Chorus Recensione – Un singleplayer vecchia maniera

- Chorus Recensione – Un singleplayer vecchia maniera

Chorus appare fin da subito come un gioco un pochettino fuori dal tempo soprattutto perché è stato rilasciato finito. Sviluppato dalla Deep Silver Fishlabs, la protagonista della storia è Nara, una combattente dal passato misterioso che si è rifugiata ai margini dell’universo per sfuggire a un culto religioso chiamato “The Circle”.

Il gioco è disponibile per tutte le piattaforme più conosciute (PC, PS5, PS4, XBOX ONE e Series S/X) anche se non è stato molto pubblicizzato e per questo motivo l’uscita è passata in sordina per la maggior parte dei giocatori. Chorus è invece stato una piacevole sorpresa, soprattutto se cercate un gameplay arcade molto spettacolare ma allo stesso tempo abbastanza semplice da padroneggiare.

Trama

La trama di Chorus è piuttosto piatta e anche prevedibile se prestate un minimo di attenzione alle varie sequenze di intermezzo. Nara, la protagonista, è il miglior pilota di una setta religiosa chiamata “The Circle” e possiede abilità sovrumane che le sono state donate da esseri misteriosi chiamati faceless per mezzo di una serie di riti. La setta religiosa a cui appartiene Nara sta cercando di convertire tutto l’universo alla sua religione tramite l’uso della forza e il controllo mentale. I mondi che decidono di non sottomettersi vengono distrutti e proprio per questo motivo le tante battaglie e i tanti morti logoreranno lo spirito di Nara e ne provocheranno la fuga verso un sistema sperduto di nome Stega. La fuga dal Circle sarà solo provvisoria perché l’espansionismo estremo della setta, prima o poi, arriverà in tutti i sistemi.

Gameplay

Chorus è un tipico sparatutto spaziale in cui siamo alla guida di una navicella che vediamo dall’esterno come in terza persona. Il gioco ha una forte base Arcade, non ci sono sistemi complicati come a esempio in Elite Dangerous e non dovremo smanettare con molti comandi. La guida è molto fluida è appagante che ci permette azioni veramente spettacolari. Ulteriori aggiunta sono i poteri di Nara, che inizialmente non avremo, che vanno a dare un po’ di varietà alle manovre. Anche senza essere dei fenomeni, concatenare bene le abilità darà vita a un gameplay frenetico, ma mai esageratamente confusionario, in grado di intrattenere per ore nonostante la ripetitività di alcune missioni. Il combattimento si basa su poche regole ma molto intuitive. Le minigun fanno danni maggiori allo scafo, per gli scudi servono i laser e per le corazze i missili.

Missioni

I compiti che dovremo portare a termine tendono a essere molto simili tra di loro e alcuni in particolare tendono a diventare noiosi dopo poco. Le missioni della trama sono tendenzialmente missioni di attacco/difesa e esplorazione ma buona parte delle secondarie sono un po’ una sofferenza. Alcune di essere richiedono semplicemente di trovare alcuni oggetti sparsi in una zona (tipo vicino ai resti di una nave distrutta), di scortare altre navi o di andare da punto a punto con ovvio imprevisto nel mezzo. Arrivare alla fine della trama non richiede di completare tutto, ma i crediti fanno comodo specialmente se state giocando a difficoltà alta. Può anche capitarci non riuscire bene a capire quale missione stiamo portando a termine perché in certe situazioni, se non ci fermiamo per controllare il registro, Chorus ci trova sempre qualcosa da fare che però non sappiamo dove ci porta.

Poteri terribili

Il terribili non è da considerarsi in senso negativo, in realtà gli sviluppatori hanno fatto un buon lavoro nel concedere abilità a Nara e a pensare come farcele utilizzare senza abusarne. L’utilizzo di una skill ci fa consumare una barra di energia che si rigenera col passare del tempo, evitando così che il giocatore utilizzi costantemente i poteri a disposizione. Alcune abilità le possiamo definire di “servizio” perché ci sono utili per evidenziare oggetti o passare attraverso barriere che non possiamo normalmente utilizzare. Le più interessanti sono le abilità di combattimento che ci permettono di affrontare battaglie su larga scale dove ci troveremo davanti a svariati nemici contemporaneamente. Un esempio è il rito della caccia che ci permette di teletrasportare il nostro caccia alle spalle di quello che stiamo puntando in quel momento, permettendoci di arrivare subito in coda a un nemico che sta volando in direzione opposta.

