ma pure quelle russe del baffo Stalin (DING, Crystal Skull in un certo qual senso? Mah).
deadfall adventures (12)Ci sposteremo così in tre macrozone alla ricerca di oggetti e preziosi, superando ogni insidia usando le armi dell’epoca tipo mitragliatori e Kar 98 (potrei dire DING, COD 2, ma in fondo se il periodo storico è quello, i fucili erano poi quelli lì, vabbè graziato con la condizionale); si va così dalle tombe egizie (mezzo DING, Serious Sam, ma è più un deja vu) alle nevi dell’Antartide (e relative miniere sotterranee gigantesche communisten), sino ai templi dei Maya in mezzo ad una brulicante vegetazione. Attenzione però: i nostri gingilli da fuoco saranno di grande utilità per i nemici umani, ma che fare quando le mummie prendono vita e ci attaccano? (DING, La Mummia e film consimili) Semplice: il nostro omaccione le illuminerà con un fascio di luce proveniente dalla sua torcia elettrica sino a renderle bruciate e dunque vulnerabili. Qui il ding non lo metto nemmeno tra parentesi: è esattamente lo stesso identico uguale preciso spiccicato sistema di gioco di Alan Wake, ovviamente riadattato su una struttura FPS e con l’evoluzione di avere una pila a tempo, cosa che ci permette di evitare la ricerca di batterie di precise marche in giro. Quindi una ammonizione per il plagio smaccato, ma un plauso per avere migliorato il sistema.
Abbiamo visto storia (sì, è davvero così povera e già vista, fortunatamente salvata da qualche battuta stupida che non fa mai male), ambientazioni e sistema di sparo: vediamo ora il gameplay nel suo archeologico complesso.

Spara e pensa? Naah, spara spara

deadfall adventures (7)La differenza maggiore tra Quatermain ed il dottor Jones sta nel fatto che il nostro protagonista non ha il minimo rispetto per i templi e le strutture antiche osservate: per lui la strada più comoda e sparare o calare giù a suon di dinamite. Tante volte dovremo così abbattere oggetti a colpi multipli, così come gli stessi meccanismi antichi spesso e volentieri si attivano solo dopo averli garbatamente inondati di proiettili: mi chiedo con cosa sparassero i maya, ma tant’è. Parlando di trappole, effettivamente ve ne sono un sacco, principalmente legate a massi che ci frittellano, lance o dardi che ci infilzano o bocche di fuoco che ci fanno su alla griglia. Per superarli incolumi ci basterà camminare con attenzione, o come detto sopra sparare in punti precisi di tali macchinari; talvolta però il gioco ci stupisce con enigmi un poco più complessi, nulla di straordinario ma già più interessanti.
deadfall adventures (8)Tipo quando dobbiamo deviare le luci con degli specchi per…DING Prince of Persia, e va beh quello glielo ha copiato il mondo intiero. In più, nascosti spesso in posti infingardi, troveremo tesori in grado di far compiere degli upgrade al nostro archeologo da strapazzo, attivando mano a mano poteri come aiuti nella salute, potere della torcia e via così (mezzo DING, il cervello a memoria mi direbbe The Darkness II, ditemi voi se erro). Il sistema è rapido ma riesce a divertire, assestandosi anche su una buona longevità che raggiunge le 8 o 9 ore filate. Peccato solo per un sonoro da film di avventura carino ma non troppo ricordabile ed una grafica che… più che bug crea ogni tanto qualcosa di strano. L’Unreal Engine crea posti molto simpatici a vedersi, che paiono più che veri enormi set cinematografici proprio come i film di avventura di serie F, ma è normale vedere nemici che galleggiano in aria o mummie perdere la loro carica per muoversi in pieno Corpse Killer style (no, non è plagio, è solo un mio modo per insultare il sistema di ragdoll).

Multiplayer a trabocchetti

deadfall adventures (9)Non poteva poi mancare una modalità di gioco multi giocatore, sia in Lan che online, e ciò e bene, ma che come problema di fondo, penuria dei giocatori a parte… indovinate un po’ quale. Possiamo o sfidare avversari in deatmatch, team e varie classiche prendendo punti e sbloccando armi e skin, oppure provare un modo Survivor che ci porrà contro ondate successive di mummie, mostri e vari boss (DINNNNNNG Un po’ tutti i COD moderni). Il che è un peccato, perché il risultato finale non è neppure così brutto, infilando particolari originali come lo scatenare a distanza trappole mortali verso i nostri avversari sparando sugli interruttori corretti oppure chiamare un bombardamento esterno tramite l’uso di un telefono nascosto che tornerà dunque disponibile dopo un tot di tempo, che non so perché mi ricorda una versione moderna del tasto POW di Mario Bros.

Valutazione

Grafica 69%
Sonoro 79%
Giocabilità 78%
Carisma 79%
Longevità 80%
Final Thoughts

Deadfall Adventures fa parte di quella categoria di giochi casualoni che si sta un po’ perdendo: ora ogni titolo che esce vuole essere rivoluzionario a tutti i costi, mentre in pochi come questo sanno benissimo della loro natura modesta e riescono nel prendersi da soli un po’ in giro, offrendoci due sane sparate ai nazisti ed alle mummie che mal non ci fanno. Sarà realizzato con tecniche non buonissime, sarà ben lontano da essere un capolavoro, ma diverte il giusto per farsi due risate e senza nulla più, e vogliamo denigrarlo per questo? Ma no via, povero il nostro distruggi reperti storici antichissimi, il suo lavoro lo svolge bene, spesso in modi bizzarri, ma bene. Ding.

Overall Score 77%
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