Elite: Dangerous Odyssey Recensione

Elite: Dangerous Odyssey – Recensione: Zoppicando nello spazio


È uscito Elite: Dangerous Odyssey.

“Alcuni dicevano che questo giorno non sarebbe mai giunto”, recitava un vecchio spot di Halo 2, che mi è subito tornato in mente quando ho saputo che Frontier finalmente stava per inserire nel proprio gioco la feature promessa, quella in grado di cambiare radicalmente l’esperienza di gioco di Elite Dangerous: le cosidette space legs. Parliamo della possibilità di muoversi a piedi sulla superficie dei pianeti e all’interno di basi, stazioni orbitali ed altri edifici. Un’aggiunta che sembrerebbe epocale, e in un certo senso lo è, visto che si tratta della prima volta nella storia del franchise che viene data al giocatore questa possibilità.


Elite: Dangerous
Finora avevo giocato ad Elite per cose come questa e mi andava bene: ma c’era sempre stata la promessa di qualcosa in più.


In un certo senso questo doveva essere anche il traguardo finale di Elite:  non essere solo uno space flight simulator, dove si “è” una navetta spaziale, ma fare il salto e diventare uno space sim completo, dove poter vivere tutti gli aspetti dell’avventurarsi nello spazio, compresa appunto l’esplorazione, il combattimento a piedi.L’uscita di Odyssey segna quindi un nuovo inizio per Elite? La risposta è fondamentalmente sí, che poi le nuove meccaniche abbiano un perchè all’interno della struttura di gioco  è tutta un’altra storia.


Imparare a camminare


Purtroppo l’inizio di questo viaggio non è stato dei migliori. I primi giorni di lancio  sono stati a dir poco disastrosi per tutta una serie di problemi legati alla stabilità dei server e del gioco stesso. Mi è capitato di imbattermi in bug imbarazzanti e di sperimentare cosí tanti crash e problemi di connessione da decidere di aspettare qualche giorno prima di riprovare a giocare. Per fortuna gli hotfix non hanno tardato ad arrivare e il gioco è divenuto quindi giocabile… circa. Se sul fronte bug e connessione la situazione è decisamente migliorata c’è una cosa che decisamente non ha subito alcun miglioramento: parlo del frame rate.
Questo soffre di incredibili e sinceramente inspiegabili cali, soprattutto quando ci si trova all’interno degli edifici. C’è un punto in particolare all’interno della missione tutorial che  serve ad introdurre tutte le nuove meccaniche di gioco in cui ho visto scendere i frame a 20. E tutto solo per qualche effetto di fuoco e fumo provenienti da una console di comando danneggiata.


Elite: Dangerous Odyssey
Gli interni delle stazioni spaziali sono realizzati con dovizia di particolari. Sarebbe bello goderseli ad un frame rate più alto.

Tralasciando questo caso eclatante è comunque palese che quando ci si sposta a piedi ci sia un calo prestazionale davvero notevole: nel mio caso specifico si passa da 110fps nelle sezioni in space, ai 45fps medi nelle sezioni a piedi, con la tendenza  a calare durante i combattimenti e l’esplorazione degli edifici.
Comunque sia  non posso negare che muovere i primi passi su un pianeta e sporcarsi gli scarponi di polvere extraterrestre sia stata, soprattutto durante le prime ore, un’esperienza emozionante, soprattutto per uno che frequenta l’universo di Elite: Dangerous dalla beta e quel momento l’aveva sempre e solo sognato.Il tutorial, seppur con i suoi problemi, è abbastanza esaltante da giocare, complice la sensazione di novità e il fatto che fin da subito il gioco ci tiene a sottolineare che l’esperienza a piedi non si limiti solo a proporre delle sezioni shooter, ma anche ad altro.


Un abito per ogni occasione


Durante le missioni a piedi di Odyssey infatti può capitare di dover: hackerare vari dispositivi, analizzare e “rubare” le identità degli altri piloti, sovraccaricare i pannelli per aggirare dei sistemi di sicurezza, e anche utilizzare una lama laser per scassinare eventuali armadietti, portelloni o casse. Al di fuori delle missioni è inoltre possibile dedicarsi all’esplorazione della superficie dei pianeti e andare alla ricerca di forme di vita aliene da analizzare con uno speciale scanner. Si parla di funghi e muffe eh, nulla di
Tutte queste attività sono possibili grazie a vari strumenti alimentati dall’energia di cui sono fornite le tute spaziali, energia che inoltre garantisce al nostro CMDR l’accesso a tre elementi fondamentali per l’esplorazione spaziale:

1) L’ossigeno: necessario a sopravvivere in pianeti senza atmosfera respirabile.

2) Un jetpack: che permette di superare ostacoli e di muoversi agevolmente in ambienti dalla gravità variabile

3) Gli scudi: necessari a difendersi da urti indesiderati o attacchi di possibili malintenzionati

Questa dotazione standard delle tute è poi integrata da una serie di strumenti esclusivi per ogni tipologia di tuta. Per ora ce ne sono 3 disponibili (oltre quella base), ognuna pensata per una funzione specifica: Artmeis esplorazione per, Dominator per il combattimento e Maverick per la raccolta risorse.

