PC, Recensione

Fist of Jesus – Recensione


Mutant Games

Sviluppatore

Kiss

Publisher

Beat’em Up, Giochi sacri

Genere

Non ho assunto sostanze stupefacenti. Bene, chiarito da subito il concetto, vado a parlare di Fist of Jesus, simpatico beat’em up nel quale Gesù ed il “fidato” Giuda vanno in giro per la Galilea a sfondare di mazzate gli zombi. Non fate quella faccia e rileggetevi la prima frase della recensione, che si parte a vedere questa follia assoluta. Poi una bella scomunica a tutti quanti.

Nessun… non nessuno, Gesù Cristo non nessuno

fist of jesus spear

“e Jesus armato di lancia colpì i non morti della Galilea…”

Un concept così malato mentalmente è quello venuto ad un gruppo di spagnoli che stanno cercando i fondi per finanziare un vero e proprio film al riguardo, il quale porterà il titolo di “C’era una volta a Gerusalemme”. E come caspio può esserci una trama umana dietro a tutto questo? Semplice: Gesù, come da Vangeli apocrifi e non, resuscita Lazzaro dalla morte, ma siccome è la prima volta che lo fa gli viene male e così dà inizio ad una apocalisse di zombi, divisi tra gente del posto, soldati romani e, mi pare chiaro, cowboys. Dovremo quindi sgominare le varie armate pronte a distruggerci a suon di pugni ed attacchi vari, per un totale poco indifferente di 50 livelli, tra i quali non mancheranno prove di abilità, boss tratti direttamente dalla Bibbia (chi non ricorda le bende lazo di Lazzaro od il gigantesco Kraken che Gesù affronta dopo avere camminato sulle acque?) ed armi di vario tipDLINDLON Scusate ho già alcune guardie svizzere che mi stanno scampanellando casa, quindi urge passare rapidamente al prossimo punto, ovvero il gameplay.

Sacre Arene

fist of jesus (4)

Non osavo scriverlo direttamente in rece, ma potete picchiare anche i polli e le pecore. Così, giusto per inimicarsi anche il PETA

Spostando per qualche minuto il mirino recensorio da tutte le immense cacchiate di cui sopra, tante perlopiù messe per far umorismo facile sopra le righe, vediamo di concentrarci su quanto effettivamente vi sia di giocabile. Ogni livello non è altro che uno spazio chiuso nel quale spostarci, di ben poco, avanti e indietro, picchiando ogni non morto che ci attacchi: in precedenza ci verrà detto cosa compiere per arrivarne alla conclusione, come sopravvivere fino alla fine, raggiungere un totale di punti, eliminare un certo tot di particolari nemici, compiere talune mosse, eccetera. Anzi, nessun eccetera, sono sempre quelle, in combinazioni differenti, più i boss da tirar giù, anche questi sempre uguali, mostrando una pessima inclinazione al riciclo, piuttosto che alla resurrezione.
A vivacizzare un po’ le cose i diversi tipi di nemici, pure quelli intendiamoci sempre identici, ma che ci portano a sfruttare piccoli approcci diversi a seconda della situazione: vi è chi attacca da vicino e chi da lontano (specialmente gli zombi western, armati di lazo, pistole e fucili), altri mostri più duri e grossi ed infine il mistero dei lebbrosi. I lebbrosi, in questo gioco, esplodono, letteralmente. Non riesco a capire la connessione tra le due idee, in ogni caso ci faranno un bel po’ di danno se non saremo più che attenti.

Religios Kombat

Dopo il livello 30, si muore più spesso di quanto non potreste pensare.

Dopo il livello 30, si muore più spesso di quanto non potreste pensare.


Nel corso del gioco potremo con un tasto cambiare il nostro personaggio tra Gesù e Giuda, ognuno con propri attacchi speciali differenti simil religiosi, e che per ricaricarsi ci metteranno un sempre troppo lungo tempo: passiamo dalle stelle cadenti all’onda energetica (altra cosa religiosissima), oppure alla creazione di pani e pesci (ma non venivano solo moltiplicat… no va beh scusatemi per un attimo sono caduto nel ragionamento), i primi da mangiare ed i secondi da tirare. Non sapete infatti quanto male possano fare i pesci del gioco, vere e proprie munizioni da lancio da usare alla bisogna. Di per sé il gioco procede così, con qualche altra arma trovata per terra o con qualche passo nel mondo degli rpg, dato che alla fine di ogni livello guadagneremo esperienza (per salire di grado) e denari (per comprare armi bonus e potenziare ogni singolo attacco); sfruttando un certo tempismo, potremo poi far scattare una supermossa (Divine Punishment!), in grado di eliminare un nemico in un colpo solo, con richiami gore nerdici tipo tirargli fuori il cuore dal petto o sradicargli la capoccia.
fist of jesus (3)

DIVIIINE PUNISHMENT !!!

Di nuovo: si vuole fare umorismo sopra le righe, ma il sistema non è così comodo ed in pochi casi non risponde neppure benissimo.
Al proposito di difettoni, sappiate che voi potrete colpire i nemici solo lungo il vostro asse orizzontale, mentre gli altri vi colpiranno la testa anche ad un metro di distanza, facendo venire qualche dubbio sul fatto che si stia giocando con figurine di carta ritagliata poggiate a terra. Chiudono il giro sacro dei minigiochi di riflessi in cui dovremo sparare prima di un nemico allo scattare di un segnale !!! sullo schermo: non ho ancora capito quanto funzioni relativamente o quanto sia scarso io, perciò soprassediamo vah, anche perchè nuovamente sono sempre uguali e non tolgono nè aggiungono nulla al totale.
Parlare del piano tecnico mi sembra esagerato, in due parole i disegni sono molto più giappon puccettoni di quello che si può pensare, così come le musiche sono carine (come il tema western della mappa… non devo farmi domande, non devo farmi domande!) ma assai scarse in numero.

Valutazione

Grafica 72%
Sonoro 65%
Giocabilità 70%
Carisma 70%
Longevità 78%
Final Thoughts

Sulla fine Fist of Jesus dà l’impressione di essere un titolo fatto giusto per farsi due risate ed occupare il tempo, alternando momenti più o meno duri da affrontare ad una tediosa ripetitività di fondo che non giova nel giudizio sul gameplay. Diciamo che avrebbe tutte le carte in regola per essere uno di quei giuochi che si vedono sul Faccialibro, mentre staccato a sé stante è un divertimento blasfemuccio e nulla più.

Overall Score 71%
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