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Gabriel Knight Sins of Fathers – Anteprima


Erano gli anni novanta quando la prima volta Jane Jensen provò a produrre un gioco tutto suo. La sviluppatrice aveva già collaborato con Roberta Williams nella creazione di King’s Quest VI, una delle serie di avventure grafiche più famose dell’epoca e, su incoraggiamento della Williams, provò a lanciarsi in questo ambizioso progetto chiamato Gabriel Knight. Il gioco, prodotto anch’esso dalla Sierra Online, come gli stessi King’s Quest, uscì nel 1993 ed ebbe così tanto successo da motivare altri due episodi: The Beast Within e Blood of the Sacred.
Ora sono passati più di vent’anni e proprio per celebrare il compleanno del primo Gabriel Knight, come già detto nella nostra intervista con Jane Jensen, è in arrivo il remake di Gabriel Knight Sins of fathers, il primo della trilogia.
Sviluppato da Pinkerton Road con l’aiuto di Phoenix Online studios e prodotto dall’ala della Activision che sta riportando in vita la vecchia Sierra Online, il gioco aggiunge ben poco alla trama originale e promette di raccontare anche ai nuovi giocatori la trama esoterica e misteriosa, tipica dello stile Jensen, che all’epoca affascinò tanti degli attuali trentenni.

LIFTING

gabriel knight screenshot (3)Il gioco originale aveva chiaramente i suoi limiti e quindi la veste grafica è stata completamente rifatta dagli artisti della Phoenix Online. Si può dire che stanno decisamente migliorando con il passare del tempo e il progresso da Cognition a Gabriel Knight, passando per Moebius, è evidente. Ora gli scenari sono tutti di ottima qualità e i personaggi, nonostante abbiano ancora movimenti legnosi (come quasi qualsiasi avventura grafica d’altra parte), stanno raggiungendo un livello di dettaglio considerevole.
Anche le musiche saranno registrate da zero, ad occuparsene sarà la stessa persona che le creò vent’anni fa, ossia l’altra metà di Pinkerton Road: Robert Holmes. Non si tratta di una nuova colonna sonora, ma di una versione pulita e orchestrata di quella originale.
Con grande rimpianto si dovrà abbandonare anche il magistrale doppiaggio poiché l’audio era talmente compresso che la qualità odierna non reggerebbe il confronto. Addio quindi a Tim Curry e alle altre star di Hollywood che avevano prestato la loro voce ai personaggi. gabriel knight screenshot (5)Proprio sul doppiaggio vorrei spendere due parole, perché la versione che ho provato mi lascia qualche perplessità sull’ostentazione di Gabriel e il narratore. Gabriel appare come una via di mezzo tra Don Giovanni e Carlo d’Inghilterra, mentre il narratore assomiglia in maniera inquietante, sia per il tono, sia per l’accento, a questa donna(l’intervistata). Ammetto che le due voci, terribili al primo impatto, si sono insinuate nella mia testa molto lentamente, tanto che mi ci sono abituato e a lungo andare ne ho apprezzato l’originalità, ma… aspetto la recensione per dare un parere definitivo.

NAVIGANDO TRA I RICORDI

gabriel knight screenshot (2)Sostanzialmente stiamo parlando sempre dello stesso gioco di vent’anni fa in fatto di trama ed enigmi. Ci sono ben poche aggiunte e la maggior parte di queste sono appunti, concept art o screenshot del gioco originale.
Ciò significa che siamo di fronte ad una solida avventura grafica vecchio stile, con le con le comodità odierne, come ad esempio il tasto per evidenziare tutti i punti dell’ambiente con cui è possibile interagire.
Per cercare di rimanere fedeli all’originale, nonché mantenere in vita una delle meccaniche che contribuiva non poco alla complessità dei titoli di allora, molti dei punti di interazione manterranno l’approccio multiplo (ossia osserva, tocca, usa). Questo impedisce, come siamo abituati oggi, di capire a colpo d’occhio gli oggetti cardine degli enigmi in base alle azioni disponibili. gabriel knight screenshot (1)Altro dettaglio da non sottovalutare è la grande quantità di punti di interazione, che rischiano di sviare l’attenzione da ciò che è realmente importante. Come dicevo, tutto a vantaggio della complessità… almeno per chi non ha giocato il gioco originale.
Piccola macchia sul quadro sono alcuni errori di animazione e qui si tratta di un terno al lotto, perché con Cognition i Phoenix Online hanno dimostrato di saper ripulire perfettamente il gioco per la data di lancio, con Moebius, qualcosa era sfuggito. Staremo a vedere.

FOMENTO
Final Thoughts

In sostanza Gabriel Knight Sins of Father sembra essere un degno remake, piacevole da giocare e da ritrovare. Il gioco completo e il prezzo saranno il vero metro di valutazione, soprattutto per capire se vale la pena, per chi già conosce la storia o possiede il gioco originale, acquistarne una nuova copia.

Overall Score 4.1

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