Don't Starve Mac, PC, Recensione

Don’t Starve – Recensione


Klei Entertainment

Sviluppatore

Klei Entertainment

Publisher

Survival

Genere

Quando Bear Grylls incontra Tim Burton nasce Don’t Starve, nuovo titolo dei talentuosi ragazzi di Klei Entertainment che già seppero stupirci con la saga di Shank e Mark of The Ninja. Avranno fatto un’altra volta centro? Scopritelo in questa nostra recensione!

In Don’t Starve you eat or you die

Don't Starve

Primi minuti di gioco in Don’t Starve. Buongiorno spaesamento.

L’avventura inizia sempre allo stesso modo: un losco figuro che imparerete a conoscere vi invita a darvi una mossa prima che cali il sole.

Inizieremo l’analisi di questo videogioco dal titolo: Don’t Starve, ovvero “Non morire di fame”; lo scopo principale è infatti quello di sopravvivere in un ambiente totalmente ostile, procurandosi cibo e conservando la propria sanità mentale. La trama è semplice: Wilson, un’incauto scienziato che ha deciso di costruire una macchina dopo aver ascoltato una vocina da una radio che gli prometteva infinite conoscenze, finisce teletrasportato dalla sua stessa creazione in un mondo parallelo abitato da strane creature e oggetti misteriosi dal quale deve riuscire a fuggire (tutto questo nel trailer sopra). Sfruttando una struttura sandbox simile a quella di Minecraft, il gioco pone il giocatore in un mappa con vari elementi con cui si può interagire per creare oggetti. Dei ciuffi d’erba possono essere raccolti per realizzare una corda, dei ramoscelli e una pietra possono diventare un’ascia utile per procurarsi la legna, la legna può essere usata per costruire delle strutture e così via. A differenza di Minecraft però, dove i pericoli giungono soprattutto con la notte, in Don’t Starve si è sempre e in costante pericolo e morire è facilissimo. Non aspettatevi di arrivare alla fine delle prime 5 giornate di gioco durante le vostre prime partite. Quello che può sembrare un innocuo elemento dello scenario può tramutarsi improvvisamente in un pericolo capace di disintegrarvi gli HP in due secondi. Questa costante sensazione di pericolo è forse la cosa che più distingue Don’t Starve da altri titoli sandbox; una domanda si accende nel cervello come una scritta pubblicitaria a luce intermittente ogni volta che si sta per compiere un’azione : “Fare questo mi ucciderà?” E mentre starete per mettervi in bocca un fungo per capire se è velenoso o meno, dentro proverete quel misto di stupore, eccitazione e paura che da sempre caratterizza l’uomo quando è posto di fronte a qualcosa di sconosciuto. Come dei novelli Robinson Crusoe sarete sia terrorizzati che affascinati dal mondo selvaggio che vi circonda, combattuti fra il desiderio di esplorare e la paura di fare una fine orrenda. Non è favoloso? Certo la sua elevata difficoltà iniziale potrebbe scoraggiare i giocatori meno smaliziati, ma se si ha il coraggio di perseverare si potrà scoprire tutta l’inquietante bellezza di questo titolo.

The night is dark and full of terror

Don't Starve Ragni

I ragni sono dei nemici molto comuni in Don’t Starve.

Parlando di puro gameplay ci troviamo di fronte a dei comandi e ad un’interfaccia molto semplici ed intuitive. Da una comoda visuale dall’alto (che è possibile far ruotare con Q ed E), potrete muovere Wilson utilizzando la tastiera e il mouse, oppure solamente il mouse come accade in molti GDR: basta cliccare un punto sullo schermo e il personaggio lo raggiunge. Per questioni di sopravvivenza vi consigliamo di sfruttare la tastiera per muovervi, in modo da rendere l’azione più rapida; un clic sbagliato potrebbe costarvi molto caro in Don’t Starve. In alto a destra si trovano tre barre che indicano salute, livello di fame e di sanità mentale del personaggio. La salute cala ogni qualvolta verrete danneggiati fisicamente da qualcosa come creature ostili, fattori climatici e MOLTO altro. Esaurita la barra, morirete. Punto, fine, Game Over! Ogni volta che si muore tutte le risorse e le strutture che sarete riusciti a creare andranno perse e l’unica cosa che potrete fare è ricominciare una nuova partita, ma attenzione: il mondo di gioco viene generato a caso ad ogni new game.

Don't Starve campo base

Riuscire a costruirsi un campo base come questo non è per niente facile, ma una volta fatto avrete dei gran vantaggi.