Come da tradizione per ogni equipaggiamento di Elite  anche le tute si possono potenziare, migliorandone vari aspetti come la durata della batteria, o venir dotate di funzionalità extra come ad esempio la visione notturna. Lo stesso si può fare con tutte le armi personali, che possono essere personalizzate in vari modi, ad esempio aumentandone la distanza di tiro utile o dotandole di silenziatore.


Elite: Dangerous Odyssey
Tutte le tute possono essere potenziate in vari modi, raccogliendo materiali esclusivi e recandosi dall’ingegnere giusto.


È possibile cambiare armi e tute in qualsiasi momento finchè si a bordo della propria nave e perfino creare dei loadout in modo da poter selezionare con rapidità cosa utilizzare in base alla missione/attività che si vuole svolgere in quel momento. E in effetti avere l’equipaggiamento giusto al momento giusto è molto importante  e mi riferisco in particolar modo alla tuta: in una missione orientata alla battaglia la differenza del tempo di rigenerazione dello scudo personale fra la Artemis e la Dominator non è poca cosa e può effetivamente fare la differenza fra il portar a casa pelle e crediti oppure no.


Per la gloria?


Tutto bello dunque, frame rate ballerino a parte? Ci son moltr novità e equipaggiamenti da sbloccare, quindi tanto con cui intrattenersi, giusto? Quindi vale la pena comprare questa epsansione, no? Bhé dopo una cospicua quantità di ore di gioco la risposta che mi viene da dare è: purtroppo, no. Passato l’effeto del fattore novità presto  ci si accorge di tutta una serie di cose che fanno pensare che infondo i lavori su questa espansione siano stati alquanto superficiali.

Ad esempio:

Ha senso che una nave equipaggiata con degli scudi in grado di resistere a l’attacco simultaneo di altre navi, possa venir abbattuta da dei soldati a piedi armati di semplici mitra, per quanto possano anche essere laser? No, non ha senso. Eppure succede.

Ha senso che una persona si imbarchi nel portare a termine una missione di assassinio con un grado di difficoltà elevato che finisce col durare 2 ore e al massimo da una ricompensa di 200.000 crediti, quando nello stesso lasso di tempo può svolgere una missione in space e guadagnare milioni? Ne vale la pena? Forse sí, magari per ottenere qualche materiale da engineering raro, ma pam, il gioco si bugga e il materiale non compare. E comunque tranquilli che la quantità data dalla missione è misera e quindi resta altro che grindare e solo per potenziare cose che saranno utili solo per le missioni a terra e niente altro. Il senso di progressione che da sempre ha caratterizzato la serie va quindi a farsi un giro con Thargoids nel vuoto delle Pleiadi.


Ora atterrare è molto più semplice e meno macchinoso, almeno quello.

E ce ne sono un sacco di cose cosí. Cose legate all’I.A. dei nemici, a volte totalmente stupidi a volte in grado di avvertire un rumore da chilometri, mandando a monte una infiltrazione che fino a quel momento era andata liscissima. Cose legate al gunplay, che volendo anche funziona, ma che, anche in questo caso, sembra poco curato, come buttato lí. Gli scontri si riducono ad un semplice corri e spara, allontanati quando il nemico si avvicina troppo e spara di nuovo. È tutto molto arcade, decisamente poco in linea con lo spirito simulativo che invece ha sempre contraddistinto il combattimento fra navi di Elite.

E poi ci sono le aggiunte all’esplorazione: ora si può andare in giro ad analizzare forme di vita sui pianeti (per la maggior parte piante, licheni o funghi) e poi rivendere i dati di queste analisi, ma la cosa anche qui, non paga. Troppi pochi crediti a fronte della mole di tempo che ci si impiega a trovare i campioni di analizzare e tra l’altro manca pure la soddisfazione di leggere una descrizione della specie appena analizzata, un qualcosa possa fornire qualche dettaglio scientifico come accade per le stelle e i pianeti e faccia dire “Anvedi che ho scoperto!” Nah, niente di simile.
E non voglio soffermarmi nel dettaglio su tutti i bug grafici e di altra natura in cui mi sono imbattuto: la loro presenza già dovrebbe dirla lunga sulla questione superficialità.

Lato Tecnico 40%
Aggiunte al gioco base 80%
Giocabilità 50%
Final Thoughts

Se leggendo questo articolo la domanda a cui volevate rispondere è "Vale la pena acquistare Odyssey?", bhè la risposta che a malincuore mi tocca dare è no. Che scopo c'è nel farlo? Per provare delle funzionalità che fino ad ora non erano mai state presenti nel gioco base certo, ma in queste condizioni? E soprattutto con una progressione azzoppata da missioni troppo poco remunerative sotto ogni punto di vista? Davvero l'utenza si merita questo? Mi spiace, mi spiace davvero tanto, perché ho amato ed amo ancora questo gioco, ma vedere un'espansione così importante trattata in questo modo mi fa davvero che Frontier abbia bisogno di rivedere il modo in cui gestisce il rilascio dei suoi contenuti. Non è possibile che all'utenza vengano sempre consegnati contenuti incompleti e che hanno bisogno di revisioni, che oltretutto arrivano dopo anni. Se arrivano. Perché purtroppo non è la prima volta che succede e da un gioco con una fanbase così appassionata ci aspetta di più. Una delusione.

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