Grafica

Chorus è bello a vedersi e ha delle richieste hardware molto basse rispetto a quello che mostra. Nelle mie circa 20 ore di gioco non ci sono stati crash o qualsivoglia problema grafico grave. Vi farà ridere ma è una situazione che ormai capita molto raramente e fa piacere vedere giochi che al lancio sono in uno stato decente. Si sente un po’ quel retrogusto di prodotto rilasciato FINITO che non siamo più abituati ad assaporare da anni. Le aree che possiamo esplorare (il gioco si comporta con un quasi open world ma con porte stellati tra una zona e l’altra) sono varie tra di loro e dopo un po’ si riconoscono a colpo d’occhio per i diversi colori o per come appaiono i pianeti e gli asteroidi.

Personalizzazione

Non ci viene permesso di personalizzare l’aspetto visivo della nostra navicella ma possiamo cambiare il suo equipaggiamento e potenziarne armi e moduli. Non aspettatevi un qualcosa di estremamente complesso o articolato, abbiamo tre slot per le armi che sono sempre dello stesso tipo(gatling, laser e missili) ma sempre più forti. Le difese della nave possono essere migliorate aggiungendo pezzi di armatura e di scudo che vanno ad alzare i punti vita e scudo a nostra disposizione. Completare missioni secondarie ci permetterà di ottenere componenti in modo gratuito oppure di fare su crediti per acquistare il necessario. L’esplorazione gioca un ruolo fondamentale per le nostre finanze dato che possiamo raccattare dei crediti dispersi in giro per il mondo di gioco. Veniamo spinti a ficcanasare un po’ quando ci troviamo davanti luoghi particolari e di interesse con la possibilità di incappare in una missione secondaria oppure di trovare crediti sparsi in giro.

Difetti

Nonostante abbia già fatto capire che il gioco è degno di nota, Chorus presenta anche dei difetti che possono anche essere fastidiosi. Quello, per me, più grave è la poca chiarezza in alcune missioni secondarie. Porto come esempio una missione (oltretutto è nelle prima fasi di gioco) in cui ci viene chiesto di esplorare una zona per trovare un carico alla deriva nello spazio. L’indicatore tra il carico della missione (che dobbiamo cercare utilizzando un rito) e i normali crediti che possiamo raccogliere tramite l’esplorazione è praticamente lo stesso confondendoci non poco. Ci troveremo davanti a queste situazioni in cui gli indicatori sono poco chiari e a volte ci toccherà perdere tempo per capire bene cosa dobbiamo fare. I lato positivo e che di bug che vanno a inficiare la giocabilità in modo grave non se ne sono visti e quelli presenti sono di poco conto.

Recensione
  • Valutazione Finale
    8Voto

    Chorus è un buon prodotto che però ha goduto di una campagna di lancio molto limitata e per questo rimane sconosciuto alla maggior parte dei giocatori. Fa veramente piacere come esistano ancora progetti fatti per cercare di consegnare all'utente finale un gioco completo, senza troppi bug e senza quella classica incertezza sui contenuti che verranno resi disponibili post lancio. Gli amanti dei giochi ambientati nello spazio con controlli arcade saranno molto contenti di Chorus proprio perché il gameplay è appagante senza essere molto complicato da gestire. Gli elementi utilizzati sono semplici ma vengono combinati in modo da richiedere al giocatore un minimo di senso logico sul come affrontare le varie battaglie o anche solo i diversi tipi di navi avversarie. La trama purtroppo non è molto originale e ben presto capiremo dove vuole andare a parare. Merita un buon 8 e credo che riuscirà a far parlare di se una volta scoperto da più giocatori.

    • Grafica
      92
    • Sonoro
      75
    • Giocabilità
      90
    • Carisma
      80
    • Longevità
      70
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