In base a quanti giorni sarete riusciti a sopravvivere vi verranno assegnati dei punti esperienza che accumulandosi vi permetteranno di sbloccare dei nuovi personaggi da utilizzare al posto di Wilson, ognuno dotato di abilità particolari. A voi decidere quale si adatta maggiormente al vostro stile di gioco. La barra del cibo si logora di continuo e dovrete sempre mettere qualcosa sotto i denti per non morire di stenti (rima potente). Quella della salute mentale invece calerà se vi ritroverete di fronte a situazioni spaventose tipo… cose che non vi voglio dire perché è giusto scoprirle da soli. Sappiate solo che se la vostra sanità mentale calerà troppo, le cose si complicheranno non poco. Sopra queste tre barre si trova un’indicatore della giornata: serve a sapere a che giorno di sopravvivenza siete giunti e vi informa di quanto tempo di luce solare vi resta prima del sopraggiungere delle tenebre. Le barre in basso e a sinistra fungono invece rispettivamente da inventario e da “ricettario”. Le varie combinazioni di oggetti sono difatti già predeterminate e saprete fin da subito cosa vi serve per produrre, ad esempio, una torcia. All’inizio si possono realizzare solo strumenti rudimentali, ma tramite la creazione di alcune macchine si può arrivare a produrre delle strutture e addirittura degli artefatti magici. Riuscire a procurarsi le risorse per costruirsi un campo base attrezzato è impresa non da poco, che richiede molto impegno, capacità di adattamento e un pizzico di creatività. Un badile può essere utile per scavare buche, ma anche per cos’altro? Questa carne posso usarla per sfamarmi ora, o può avere un altro impiego? Nulla è certo quando si gioca a Don’t Starve, e imparare a capire come agire in determinate situazioni, e a riconoscere cosa vi sta davanti mentre state esplorando una zona è parte integrante dell’esperienza di gioco.

Don't Starve

Quella strana struttura è un portale. Per dove vi state chiedendo? Dovrete scoprirlo da voi!

La sensazione è proprio quella di trovarsi in un mondo sconosciuto che dovete imparare a conoscere e a capire procedendo per tentativi e usando la massima cautela. Naturalmente è possibile realizzare anche degli strumenti d’offesa, che vanno dalla classica lancia ad armi decisamente meno convenzionali come la “mina ad api”, e di difesa, per affrontare più preparati degli scontri diretti. Anche nei combattimenti però è molto più importante l’astuzia e la conoscenza del territorio per raggiungere la vittoria. Tutto questo richiede un bagaglio di conoscenze che dovrete costruirvi da soli, usando la vostra testa e sperimentando, mentre cercate di rimanere vivi. In sostanza ci troviamo di fronte ad un vero e proprio survival con elementi sandbox, che farà la gioia di tutti coloro che vogliono provare realmente cosa significa essere un “sopravvissuto”. Ogni qualvolta una vostra avventura giungerà al game over, vi verranno assegnati dei punti esperienza che accumulandosi vi permetteranno di sbloccare dei nuovi personaggi, ognuno dotato di abilità particolari. Tutte le risorse e le strutture che sarete riusciti a creare andranno perse e l’unica cosa che potrete fare è ricominciare una nuova partita, ma attenzione: il mondo di gioco viene generato a caso ad ogni new game.

Bellezza Burtoniana

Don't Starve Firestarter

I personaggi principali hanno tutti un’aspetto molto Burtoniano.

Lo stile grafico di Don’t Starve è unico, e riesce a fondere elementi comici, surreali e orrorifici con sapienza. Come tutti i prodotti Klei, e la maggior parte dei titoli indie di qualità, qui si punta molto di più sullo stile che sulla “potrenza” grafica di per sé. Le tinte cupe e i modelli spigolosi dei personaggi ricordano molto da vicino le creazioni di Tim Burton come Nightmare Before Christmas o La sposa cadavere. La pallette dei colori è composta da tinte cupe, molto spesso tendenti al grigio, ma non per questo il gioco appare scialbo, anzi. Le texture, sebben semplici, sono curate al punto giusto e non presentano sbavature di sorta. Lo stesso vale per le animazioni, che sebbene non siano tantissime, fanno il loro lavoro. Anche l’audio spicca per originalità: ogni suono emesso da Wilson, o da qualsiasi altro personaggio parlante, è una cacofonia di strumenti musicali che accompagna la comparsa delle parole dette sotto forma di “baloon”. Un puro tocco di stile. La colonna sonora si adatta perfettamente alle tinte cupe del gioco, e riesce a sottolineare bene alcuni momenti come il superamento di una lunga notte. Buono c’è inoltre che questo gioco gira praticamente su qualsiasi macchina uscita negli ultimi 10 anni: i requisiti minimi sono veramente bassi e pensate che occupa solo 500 mega di spazio su disco.

Una questione di passione

Da cosa si capisce che questo gioco è frutto di pura passione? Da quanto è curato e bilanciato il suo gameplay? Da quanto è particolare il suo stile grafico? Naturalmente sì, ma la prova più tangibile è il fatto che Don’t Starve venga periodicamente aggiornato con nuovi contenuti. Proprio qualche giorno fa Klei ha rilasciato un nuovo aggiornamento che va a migliorare le caverne presenti nel titolo e aggiunge altri mostri e item. Tutto questo gratis.

 

Valutazione Finale

Grafica 90%
Sonoro 90%
Giocabilità 80%
Carisma 100%
Longevità 90%
Final Thoughts

Klei Entertainment ha fatto centro ancora: Don't Starve è un vero e proprio gioiello del panorama videoludico odierno. Il suo gameplay carico di tensione votato alla sopravvivenza, e lo stile grafico dark lo rendono molto diverso dagli altri sandbox attualmente sul mercato. Un gioco immediato, ma non per questo semplice e che anzi può dare del filo da torcere anche ai giocatori più "hardcore". Se amate i survival ed esplorare, compratelo ad occhi chiusi. Se siete alla ricerca di un gioco diverso dal solito, fateci un pensierino, visto che costa veramente, veramente poco e potrebbe stupirvi.

Overall Score 90%
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