PC, Recensione

Doorways, Ep. 1-2 – Recensione


‎Saibot Studios

Sviluppatore

‎Saibot Studios

Publisher

Survival Horror, Spaventi a muzzo in prima persona

Genere
BUUUUUUUU

BUUUUUUUU

Premessa recensoria: i jump scares mi stanno sulle balle. “Perché sei una cachetta” direte voi, miei piccoli lettori, ma il problema qua è molto più complesso: si tratta di suscitare in un giocatore precise sensazioni, come possono essere paura, inquietudine, disagio. Oggi vanno di moda tali tipologie di gioco: spavento con un BOOO all’improvviso, per far fare un salto sulla sedia, cogliere impreparati; ci può stare, ma non se tutto l’intero titolo è costruito su tale concetto. Prendiamo ora in esempio il gioco da recensire, ovvero i primi due capitoli della serie Doorways, produzione argentina che ci pone in prima persona in mondi truculenti e deformati, alla ricerca di… alla ricerca.
La natura di questo gioco è duplice, oserei dire schizofrenica: davanti ad un secondo capitolo che cerca di spaventarci in modi poverelli, ma interessanti, abbiamo un primo che… dei dell’Olimpo, è davvero il coacervo più moderno di tutto ciò che nell’era post Slendermanica ha rovinato il genere dell’horror. Avventuriamoci dunque alla scoperta di cosa caspita possa avermi mosso orrore, e scegliete voi in quale senso di lettura.

Smarrimento ed insensatezza

doorways capitoli 1 e 2 - recensione (1)Il titolo rappresenta i due coniugi che tengono su la trama base di Doorways: in modi parecchio vaghi infatti, si capirà che sotto tale titolo si nasconde una qualche sorta di ramo poliziesco/agenzia investigativa o similare, che ci permette di visitare le menti di alcuni serial killer, allo scopo di… mmm, dunque… si tratta di viaggiare nelle loro menti per… poi… riuscir… scusate, non l’ho capito. Alcune note che troveremo in giro per i livelli (note tutte scritte da noi) ci spiegano i sentimenti alterni del protagonista, che vuole riuscire a catturare questi individui malvagi; poi ogni tanto si fa accenno al superare le barriere del loro subconscio, ergo siamo nella loro testa. Poi ogni tanto si parla di quanto tale attività stia compromettendo la mente stessa del personaggio principale, ergo siamo nella loro testa, nella nostra testa. Make sense. Infine, per coronare il tutto ma unico puntino che mi fa sperare in una qualche sorpresa finale a livello di trama, il fatto che talvolta il protagonista arrivi quasi a lodare questi malvagi, complimentandosi per la loro mentalità precisa e raffinata, anche se ovviamente votata al male. Chissà se tale elemento avrà importanza alla fine, se sì li ho prespoilerati e sono felice di me stesso. Ogni movimento ed interazione avverrà via mouse e tastiera, con la quale potremo richiamare un inventario con oggetti, documenti e reliquie nascoste: comodità vuole che prima venga richiamato quello dei documenti e solo dopo gli oggetti, ovviamente e tanto più se ci sentiamo in pericolo sarà più logico mettersi a rileggere roba passata piuttosto che prendere fiaccole o chiavi od oggetti necessari a proseguire.
doorways capitoli 1 e 2 - recensione (5)Prima di osservare i due capitoli, così diversi da meritarsi paragrafi a loro stanti, vediamo ancora una delle parti più importanti del gioco, ovvero: se non si sa dove si stia andando a parare, ma soprattutto dove si stia già parando in corso d’opera, in cosa si identificherà mai il finale di ogni capitolo? Quale è l’obiettivo, il goal, il traguardo? Arrivare alla fine del percorso. Anche qui con una soddisfazione maggiore per il secondo episodio, ma sempre in un totale strato di fumosità. Un po’ come se ordinaste una pizza e vi arrivasse ma con uno strato di 5 centimetri e mezzo di mozzarella sopra: capite che sia una pizza, ma da lì a trovare i gusti non mozzarellosi ce ne vuole.

Capitolo 1: Al maestro nel castello piace fare solo quello. E per quello si intende torturare

doorways capitoli 1 e 2 - recensione (2)Partiamo in una foresta per il primo cattivone, un professore che rapisce gente e la tortura in macchine degne di Leonardo da Vinci fosse nato zozzo: il percorso ci porterà a superare trave dopo trave come degli equilibristi l’avanzare del buio (tanto buio, siamo a livelli Uwebollici) e di relative apparizioni spiritiche, che ci faranno BOO con la loro facciona deformata portandoci amichevolmente vicino all’infarto e facendoci ripartire da capo. Cadendo dalle travi sentiremo unicamente un sordo PLOTCH, assai simile a quello di The Ring, Terror’s Realm, giusto per intenderci. Arriveremo dunque in un castello ed in una casa maledetta, nel cui sotterraneo troveremo le diverse macchine di morte dello assassino: rimettendole a posto, potremo avere flashback delle torture da lui perpetrate, schifezzosandoci per ben 5, 5 secondi e mezzo. Dopodiché fine. Non so che altro dire, sì i mostri sono brutti, sì i luoghi umidi, tetri e sporchi, fatti di pietra, di alberi nodosi e puntuti e … e basta. Mega cliché. Next!

Capitolo 2: Lo scultore del terrore

doorways capitoli 1 e 2 - recensione (7)Questa volta ci troviamo di fronte ad un artista del delitto, che rapisce persone per farne statue che si avvicinino al suo concetto di perfezione dell’uomo: già in una riga ha doppiato il carisma scarso del primo episodio. Ci si sposta all’interno di un grottesco tempio museo, ricco di statue dalle espressioni sempre più disperate: opinabile che sia il gioco a decidere quando il personaggio cammini o corra, e senza particolare motivo se non dirgli “guarda, guarda più lentamente ora che fa impressione”: misteri. Però ecco che compaiono cose da fare, semplici ma contestualizzate, doorways capitoli 1 e 2 - recensione (6)e che ci fanno capire le perversioni di questo brutto individuo: piccoli oggetti, chiavi e percorsi da superare (l’enigma della via delle statue, impressionante nei primi giri e non così scontato nel suo semplice scegliere la giusta strada), arrivando persino ad una sorta di boss finale. Volendo persino simbolico. Proprio quando stavo cominciando a sentirmi contento e trovare speranza, ecco che il capitolo mi regala di nuovo un non finale, senza darmi alcun tipo di soddisfazione. O di comprensione in ciò che sta accadendo, maledizione!

Valutazione

Grafica 65%
Sonoro 61%
Giocabilità 58%
Carisma 50%
Longevità 54%
Final Thoughts

Doorways potrebbe interessare notevolmente chi ama essere spaventato di botto da visioni rapide di morti e schifezzerie varie: per tutti gli altri non è altro che una sorta di esperienza in prima persona tra mondi deviati ed immagini inquietanti spesso a casaccio, talvolta riuscite. Un secondo episodio che sotterra nelle viscere più profonde della terra del carisma il primo, con qualche brivido riuscito e, ohibò, apparizioni randomiche in meno. Curando l’atmosfera del primo episodio, senza mascherare una grafica medicore in un botto di nero e confermando musiche abbastanza inquietanti seppure brevi ed in eterno loop, si arrivava comodamente ad un punteggio positivo. Ed invece no, cartellino arancione. Vediamo ora se i nostri eroi riusciranno a dare degno finale alla vicenda, proprio ora che il grafico del divertimento stava salendo. Spero. Temo di no. Ma spero ugualmente.

Overall Score 57%
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