driving school simulator PC, Recensione

Driving School Simulator – Recensione


Ovilex Software

Sviluppatore

UIG

Publisher

Simulazione tedesca, Guida

Genere

E tra un contadino e un taglialegna, la UIG torna nelle nostre case per simulare a più non posso: stavolta è il turno di Driving School Simulator, titolo per PC che forse, a livello di concept in ottica didattica potrebbe anche avere senso. Condizionale d’obbligo. Filmato…e tenete d’occhio quanto accade dopo 5:06, vale da solo il prezzo del gioco.

Scuola di guida, scuola d’ilarità

Driving School Simulator ci mette, manco a dirlo, nei panni di innominato personaggio intento a fare il grande passo nell’indipendenza dei GGGGGGgiovani, ossia l’ottenimento della patente di guida, artefatto che dona al possessore il diritto di guidare un’auto (e non solo…) a prescindere da quanto effettivamente sappia farlo – basta che si sia soddisfatto nel momento topico dell’esame il frescone della motorizzazione. Prima di arrivare all’agognata possibilità di guidare e recarsi segna bisogno di accompagnatore presso discoteche, bar e strade statali/provinciali, dovremo appunto passare tanti bei test…ed è qui che giace il cuore del gioco: vestendo i panni di un esaminando, dovremo superare prove di genere per ottenre l’agognata driving license per uno specifico mezzo a motore. Saranno delusi i giocatori che volevano vestire i panni del fiero esaminatore, ma comunque si può inquadrare la logica di questo titolo in una sorta di “gioco didattico” che però, più che rifarsi a un preciso codice della strada, pare giusto voler testare le nostre abilità nel mettere la freccia giusta alla curva giusta ed evitare di tozzare contro altre auto, persone, cose e città.

Assi e due di picche del volante

driving school simulatorDriving School Simulator è sostanzialmente un simulatore di guida…educata. Sorvolando su quanto si abusi in generale della parola “simulazione”, specia in ambito motoristico (e stavolta non stiamo “frecciando” il gioco o la UIG in particolare), in questo titolo avremo due principali modalità di gioco: “carriera” e “free ride”.
Nella modalità carriera – che forse avrebbe avuto più senso chiamare “corso”, ma poco ci cambia – saremo chiamati a superare vari livelli con determinati veicoli, con l’obiettivo ultimo di arrivare a fine percorso con il punteggio più alto possibile. Accumuleremo punti per ogni “atto rispettoso” del codice della strada, come mettere la cintura prima di partire, accendere la freccia prima di girare e rispettare i semafori. Ogni incidente o mero atto di menefreghismo nei confronti della dura legge della motorizzazione ci affibbierà punti negativi, con cotanta possibilità di finire clamorosamente sotto zero.
Ogni tot di punti ottenuti avremo la possibilità di sbloccare nuovi veicoli e tracciati, in modo da mettere alla prova le nostre abilità di guidatori e soprattutto il nostro self-control al volante in situazioni differenti.
Tutto questo sarebbe già, ahem, mediamente interessante se non fosse un Simulator: come potrete intuire, dunque, le tante maraviglie alle quali i germanici amici ci hanno abituato torneranno di prepotenza anche qui.
Ad esempio, una delle prime cose che salta agli occhi è il grigiore (o anche “marronore”) delle ambientazioni, dalla notevole monocromia. Che si tratti di metafora sulla speculazione urbanistica delle zone industriali della Ruhr, poco ce ne cale: la pupilla, anche dopo pochi minuti, non ringrazia. E a non ringraziare c’è anche qualcos’altro, ma sorvoliamo. In ogni caso, almeno avremo la possibilità di girare in città e su di una sorta di superstrada, nonché in un borgo campagnolo – e ci sarà pure la possibilità di cimentarsi in queste location by night, con il traffico in aumento nei livelli più avanzati.
Il modello di guida è un altro problema che si nota dopo poche battute. Che si usi un pad o la tastiera, il nostro mezzo tenderà a curvare con una sensibilità del tutto casuale, portandoci a finire contro vari elementi di arredo urbano a prescindere dalla nostra volontà. Le collisioni paiono anch’esse un pelo anomale e non eccessivamente precise; in più, il marciapiede e l’arredo urbano offrono un’innumerevole quantità di gradini e angoli dove incastrarsi senza alcuna speranza di liberarsi. A rendere il tutto più pepato, ci sono le consuete stranezze che caratterizzano il brand (pedoni che speronano le auto, auto che curvano ma il volante le braccia del driver restano ferme, etc. etc.) ma senza eccessi particolari, stranamente. Interessante notare la casualità delle regole del gioco, con i malus e i bonus del caso che alle volte dimenticano di manifestarsi senza motivo apparente. La modalità free ride ci permetterà di girare a caso per un livello a caso, con maggior libertà di impatto contro gli elementi di scenario e un generico calo di filo logico.
Nonostante tutto, comunque, Driving School Simulator non raggiunge i livelli di ciofeca imperante di altri titoli, in quanto riesce a mantenere uno strano contegno. Non tanto, si badi, ma comunque quel minimo sindacale che manca del tutto in “capolavori al contrario” che ben driving school simulatorconosciamo. Il gioco è semplicistico, non riserva emozioni particolari e in generale non sembra ben chiaro chi possa essere interessato a giocarci: nonostante tutto, e nonostante una realizzazione tecnica non proprio al top, ci si riesce a giocare senza provare disturbi particolari. Non subito, almeno. E forse questo è il complimento migliore che si possa fare.

Guida che ti passa

Parlare di comparto tecnico riguardo a un simulator è sempre una questione annosa, e Driving School Simulator non fa eccezione.
La grafica è datata con pochi picchi di filo logico. I modelli delle auto sono accettabili (per gli standard simulator) ma scarni; ancor più scarni sono ambientazioni e fondali, con tanto pop-up, clipping e pipping ad accompagnare. I pedoni – tutti in bermuda verde elettrico – hanno un discreto passo fluttuante, sintomo che forse o 1) siamo in una città abitata da gente con superpoteri o 2) l’esaminando della driving school si è calato un funghetto allucinogeno…cosa che spiegherebbe anche alcuni strani fenomeni del modello di guida.
Il sonoro svolge mera funzione di cheto accompagnamento ed è pressoché assente: è comunque una nota positiva, perché almeno non ci dà fastidio, eliminando di fatto un elemento scatenante di furia omicida. Almeno i motori fanno decentemente “brum” e gli impatti “stonk”.
Come detto sopra, il sistema di controllo riserva un buon tot di sorprese, pur non risultando completamente fatiscente come in altri titoli del filone. Inoltre, il gioco parte senza problemi, altro elemento “nuovo” e più che gradito, specie ricordando le bellezze all’avvio durante il nostro test di Airport Simulator 2014. Oppure siamo stati fortunati.

Valutazione

Grafica 45%
Sonoro 50%
Giocabilità 45%
Carisma 49%
Longevità 60%
Final Thoughts

Meno sconcertante di quanto temuto, Driving School Simulator è un tipico simulator, grezzo come - e dove - ci si aspetta e "arricchito" da quei piccoli deliri che hanno reso noto il brand. Se avete sempre sognato di provare un simulatore di, boh, esame della patente che non segue le regole del Paese in cui vivete e avete sempre voluto vedere un pedone che tampona un'auto, è il gioco che fa per voi.

Overall Score 49%
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