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Fire Emblem Heroes v2.3.0 – Recensione


 

Nintendo

Sviluppatore

Nintendo

Publisher

RPG,strategia

Genere

È giunto il momento di trattare Fire Emblem Heroes, ossia l’applicazione per cellulare dell’omonima saga, come merita di essere trattata. FEH, come chiamato in confidenza (dal gioco stesso, non è che mi metto a millantare intimità con l’applicazione), muove i primi passi come tutti i giochi per smartphone, ossia in sostituzione del canonico giornale sul cesso; con il passare del tempo tuttavia si ritaglia sempre più spazio, aggiunge sempre nuovi contenuti, e si trasforma in un gioco che è degno di essere annoverato tra i capitoli della saga.
Volete scoprire perché? Un attimo, prima il trailer. Si, si, ho detto proprio trailer, di un gioco per cellulare; intro del “secondo libro”, lanciato all’inizio del secondo anno di attività. Schermo intero, musica a palla e se non vi fomentate come dei ricci in una scatola di cucito è meglio che andate a giocare con a sabbia nei parchetti pubblici, non meritate i gdr.

Il “porting” di una saga

Fire Emblem Heroes, come già detto, nasce per portare su smartphone la fortunata saga Nintendo. Ma se con Super Mario Run e Animal Crossing Pocket Camp i nipponici hanno dimostrato di cavalcare il casual gaming tipico della piattaforma a scapito delle controparti su console, con FEH hanno invece reso gli onori alla saga tramite un complesso sistema di gioco. Ma come si porta un gioco come Fire Emblem su cellulare? Un buon modo è quello che hanno utilizzato: limitando la durata delle battaglie e lo spazio delle mappe. Una rapida occhiata alle immagini qui accanto basterà a dare un’idea delle poche mosse necessarie a concludere il combattimento. Se credete che tutto questo riduca la difficoltà, mi spiace informarvi che siete destinati ad un triste e brusco risveglio. Nei capitoli su console potevate prendervi il tempo e lo spazio necessario a far sì che le truppe nemiche si scontrassero con i vostri eroi di riferimento, ma in Fire Emblem Heroes tutto questo non è così semplice; basta un attimo di distrazione, o un’abilità imprevista, per finire in balia di un nemico in grado di eliminarvi il personaggio in un attacco.
Come su console il ciclo dei colori è fondamentale per gestire punti di forza e debolezze delle varie unità, ed è indispendabile crearsi una situazione di vantaggio o almeno di parità, altrimenti anche il nemico più innocuo può rivelarsi mortale. Anche in questo capitolo troviamo poi le varie classi, che però sono limitate alla semplice tipologia e incollate ai personaggi. Ci sono le unità volanti, la fanteria, i corazzati, i cavalieri, con i sottogruppi mago, drago e, tornando sul discorso dei colori, i neutri che spesso sono arcieri o guaritori. Di nuovo, tutto come da manuale: i volanti superano gli ostacoli, i cavalieri si muovono molto di più, i corazzati si muovono poco ma “takano” le bombe atomiche. Tutto questo genera le solite debolezze (volante perde contro arco, corazzato contro magia, eccetera). Questo lo scheletro, il bello viene dopo.

