PC, Recensione

Fist Puncher – Recensione


Team2Bit

Sviluppatore

Adult Swim Games

Publisher

Azione, Picchiaduro a Scorrimento

Genere

Sull’ondata di un apparente ritorno dei picchiaduro a scorrimento o giù di lì, eccoci che – puntuali come un treno di Ferrovie dello Stato – ci accingiamo a recensire Fist Puncher, beat’em up bidimensionale dei Team2Bit edito dai ficomani di Adult Swim Games. Tra un papagno e l’altro, diamo un’occhiata al filmato e poi commentiamo:

Cazzottatori di pugni

Fist Puncher (2)Fist Puncher è un picchiaduro bidimensionale a scorrimento old style, che con uno stile grafico a metà tra i classicissimi giapponesi e un’iconografia à la Griffin o South Park ci mette nei panni di uno sgangherato gruppo di vigilantes intenti a sgominare la banda del baffuto Milkman, rea di aver sequestrato le miss di un concorso di bellezza internazionale – e di altri 150 ziliardi di reati più o meno astrusi che andremo a impedire o giù di lì durante la nostra manesca avventura. All’inizio del gioco potremo scegliere tra 4+2 personaggi (su un totale di 17 sbloccabili), featuring il Dr. Karate – un neurochirurgo cintura nera dell’omonima arte marziale giapponese -, Steroid Jackson – un giocatore di baseball fattone e fermamente convinto nel potere del doping -, Hella Fistgerald – una buzzurra tatuata -, e l’Apicultrice, di cui non abbiamo capito la logica ma che spara api.
Mentre ci rendiamo conto solo ora che mettere la virgola dopo il trattino incidente è una mezza cazzata orto-topografica, ci avvinazziamo verso il paragrafo del gameplay.

Ho i pugni nelle mani!

A scelta tra tastiera e pad (il secondo, come da copione, fortemente consigliato), controlleremo il nostro violento alter ego nelle sue imprese per le strade della città. Le azioni da fare saranno le consuete: pugno, calcio, presa e zompo più altre meno solite come guardia, rotolamento evasivo e due tasti dedicati agli attacchi speciali – questi ultimi, ovviamente, variabili a seconda del personaggio.

Fist Puncher (3)Dopo il primo livello introduttivo a mo’ di tutorial, ci troveremo a spostarci sulla grande mappa di gioco in stile Super Mario World (o Streets of Rage illegale fatto in casa, per intenderci) per scegliere lo stage da affrontare, con cotanta possibilità di cambiare personaggio ad ogni livello. La meccanica di ogni sezione di gioco è abbastanza lineare: ci si sposta da manca a destra di chi guarda fracassando tutti di botte. Si potrà interagire parzialmente con gli scenari (ci sono anche delle aree segrete da scoprire), entrando in determinate stanze e sollevando di tutto e di più a fini di lancio contro il nemico: pietroni, bidoni&sacchetti della “munnezza”, auto Smart verdine (con buona pace della pubblicità occulta) e malati in sedia rotelle saranno solo alcuni degli items da poter scagliare contro il nemico – che, in alcuni casi, ve li saprà pure ri-tirare contro con un tiro a volo manco fossero il tizio sulla copertina dell’album dei calciatori Panini.

Nonostante la semplicità di base, l’approccio alle botte non è mai banale: solo nei primi livelli bastare premere tasti a caso e andar giù di jump kick, poi bisognerà studiare bene l’approccio al nemico e muoversi con cautela per evitare di finire allineati col pavimento troppo presto. La varietà si mantiene sempre alta grazie a “paesaggi” ben variati e soprattutto a una diversità di situazione da affrontare: dal livello di guida moto a quello contro gli zombie, passando per degli squali mutanti e dei fanatici della musica techno, non ci sarà mai da annoiarsi.

