Game Pills, Recensione

Game Pills – Mini Recensione: La saga di Ori e l’amore per il passato


Quali straordinarie sorprese sono state i due episodi di Ori.
Generalmente sono uno che detesta i tanto decantati “giochi artistici”, spesso non sono altro che una galleria digitale svolta da buoni mestieranti, peccando di esperienza effettiva per quello che concerne il lato ludico. Lo so, molti probabilmente amano Journey, ma è il chiaro esempio di quello che intendo. E sono anche scettico nel definire arte solo ciò che ha pretesti “poetici” o emozionali. Ma senza divagare, diciamo che le due opere di Moon Studios sono totalmente differenti.

Ori

I due Ori si contraddistinguono per uno stile delicato, di animazioni che toccano il cuore, le quali fanno cornice a una favola a tratti oscura, ricca di archetipi che non possono lasciare impassibile il giocatore. Si parla di amicizia, di vendetta, di giustizia, di morte, si elogia la vita, si teorizza sulla rinascita. Si parla di famiglia, di paure, della conoscenza, delle abilità personali, di altruismo, egoismo e di diseguaglianze. In Ori non esiste una morale spicciola, il bene e il male non sono così evidenti. E tutto questo non viene sbattuto in faccia come troppe (ripeto: troppe) volte accade nei videogiochi, con frasi a effetto o colpi di scena “eclatanti”. Si scopre pian piano. Si apre come una foresta ai raggi del sole. Ori accoglie il giocatore nel suo mondo ma non lo corteggia.

Ori

E qui entra forse la parte più straordinaria delle due opere. Ori non fa sconti, Ori non è il solito tunnel colorato che porta a braccetto il giocatore verso la scritta “the end”. Sono giochi che ti fanno sputare sangue in stile Castlevania per via della loro difficoltà e hanno l’umiltà di ricordare le origini. Ori non è il nuovo che incontra il passato, è il nuovo che fa l’amore con il passato. E quello che ne è uscito è un videogioco assolutamente genuino, oltre che fatto dannatamente bene. Ori non ha cancellato la parola divertimento dal proprio vocabolario perché per taluni in un videogioco “ricercare il divertimento è troppo da sempliciotti”. Ori riesce a essere ludicamente coinvolgente senza staccarsi mai dalla narrazione principale, dal suo focus, dal suo messaggio… che poi è quello che rende un videogioco coerente e affascinante.
Assolutamente consigliati (da giocare entrambi come opera unica). Tra i migliori titoli di questa generazione, a mani basse.

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