Vita da mobÍle

Il titolo, letto male, potrebbe far pensare ad una campagna promozionale Ikea, ma in realtà è volto ad affrontare proprio quello spinoso argomento che è la differenza tra i giochi per console e quelli per smartphone.
Leviamoci subito il dente: si, anche in FEH ci sono microtransazioni e cooldown lunghi ore, MA non impediscono di fare cose e non generano un PAYtoWIN. Anzi, specifico sin da ora che non ho mai pagato nulla per fare tutto quanto sto raccontando.
L’esperienza alla base di Fire Emblem Heroes è la possibilità di evocare tutti (non ancora tutti, ma capirete che non sto parlando di bruscolini quando dico che, attualmente, versione 2.3.0, siamo a quota 228) gli eroi dell’intera saga, da poter poi utilizzare nelle battaglie. Per far questo servono le sfere che si guadagnano loggando quotidianamente, completando missioni, oppure pagando in reni. L’eufemismo serve a lasciar intendere i costi.
Grazie a queste sfere evocheremo casualmente gli eroi, che a seconda della rarità potranno avere da due a cinque stelle. I cinque stelle, per la gioia di Di Maio, avranno le caratteristiche più alte possibili e potranno imparare tutte le abilità di quel determinato personaggio, altrimenti bloccate nelle stelle inferiori. Se siete degli sfigati cronici in termini di casualità non disperate, perché è comunque possibile far avanzare un personaggio al grado successivo pagando in piume dell’eroe. Cosa sono? L’ennesima valuta del gioco che si può acquisire loggando quotidianamente e completando missioni.
Se da una parte i cooldown tipici dei giochi smartphone rendono evidente che l’approccio è sicuramente quello di riempire i tempi morti e non passarci intere giornate, dall’altra ci sono oggetti  che possono azzerare i cooldown e si possono ottenere semplicemente tramite missioni, nemmeno tanto difficili. A prescindere da questo, mi è capitato più volte di occupare ore intere sulle numerose attività disponibili o sulla costruzione del party. Più si va avanti, più eroi si hanno a disposizione, più la possibilità di prolungare il tempo di gioco aumenta.
Permettetemi di mettere il focus sulla progettazione di un gioco fatto come si deve:
OGNI valuta/personaggio/oggetto acquistabile si può ottenere giocando;
PIU’ tempo si dedica al gioco, più le limitazioni di tempo passano in secondo piano.
SI, MA, LA TRAMA?
Anche in questo la trasposizione su cellulare apporta modifiche. La trama a ben vedere c’è, ma passa in secondo piano ed è assolutamente trascurabile. Gli episodi vengono distribuiti nel corso dell’anno e portano avanti la storia con pochi dialoghi prima del combattimento. È chiaro che tutta l’esperienza di gioco risiede nei combattimenti. Bisogna però dar credito a Nintendo su una cosa. Nel libro primo, ossia la stagione del primo anno, siamo passati da una banalità pruriginosa (i due protagonisti che hanno perso un fratello in tenera età e, guarda caso, c’è un individuo mascherato tra le file nemiche) ad un secondo libro che va ad attingere direttamente dalla mitologia norrena con i regni di Múspell, Nifl e personaggi come Loki, Surtr, Fjorm. I dialoghi sono passati dal “Ah, chissà che fine ha fatto il mio caro fratello!” a “Perché stanno scegliendo quella strada? Probabilmente stanno cercando un modo per fermarci e visto dove stanno andando si trova a Nifl. Anticipami là mentre io cerco di fermarli.” Non certo Guerra e Pace, ma sicuramente ci stiamo avvicinando agli standard della saga.

OF NERDING, OF GRINDING

Prima ho parlato dello scheletro delle meccaniche, ora vorrei parlare del formoso e soffice “bello” che avvolge l’intera esperienza di gioco, o il corpo di alcuni dei personaggi femminili. E per non essere etichettato come maschilista allego l’immagine di questo seminudo, muscoloso e bagnato Xander (mi raccomando, il gioco è PEGI 12). Se vi state domandando del perché esiste Xander in questa versione prima di tutto ricordatevi che è un gioco giapponese, e in secondo luogo andate a leggete il capitolo dopo.
Cercate di seguirmi ora e magari aiutatevi con l’immagine con Takumi qui sotto. Al di fuori delle classi, ogni personaggio ha in totale tre abilità che rappresentano l’attacco, una mossa di supporto e la mossa speciale (che si può caricare prendendo o dando colpi). Oltre a queste tre ci sono poi tre slot di ulteriori nuove abilità che sicuramente chi ha giocato agli ultimi Fire Fmblem per 3DS, per gran parte, conosce già. Oltre a queste c’è un ulteriore slot per quelli che vengono chiamati “sigilli” e, di fatto, sono ancora delle abilità. In totale siamo a quota SETTE slot. Bene, ognuno di questi spazi è personalizzabile con le abilità apprese dal personaggio o con quelle ereditate da altre unità. Addirittura si possono sostituire quelle già apprese e cambiate all’occorrenza prima dello scontro. Nota di colore per dare un’idea della vastità senza entrare nel dettaglio: i sigilli possono essere forgiati e potenziati.
Non mi dilungo ulteriormente sulla varietà delle abilità a disposizione perché la barra di scorrimento parla da sola.
Già state entrando nell’ordine di idee che l’approccio strategico non è lasciato al caso. Per quanto riguarda la scacchiera delle mappe, esistono caselle con ostacoli che possono essere distrutti, caselle di rallentamento, caselle che rallentano solo un determinato tipo di unità, caselle di fortificazione.
Ancora, andiamo avanti: gli eroi più famosi della saga brandiscono armi uniche, le quali, oltre ad avere abilità uniche, sono potenziabili attraverso l’officina delle armi. Ennesimo aspetto di gioco che funziona con una valuta ottenibile attraverso missioni.
Non è finita, ogni unità sale di livello fino ad un massimo di quaranta più clausola. La clausola prevede fondere assieme due eroi identici e dello stesso grado di stelle ottenendo un +1 accanto al livello che aumenta di poco le caratteristiche. Questo processo è ripetibile ed è solo uno dei tanti metodi per eliminare i doppioni dei personaggi ottenendo vantaggi.
Senza tediarvi ulteriormente credo abbiate capito la profondità di un gioco che è nato con poco più dello scheletro e si è espanso fino a diventare un gdr di tutto rispetto. Gran parte di queste cose infatti non erano presenti al lancio, ma sono state introdotte nel corso del primo anno di attività. E tenete presente che non ho nemmeno elencato tutto!