Carina l’idea di implementare dei semplici elementi ruolistici: i nemici sconfitti e gli oggetti raccolti ci faranno ottenere punti esperienza, e ad ogni salità di livello otterremo due punti da distribuire nelle 5 caratteristiche del personaggio o un perk che ci darà abilità speciali più o meno utili, a seconda del nostro stile di gioco. Questo aspetto si rivela discretamente curato e capace di dare un interessante “plus” al gioco in quanto a personalizzazione del nostro violento alter ego preferito, senza costringerci a farming di genere (a meno che non si voglia puntare tutto sul superpersonaggione di 84esimo livello per evitare problemi).

Fist Puncher (1)Il sistema di salvataggio è un po’…particolare: la partita sarà memorizzata ogni volta che potenzieremo il nostro personaggio dopo la sua salita di livello. In più, può esistere solo un “megasalvataggio” per volta – per cui, se vogliamo ricominciare da capo, dobbiamo resettare tutto con l’apposita funzione dal menù di gioco.

La curva della difficoltà del gioco è gestita in maniera alquanto buona, senza barriere eccessive a tre metri dall’inizio né cadute eccessive nella semplicità verso la fine. La longevità è alta, con 50 livelli “di default” e tante spinte al “rigioco”, come l’atto di provare a potenziare tutti (o quasi) i personaggi, la sfida all’ottenere il tempo migliore per completare un livello (il tempo migliore viene memorizzato) o la ricerca di oggetti rari collezionabili e delle “card-achievement” consultabili in un apposito album virtuale come si faceva con quelle acquistabili da giornalaio. Punto di forza è il multiplayer locale fino a quattro giocatori, casinista a non finire e molto divertente, in pieno spirito arcade e/o console dell’era 16-bit.

Ciò detto e senza sbroccare oltre, possiamo dire cheFist Puncher – nonostante un aspetto non propriamente affascinante (per quanto ottimamente funzionale al suo scopo di gioco commediante) – è un titolo che sicuramente farà gioire i fan dei picchiaduro a scorrimento e gli smanettoni in generale. Tanta carne al fuoco, un gameplay facile da capire ma che va sviscerato e un bel po’ di sbloccabili lo rendono un titolo davvero interessante. Diamo inoltre un pieno “pollice su” per le numerose citazioni ai limiti dell’assurdo – tra cui il leggendario Bad Dudes e persino Ninja Golf! – e per l’umorismo trash delle migliori/peggiori commedie americane, tra cani da lancio

KO tecnico?

Sotto il profilo tecnico, Fist Puncher riesce a tenere botta. La grafica, di certo non fatta per essere bellerrima a vedersi, è divertente e colorata, riuscendo inoltre ad essere sempre chiara e soprattutta sempre fluida ed esente da rallentamenti anche a schermo stracolmo di nemici e oggetti in movimento. Peccato per qualche piccolo problema di prospettiva che alle volte rende più facile colpire ed essere colpiti, specie negli scontri con gli avversari giganteschi dall’aspetto alla nemico di Kenshiro. I controlli in linea generale funzionano bene, e a parte la piccola “incomprensione” di cui sopra, la tecnica del gioco è solida e non inficia la giocabilità. Aggiungiamo inoltre che il gioco è sia molto stabile che molto leggero sul nostro HD, ed è capace di girare senza problemi su di un’ampia gamma di macchine.

Il sonoro è leggermente sottotono rispetto al resto. Composto da alcuni piacevoli suoni retrò (di un retrò di ispirazione atariana) e da musiche in stile “tunz tunz” tamarriano, il comparto audio non graffia particolarmente ma non stupra nemmeno l’impianto auricolare delle nostre teste. Qualche traccia, comunque, riesce a imporsi positivamente nei nostri timpani.

Valutazione

Grafica 76%
Sonoro 66%
Giocabilità 90%
Carisma 100%
Longevità 93%
Final Thoughts

Fist Puncher è un ottimo titolo di stampo retrò, capace di mescolare una marea di elementi classici con del sano humor trash e tanto casinismo multiplayer locale. Complici sia il conveniente prezzo del biglietto che la longevità oggettiva, Fist Puncher è un gioco che non potrà mancare nelle collezioni di tutti gli smanettoni grandi e piccini.

Overall Score 85%
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