dusk diver Nintendo Switch, PC, PS4, Recensione

Dusk Diver – Recensione: Pugnando i demoni per strada


In diretta da Taiwan ci arriva per pronta e agevole recensione Dusk Diver, gioco di mazzate e d’avventura a cavallo di dimensioni parallele. Sotto col filmato! Non chiedeteci perché mettiamo il filmato PS4 se abbiamo provato la versione Switch.


Tuffandosi nel crepuscolo


In Dusk Diver vestiremo i panni della studentessa Yang Yumo, la quale si troverà – suo malgrado – coinvolta in una serie di strani avvenimenti di taglio sovrannaturale che stanno avendo luogo nel centrale distretto di Ximending della città di Taipei. La casuale quanto sfortunata visita al mondo spirituale di Youshanding la porterà – all’inizio per semplici motivi di sopravvivenza – a finire in un curioso partenariato con lo spirito guardiano tamarro Leo e il suo “Boss”, entità superiore (più o meno) in sfortunate vesti di soprammobile. E non stiamo scherzando. In ogni caso, questo bizzarro incipit darà il via a una serie di avventure che Yumo affronterà per evitare che la città venga travolta da una marea di casini iniziati nel mondo degli spiriti, risolvendo tutte le minacce nel modo migliore che si conosce: i PUGNINFACCIA.


dusk diver

Io resto qua nell’irrealtà (cit.)


Dusk Diver alterna fasi esplorative a fasi prettamente d’azione. In quelle esplorative, partendo dal campo base sito nel conbini del Boss, andremo in giro a comprare potenziamenti presso i vari stand e botteghe di alimentari strafritti, cercando al contempo di risolvere un tot di side quest per i più o meno simpatici cittadini del quartiere. Fatta esclusione per queste categorie di PNG e qualche item nascosto da trovare, gli ambienti non sono molto interattivi; anche i dialoghi con gli abitanti non coinvolti direttamente nell’avventure sono gestiti da balloon che si attivano quando passeremo vicino alle persone ferme in strada. E’ molto piacevole comunque notare che i vari dialoghi con i tanti personaggi che ci romperanno le bolas durante l’avventura contribuiranno all’atmosfera surreale del tutto grazie a toni tra lo spensierato e il caciarone, utili a ben definire un rassicurante feeling da buon shonen pomeridiano.


dusk diver

Una volta entrati in una delle fenditure che portano al mondo degli spiriti, saremo in piena fase mazzate. Qui Dusk Diver segue grosso modo il classico svolgimento degli hack and slash “a stanze”: si procede in un’area (sin dall’inizio, senza mai troppa rigidità nei percorsi), si arriva dai mostri e si viene “chiusi” in una sorta di mini-arena, con la strada che si riapre una volta che avremo mandato tutti con faccia o chiappas sul pavimento. Il sistema di combo è anch’esso un “volto familiare”, con due tasti – attacco veloce e attacco forte – da alternare per tirar fuori mosse di vario tipo; a queste si aggiungono gli attacchi del guardiano scelto per accompagnarci, attivabili a piacimento al consumo di una barra dedicata. Ogni tot mostri menati avremo l’opportunità di entrare in una sorta di modalità “overdrive” che renderà Yumo più sbrilluccicosa e soprattutto manesca, in grado di tirar fuori tecniche migliori. Già dopo le prime battute di gioco ci si rende conto che, nella sua semplicità tra l’alternare botte ed esplorazione con un minimo di gestione personaggio (tra sblocco skill personali e dei guardiani/supporter), Dusk Diver è davvero un buon prodotto venuto fuori quasi dal nulla. Il ritmo è sostenuto, i personaggi dicono una marea di boiate come si deve, si tirano botte e – quasi senza un motivo preciso – da ogni sessione ci si stacca ben soddisfatti, già pensando a quali altre bestiacce menare in quella successiva. Dove il gioco pecca, è un po’ a tutto tondo sotto il profilo della rifinitura: un tot di complessità in più nelle dinamiche di lotta o nella gestione “ai box” sarebbe stato piacevole, ma il risultato finale per una nuova IP prima è da promuovere senza ripensamenti.


dusk diver

Le solite note tecniche


Graficamente Dusk Diver non dispiace ma nemmeno fa miracoli. L’azione scorre fluida e senza intoppi, seppur con un look generale di quel che circonda spesso spartano, ma comunque capace di far ciò che deve. Sono presenti alcune scelte cromatiche interessanti, così come l’uso di sagome accennate per le folle in strada stile pubblico dell’Uomo Tigre vintage – ed è la seconda volta che usiamo questa similitudine nelle ultime reviù. Lo stile dei ritratti dei personaggi è semplice ma piacevole, forse un po’ più floscio quello dei mostri e nemici vari.
Buono il sonoro, che tra effetti e tracce audio fornisce il giusto accompagnamento alle scorribande della protagonista senza però particolari picchi di memorabilità. Buono anche il doppiaggio, sopra le righe quanto basta e ben adatto alla produzione.
Il sistema di controllo si rivela molto soddisfacente: è molto facile tirar fuori le combo senza dover prendere il pad a morsi; allo stesso tempo l’azione rimane sempre fluida ed esente da rallentamenti. Qualche piccola incertezza si nota invece nella gestione della telecamera nei momenti più concitati, seppur nulla di grave (almeno durante il nostro test). Anche in portatile su Switch il gioco regge bene, a fronte di un consumo di batteria non eccessivo.

Valutazione

Grafica 75%
Sonoro 80%
Giocabilità 88%
Carisma 83%
Longevità 84%
Final Thoughts

Dusk Diver è un divertente hack and slash che ripropone dinamiche classiche in un'ambientazione diversa dal solito. Grazie a uno stile spensierato e divertente dal taglio molto "animoso" basato su di una buona esecuzione dei fondamentali, il gioco di sicuro farà breccia nei cuori e nei portafogli dei fan del genere.

Overall Score 82%
Readers Rating
0 votes
0

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.