CASUAL GAMING UN PAIO DI CIUFOLE

Avendo fatto una panoramica generale di quello che Fire Emblem Heroes offre in termini di meccaniche, ci manca da capire come poter sfruttare tutto questo.
Cominciamo con il dire che Nintendo mantiene l’attenzione dei giocatori con un fittissimo calendario di eventi che va a soddisfare le diverse modalità di gioco. Ne è un esempio l’immagine qui accanto: al centro potete vedere la programmazione che va da metà Marzo a fine Aprile. Ci sono banner di evocazione con il rilascio di nuovi eroi (o versioni festive, vedi lo Xander da spiaggia di sopra), nuove mappe impegnative per quelli che amano le sfide, eventi a breve termine per occupare il tempo, missioni dell’intera community che si dilungano nell’arco della giornata, festival del farming dove bisogna ripetere i combattimenti il più possibile per ottenere i premi migliori, e così via.
Un buon modo per capire la grande quantità di cose da fare è guardare i menu. Qui a sinistra una carrellata dei principali.
Non mi dilungo nella spiegazione di ogni voce e menziono solo le modalità che differiscono maggiormente dagli scontri semplici.
Nella modalità lotta di potere invece della solita squadra di quattro personaggi si sceglie una brigata di venti unità e al suo interno si possono reclutare anche quelle degli amici. Lo scopo è quello di conquistare e difendere le basi nemiche in mappe molto più ampie.
L’arena consente di affrontare le squadre di altri giocatori in due modalità: scontro singolo o sopravvivenza. Le classifiche sono settimanali e la posizione viene scelta in base al punteggio ottenuto.
I combattimenti a catena impediscono di usare doppioni, dando fede alla tradizione della saga in cui se un eroe muore non può essere riutilizzato. Ma solo per quella serie, tranquilli, non ve lo cancellano.
Nella torre di allenamento si possono far salire di livello i propri eroi.
Ognuna di queste attività si suddivide in diversi gradi di difficoltà, che vi tradurrò in termini comprensibili.
Normale e Difficile= Sei in coda alle poste.
Folle = Calendario dei santi.
Infernale= “Ti consiglio di foddargli L&D oppure di pullare il nuovo banner, ma evita di mergiarlo perché tanto il +10 equivale a 5* nella build +atk -res”.
Infernale+ = Congratulazioni, sei giapponese.

ARTWORKS

Che con Fire Emblem Heroes Nintendo abbia centrato a pieno un obiettivo è ormai evidente, ma ciò che distingue un bel gioco da un capolavoro è la cura dei dettagli. In questo particolare frangente faccio notare come ogni eroe della saga sia stato raffigurato con bellissime rappresentazioni e per farlo siano stati interpellati non solo diversi disegnatori, ma anche i diversi doppiatori che, giustamente, sono stati menzionati nella scheda dell’unità. Sempre nella scheda è presente un meccanismo già introdotto in Fates… che non so descrivere mantenendo una qualsiasi forma di dignità. La butto lì nuda e cruda: si può accarezzare il ritratto del personaggio facendo spuntare cuoricini e in cambio lui/lei dirà una delle sue frasi.

grafica 94%
sonoro 90%
giocabilità 100%
carisma 90%
longevità 100%
Final Thoughts

Fire Emblem Heroes è tutto ciò che i fan della saga possono chiedere da una versione per cellulare. La vastità di contenuti lo rende più vicino a giocatori smaliziati e intenzionati a riversarci del tempo, ma anche chi vuole semplicemente collezionare tutti gli eroi disponibili o occupare qualche minuto della giornata può farlo senza troppi problemi. La difficoltà oscilla tra il banale e l'impossibile, con tutti i gradi intermedi, e nessuno di questi è indispensabile. Le microtransazioni esistono, ma non vincolano e favoriscono veramente poco. Onestamente, se potessimo liberarci di quello snobbismo che ci fa considerare i videogiochi per cellulare come una categoria di second'ordine, potremmo addirittura affermare che è un capolavoro.

Overall Score 94%
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